Giornaliino Novembre 2014

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (Cosenza) Numero straordinario mese di NOVEMBRE 2014 4 NOVEMBRE 2014 96° Anniversario di Vittorio Veneto, Giornata dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate Martedì 4 del corrente mese si è solennemente celebrato il novantaseiesimo anniversario della conclusione (Vittorio Veneto - Treviso) della prima grande guerra. Il conflitto, iniziato nel 1915, ebbe termine nel ‘18 con la vittoria dell’esercito italiano su quello imperiale degli austro-ungheresi. La manifestazione si è svolta unitamente alla Giornata dell’Unità Nazionale e alla Festa delle Forze Armate. La santa messa di suffragio per “Il Silenzio” è stato eseguito dal trombettiere i Caduti ha avuto luogo nella chiesa madre Flavio Bianco, la benedizione effettuata dal “San Francesco di Paola” affollata da numeroparroco canonico Celìa. si concittadini. Erano presenti il sindaco AntoÈ stato poi letto dal presidente Filaci l’elenco nio Mollo e altre autorità, gli insegnanti e gli adei nostri compaesani caduti: marò Addario lunni dell’istituto scolastico comprensivo, rapPasquale, marò Cauteruccio Pasquale, marò presentanti delle associazioni, familiari di coGrosso Annunziato, marò Mollo Nando, marò loro che a Cittadella e campagne dettero la viOliviero Francesco, marò Papa Annunziato, fota per difendere la Patria dallo straniero. All’ochista Piccolillo Annunziato, marò Quintiero melia il can. don Giovanni Celìa, parroco della Antonio, cannoniere Quintiero Domenico, matrice, ha espresso congrue parole su fatti e marò Servidio Francesco, marò Surace protagonisti dell’eccezionale periodo storico Giuseppe. che coinvolse la nazione nei tre anni e mezzo Il presentatore ha quindi affermato: della prima guerra mondiale. << Oltre che l’anniversario di guerra, il 4 NoAl termine della messa si è svolto un corteo vembre viene celebrata anche la Giornata delche ha visitato il monumento dei caduti del l’Unità degli Italiani. Unità necessaria oggi più mare in piazza Marinai d’Italia e poi il monuche mai per superare la grave congiuntura mento di via Nazionale. La manifestazione economica e creare i presupposti per una sicomplessiva, disposta dal sindaco Mollo e orcura e ordinata crescita della Nazione. Il futuro ganizzata dal presidente del gruppo ANMI della Patria si costruisce attraverso la coopeMarcello Filaci (con il vicepresidente Roberto razione di tutti i membri della comunità, quali Fiorillo, il portabandiera Gioacchino Lospenche siano il credo politico e la condizione sonato e altri soci), è stata coordinata e diretta ciale di ognuno. Ed il futuro dell’Italia è intimadai coniugi Maria Rosaria Marra e Pasquale mente legato a quello dell’Europa e del mondo Filippelli. intero, nella globalità degli interessi e delle riIN PIAZZA MARINAI D’ITALIA sorse. Affinché la comunità internazionale proSi è proceduto innanzitutto all’Alzabandiera. gredisca verso la prosperità e la pace, occorre È quindi intervenuto il presentatore Filippelli: che regnino armonia e solidarietà all’interno << Nella prima Grande Guerra, teatro delle odei singoli stati. Tutti insieme, dunque, nella perazioni navali italiane fu prevalentemente il concordia e nell’orgoglio dell’appartenenza. mare Adriatico. La nostra flotta, comandata Tutti insieme a sostegno delle Forze Armate per circa due anni dal duca degli Abruzzi, poi che oggi celebrano la loro festa nazionale. Vifino al termine dall’ammiraglio Thaòn de va l’Unità degli Italiani! >>. Revèl, compì numerose e fulgide imprese. La A concludere la prima parte della manifesta1^ guerra mondiale costò all’Italia 600.000 zione, la Preghiera del Marinaio. Vi ha provvemorti e 1.000.000 di feriti. La Marina Militare duto con passione la presentatrice, patronesdette per parte sua un alto contributo d’eroisa ANMI Maria Rosaria Marra: smo e di sangue. Presso questo monumento << A Te, o grande eterno Iddio, Signore del (àncora che svetta sullo sfondo del cielo) rencielo e dell’abisso, cui obbediscono i venti e le diamo gli onori ai Caduti del mare, associando onde, noi uomini di mare e di guerra, Ufficiali e agli scomparsi nella guerra mondiale 1915-18 Marinai d’Italia, da questa sacra nave, armata tutti coloro i quali in ogni tempo s’immolarono della Patria, leviamo i cuori. Salva ed esalta per la difesa e la salvezza della Patria. Una conella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione. rona di alloro viene deposta al monumento dei Da’ giusta gloria e potenza alla nostra bandieCaduti del mare >>.

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ra, comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei; poni sul nemico il terrore di lei; fa’ che per sempre la cingano in difesa petti di ferro, più forti del ferro che cinge questa nave; a lei per sempre dona vittoria. Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti. Benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che per esso vegliamo in armi sul mare. Benedici! >>. IN VIA NAZIONALE Alla messa del IV novembre il parroco can. don Giovanni Celia ha riportato l’appassionata omelia tenuta da Papa Francesco al Sacrario Militare di Redipuglia il 13 settembre 2014. Eccone il testo. “A ME CHE IMPORTA?” Dopo aver contemplato la bellezza del paesaggio di tutta questa zona, dove uomini e donne lavorano portando avanti la loro famiglia, dove i bambini giocano e gli anziani sognano… trovandomi qui, in questo luogo, , vicino a questo cimitero, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia. Mentre Dio manda avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione! La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è ideologia, c’è la risposta di Caino: “A me che importa?”. “Sono forse io il custode di mio fratello?” (Gen 4,9). La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà. “A me che importa?”. Sopra l’ingresso di questo cimitero, aleggia il motto beffardo della guerra: “A me che importa?”. Tutte queste persone, che riposano qui, avevano i loro progetti, avevano i loro sogni…, ma le loro vite sono state spezzate. Perché? Perché l’umanità ha detto: “A me che importa?”. Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni… Ad essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: “A me che importa?”. Caino direbbe: “Sono forse io il custode di mio fratello?”. Questo atteggiamento è esattamente l’opposto di quello che ci chiede Gesù nel Vangelo. Abbiamo ascoltato: Lui è nel più piccolo dei fratelli: Lui, il Re, il Giudice del mondo, Lui è l’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ammalato, il carcerato… Chi si prende cura del fratello, entra nella gioia del Signore; chi invece non lo fa, chi con le sue omissioni dice: “A me che importa?”, rimane fuori. Qui e nell’altro cimitero ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C’è il pianto, c’è il lutto, c’è il dolore. E da qui ricordiamo le vittime di tutte le guerre. Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? È possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante! E questi animatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi, hanno scritto nel cuore: “A me che importa?”. È proprio dei saggi riconoscere gli errori, provarne dolore, pentirsi, chiedere perdono e piangere. Con quel “A me che importa?” che hanno nel cuore gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. Caino non ha pianto. Non ha potuto piangere. L’ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in Giunto al monumento principale, il corteo ha reso gli onori ai Caduti di tutte le guerre. Quindi la presentatrice Marra ha affermato: << Dopo più di due anni di guerra, nell’ottobre del 1917 il nostro esercito venne scompaginato sul fronte dell’Isonzo e subì una grave sconfitta a Caporetto. Sembrò allora che le armi italiche dovessero definitivamente soccombere e la Patria perire. Ma nell’anniversario della bruciante disfatta, il 24 ottobre 1918 a Vittorio Veneto l’esercito italiano sferrò l’offensiva finale. L’attacco ebbe inizio nel settore del monte Grappa. Il 26 ottobre le nostre truppe attraversarono il fiume Piave. Il 28 ottobre gli austro-ungarici cominciarono a ritirarsi. Nei giorni seguenti la loro ritirata si trasformò in rotta. Alle ore 15 del 4 Novembre 1918 il fuoco cessò su tutto il fronte. L’Italia aveva vinto! L’ ultimo bollettino di guerra, il bollettino della Vittoria firmato dal generale Armando Diaz, così annunciava la sconfitta dell’esercito nemico: I resti di quello che fu uno dei più potenti e-serciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. I nomi dei nostri concittadini caduti nella prima Grande Guerra, incisi sulle facciate marmoree del monumento, saranno letti dal cerimoniere dell’ANMI. I Caduti vivono nei nostri cuori. A ogni nome facciamo seguire un corale, commosso “Presente!”: Giannico Maggiorino, Caroprese Santo, De Brasi Battista, Fraticola Salvatore, Grosso Pasquale, Lanzetta Camillo, Lospennato Vincenzo, Lucchini Gennaro, Serviddio Raffaele, Serviddio Francesco, Sangregorio Luigi, Sangregorio Ettore, Barbieri Enrico, Mazzitelli Francesco, Sangregorio Ernesto, Castiglia Carmine, Sansaverio Francesco, Grosso Carmine, Grosso Roberto, Spinelli Adolfo, Spinelli Anselmo, Tricarico Antonio, Castiglia Giovanni, Bonanata Luigi, Favarulo Francesco, Grosso Giovanni, Lospennato Pasquale, Quintiero Ferdinando, Quintiero Ercolino. Al termine il presidente del gruppo ANMI ed il sindaco hanno tenuto allocuzioni e ringraziamenti. La leggenda del Piave ha quindi concluso la manifestazione. L’OMELIA DEL 4 NOVEMBRE

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questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni. Con cuore di figlio, di fratello, di padre, chiedo a tutti voi e per tutti noi la conversione del cuore: passare da “A me che importa?”, al pianto. Per tutti i caduti della “inutile strage”, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. Il pianto, Fratelli, l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto Papa Francesco LAUREA Dall’ultimo libro riportiamo qui di seguito la diciottesima pagina. Si è brillantemente laureata a Roma, in Medicina con il più alto dei voti (110 e lode), la carissima amica Clelia Rugiero, figlia del segretario dell’associazione “Radici” dei nostri compaesani residenti nella capitale. Tesi di laurea con i complimenti della commissione: Fragilità da fratture nel paziente con diabete mellito - Analisi e confronto della risposta infiammatoria con il paziente sano. Auguriamo a Clelia un luminoso avvenire. Ai genitori Pasquale e Maria Teresa Lospennato, al nonno paterno Aldo e al nonno materno Gioacchino, agli altri parenti, le affettuose felicitazioni del Giornalino. A cura dell’associazione Radici MEETING “FESTA DEGLI AUGURI” Da lungo tempo il farmacista Benedetto Morelli ed il barbiere Vittorio Rizzaro s’incontrano nei pressi del monumento alle otto di mattina e, prima d’iniziare la giornata lavorativa nei rispettivi esercizi che distano venti metri l’uno dall’altro sullo stesso marciapiedi di via Nazionale, vanno in macchina a prendere un caffè al bar della Marina o alla pasticceria della Stazione o a Capofella. Talvolta vanno a piedi al vicino bar Occhiuzzi. La simpatica consuetudine viene rigorosamente rispettata. Le rare eccezioni sono dovute alla chiusura di uno o entrambi gli esercizi per festività, ferie od altro. Auguriamo a Benedetto e Vittorio lunga vita, buona salute e duratura amicizia. DUE CARI AMICI Al barbiere e al farmacista, quando l’uno l’altro avvista, vien la voglia d’incontrarsi per decidere il da farsi; il da farsi è presto detto, ché Vittorio e Benedetto soglion fare di mattina ad un bar la capatina; e la fanno - sai perché? per sorbire un bel caffè, ché altrimenti la giornata per entrambi è rovinata; osservata quest’usanza torna ognuno alla sua stanza, Benedetto in farmacia e Vittorio in barberia; finalmente son felici i due cari e buoni amici: c’è davvero grande affetto tra Vittorio e Benedetto. Pasqualle Filippelli CANONIZZAZIONE DI S. NICOLA DA LONGOBARDI Il presidente dell’associazione Radici dei nostri compaesani residenti a Roma, comm. Luigino Fiorillo, ci ha inviato copia del seguente avviso diretto a soci e amici. Per il nostro tradizionale incontro della “Festa degli auguri”, anche quest’anno ci troveremo il 12 dicembre prossimo alle ore 20,30 presso il ristorante “Terrazza Barberini”, via Barberini 16/A - 00187 Roma. Oltre al piacere di scambiarci con affetto gli auguri per le prossime festività natalizie, parleremo del nostro futuro, dei programmi e delle iniziative da realizzare. È per questo motivo che rivolgo a tutti Voi la preghiera di partecipare numerosi insieme ai vostri figli, parenti e amici per trascorrere in amicizia una grande festa che ci riporti con orgoglio alle nostre Radici. Con l’occasione i Soci sono chiamati a deliberare sul seguente ordine del giorno: 1) Rinnovo Cariche Sociali 2015-2017, 2) Cambio Sede Sociale, 3)Approvazione consuntivo e preventivo finanziario. Vi prego caldamente di prenotare con qualche giorno di anticipo per evidenti esigenze organizzative. Un cordiale saluto a tutti. Luigino Fiorillo UNA NUOVA RACCOLTA DI POESIE Sarà pubblicata entro Natale la 3^ raccolta poetica di Pasquale Filippelli intitolata “Nell’accecante balenar d’un lampo”. Le precedenti raccolte vennero edite nel 2003 (Meteore) e 2008 (Sul tuo seno riposo). Grande festa a Roma di tanti compaesani i quali hanno partecipato, domenica 23 novembre, alla canonizzazione di Nicola Saggio, oblato professo dell’Ordine dei Minimi, che nacque a Longobardi il 6 gennaio 1650 da pii e laboriosi contadini. Dall’attività campestre, santificata con la preghiera e l’esercizio delle virtù cristiane, il giovane passò alla vita consacrata di San Francesco di Paola. San Nicola morì a Roma il 3 febbraio 1709. A noi piace ricordare che il paese natale del santo longobardese è il medesimo in cui nacque uno stimato ex cittadellese, Anselmo Bassarello, che si sposò e visse per molti anni con la nobildonna Nina Tramontano (i figli

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Aldo e Renato, entrambi generali dell’esercito in pensione, sono viventi). Sul lungomare cittadellese LA STATUA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA affetti con massimo cuore e discernimento. Micuzzo è stato un uomo rispettoso e degno di rispetto. Serberemo ben grato il suo ricordo”. LUTTO Quando tu scendi a piedi al lungomare la statua da lontano già ti appare e se miri a ogni passo che tu fai essa cresce alla vista, e cresce assai, se dentro ben ascolti, anche nel cuore dove t’infonde pace e insinua amore; cari amici non so se pure a voi, ma a me la statua agli occhi cresce e poi, nel cuor essa crescendo a dismisura, vi fa nascere gioia immensa e pura; non so se pure voi allor che andate giù verso il mare il Santo lo pregate, io umilmente sì, sempre lo invoco: San Francesco, proteggi - non è poco il paese del quale figlio sono e del quale Tu sei Santo Patrono. Pasquale Filippelli È SCOMPARSO Il 12 novembre è tornata alla casa del Padre l’anziana signora CLAUDIA IANNELLA vedova Sangregorio La santa messa esequiale s’è svolta nella chiesa madre. All’omelia il parroco ha aspreso nobili accenti. Erano presenti numerosi familiari, primi fra tutti i figli Enrico e Alessandro. A costoro e a tutti gli altri parenti (segnatamente alle sorelle Lidia e Immacolata) le nostre vive condoglianze. Preghiera Ogni volta mi avvicinavo a te quando il buio irrompeva nella mia vita e i pensieri confusi offuscavano la mia mente. Piccola ed impotente, in ginocchio, e con la paura che mi attanagliava, cercavo conforto nella preghiera. Il mio elemosinare mi faceva sentire sempre più debole e l’impotenza faceva da padrona. Stanca ed avvilita da questo mendicare decisi di non fuggire più ed incontrai la vera preghiera: l’inno alla vita che mi faceva danzare nel buio per assaporare lo splendore della luce. Mariella De Napoli poetessa bonifatese in “il Soffio delle Emozioni”, 2008 (editore: one G line Service, Pomaretto TO A GESU’ EUCARISTIA in ottobre, a 69 anni, il romano ACHILLE SPINELLI appartenente a nota e stimata famiglia cittadellese. Ha vissuto negli anni scorsi nel rione Santa Maria di Cittadella assieme alla moglie Giovanna, che lo ha amorevolmente assistito negli ultimi tempi di grave malattia. Achille è stato un uomo generoso e riservato, ricco di umanità e di talento artistico. È stato un vero maestro di vita. A sua moglie, al figlio Ferruccio e agli altri numerosi parenti le nostre affettuose condoglianze. LUTTO Si è spento a Cittadella l’11 novembre il nostro anziano amico DOMENICO ARGIRO’ Il funerale ha avuto luogo nella matrice il giorno successivo alle tre del pomeriggio, officiante il parroco can. don Giovanni Celìa, che ha tenuto un’elevata omelia. Ai primi banchi della chiesa la moglie dello scomparso, Maria Rugiero, con i figli Euliana, Carmen, Dario, Simonetta e Alessandro, e gli altri numerosi parenti e affini di linea retta e collaterale. A tutti loro esprimiamo sentite condoglianze. Al termine del rito esequiale si è svolta una breve testimonianza di Pasquale Filippelli, che ha detto tra l’altro: “Con lui ho percorso nella comunità confortanti stagioni di vita pubblica e politica. Domenico coltivò con passione le attività di partito e del Comune, di cui divenne consigliere nel pieno degli anni Ottanta. Ha onorato la sacralità del lavoro e venerato il culto della famiglia. (…). Sui rapporti familiari, rispettò gli E ti vengo a cercare… perché con Te io sto bene… Nel buio della notte la Tua luce illumina il mio cammino, la Tua parola mi dà gioia, la Tua presenza mi dà sicurezza. E Ti vengo a cercare o Gesù, non mi stancherò di dirlo e di farlo… e con il salmista esclamerò: << Non nascondermi il Tuo volto >>… mentre io continuo a cercare Te luce che mai si spegne

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Can. Don Giovanni Celìa in Sguardi dentro l’orizzonte, 2009 (editoriale progetto 2000 di Cosenza)

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