MJIF MAGAZINE

 

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Magazine free della no profit MJ Italian Foundation dedicato a Michael Jackson

Popular Pages


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_______________________________________________________________________________________ Dicembre 2014 n.4 Intervista esclusiva Il contributo di TIFFO&CO. Un incontro speciale Gary la citta’ fantasma

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_______________________________________________________________________________________ Tante le interviste rilasciate in esclusiva a #MJIFMAGAZINE, contributi inediti che permettono di conoscere direttamente dalle parole dei diretti interessati, Michael Jackson, non solo la pop star idolatrata e venerata da migliaia di fans ma l’uomo e il padre apprensivo che Jackson era nella vita privata. Abbiamo conosciuto così negli scorsi numeri MJIFMAGAZINE, David Nordahl, pittore di fama internazionale e amico per vent’anni della pop star cui ha dato anche lezioni di disegno. Michael Bush, suo costumista e inevitabilmente amico per venticinque anni, colui che ha ideato il look di uno degli artisti più apprezzati al mondo. Akasha Richmond, sua chef personale per 14 anni, Akasha ha scoperto l’uomo dolce e attento che Jackson era fuori dalle scene. Jennifer Batten sua chitarrista per tre tour mondiali, una rocker a tutti gli effetti che ha ricordato con noi la professionalità e la precisione maniacale che Jackson metteva in ogni performance… e tanti altri ancora Larry Nimmer, William J.Wagener, Charles Thomson, Geraldine Hughes, Karen Moriarty… state con noi per conoscere il vero Re del Pop!

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_______________________________________________________________________________________ Un incontro speciale .4 Black or white .9 Caribou Ranch .10 Il pugile e il cantante .13 I nuovi amici di MJIF .15 Speciale Thriller .18 Il contributo di Gonzague .27 Intervista Chris Grant .30 E’ nato il BLOG MJIF .36 Gary la città fantasma .37 MJIF dice no all’omofobia .44 MJIF per l’infanzia .47

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_______________________________________________________________________________________ persone che non conoscono nulla di noi, quello che facciamo, quello a cui ambiamo. Ci sarà comunque qualcosa in quel viaggio che farà sempre parte di noi come la sua musica. Ovunque andremo e qualunque nuova esperienza vivremo, ci saranno quelle note a renderci amici anche Un viaggio è qualcosa che si compie con il nostro volere. È prendere la valigia, riempirla dello stretto necessario e poi partire, lasciando la quotidianità alle spalle. E’ da quel momento che inizia l’avventura, possiamo programmare la nostra meta ma non organizzare nel minimo dettaglio quello che accadrà. È questo che fa di ogni viaggio un qualcosa di unico e diverso. Non saremo sempre pronti per affrontare tutta la strada che ci troveremo davanti, forse non saremo neppure pronti a incontrare senza conoscerci, fratelli anche senza legami di sangue, e sarà proprio la famiglia dei jacksoniani che è in tutto il mondo a farci sentire viaggiatori mai soli. Un luogo che anche se inesplorato ci condurrà a casa ma con quell’euforia che sentiamo quando facciamo nuove conoscenze. La sorpresa della magia che si svela intorno a noi ci guiderà fino al prossimo viaggio e ai prossimi incontri.

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_______________________________________________________________________________________ Diana Ross, amica e ‘scopritrice’ dei Jackson Five, dedica nel 2009 al Nokia Theatre di Los Angeles il concerto in onore di Michael: “Ho fatto questo concerto per dedicarlo al mio caro amico Michael Jackson” dichiarò la Ross alla fine dell’esibizione alla quale erano presenti i tre figli della pop star. Paris, Prince e Blanket furono accolti da un fragoroso applauso. Diana gli ha poi dedicato la canzone ‘Missing you’ a suo tempo scritta per Marvin Gaye concludendo la performance con una canzone di Jackson ‘You are not alone’. Alcune però delle storie legate alla cantante sono da sfatare… Michael non abitò mai con Diana Ross anche se il Re del Pop lo ribadì nella sua autobiografia Moonwalk (Sperling &Kupfer, 1988) la storia era uno stratagemma pubblicitario ideato dalla Motown Records (casa discografica) ai tempi dei Jackson Five. Così facendo il gruppo di giovani ragazzi giunti dall’Indiana, assumeva un pass partout speciale per il mondo dello spettacolo suscitando oltre modo curiosità e interesse. Inoltre gli artisti erano tutti della stessa casa discografica. Diana Ross scrisse inoltre le note di copertina per il primo album dei cinque ragazzi di Gary. Ma che effetto ebbe una giovane cantante di talento nel mondo del piccolo Michael, già artista a soli 9 anni? E’ indubbio che il ragazzo crebbe provando grande stima e ammirazione nei confronti della Ross, coltivando nel tempo anche una bella amicizia e condividendo con lei le luci della ribalta e passioni come quelle per la pittura e

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_______________________________________________________________________________________ l’arte. Michael era capace di sparire per giorni perso nelle sue lezioni , gli piaceva dipingere uccelli e frutta. Jermaine Jackson nel suo libro “Michael – La vita del Re del Pop vista attraverso gli occhi di suo fratello (Rizzoli 2011), scrive che Michael gli confidò di essersi innamorato di Diana… Pare dunque che la canzone ‘Remember the time’ contenuta nell’album ‘Dangerous’ del ’91, sia stata scritta pensando proprio ai tempi in cui il Re del Pop frequentò la ex Supremes. Ma che cosa racconta la canzone? Ecco il testo tradotto: Ti ricordi quando ci innamorammo eravamo così giovani e innocenti allora ti ricordi com'è tutto iniziato sembrava come paradiso allora perchè è finito? Ti ricordi in autunno eravamo insieme tutto il giorno ti ricordi ci tenevamo le mani e ci fissavamo negli occhi (dimmi) ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi quando ci incontrammo la prima volta ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi ricordi quei tempi come usavamo chiacchierare (lo sai)

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_______________________________________________________________________________________ stavamo al telefono dalla notte all'alba ricordi tutte le cose che dicevamo come "ti amo tanto non ti lascerò andare" ricordi in primavera ogni mattina cantavano gli uccelli ricordi quei tempi speciali continuano a ritornare nella mia mente ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi quando ci incontrammo la prima volta ragazza ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi quelle dolci memorie mi saranno sempre care e ragazza non importa cosa fu detto e non dimenticherò mai cosa avevamo baby ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi quando ci incontrammo la prima volta ricordi quei tempi quando ci innamorammo ricordi quei tempi ricordi quei tempi ooh ricordi quei tempi ricordi ragazza ricordi quei tempi al telefono io e te sia all'alba due o tre cosa ci è successo ragazza ricordi quei tempi nel parco sulla spiaggia ricordi quei tempi io e te in Spagna ricordi quei tempi cosa cosa ricordi quei tempi ooh... nel parco ricordi quei tempi dopo la notte...

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_______________________________________________________________________________________ Il video Black or White diretto da John Landis, fu mandato in onda da tutte le reti musicali per la prima volta il 14 novembre del 1991, in collaborazione con 58 Stati nel mondo e registrò il record di audience (ancora imbattuto) di oltre 500.000.000 di telespettatori. Nel video venne usata una tecnica fino allora sconosciuta, chiamata morphing: la si può apprezzare durante la parte finale del video, quando persone di diverse etnie e sesso, modificano i propri lineamenti con un semplice movimento della testa trasformandosi in persone completamente diverse. Questo effetto e le varie location create a hoc, fecero di quel video, uno dei più costosi della storia, battuto solo da un video di Madonna, record poi ricuperato da Jackson con l’uscita di ‘Scream’. Il brano Black or White fu scritto da Michael e uscì con l’album ‘Dangerous’ del ’91.

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_______________________________________________________________________________________ Jackson si trovava al Caribou Ranch durante il periodo della preparazione dell’album Thriller. Era il 1984. Un ranch situato in Colorado posto in una zona immersa nella natura di 2180 acri. Le Rocky Mountain, il sistema roccioso che circonda il luogo, è caratterizzato da alte montagne che arrivano fino a mille metri di altitudine abitate da conifere. Spesso qui la neve vi indugia fino a primavera.

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_______________________________________________________________________________________ Si dice che il nome del Ranch provenga da William Martin, un ricercatore che scoprì la miniera Caribou appunto. Divenuto famoso perché frequentato sin dagli anni ’70 da grandi artisti che cercavano un luogo tranquillo in cui registrare i propri album, lo studio di registrazione fu costruito all’interno di un vecchio fienile dopo che fu acquistato nel 1971 da un produttore musicale. Lo studio di registrazione all’interno del ranch prese fuoco rendendolo inagibile dal 1985. E pensare che un tempo la terra abitata da minatori e allevatori che sfruttavano la grande abbondanza di risorse naturali, divenne uno dei più gettonati studi di registrazione. Pare che nel 2013 la tenuta sia stata messa in vendita per 45 milioni di dollari, la società subentrata è la Indian Peaks Holdings LLC. che l’ha acquisita per la cifra di 32,5 milioni di dollari. Un affare se si pensa che insieme alla tenuta e ai suoi prati sconfinati, i nuovi proprietari sono entrati in possesso di tutti i ricordi custoditi all’interno dello studio. Jackson durante la sua permanenza poté alternare le ore di lavoro a passeggiate nelle praterie, cavalcare cavalli e guidare quad.

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_______________________________________________________________________________________ Gustate i piatti della chef di Michael Jackson! Solo a Culver City

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_______________________________________________________________________________________ California Michael Jackson conobbe Muhammad Ali in un evento sportivo dato in suo onore nel 1975, molti non lo sanno ma avevano in comune la passione per la magia. Parrà strano che un pugile facesse sfoggio delle sue doti di prestigiatore ma a Jackson questo non sfuggì. Michael infatti, andava spesso a casa dell’atleta per imparare l’illusionismo, ma anche per informarsi sulla sua religione. Jackson era una persona molto curiosa che amava conoscere e reperire notizie da ogni fonte, così anche l’ammirazione che l’atleta nutriva per Malcom X lo incuriosiva tanto. Alla Motown tuttavia fu proibito ai Jackson FIve di parlare in pubblico di come Malcom X si fosse opposto al pregiudizio, le questioni politico-razziali non dovevano essere discusse da un gruppo di ragazzini di colore. Era un periodo difficile per le persone di colore, soprattutto per i musicisti, che solo in quel momento stavano facendosi strada nel mondo della musica bianca, movimenti ideologici si scontravano con un’informazione spesso penalizzante per i neri. Michael considerava però Ali un modello da ammirare. Era il 1964 quando in casa Jackson accesero la radio per seguire lo svolgimento del campionato mondiale dei pesi massimi. Cassius Clay lo sfidante di Lousville nel Kentucky, sfidava l’allora campione in carica Sonny Liston. Il futuro Re del Pop era impressionato dalla competizione che ascoltava, era ammaliato da questo personaggio che all’epoca aveva solo 22 anni ma con una carriera in ascesa. Quella sera il pugile che aveva ancora il suo nome di battesimo prima di cambiare religione, divenne il più giovane pugile dei pesi massimi ad avere soffiato il titolo al campione in carica. Qualche anno dopo durante una trasmissione televisiva insieme ai Jackson Five, Ali che era stato in visita alla Casa Bianca disse che era proprio ‘bianca’… poi correggendosi replicò che aveva visto un cuoco nero e quasi profeticamente aggiunse che forse lì dentro un giorno avrebbero permesso a un nero di essere qualcosa di più che un semplice domestico.

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