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Convegno: “La violenza sulle donne. Approccio multidisciplinare nel sistema di urgenza. Dall’accoglienza alle strategie di prevenzione” Padova 25 novembre 2014 Il ruolo della taskforce interistituzionale per il contrasto alla violenza di genere Serena Battilomo Ministero della Salute Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria

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Taskforce interistituzionale per il contrasto alla violenza di genere costituita il 22 luglio 2013 (Governo Letta) presso il Dipartimento delle Pari Opportunità vi partecipano: ◦ i Ministeri interessati (pari opportunità, giustizia, interno, salute, istruzione, esteri, difesa, economia e finanze, lavoro e politiche sociali, sviluppo economico) ◦ gli Enti territoriali (ANCI-UPI-Regioni) è stato coinvolto anche il mondo delle associazioni

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Obiettivo Definire un'azione coordinata tra le varie istituzioni, ognuna per le proprie competenze, per prevenire, oltre che contrastare, il dilagante fenomeno della violenza alle donne.

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Organizzazione della taskforce interministeriale sette specifici sottogruppi tematici: 1.Raccolta dati 2.Valutazione del rischio di recidiva e rappresentazione dell’immagine femminile nei media 3.Comunicazione 4.Educazione 5.Formazione rosa 7.Reinserimento vittime coordinati ciascuno da un’Amministrazione capofila 6.Codice

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I sette sottogruppi tematici Sottogruppo tematico 1. Raccolta dati (capofila Dip. Pari Opportunità con ISTAT) Obiettivo del sottogruppo Analisi delle fonti dati disponibili e delle possibili sinergie o azioni per un più completo e tempestivo monitoraggio del fenomeno Analisi di metodologie di valutazione del rischio di recidiva della violenza all’interno della coppia Definizione del codice di autoregolamentazione per il rispetto dell'immagine femminile nei media 2. Valutazione del rischio di recidiva (capofila Min. Difesa) 3. Comunicazione e rappresentazione dell’immagine femminile nei media (capofila Min. Sviluppo Economico) 4. Educazione (capofila Min. Università Istruzione e Ricerca) Definizione di iniziative in ambito scolastico per la

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I sette sottogruppi tematici Sottogruppo tematico Obiettivo del sottogruppo 5. Formazione (capofila Min. Salute) efinizione della formazione professionale dei soggetti - delle forze dell’ordine, della sanità, dei servizi sociali, ecc.- che possono entrare in contatto con le vittime della violenza efinizione di un percorso riservato alle vittime di violenza presso i Pronto soccorso, che coinvolge le Aziende ospedaliere, le ASL, le Procure della Repubblica, le Forze dell’Ordine, le Associazioni di volontariato, secondo un modello di stretta collaborazione ed integrazione tra le varie istituzioni zioni per il superamento della violenza e il 6. Codice rosa (capofila Min. Interno) 7. Reinserimento vittime

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Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere art 5 del DL 93/2013 convertito in L.119/2013 1. Il Ministro delegato per le pari opportunita', anche avvalendosi del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunita', di cui all'articolo 19, comma 3, del decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, elabora, con il contributo delle amministrazioni interessate, delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza, e adotta, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un «Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere», di seguito denominato «Piano», che deve essere predisposto in sinergia con la nuova programmazione dell'Unione europea per il periodo 20142020.

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2. Il Piano, con l'obiettivo di garantire azioni omogenee nel territorio nazionale, persegue le seguenti finalita': a)prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l'informazione e la sensibilizzazione della collettivita', rafforzando la consapevolezza degli uomini e dei ragazzi nel processo di eliminazione della violenza contro le donne e nella soluzione dei conflitti nei rapporti interpersonali; b)sensibilizzare gli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile anche attraverso l'adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli operatori medesimi; un'adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell'ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extracurricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l'informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei c)promuovere

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2. Il Piano, con l'obiettivo di garantire azioni omogenee nel territorio nazionale, persegue le seguenti finalita': d)potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalita' omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali , dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza; la formazione di tutte le professionalita' che entrano in contatto con fatti di violenza di genere o di stalking; e)garantire la protezione delle vittime attraverso il rafforzamento della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte; f)accrescere lo sviluppo e l'attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni, basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva; g)promuovere una raccolta strutturata e periodicamente aggiornata, con cadenza almeno annuale, dei dati del fenomeno, ivi compreso il censimento dei centri antiviolenza, anche attraverso il coordinamento delle banche di dati gia' esistenti; h)prevedere

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2. Il Piano, con l'obiettivo di garantire azioni omogenee nel territorio nazionale, persegue le seguenti finalita': specifiche azioni positive che tengano anche conto delle competenze delle amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking e delle esperienze delle associazioni che svolgono assistenza nel settore; i)prevedere definire un sistema strutturato di governance tra tutti i livelli di governo, che si basi anche sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche gia' realizzate nelle reti locali e sul territorio. j)

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Linee di indirizzo per la formazione  prevenire e contrastare la violenza  formazione integrata e multidisciplinare  visione comune fondata sulla cultura di genere e l’adozione di un linguaggio ed una metodologia condivisi  comune prospettiva nelle azioni di contrasto alla violenza, in grado di valorizzare il ruolo di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo, nel rispetto degli specifici ambiti di competenza.

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Finalità Iniziative formative che:  siano omogenee sul territorio nazionale;  consentano di aumentare le conoscenze sul fenomeno della violenza contro le donne in una prospettiva di genere, che tenga anche conto delle forme di violenza peculiari delle altre culture;  forniscano un’adeguata conoscenza della problematica nella sua complessità sociale, culturale, psicologica e giuridica;  diffondano le metodologie di accoglienza basate sul rafforzamento dell’identità della donna (empowerment);  evitino forme di mediazione della relazione vittima/autore;  sensibilizzino al riconoscimento del fenomeno in ogni ambito;

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La rete è un modello vincente perché pone in campo tutti i soggetti istituzionali e non, coinvolti nel supporto alle vittime, attraverso l’armonizzazione di percorsi condivisi e crea le giuste sinergie per aiutare concretamente ed efficacemente le donne che subiscono o hanno subito violenza.

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Formazione articolata in 3 specifiche aree di intervento:

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