Giornalino mese di Dicembre 2014

 

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giornalino mese di Dicembre 2014 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIII - n. 12 - Dicembre 2014 Al figlio del boss Graviano, la Cresima … del diac. Pino Grasso “Natale in tempo di crisi” pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 7 IN QUESTO NUMERO È una GIOIA stare insieme come FRATELLI Da parte nostra ... Buon Compleanno pag.10 pag.11 pag.11 pag.12 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Noemi Paola Riccardi di Enzo Giunta di Ignazio Cusimano di Antonio e Melania Papania “Dov’è tuo fratello” pag. 8 pag. 9 pag.10 di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Dicembre 2014 “Termini: l’antica tradizione mariana” “Con i nuovi santi sulla via della fede” di Salvatore Medica La ricetta del mese di Mariella Campagna Diac. Pino Grasso l fenomeno degli immigrati che raggiungono le nostre coste, in fuga dalle terre dove infuria la guerra e la persecuzione sempre più all’ordine del giorno nel nostro Paese. Se ne è occupato recentemente il Santo Padre Francesco nel corso all’Angelus, a seguito degli scontri tra residenti e immigrati avvenuti a Roma. “Tra cittadini e immigrati non ci sia scontro, ma incontro – ha detto – i fatti avvenuti a Roma accadono in diverse città europee, specialmente in quartieri I

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pag. 2 DICEMBRE 2014 periferici segnati da altri disagi. Invito le istituzioni, di tutti i livelli, ad assumere come priorità quella che ormai costituisce un’emergenza sociale e che, se non affrontata al più presto e in modo adeguato, rischia di degenerare sempre di più”. Il santo Padre ha inoltre sottolineato l’impegno concreto della comunità cristiana per evitare questo tipo di scontri. “Cittadini e immigrati, con i rappresentanti delle istituzioni, possono incontrarsi, anche in una sala della parrocchia, e parlare insieme della situazione. L’importante è non cedere alla tentazione dello scontro, respingere ogni violenza. È possibile dialogare, ascoltarsi, progettare insieme, e in questo modo superare il sospetto e il pregiudizio e costruire una convivenza sempre più sicura, pacifica e inclusiva”. Papa Francesco nel corso dei suoi interventi mira a fare cadere quei muri che il nostro egoismo ha innalzato, a fare il primo passo nei rapporti bloccati, a riprendere il dialogo dove non c’è più comunicazione. Non lasciamoci ingannare dalla paura, ma ricambiamo fiducia con fiducia. Un appello, il suo incarnato in tanti gesti concreti di accoglienza verso gli immigrati, primo tra tutti la visita pastorale a Lampedusa, nel luglio 2013, per commemorare i numerosi migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere le coste della Penisola. In quell’occasione Papa Francesco puntò il dito contro la “cultura del benessere che porta alla globalizzazione dell’indifferenza”. “Chi è si domandò Francesco a Lampedusa - il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno. Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io In Fraternità con Francesco non c’entro, saranno altri, non certo io”. Più volte, infatti, Francesco ha sottolineato che, soprattutto per i cristiani, “è un dovere accogliere i migranti”. E lo scorso ottobre, Lampedusa è stata al centro di diverse iniziative per fare memoria delle vittime del tragico naufragio del 3 ottobre 2013. Nella circostanza l’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro ha detto che: “Nel Mediterraneo si continua a morire a causa della migrazione, perciò dico che non è cambiato granché, che non abbiamo appreso nulla di diverso. Gli ultimi numeri degli annegati sono davvero raccapriccianti, superano le 368 vittime del 3 ottobre, ma se ne fosse morto solo uno già sarebbe stato di troppo. Avverto tanta indifferenza e ciò è disgustosamente triste. Risuona o meglio rimbomba il disappunto di Papa Francesco concentrato in quella parola pronunziata: “Vergogna”. Ma cosa è cambiato nelle comunità ecclesiali? “La presenza di questi fratelli in diverse aree del nostro Paese - afferma mons. Montenmegro - la loro dislocazione in diverse case di accoglienza, ha contribuito notevolmente a creare, laddove non esistevano già, o a rafforzare i presidi della solidarietà; nelle nostre comunità parrocchiali si registrano dei segnali incoraggianti, segni positivi di accoglienza e prossimità. I poveri sono sacramento di Cristo, sono la sua carne, Papa Francesco lo ripete da tempo esortandoci a non prendere le distanze dalle piaghe di questa carne, no, non possiamo chiudere gli occhi, né voltarci dall’altro lato, i poveri saranno sempre con noi, senza di loro, diceva mons. Romero, non c’è salvezza”.

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2014 pag. 3 AL FIGLIO DEL BOSS GRAVIANO LA CRESIMA NON È STATA NEGATA Card. Paolo Romeo: “Non è stata soltanto una scelta di prudenza” l cardinale Paolo Romeo non ha negato il Sacramento della Cresima in assoluto al figlio di uno dei boss Graviano, studente liceale del Centro educativo ignaziano, dopo un percorso seguito con altri 49 compagni di scuola, ma ha soltanto evitato che ricevesse il Sacramento stamani insieme agli altri giovani, nella chiesa Cattedrale dove riposano le spoglie del Beato Padre Pino Puglisi. “Non è stata soltanto una scelta di prudenza – afferma il card. Paolo Romeo – certamente i figli non possono portare e non portano i pesi dei padri, anzi un figlio che si trova in queste circostanze è maggiormente attenzionato dalla Chiesa perché Dio ha sempre avuto una particolare predilezione verso i più deboli. Bisogna pure pensare che in Cattedrale riposano le spoglie di padre Puglisi, ucciso da persone che non mi pare abbiamo mai avuto segni chiari anche di dolore di ciò che hanno commesso. Non dimentichiamo che don Pino Puglisi è un martire perché ucciso in odio della Fede”. Ciononostante la decisione ha destato una serie di commenti tra chi ha condiviso la decisione del Presule e chi non l’ha accettata. “Questa non è la Chiesa dell’accoglienza che predica Papa Francesco - dice Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro di Brancaccio - Bisogna anche avere il coraggio di fare certe scelte e questo ragazzo è stato discriminato”. Lo storico della chiesa e presidente della commissione arcivescovile che ha promosso la causa di beatificazione di don Puglisi e il riconoscimento del suo “martirio cristiano”, don Francesco Stabile, invece, parla di un “segnale forte” che la Chiesa manda alla società. I “La scelta della Curia - afferma don Stabile - non è un atto di discriminazione verso il ragazzo. Non gli si nega la cresima ma l’uso di un luogo che accoglie le spoglie di don Pino, e quindi è un simbolo della resistenza alla mafia. Padre Puglisi è morto per avere affermato questa libertà in nome del Vangelo”. Al giovane comunque non sarà negato il Sacramento che completa l’Iniziazione cristiana, che riceverà in forma privata, in un’altra chiesa, non in maniera solenne e in pubblico. C’era infatti, il pericolo che la presenza del giovane tra i cresimandi di stamani in Cattedrale fosse strumentalizzata. Il ragazzo non ha mai avuto contatti con il padre, se non attraverso un vetro blindato e sotto la sorveglianza delle videocamere che registrano tutto. Soltanto qualche anno fa ai Graviano sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 60 milioni di euro. Segno della potenza di una famiglia che ancora oggi - a più di venti anni dagli arresti - continua a dettare legge in uno dei mandamenti più potenti di Cosa nostra. “Anche in precedenza ci sono stati casi analoghi - aggiunge il vescovo ausiliare mons. Carmelo Cuttitta - Ci auguriamo che questo ragazzo faccia un percorso diverso da quello del padre, che cresca bene e abbia una vita giusta”. Padre Puglisi fu ucciso il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, dal killer Salvatore Grigoli, nel quartiere controllato dai boss Graviano. Furono loro a ordinarne l’eliminazione. Una morte in “odium fidei”, come è stato decretato dalla Congregazione per le cause dei santi, che ha dichiarato Puglisi martire. Diac. Pino Grasso

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pag. 4 DICEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco “NATALE IN TEMPO DI CRISI” onostante luminarie e negozi con luci accattivanti (già da metà novembre!), pubblicità e messaggi di ogni genere, il pensiero dominante è che anche quello 2014 sarà un Natale sottotono, anzi forse ancora più degli anni precedenti. Ma...pensiero dominante per chi?? Per una società che negli ultimi quaranta anni è stata abituata a pensare in termini di consumismo e di benessere, che ha mercificato ogni cosa, anche quella più sacra e, in particolare, il Natale. Siamo talmente distratti dall’effimero, che tuttavia riteniamo fondamentale per la nostra vita, da aver dimenticato il vero senso del periodo natalizio e COSA celebriamo. Ci ricordiamo che è il compleanno di Gesù, Dio che si è fatto carne ed ha scelto di vivere la nostra condizione nel modo più umile e povero? Forse no, l’abbiamo dimenticato! Natale è sinonimo di acquisti e regali, di Babbo Natale con renne e slitta, ma che sia la celebrazione della nascita di Cristo, la festa di Gesù Bambino è pensiero sempre più sfumato nella memoria ed anche la partecipazione alle celebrazioni eucaristiche è, per la maggioranza, ritualità frutto della tradizione, più che partecipazione all’incontro con l’Incarnato. Ecco allora che la gravissima crisi che stiamo vivendo tutti, nel nostro “Bel Paese”, è occasione per riappropriarci del vero senso della vita, dei valori che da sempre permettono all’uomo di elevarsi rispetto a tutte le altre creature, di tornare all’essenza delle cose. La gioia di annunciare al mondo «ci è stato dato un Figlio» può e deve passare attraverso la riscoperta delle relazioni umane, dei contatti personali, del reciproco aiuto, dell’apertura all’altro. Ci apprestiamo a vivere il Natale 2014 in un’Italia con famiglie sempre più in difficoltà ad arrivare a fine mese e a mettere un piatto in tavola per un pasto quotidiano, dove il tasso di povertà reale sale vertiginosamente. La crisi economica che ci sta devastando negli ultimi anni può essere, però, l’occasione per tornare a vivere le festività natalizie nel loro vero senso ovvero il Natale può insegnarci a guardare le cose N da una prospettiva diversa: può essere il momento in cui torniamo a meravigliarci del mistero di un Dio che si fa uomo guardandolo nei volti di altri uomini, donne e bambini che fanno fatica più di noi. Festeggiamo Gesù partecipando davvero alle celebrazioni, ma soprattutto con la capacità di essere solidali, generosi ed aperti agli altri; sapendo condividere anche il poco (come facevano i nostri nonni ed i nostri genitori) con gioia ed accoglienza; avendo la capacità di discernere ciò che è essenziale da quanto non lo è; educando i bambini a ciò che è importante, a fare festa al Festeggiato vero, insegnando loro a non essere egoisti. Impegniamo un po’ del nostro tempo al servizio di chi è ultimo tra gli ultimi; ricordiamoci dei poveri che possiamo accudire nelle mense o nelle stazioni di notte, ma anche dei carcerati, di chi è solo e, magari, anziano e non ha nessuno a “coccolarlo”, a farlo sentire importante; doniamo un po’ del nostro tempo a chi è meno fortunato e a chi “non ha voce” (penso a tutti quei bambini che, come gli “Innocenti di Erode”, vengono massacrati dalla follia umana, soprattutto nei paesi in guerra). Come scriveva Alessandro Manzoni: «Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà. Regala un sorriso quando hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. “Ecco, quello che non ho, te lo do”. Questo è il paradosso. Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l’avrai regalata agli altri». Buon Natale a tutti! Noemi Paola Riccardi

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2014 pag. 5 “TERMINI: L’ANTICA TRADIZIONE MARIANA” ’8 dicembre 1854, il Papa Pio IX proclama il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, confermando come verità indiscutibile della Chiesa l’antichissimo culto di Maria tutta pura. È un fatto nuovo, unico nella storia dell’umanità, la donna che sarebbe stata la Madre del Figlio di Dio è stata creata, sin dalla nascita, esente del tutto dal peccato, compreso quello originale. Ma è anche un fatto “vecchio”, perché il culto dell’Immacolata Concezione era già profondamente radicato nel popolo. A Termini Imerese, per esempio, ne è prova documentale l’iscrizione marmorea della Maggior Chiesa (posta nella parete interna del prospetto), risalente al 1624, che ricorda la consacrazione della città all’Immacolata. Ma torniamo alla proclamazione del dogma da parte di Pio IX. La notizia a Termini Imerese si diffuse con un po’ di ritardo, stante i limitati mezzi di comunicazione del tempo. La gioia, raccontavano i nonni dei nostri genitori, fu grande. Infatti, grazie anche ai Padri Gesuiti, il culto dell’Immacolata era da tempo presente e già si effettuavano almeno due processioni: quella del Duomo e quella di Maria SS. della Neve. Per manifestare concretamente i sentimenti di gioia e di gratitudine per questo dono spirituale, spontaneamente sorse nel popolo il desiderio di condurre in processione i simulacri. Tuttavia, approssimandosi la sera ed essendo praticamente assente la pubblica illuminazione, molti uomini si sparpagliarono per le campagne, da cui tornarono con robusti fasci di ddisa (ampelodesma) che, legati ben stretti, portati a spalla e incendiati sulla sommità, diventarono enormi fiaccole, utili a rischiarare il cammino delle migliaia di cittadini accorsi per partecipare alla processione. L Nella nostra città il culto dell’Immacolata, con il trascorrere del tempo, non si affievolisce, anzi appare sempre più consolidarsi nel cuore e nelle menti. Basta osservare l’emozione che traspare dal volto della gente al momento “dell’uscita della Madonna” dalla cappella del Duomo ovvero durante i tre pellegrinaggi che, con grande concorso di popolo, si svolgono fin dalla notte dell’8 dicembre. Anche da ciò si comprende quanto noi Termitani percepiamo profondamente che la Madre del Figlio di Dio è diventata la Madre di tutti noi uomini: ce l’ha donata, come tale, lo stesso Gesù mentre stava per morire sulla croce. E come Madre nostra è considerata e invocata, basti pensare all’espressione popolare Bedda Matri che manifesta tutta l’affettuosità e l’amore nutrito per Lei. Di questo profondo legame, che supera ogni ritrosia umana e che, come nella prima Lourdes, spazza via le resistenze laicistiche, Termini Imerese ha costituito, nei secoli, numerose testimonianze. Infatti, su oltre 40 chiese già esistenti (alcune ormai abbattute) se ne possono elencare non poche dedicate specificamente, a vario titolo, alla Madonna: - SS. Annunziata (dalla caratteristica cupola policroma), che ricorda l’annuncio a Maria della prossima straordinaria maternità; - S. Maria di Gesù (detta anche “La Gancia”); - S. Maria della Misericordia (oggi facente parte del Museo Civico “B. Romano); - Santuario di Maria SS. della Consolazione, con la miracolosa immagine; - Maria SS. del Carmelo; - Maria SS. Odigitria, detta l’Itria (dal greco “guida nel cammino”), oggi auditorium degli

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pag. 6 DICEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco “Amici della Musica; - Maria SS. della Catena (che ricorda il miracolo dei ceppi spezzati all’innocente che, condannato dai giudici, si era rivolto fiducioso alla Madonna); - Maria SS. della Neve (sorgeva nella omonima via). Detto titolo ricorda la miracolosa nevicata, avvenuta nel mese di agosto del 352, che coprì l’area dove poi sorse la basilica di S. Maria Maggiore a Roma; - Maria SS. della Provvidenza (nella via Falcone e Borsellino), già oratorio estivo della Confraternita di San Filippo Neri; - S. Maria delle Grazie, alle porte di Trabia (edificata ai confini di quel comune, per volontà del Senato e del Popolo termitano, per testimoniare la “sovranità” di Termini Imerese in occasione del contenzioso con i principi di Trabia). Inoltre, sono numerosissime le edicole votive, piccole e grandi, sparse per il centro storico della città, dove si venera la Madonna. Eccone alcune fra le principali: - Maria SS. dei Pescatori (di fronte alla Villa Marina); - Maria SS. dei Peccatori (di fronte l’ex Mercato Ittico); - Madre delle Divine Grazie (nella via Giuseppe Salemi Oddo); - Maria SS. delle Divine Vittorie (all’incrocio tra le vie Stesicoro e Taormina); - Madonna Bella nell’omonima via, nei pressi della via Roma); - Maria SS. di Costantinopoli (nella via G. Ugdulena); - Maria SS. di Porta Palermo (incastonata nell’antico muro di cinta della città); - Immacolata (all’incrocio tra le vie Vittorio Amedeo e Monachelle). È appena il caso, poi, di ricordare che in tutte le chiese, esistono statue e quadri, anche di notevole fattura e di valore artistico, riferiti ai vari titoli sotto i quali è venerata Maria. Infine, vorrei ricordare due statue, simbolo del legame della nostra città con la Madonna. Una, nella Matrice (accanto alla cappella del Sacramento) ai cui piedi è scolpito lo stemma di Termini Imerese. L’altra, a Santa Maria di Gesù - la Gancia - recante la scritta “Patrona principalis huius urbis” (Patrona principale di questa città). Ecco perché, per sempre, dalle labbra e dal cuore dei Termitani scaturirà il grido: E chiamamula tutti … Evviva Maria ‘Mmaculata! Enzo Giunta

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2014 pag. 7 «CON I NUOVI SANTI SULLA VIA DELLA FEDE» Tra i nuovi Santi anche un Francescano Secolare apa Francesco nella solennità di nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, ha celebrato domenica 23 novembre in Piazza San Pietro la Santa Messa il rito di canonizzazione proclamando Santi due indiani, Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia ed Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore, e quattro italiani, Giovanni Antonio Farina, Ludovico da Casoria, Nicola da Longobardi, e il Terziario Francescano Amato Ronconi. Quest’ultimo, da seguace di San Francesco d’Assisi, ha saputo rendere la sua vita presenza nel mondo il Vangelo della carità, presenza del mondo del Signore che sana, salva e ridona la gioia di vivere e riprendere la via della speranza. Amato Ronconi nacque da una ricca famiglia a Saludecio (Rimini) nel 1226. Fin da giovane visse secondo la spiritualità francescana, dedicandosi all’accoglienza dei poveri e dei pellegrini, a cui donò tutti i suoi averi. Fondò L’Ospedale dei poveri pellegrini a Saludecio, ora Casa di riposo a lui intitolata. Compì ben quattro pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo Giacomo a Compostela. Morì nel 1292 all’età di sessantasei anni. Papa Pio VI ne confermò il culto proclamandolo Beato nel 1776. Nel 1949 un bimbo della Sacca, a Modena, indossando un indumento benedetto con le reliquie del P beato Amato guarì da una grave forma di ernia inguinale che lo affliggeva da tempo provocandogli forti sofferenze. Sull’episodio della guarigione si è pronunciato il tribunale ecclesiastico e, dopo un lungo iter, è giunto alla santificazionedel beato Amato Ronconi. Papa Francesco ha ricordato ai circa 50 mila fedeli presenti in Piazza San Pietro che la salvezza comincia “dall’imitazione delle opere di misericordia”, mediante le quali Cristo ha realizzato il suo regno, di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace. Ciascuno di essi ha risposto con straordinaria creatività al comandamento dell’amore di Dio e del prossimo. Si sono dedicati senza risparmio al servizio degli ultimi, assistendo indigenti, ammalati, anziani, pellegrini. La loro predilezione per i piccoli e i poveri era il riflesso e la misura dell’amore incondizionato a Dio. Infatti, hanno cercato e scoperto la carità nella relazione forte e personale con Dio, dalla quale si sprigiona il vero amore per il prossimo”. Papa Francesco ha concluso con l’auspicio “che i nuovi Santi, col loro esempio e la loro intercessione, facciano crescere in noi la gioia di camminare nella via del Vangelo, la decisione di assumerlo come la bussola della nostra vita”. Ignazio Cusimano

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pag. 8 DICEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco È UNA GIOIA STARE INSIEME COME FRATELLI ella gioia sono trascorsi questi anni di preparazione alla PROFESSIONE PERPETUA; anni durante i quali abbiamo avuto diversi compagni di viaggio, importanti nel nostro percorso, con i quali abbiamo condiviso una parte della formazione e adesso alcuni di loro si preparano ad emetterla. È proprio la gioia che ha permesso di giungere tutte e cinque ad emettere la Professione il17 novembre 2014. I nostri nomi, scritti nel libro della vita, sono risuonati nel Convento di Santa Maria di Gesù di Termini Imerese e sono: Agnello Rosario, La Russa Carmela, Maria Concetta Pinetti, Antonio Papania e Francesca Quattrocchi. È la GIOIA che contraddistingue il cristiano e in particolare i francescani, seguaci del GIULLARE di DIO. Non possiamo e non dobbiamo essere “peperoncini all’aceto”, termine usato da Papa Francesco per definire i cristiani tristi, sfiduciati e soffocati dai problemi del mondo, ma dobbiamo essere cristiani decisi, determinati e diretti al raggiungimento della meta prefissata: entrare nella vita trinitaria, motivo per cui Gesù ci ha redenti. È la GIOIA da dove nasce? Nasce dall’AMORE di Amarsi, lasciarsi Amare e Amare l’ALTRO. Senza Amore non c’è vita, ma morte. Noi siamo figli della LUCE e non delle tenebre in quanto la nostra luce è CRISTO con cui entriamo in intimità con la preghiera. Infatti Madre Teresa di Calcutta scriveva che la preghiera fa nascere la FEDE, la fede l’AMORE e l’amore il SERVIZIO. Tutto questo sgorga dalla famiglia. Ritorniamo a pregare nelle nostre famiglie. Il focolare domestico è il luogo dove ci si forma e nascono le vocazioni e i genitori, primi educatori, hanno il dovere di educare i figli secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo e non di viziarli. Proprio per alimentare la nostra fede e fare il punto della nostra situazione noi, Antonio e Melania, due volte l’anno, per la festa della Madre di DIO 1° gennaio e per l’Assunzione di Maria 15 agosto, stiamo alcuni giorni in dei conventi in preghiera. Proprio durante il soggiorno ad Assisi di 4 anni fa, ospitati dalle suore del Monastero di Santa Colette, per la festa della Theotókos( 1° gennaio), abbiamo meditato, su suggerimento dell’allora guida spirituale fra Salvatore Frasca, sulla vita di san Francesco. Al ritorno abbiamo comunicato a fra Salvatore la nostra intenzione di iniziare il di- N scernimento, così era chiamato il periodo in cui ci si interrogava sulla strada da percorrere e sul senso da dare alla propria esistenza. Era un mettersi davanti lo specchio per capire se impostare la propria vita sull’esempio di san Francesco d’Assisi o meno. Per far questo occorreva operare quel discernimento spirituale attraverso il quale lo Spirito Santo ci ha aiutati a scegliere e a prendere la decisione giusta. Senza discernimento non si va da nessuna parte! Si entra in una sorta di pellegrinaggio del cuore in cui si scruta in profondità ed esso comporta un percorso faticoso e impegnativo. Ma alla fine della fatica c’è la GIOIA di sapere cosa fare, di posizionare le vele della propria barca nella direzione giusta. Invece, ahimè, in alcune comunità cristiane abbiamo giovani incerti, indecisi, disorientati perché non sono guidati da saggi direttori spirituali. Noi cinque, dopo un fruttuoso cammino di formazione che ci ha visti impegnati prima come iniziandi e poi come novizi, abbiamo emesso il 17 novembre per santa Elisabetta d’Ungheria, patrona del Terz’Ordine Francescano,la Professione Perpetua. Davanti all’assemblea, abbiamo promesso di vivere il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo alla sequela del Serafico Padre San Francesco. Un evento di grazia che si è svolto durante la Celebrazione Eucaristica presieduta dal guardiano Fra Giacomo, insieme all’assistente spirituale Fra Venanzio. Ad accoglierci nella fraternità francescana è stata la ministra Giusi Fusco, con i due testimoni professi Nicasio ed Enza. Era presente alla cerimonia il Ministro Regionale Antonino Calderone. È stato un momento denso di emozioni. Noi, con il cuore che saliva in gola per la gioia di emettere la Professione Perpetua di vita evangelica, tanta attesa, eravamo meravigliati e festanti per quello che stavamo vivendo. Una gioia che abbiamo condiviso con tutta la fraternità che ci ha accolti. La Ministra ha consegnato ad ognuno di noi il TAU e la Regola. Dopo la Celebrazione ci siamo ritrovati per un momento di fraternità e di condivisione con tutti i presenti e parenti. La gioia sia con voi Antonio e Melania Papania

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2014 pag. 9 “DOV’È TUO FRATELLO” iorno 16 Novembre nella bella cornice del Convento S. Maria di Gesù “La Gancia” di Termini Imerese si è svolto il ritiro zonale delle Fraternità OFS della zona “Serva di Dio Maria Chiara Magro”, in concomitanza con i ritiri zonali delle altre zone in cui è suddivisa la Fraternità OFS regionale di Sicilia. Il ritiro zonale rappresenta un’ importante occasione di comunione, in cui le diverse fraternità locali possono incontrarsi, scambiarsi le proprie esperienze e sperimentare nei fatti come l’OFS sia una realtà che supera i confini dei nostri conventi e parrocchie. La giornata è stata ricca di contributi e riflessioni, che certamente hanno arricchito il bagaglio di esperienza dei partecipanti. Dopo la celebrazione delle lodi ed il saluto del consigliere regionale Lorenzo Landino, l’Assistente regionale fra Salvatore Corsaro O.F.M. conv, ha proposto una riflessione biblica sul brano di Gen 4,1-10 in cui Dio chiede a Caino “Dov’è tuo fratello”. Con parole semplici e pun- G tuali, fra Salvatore ha esposto come il rapporto di fraternità sia fragile e difficile da vivere in quanto fa venir meno il carattere di unicità di ogni persona e che esso può essere pienamente vissuto solo se ciascuno riscopre di essere custode dell’altro. In seguito, la sorella Claudia Pecoraro della Fraternità “Madonna della Catena” di Termini Imerese ha guidato alla riflessione l’assemblea sull’art. 13 della Regola OFS, sottolineando come da un lato nella relazione con il fratello non vi devono essere aspettative, limiti e giudizio poiché dietro ognuno di essi vi è l’immagine di Cristo e dall’altro lato questa relazione si alimenta con la relazione che abbiamo con Dio Padre. Terminate le riflessioni, si sono costituiti dei gruppi di studio in cui ciascun fratello ha condiviso le proprie impressioni sull’argomento trattato. Dopo il pranzo si è riportato in assemblea ciò che si è discusso nei gruppi di studio e la giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica. Salvatore Medica

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pag. 10 DICEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Il Biscuit di torrone è un semifreddo ottimo per concludere i vostri pranzi nelle feste natalizie, è buonissimo accompagnato con una salsa di cioccolato. Biscuit di torrone Ingredienti per 4 persone: 5 tuorli, 200g di zucchero, 150g di torrone, 300g di panna liquida. Per la salsa: 150g di acqua, 200g di zucchero, 100g di cacao amaro in polvere, 300g di panna liquida, zucchero a velo q.b. Procedimento: Lavorate con una frusta i tuorli e lo zucchero a bagnomaria(fate attenzione a non ___________________________________ portare l’acqua a bollire) finché il composto sarà raddoppiato di volume, quindi aggiungete il torrone finemente tritato. Mescolate, levate dal fuoco e fate raffreddare. Con la frusta a mano, incorporate la panna, già montata, quindi versate il composto in uno stampo e fatelo indurire nel congelatore. Per la salsa, portate a bollore l’acqua con lo zucchero, il cacao e la panna. Appena tutto comincia a bollire, levate la pentola dal fuoco e filtrate il contenuto con un colino molto fine. Versate la salsa a specchio su ciascun piatto, adagiate su una fetta di biscuit e spolverizzate con lo zucchero a velo. Auguri di buone feste DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri ai confratelli Giusy Fusco e Giulio Macaione, che ci hanno partecipato il matrimonio della figlia Claudia con il fidanzato Daniele. Il matrimonio sarà celebrato sabato 20 dicembre alle ore 10.30 alla Maggior Chiesa. Sentite condoglianze: • alla consorella Maria Muscarella e famiglia per la morte del cognato; • alla consorella Assunta Liotta e famiglia per la morte della cognata. Proposta per un cammino di fede per giovani e adulti Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi È un percorso formativo di sette incontri aperto a tutti, per aiutarvi a comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e nel contempo conoscere Francesco, la Fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento nell’Ordine Francescano Secolare o nella Gioventù Francescana. Gli incontri inizieranno a novembre, per informazioni e iscrizioni rivolgetevi a fra Agatino, al Ministro dell’OFS Giusy Fusco o alla redazione del Giornalino. Avvisiamo che, il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento Invitiamo: • a visitare dal 14 dicembre al 18 gennaio la nostra pesca di beneficenza e il presepe, allestiti nella cappella S. Rocco. La troverete aperta tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.00, nei giorni festivi dalle 18.30 alle 20.00; • a visitare e partecipare alla Sacra Rappresentazione del Presepe, realizzato dalla comunione e dall’impegno di tutti i gruppi della comunità ecclesiale di Termini Imerese, che si svolgerà nei giorni 21-28 dicembre e 4-6 gennaio nella zona storica nei pressi della Maggior Chiesa e del Palazzo Comunale; • tutte le famiglie a partecipare alla celebrazione Eucaristica delle ore 19.00 di domenica 28 dicembre, festa della Sacra Famiglia di Nazareth, durante la quale gli sposi rinnoveranno le promesse matrimoniali e i frati sacerdoti impartiranno la benedizione particolare ad ogni famiglia presente; • a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino.

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2014 pag. 11 Dicembre 2014 Pedone Provvidenza Cusimano Giuseppe Rocca Pasquale Catalano Rosa Gibilaro Angela Marsala Daniele Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 5 5 7 11 11 Battaglia Silvana Morreale Iolanda Lo Coco Antonina Sciortino Anna Maria Auguri !!! giorno giorno giorno giorno 13 15 23 24 24 Agostino Chierchiaro Salvatore giorno ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano “Dov’è tuo fratello” (Gen 4,1-1). Questo è il tema proposto dal Consiglio Regionale per l’incontro zonale delle Fraternità OFS di Sicilia, che si è svolto domenica 16 novembre presso il nostro Convento. A pagina 9 abbiamo pubblicato l’articolo sul ritiro scritto dal confratello Salvatore Medica, Ministro della fraternità OFS di Caccamo, che ringraziamo per la collaborazione. Festa di Santa Elisabetta, Patrona dell’Ordine Francescano Secolare. Lunedì 17 novembre abbiamo celebrato al festa liturgica di S. Elisabetta Patrona del nostro Ordine. La mattina ci siamo ritrovati presso la cappella S. Elisabetta dell’ospedale di Termini Imerese con il cappellano fra Diego D’Alessandro che ha benedetto il pane e subito dopo insieme abbiamo fatto visita ai ricoverati dei vari reparti distribuendo loro il pane benedetto. Nella solenne Celebrazione del pomeriggio in Convento, presieduta dal Guardiano fra Giacomo Reginella e concelebrato dal nostro assistente fra Venanzio Ferraro, tutta la Fraternità ha rinnovato l’impegno assunto con la Professione dei Consigli Evangelici, nella stessa celebrazione i fratelli, Carmela La Russa, Maria Concetta Pinetti, Francesca Quattrocchi, Antonio Papania e Rosario Agnello hanno professato in forma perpetua i Consigli Evangelici della nostra Regola. Il triduo dal 14 al 16 è stato predicato da fra Venanzio. Nella celebrazione di giorno 14 abbiamo celebrato gli anniversari di professione delle consorelle: il 25° di Di Francesca Maria, il 50° di Liotta Maria Assunta, Bondì Antonina, Li Causi Francesca, Guagliardo Francesca, Saccuzzo Sebastiana e Palumbo Teresa, il 70° di D’Acquisto Grazia. Sabato 15 invece ci siamo ritrovati, con i volontari della “Missione S. Elisabetta”, presso la cappella S. Elisabetta dell’ospedale, nella Celebrazione Eucaristica presieduta dal cappellano fra Diego D’Alessandro, i volontari della missione hanno rinnovato il mandato del loro impegno. Ai confratelli che hanno emesso la professione perpetua e a quelli che hanno celebrato l’anniversario di Professione all’OFS, i nostri auguri. Ammissioni in Fraternità. Durante gli incontri della Fraternità, 24 novembre e 1 dicembre, sono stati ammessi in Fraternità 4 nuovi fratelli: Elisabetta Balaban, Rosa Lo Bello, Laura Cafasso e Giuseppe D’Amore. Il rito di ammissione, come previsto dal rituale, si è svolto con una Celebrazione della Parola, presieduta dal nostro assistente fra Venanzio Ferraro. Festa dell’Immacolata Concezione. Come ogni anno l’8 dicembre la Fraternità parteciperà alla processione dell’Immacolata che inizierà dalla Maggior Chiesa, dopo la solenne concelebrazione delle ore 11.00 e si concluderà presso la Chiesa parrocchiale del Carmelo. Vita di Fraternità. Venerdì 26 dicembre ci ritroveremo tutti alle ore 17.00 nei locali del Convento per un momento di vita fraterna divertendoci a giocare a tombola e gustare i dolci che ognuno porterà.

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pag. 12 DICEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco Capitolo Generale OFS. Dal 1 al 9 novembre l’Ordine Francescano Secolare ha celebrato ad Assisi il Capitolo Generale, è stato eletto Ministro Generale Tibor Kauser della Fraternità nazionale di Ungheria. Con Tibor sono stati eletti il Vice Ministro Chelito de Nunez del Venezuela, i Consiglieri: Ana Fruk (Croazia), Ana Maria Raffo (Perù), Attilio Galimberti (Italia), Michele Janian (Libano), Silvia Diana (Argentina), Jenny Harrington (Sud Africa), Augustine Young (Corea) e Andrea Odak (Bosnia). A Tibor ed a tutto il neo consiglio, i nostri fraterni auguri di un proficuo servizio all’Ordine. PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI DICEMBRE 2014 Dal 29 Nov. al 7 Novena all’Immacolata ore 17.15 Santo Rosario e coroncina ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Festa dell’Immacolata Concezione Celebrazioni Eucaristiche alle ore 8.30 e 19.00 ore 11.00 Solenne Concelebrazione Eucaristica alla Maggior Chiesa e processione Novena al Santo Natale ore 17.15 Santo Rosario e coroncina ore 18.00 Celebrazione Eucaristica IVa di Avvento Nelle celebrazioni Eucaristiche saranno benedetti i Bambinelli ore 23.00 Veglia del Santo Natale Santo Natale di nostro Signore Gesù Cristo Celebrazioni Eucaristiche come la domenica Festa della Sacra Famiglia di Nazareth ore 19.00 Celebrazione Eucaristica e benedizione delle famiglie e rinnovo delle promesse matrimoniali ore 18.00 Celebrazione Eucaristica di ringraziamento Lunedì 8 dal 16 al 23 Domenica 21 Mercoledì 24 Giovedì 25 Domenica 28 Mercoledì 31 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 12 - Dicembre 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Diac. Pino Grasso, Noemi Paola Riccardi, Enzo Giunta, Antonio e Melania Papania, Salvatore Medica, Mariella Campagna.

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