Pasta & Pastai n. 128

 

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Pasta & Pastai n. 128

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L’INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER LA PASTA FRESCA E SECCA NOVEMBRE/DICEMBRE 2014 128 ANNO XIX Tariffe R.O.C. Poste Italiane - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) Art. 1 comma 1 DCB Bologna Speciale legislazione REGOLAMENTO UE N. 1169/2011: LE NORMATIVE PER I PRODUTTORI DI PASTA ISSN1824-9523

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Sommario Colophon Comitato tecnico e scientifico Alfio Amato Alimentazione e salute ■ EDITORIALE Prodotti agroalimentari: la svolta nella etichettatura di Gianni Mondelli Domenico Ciappelloni Materie prime 2 Giacomo Deon Presidente Confartigianato Alimentazione Gianni Mondelli ■ SPEcIALE LEGISLAZIonE IL REGOLAMENTO UE N. 1169/2011 Tecniche di produzione 9 10 14 Maurizio Monti • Il responsabile di Confartigianato Alimentazione «La “nuova” etichetta: uno strumento di marketing» di Arcangelo Roncacci Tecnico farine a grano tenero Miller’s Mastery Giorgio Stupazzoni Economista agrario Genetica agraria Roberto Tuberosa Studio Legale Avv. Gaetano Forte Sicurezza alimentare • Il segretario generale di Appafre «Una normativa a favore dei produttori» di Delia Maria Sebelin • Il segretario generale di Appf «Ogni responsabilità cade solo su chi commercializza» di Justo Bonetto International partners 16 INDIA AgriBusiness & Food Industry Rivista leader in India per il settore agroalimentare industriale Media Today Group, New Delhi - India ■ RAPPORTO COOP Sì al risparmio “di qualità” e alla pasta bio, funzionale e gluten free di Delia Maria Sebelin 20 ROMANIA Anamob Associazione nazionale dei mugnai ■ MATERIE PRIME Come aumentare il giallo del tuorlo di Federico Longhini e Catherine Hamelin 28 e dei panificatori della Romania TURCHIA Miller Magazine e BBM ■ RUBRICHE Fatti e notizie Pasta e dintorni Rendiconto convegni Le aziende informano Agenda 6 8 34 37 40 Riviste per la prima e seconda trasformazione dei cereali Parantez Group, Istanbul - Turchia Gli autori sono pienamente responsabili degli articoli pubblicati che la Redazione ha vagliato e analizzato. Ciò nonostante, errori, inesattezze ed omissioni sono sempre possibili. Avenue media, pertanto, declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nelle pagine della rivista. Ufficio Abbonamenti abbonamenti@avenuemedia.eu Abbonamento 40 Edizione, direzione, redazione, pubblicità e amministrazione Avenue Media srl Via Riva Reno, 61 - 40122 Bologna Tel. 051 6564311 - Fax 051 6564350 avenuemedia@avenuemedia.eu www.avenuemedia.eu Stampa Sate srl Via C. Goretti, 88 44123 Ferrara Registrazione N. 8297 del 27/02/2013 del Tribunale di Bologna Rivista fondata a Parma nel 1995 La rivista è stata chiusa in tipografia a dicembre 2014 Direttore responsabile Claudio Vercellone Direttore tecnico Gianni Mondelli Responsabile di redazione Delia Maria Sebelin ufficiostampa@avenuemedia.eu 051 6564337 Pubblicità Massimo Carpanelli carpa@avenuemedia.eu 348 2597514 In questo numero S. Berisio, J. Bonetto, C. Hamelin, F. Longhini, G. Mondelli, A. Roncacci, D. M. Sebelin PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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Editoriale Prodotti agroalimentari: la svolta nella etichettatura S 2 di Gianni Mondelli, esperto di pastificazione Secondo il “Dizionario Le Monnier della lingua italiana” di Giacomo Devoto e Gian Carlo oli, per “etichetta” si intende il “cartellino munito dei dati che permettono di riconoscere o classificare un oggetto o un contenuto”. Per quanto apparentemente generica, l’essenzialità di questa definizione racchiude in nuce la logica, i criteri, gli scopi e le funzioni di tutto ciò che il Regolamento Ue n. 1169/2011 dell’Unione europea stabilisce e codifica in materia di etichettatura degli alimenti prodotti, confezionati, commercializzati e consumati nei Paesi membri. Naturalmente, il linguaggio del legislatore europeo si esprime in modo diverso dalla sintetica definizione del dizionario citato, integrandola con le voci che si riferiscono al quadro normativo specifico pre-esistente, per cui il sottotitolo precisa che il Regolamento Ue n. 1169/2011 è “relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2001/67 e 2008/5 CEE della Commissione e il Regolamento (CE) n. 608/2004 della Le novità « del Regolamento n. 1169/2011 » PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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Editoriale Commissione” (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 22/11/2011, L. 304/18 IT, ndr). Credo sia opportuno chiarire che la frase “relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i… (eccetera)” deve essere correttamente intesa nel senso che il Regolamento è “relativo alla fornitura di informazioni ai consumatori e che tali informazioni riguardano gli alimenti”; cosi come deve essere chiaro che non è la fornitura ma il Regolamento in questione ciò che modifica o abroga tutte le direttive e il Regolamento sopra citati. Insomma, raddrizziamo le gobbe nelle quali probabilmente è incappato il traduttore italiano del testo originale del Regolamento. Non si sa mai… Venendo al dunque, l’etichettatura degli alimenti si adegua, si aggiorna, si integra, si “universalizza” in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, come ovvia e logica conseguenza non solo della libera circolazione delle merci ma, anche e soprattutto, della comune cittadinanza europea degli abitanti dell’Unione, con tutto quello che ciò comporta. Il 13 dicembre 2014 il decreto entra in vigore e deve essere applicato senza possibilità di alcuna proroga locale, a parte l’ulteriore scadenza del 13 dicembre 2016, peraltro prevista nel testo originale, che riguarda l’obbligo della tabella nutrizionale per quelle aziende che fin qui non l’hanno mai inserita nell’etichettatura dei loro prodotti. Il Regolamento Ue n. 1169/2011 è molto articolato e complesso. Basti pensare che occupa ben 45 pagine della Gazzetta Ufficiale Ue, comprensive di 59 paragrafi preliminari (alcuni particolarmente estesi) che illustrano criteri e finalità del Regolamento; 21 pagine di allegati: definizioni, sostanze o prodotti che provocano allergie/intolleranze, alimenti che devono essere etichettati con una o più indicazioni complementari, dimensione minima dei caratteri, alimenti esentati dall’obbligo della dichiarazione nutrizionale, denominazioni degli alimenti, indicazione e designazione degli ingredienti e degli aromi, indicazione quantitativa degli ingredienti, termine minimo di conservazione, tipi di carni per le quali è obbligatorio indicare paese di origine o luogo di provenienza, titolo L’etichettatura « si “universalizza” in tutti gli Stati membri» PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE 3

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Editoriale pongono e per i quali possono avere incertezze. In questo editoriale proviamo a riassumere, a sommi capi, le novità che il Regolamento introduce rispetto alla vecchia normativa ormai prossima al pensionamento. Vediamole, sia pure sinteticamente. 1. Semplificazione normativa: il Regolamento Ue n. 1169/2011 sostituisce, abroga o modifica le precedenti direttive comunitarie (CEE e CE); 2. L’etichettatura nutrizionale da facoltativa diventa obbligatoria per tutti i prodotti alimentari preconfezionati, compresi quelli venduti “a distanza”, dunque anche via e-commerce (prima dell’ordine di acquisto). La tabella deve essere pubblicata in un unico campo visivo. I valori devono essere riferiti a 100 g (o 100 ml) di prodotto. L’indicazione “sodio” è sostituita dalla indicazione “sale”; 3. Evidenza degli allergeni: l’obbligo di indicazione è esteso a tutti i prodotti, anche a quelli non pre-imballati. Le sostanze allergene vanno evidenziate con un carattere diverso o con uno sfondo differenziato; 4. Leggibilità dell’etichetta: sono considerate le dimensioni del carattere, il suo spessore, il colore ed il contrasto tra il carattere e lo sfondo. Dimensioni minime mm. 1,2 (mm 0,9 per le confezioni la cui superficie maggiore misura meno di 80 cm2); 5. Origine e provenienza: obbligatorietà estesa alle carni ovine, caprine, suine e avicole. La Commissione europea dovrà stabilire l’obbligo di indicare l’origine e la provenienza anche per altri prodotti come, ad esempio, quelli mono-ingrediente (la pasta essiccata) o per le carni utilizzate come ingrediente (ad esempio per la preparazione delle pasta farcite); 6. La denominazione di vendita deve comprendere anche l’indicazione dello stato fisico del prodotto o del trattamento subito (ad esempio “liofilizzato”). Sono introdotte nuove denominazioni: decongelato, carne o pesce decomposto, acqua aggiunta a carne o pesce, ingrediente sostitutivo, involucro non edibile (per gli insaccati); 7. Campo di applicazione: le disposizioni del Regolamento riguardano tutti i prodotti alimentari, compresi quelli preparati nei ristoranti, da mense e catering o venduti a distanza. alcolimetrico, consumi di riferimento per vitamine, sali minerali, elementi energetici e nutrienti diversi dalle vitamine e dai sali minerali, coefficienti di conversione per il calcolo dell’energia, espressione e presentazione della dichiarazione nutrizionale. Per quanto riguarda la nuova etichettatura delle paste alimentari e dei prodotti ad esse assimilati, ovviamente è necessario interpretare le varie disposizioni del Regolamento che interagiscono e si compendiano, tenuto conto dei principi fondamentali ai quali il Regolamento si ispira traducendoli in norme specifiche. A dire il vero, sono abbastanza numerosi i pastifici italiani che, dopo l’emanazione del Regolamento Ue n. 1169/2011, non hanno atteso la scadenza del 13 dicembre 2014 per adeguarsi alle nuove disposizioni. Per cui gli esempi pratici in materia di etichettatura delle paste alimentari non mancano e ad essi farebbero bene a riferirsi quelle aziende che invece, nei tre anni successivi all’emanazione (2011), hanno continuato a stampare etichette “vecchia maniera” e che ora hanno solo poche settimane di tempo per sostituirle con quelle “nuova maniera” volute dall’Unione europea. Al di là di questa praticabile “scorciatoia”, esistono ovviamente situazioni particolari e quesiti che di conseguenza non pochi imprenditori pastai si Vi sono anche altre disposizioni che affrontiamo nello Speciale legislazione a pagina 9. ❙❘❘ Gianni Mondelli 4 PASTA&PASTAI 128 novembre/dicembre

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storci NON SOLO SPAGHETTI...

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Fatti e notizie Aliveris Pastificio Felicetti Il padre della pasta al germe di soia è “mente scientifica mondiale” A cena... con Scabin Per promuovere Monograno, pasta prodotta con un’unica varietà di cereale, il Pastificio Felicetti ha ideato il concorso “A cena con lo chef”. Registrandosi sul sito www.monogranodays.com si riceve un sms con un codice per ritirare una confezione da 500 grammi di pasta Monograno nel punto vendita più vicino. Con il prodotto va poi preparata una cena da documentare con foto o video da pubblicare sul sito internet. on line i visitatori decideranno i dieci migliori piatti, che poi saranno valutati da una giuria ufficiale entro il 31 gennaio 2015. In palio, una cena per sei persone preparata dallo chef stellato Davide Scabin che, per una sera, andrà a cucinare a casa del vincitore. ❙❘❘ Lo “Spaghetto al volo” conquista i gourmet Per coniugare l’esigenza di qualità, gusto e tempi brevi (che caratterizzano la frenesia del nostro tempo) Verrigni ha ideato lo “Spaghetto al volo”, pronto in soli 3 minuti. «Lo scopo - spiega Francesca Verrigni - è soddisfare una ristorazione di alto livello, ma al servizio di brunch veloci, senza sacrificare il palato». La nuova proposta nasce da materie prime solo italiane, è trafilata al bronzo e l’essiccazione è lenta. Inoltre, grazie ad un segreto - frutto di un’attenta ricerca - la permeazione dell’acqua nello spaghetto è estremamente veloce e, quindi, la cottura è rapidissima. Nella foto, lo “Spaghetto al volo” con gelato di pomodoro e basilico proposto dallo chef Marcello Spadone. ❙❘❘ Pastificio Dei Campi Verrigni Uno dei padri della pasta al germe di soia Aliveris, il professor Kenneth Setchell (foto), è stato segnalato dal “the world’s most influential scientific minds 2014” della thomson Reuters. Questo è l’elenco che riporta le “menti” che - a livello globale - hanno dato con i loro studi un contributo importante al mondo scientifico. Il professor Setchell lavora negli Stati Uniti al Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, ma ha anche contribuito, con alcune ricerche, a sviluppare per l’industria alimentare Filiberto Bianconi 1947 la pasta al germe di soia Aliveris. «Il riconoscimento della Reuters - fanno sapere dal pastificio umbro - è un successo anche per noi, che crediamo fermamente nella pasta al germe di soia». ❙❘❘ La pasta dei ristoratori europei La qualità della pasta di Gragnano del Pastificio Dei Campi sposa l’alta ristorazione internazionale. È stato siglato, infatti, un accordo con l’associazione che riunisce i giovani chef di talento europei, i Jeunes Restaurateurs d’Europe. L’obiettivo è diffondere la cultura della pasta. La collaborazione permetterà uno scambio gastronomico reciproco grazie agli appuntamenti mensili con “Indovina chi viene a cena”: ogni mese uno chef dell’associazione farà visita al pastificio napoletano per scoprire i segreti della produzione, lasciarsi ispirare dalla pasta e realizzare una serie di ricette. ❙❘❘ 6 PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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Pasta e dintorni Ricerca Formazione Basilico sott’acqua per colture in climi estremi Nasce la scuola di dottorato in Sicurezza alimentare Una scuola di dottorato internazionale per la Sicurezza alimentare partirà a primavera 2015. Il corso è organizzato dalla Scuola interuniversitaria di alta formazione per la Sicurezza alimentare, istituita dall’Università Statale e dall’Università Cattolica di Milano in collaborazione con Expo e con i ministeri dell’Istruzione e della Salute. L’obiettivo della scuola è creare esperti che possano lavorare in istituzioni nazionali e sovranazionali. Per il rettore della Cattolica, Franco Anelli, «la scuola potrebbe diventare l’eredità dell’Expo dedicato all’alimentazione». ❙❘❘ Al via un nuovo metodo antifrode I cibi biologici sono spesso più costosi rispetto a quelli convenzionali e il rischio di frodi nelle etichettature sembra in crescita. Capire se effettivamente un vegetale è stato coltivato secondo i dettami dell’agricoltura biologica è complicato. Il metodo più affidabile si basa sull’analisi della composizione degli isotopi dell’azoto, ma non è una prova sufficientemente completa. ora, alcuni ricercatori dell’Autorità bavarese per la Salute e il Cibo della Wuerzburg University sono riusciti a sviluppare un nuovo metodo basato sulla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare, ossia un esame che fornisce informazioni sulla struttura molecolare di una miscela senza separarne le componenti. Confrontando pomodori cresciuti con metodi tradizionali e altri con fertilizzanti biologici, gli studiosi hanno notato un andamento diverso negli spettri. Questo test potrebbe dunque essere utile per l’autenticazione di pomodori bio e, in futuro, di altri cibi. ❙❘❘ Pavan Group Alimenti biologici La coltivazione idroponica, cioè in soluzioni acquose nutritizie anziché nel terreno, all’interno di biosfere trasparenti in fondo al mare, apre nuove possibilità per produrre cibo in zone con climi estremi. È quanto ha dimostrato il progetto “orto di Nemo” a Noli, in Liguria, dove è avvenuta una raccolta di basilico coltivato con questa tecnica. Per l’esperimento, la Mestel Safety, società del gruppo ocean Reef che opera nel settore della subacquea, ha allestito un semenzaio in mare, in biosfere trasparenti a 8 metri di profondità. Le piantine sono cresciute rigogliose. Il sistema è autosufficiente - fanno sapere gli esperti - poiché l’acqua dolce si autoproduce all’interno delle biosfere. Quindi, in futuro, questa tecnica potrebbe essere utilizzata per coltivare vegetali in particolari condizioni climatiche, ad esempio alle Maldive o in Arabia Saudita. ❙❘❘ Dai FoodTechMaster un blog per fare sistema Come di consueto, anche quest’anno Pavan Group ha ospitato i FoodtechMaster, i corsi sulla tecnologia produttiva di pasta secca dedicati a professionisti provenienti da tutto il mondo (direttori di stabilimento, di produzione, R&D Manager, responsabili Controllo Qualità e tecnici di produzione). Alla teoria, con l’introduzione di elementi di chimica, fisica e reologia, è seguita la pratica, con test di valutazione organolettica e sensoriale, produzione di pasta in impianti pilota e visite a stabilimenti. Punto di forza dei FoodtechMaster è la capacità di coinvolgere gli studenti, creando un gruppo di lavoro che si traduca poi in una rete di rapporti anche dopo l’esperienza formativa. Per tale motivo, un blog ad hoc offre alla community di studenti la possibilità di scambiare idee ed esperienze. Per ulteriori informazioni: www.foodtechmaster.com ❙❘❘ 8 PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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Speciale legislazione Il Regolamento Ue n. 1169/2011: le normative per i produttori di pasta Coordinamento di Delia Maria Sebelin Il Regolamento Ue n. 1169/2011, entrato in vigore il 12 dicembre 2011, a partire dal 13 dicembre 2014 deve essere applicato “in toto” dalle aziende italiane. Non è prevista nessuna proroga. Le nuove prescrizioni riguardano, in particolare, l’etichettatura (informazioni nutrizionali, indicazione di origine di alcuni prodotti, leggibilità etichetta, presenza di allergeni). Si veda, a tal proposito, anche l’Editoriale del nostro direttore tecnico ed esperto di pastificazione, Gianni Mondelli (pagina 2). In merito all’informazione sugli alimenti, si chiarisce che la responsabilità ricade “sull’operatore del settore alimentare con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto”. In pratica, chi mette il nome sulla confezione. Rimangono, tuttavia, dubbi e perplessità su alcuni punti. Ce ne parlano, nelle pagine a seguire, il responsabile di Confartigianato Alimentazione, Arcangelo Roncacci, il segretario generale di Appafre, Luigi Pelosini, e il segretario generale di Appf, Justo Bonetto. Il responsabile di Confartigianato Alimentazione «La “nuova” etichetta: uno strumento di marketing» Il segretario generale di Appafre di Delia Maria Sebelin 10 di Arcangelo Roncacci, responsabile di Confartigianato Alimentazione «Una normativa a favore dei produttori» Il segretario generale di Appf 14 «Ogni responsabilità cade solo su chi commercializza» di Justo Bonetto, segretario generale di Appf 16 9

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Speciale Speciale legislazione legislazione Confartigianato Alimentazione «La “nuova” etichetta: uno strumento di marketing» I 10 di Arcangelo Roncacci Responsabile di Confartigianato Alimentazione Le norme presenti nel Regolamento Ue n. 1169/2011 consentono più trasparenza sulle caratteristiche dei prodotti ma non agevolano il mercato comunitario. Il Regolamento Ue n. 1169/2011, entrato in vigore il 12 dicembre 2011, vedrà la diretta applicazione delle norme a partire dal 13 dicembre 2014, ovvero tre anni dopo l’entrata in vigore, ad eccezione delle disposizioni attinenti la dichiarazione nutrizionale che si applicheranno soltanto dopo il 13 dicembre 2016. Di fatto, quindi, vi è stato un regime transitorio che ha consentito alle imprese di potersi adeguare alle nuove norme (ad esempio, informazioni nutrizionali, indicazioni origine di alcuni prodotti, leggibilità etichetta, presenza di allergeni) e - nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore e l’applicazione della normativa - di poter continuare a commercializzare fino a esaurimento delle scorte gli alimenti che non ne rispettano gli obblighi. Il responsabile di Confartigianato Alimentazione, Arcangelo Roncacci PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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Speciale legislazione Questa attuazione normativa è stata valutata in modo positivo da Confartigianato Alimentazione perché ha consentito alle imprese del settore alimentare - soprattutto quelle artigiane e di piccole dimensioni - di avvicinarsi progressivamente alle nuove regole e con il tempo necessario per organizzare la produzione nel rispetto delle nuove disposizioni. Nel contempo, è da rilevare che gli operatori hanno avuto la facoltà di cogliere fin da subito l’opportunità di rivedere nel senso indicato dalla normativa le loro etichette, soprattutto per gli aspetti legati alle informazioni nutrizionali, al fine di poterne fare un’utile strumento di pubblicità e promozione rispetto ad analoghi prodotti dell’industria. La “nuova” etichetta, dunque, diventa così uno “strumento promozionale” che ha un forte appeal nei confronti di un consumatore sempre più attento ai contenuti dell’alimento ritenuti importanti per il suo stile di vita. I prodotti freschi Parimenti segnaliamo l’attenzione posta dal legislatore alle imprese che vendono direttamente al consumatore prodotti non preimballati, che sono stati giustamente esclusi dall’applicazione delle norme sull’etichetta nutrizionale in quanto risulterebbe complicato indicare correttamente, per prodotti freschi che possono continuamente cambiare la loro composizione, i corrispondenti livelli nutrizionali. Considerazioni e obiettivi Una prima valutazione sul provvedimento attiene alle finalità che si intendono raggiungere con la normativa, ovvero la protezione della salute e degli interessi dei consumatori nonché la libera circolazione delle merci nel mercato dell’Unione, garantendo nel contempo la tutela degli interessi legittimi dei produttori e la promozione della fabbricazione di prodotti di qualità. Riguardo la prima, ci sembra che il Regolamento contribuisca concretamente a fornire risposte puntuali rispetto alle esigenze rappresentate dal mondo dei consumatori laddove prevede: • effettiva leggibilità dell’etichetta e relative prescrizioni: ad esempio, la dimensione e lo spesso- Gli Stati membri « possono introdurre norme tecniche ulteriori rispetto a quelle previste dal Regolamento » PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE 11

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Speciale legislazione L’indicazione « dell’origine dei prodotti diventa obbligatoria se l’omissione può confondere il consumatore » re del carattere, il tipo di colore, la proporzione tra altezza e larghezza delle lettere, il contrasto cromatico tra diciture e sfondo; • accurate informazioni sul valore energetico e le proprietà nutrizionali, a fronte del rilievo assunto da malattie riconducibili a stili di vita non salutari e tipi di alimentazione scorretti; • segnalazione della presenza di ingredienti allergenici per garantire a consumatori affetti da allergie e intolleranze alimentari informazioni indispensabili anche su prodotti venduti non preconfezionati o somministrati; • maggiore trasparenza delle informazioni in ordine alla composizione e alle caratteristiche di alcuni prodotti con l’inserimento di ulteriori prescrizioni quali, ad esempio, l’obbligo di indicare la natura degli oli vegetali utilizzati e l’eventuale decongelazione del prodotto in vendita. Circolazione delle merci nei mercati comunitari Rispetto invece alla libera circolazione delle merci, che comporta il divieto di misure nazionali divergenti rispetto a quelle comunitarie, c’è da sottolineare che il legislatore comunitario, pur dichiarandolo uno degli obiettivi, lo ha di fatto rinnegato, poiché consente in via facoltativa agli Stati membri di introdurre norme tecniche ulteriori rispetto a quelle armonizzate. In questo modo si apre la strada a regimi sperequati di concorrenza, discriminazioni tra gli operatori dei diversi Paesi membri e livelli differenziati di tutela dei consumatori. Origine delle materie prime Da sottolineare, relativamente al tema di cui si sta dibattendo da tempo circa l’indicazione dell’origine e della provenienza di alcuni prodotti e delle materie prime, che viene riconfermata la linea già prevista dalla Direttiva 2000/13/CE, ovvero che l’indicazione dell’origine dei prodotti diventa obbligatoria quando l’omissione della stessa possa indurre in errore il consumatore. È prevista comunque l’estensione dell’obbligo di tale disposizione a tutte le carni (oltre a quelle bovine anche quelle ovine, caprine, suine ed avicole), mentre con una successiva valutazione la Commissione europea deciderà sull’opportunità di prescrivere l’indicazione dell’origine anche per altri prodotti quali gli alimenti mono-ingrediente, il latte e i prodotti della sua trasformazione, e le carni utilizzate come ingredienti per altri alimenti, previa valutazione dell’impatto economico sulle singole filiere. Riteniamo che, in questo modo, il legislatore abbia tenuto nella giusta considerazione non solo gli interessi dei consumatori ma anche la fattibilità e il rapporto costi-benefici che il tracciare e riportare tali notizie sulle confezioni può comportare per gli operatori della filiera. Infatti, nel caso in cui l’obbligo dell’indicazione fosse previsto anche per prodotti di trasformazione a base di carne e/o di latte - come prescrive la Legge 3 febbraio 2011, n. 4 recante “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” se non applicata diventerebbe difficoltoso per il produttore indicare nell’etichetta l’origine della materia 12 PASTA&PASTAI 128 novEMbRE/dIcEMbRE

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