Catanzaro City Magazine DICEMBRE 2014

 

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport e servizi utili

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili Anno II - n.ro 17 dicembre 2014 € 0,50 All’interno, oltre agli orari ufficiali e aggiornati, dei mezzi pubblici, che puoi ritagliare e conservare, trovi anche le farmacie di turno e gli indirizzi dei ristoranti

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Gli amici ritrovati! A Anno II - numero 17 dicembre 2014 DIRETTORE RESPONSABILE EDITORIALE Pino Ranieri Pino Ruggiu DIRETTORE EDITORIALE Tel. 335.470.145 pinoruggiu.posta@gmail.com Rosita Mercatante (Caporedattrice), Anna Aloi, Apollonia, Piergiorgio Caruso, Alberto Cocco, Petite Cocò, Vincenzo Defilippo, Rosario Fittante, Nino Gil, Elisa Giovene, Domenico Iozzo, Paolo Liberato, Ernesto Mauro, Giulia Panzarella, Anna Rotundo, Assunta Scozzafava, REDAZIONE I collaboratori di cui sopra, la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se del caso regolare - le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. GRAFICA E IMPAGINAZIONE Agenzia Ruggiu agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it PER LA PUBBLICITÀ Tel. 335.470.145 citymagazineinfo@gmail.com PER NUMERI ARRETRATI Tel. 335.470.145 citymagazineinfo@gmail.com ABBONAMENTI SEMESTRALE: (6 n.ri) euro 12,00; ANNUALE: (12 n.ri) euro 24,00; SOSTENITORE SILVER: euro 100,00 (12 n.ri con diritto ad 1 redazionale in omaggio) ; SOSTENITORE GOLD: euro 200,00 (12 n.ri con diritto ad 2 redazionale in omaggio); SOSTENITORE PLATINUM: euro 300,00 (12 n.ri con diritto ad 3 redazionali in omaggio). N.B. Gli importi sono comprensivi di IVA e di spese di spedizione. MODALITÀ SOTTOSCRIZIONE: Bon. banc. c/o Conto BancoPosta, Intestato a Giuseppe Ruggiu Codice IBAN: ; Cod. Bic/Swift: BPPIITRRXXX; CAUSALE: Nome/cognome/tipo abbon. l momento di andare in stampa, si sono appena concluse le ultime elezioni regionali. A trionfare è stato il candidato di centrosinistra, Mario Oliverio, a cui vogliamo augurare buon lavoro con l’auspicio che possa “fare bene” per la nostra Calabria. Tuttavia, il dato principale che si evince da questa tornata elettorale è, senza dubbio, l'astensionismo. A recarsi alle urne sono stati meno della metà dei calabresi. Un dato allarmante, sinonimo che, mai come in questa occasione, i cittadini hanno voluto proprio lanciare un messaggio chiaro e netto a tutta la classe politica. Risuona a gran voce: "Siamo stanchi, avete superato ogni limite!" Se queste possono essere alcune considerazione post-elettorali, non posso esimermi dal farne qualcuna, sicuramente più divertente, sul periodo che precede il voto. La famigerata “campagna elettorale”. È il momento in cui mi accorgo di “tornare” al centro dell'attenzione di alcuni personaggi che per convenzione possiamo definire "amici", gli stessi che solo casualmente si sono candidati in qualche partito… Una scena che non smette mai di ripetersi: appena ti intravedono da lontano parte un bel sorriso, si avvicinano e ti stringono la mano con forza. Poi, non senza averti dato due-tre pacche sulle spalle, insistono per prendere un caffè insieme. Ma è giusto per fare quattro chiacchiere… Infatti ti chiedono del lavoro, della famiglia... e il gran finale? Quello è sempre lo stesso: ti comunicano che si sono candidati e che se gli dai il tuo sostegno, finalmente le cose cambieranno... Certo, ci crediamo! Ciò che mi lascia più perplesso è che poi queste stesse persone, subito dopo le elezioni, qualunque sia stato l’esito della loro candidatura, perdono improvvisamente la memoria (e non c’è da stupirsi!) e, se mai ti permetterai di cercarli, puoi ritenerti fortunato se troveranno il tempo e il modo per riceverti e darti ascolto. Ecco, è proprio nei confronti di questo comportamento che i calabresi hanno espresso il proprio disgusto. Non nego di aver provato anch’io a bussare alla porta delle cosiddette "Istituzioni", ma non certo per chiedere contributi a fondo perduto o per “sfruttare” sostegni, ritenendo da sempre che un'attività commerciale (questo siamo!) debba sostenersi con le proprie forze e non certo sulle spalle della comunità. Durante le mie visite, ho solo e sempre fatto presente che la nostra è una testata giornalistica regolarmente registrata, che si prefigge lo scopo di dare voce a tutto ciò che riguarda la città sia in positivo che in negativo. Nelle nostre pagine si esaltano le qualità e i talenti di Catanzaro, ma anche si evidenziano le criticità e le carenze. Ho anche riferito che godiamo, oltre che di una diffusione capillare sul territorio, anche di un sostenuto seguito di lettori e abbiamo quindi tutte le carte in regola per poter promuovere, mediante la fornitura di spazi pubblicitari, le varie manifestazioni che vengono di volta in volta indette dalle varie amministrazioni, che invece sono rimaste sorde al nostro invito! Tutte, nessuna esclusa. Ma alla fine - magari per qualcuno pecchiamo di immodestia - con noi sono stati anche poco lungimiranti, perchè la vera soddisfazione è poter dire ad alta voce di non essere asserviti a nessuno! Questo ci consente di fare un’informazione libera e sganciata da ogni legame. Ci nutriamo dei numerosi apprezzamenti che riceviamo dai nostri numerosissimi lettori. Siete voi, la nostra forza, insieme ai tanti inserzionisti presenti anche all'interno di questo numero. Certo non possiamo non ammettere che le difficoltà persistono. È difficile far fronte alle spese che affrontiamo, tanto che siamo usciti in ritardo con il numero di ottobre e per niente a novembre. Ma ora, eccoci di nuovo qui. E senza dire grazie a nessuno. Permettemi invece di ringraziare, ma sinceramente e di vero cuore, tutti quelli che disinteressatamente ma con un entusiasmo sempre crescente, collaborano alla realizzazione di questo giornale, in particolar modo Rosita Mercatante, una giovane e talentuosa giornalista, che ha letteralmente "sposato" con tutta l'anima, la causa e lo spirito di questo progetto editoriale, tanto ambizioso, quanto bisognoso di teste pensanti. Rosita, dedica gran parte del suo tempo alla realizzazione di questo giornale, scrivendo splendidi articoli di grande spessore e presenziando agli eventi e alle conferenze-stampa dove siamo invitati. Inoltre è particolarmente portata nel realizzare le interviste, interloquendo con competenza e professionalità, con il personaggio di turno. Se non bastasse, cura anche la rubrica dedicata ai libri e per finire, si occupa pure della noiosa quanto necessaria incombenza della correzione delle bozze... Il suo prezioso, fattivo e soprattutto disinteressato apporto professionale alla nostra "causa", ci ha reso molto facile e naturale conferirle, doverosamente, il ruolo di nostra "caporedattrice". Grazie Rosita! Un grazie sentito e doveroso a voi tutti per aver scelto di leggere ogni mese la nostra rivista e da parte mia e della redazione, tanti cari e sinceri auguri di Buone Feste. IT97 O 0760104400000044106292 NON RICEVE NESSUN TIPO DI SOVVENZIONI CATANZARO CITY MAGAZINE È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili. È un periodico indipendente e apartitico. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. EDITORE: Giuseppe Ruggiu - Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). REGISTRAZIONE: Tribunale di Catanzaro - n.ro 314 del 16/4/2013. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. STAMPA: Stampasud s.r.l. - Lamezia Terme (Cz) PINO RUGGIU CATANZARO CITY MAGAZINE | OTTOBRE 2014 | 3

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6 8 SOMMARIO 10 16 42 40 7 38 NEWS 6 È proprio una buona idea! - di ROSITA MERCATANTE 8 Dacia Maraini e il suo viaggio di vita - di ROSITA MERCATANTE 10 Le maxi emergenze - di PINO RUGGIU 12 Giovino, nuovo look - di ELISA GIOVENE 14 E venne la luce a led! - di ERNESTO MAURO 16 Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa - di ROSITA MERCATANTE 17 Le particelle cosmiche passano da Catanzaro - di ROSARIO FITTANTE 19 4322 SMS Polizia - di ROSITA MERCATANTE 20 L'estetica di Catanzaro - di ASSUNTA SCOZZAFAVA 21 Crotone a gonfie vele - di PINO RUGGIU 22 La ricerca, linfa vitale per il nostro futuro - di GIULIA PANZARELLA SPORT 24 Area giallorossa: Parliamo solo del Catanzaro! - di ROSITA MERCATANTE AMARCORD 26 Non lo trovi? Vai da Vasapollo... - di PIERGIORGIO CARUSO STORIE 28 I processi di Catanzaro - di ALBERTO COCCO IN LIBRERIA a cura di ROSITA MERCATANTE 31 Gli uomini non cambiano - di ANTONIO BIANCHI 31 La guida di Catanzaro - di MARIO MAURO SALUTE 32 Alcool, la droga di partenza - di VINCENZO DEFILIPPO IN CUCINA a cura di ANNA ALOI 34 Le zeppole LE MONDE DE PETITE COCÒ 35 L'età non conta - a cura di PETITE COCÒ ARTE 38 Alessandro Mazzitelli - di APOLLONIA TEATRO a cura della Redazione 38 Pino Tafuri, giù il sipario! MUSICA 40 Il dodicesimo Festival d'autunno - di DOMENICO IOZZO 42 Maria Primerano, la regina buona - di ANNA ROTUNDO 44 Ri... vista, teen years after - di PINO RANIERI 46 Gino Celli. Lasciatemi cantare - di NINO GIL SERVIZI 47 Il cruciverba - a cura di PAOLO LIBERATO 48 Farmacie di turno - a cura dell' ORDINE FARMACISTI 49 Gli orari dei Bus - a cura di A.M.C. 50 Gli orari della Calabro - a cura di F.C.L. 1920 14 22 N.RO 17 | CATANZARO CITY MAGAZINE | DICEMBRE 2014 | 5

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NEWS È proprio una buona idea! Un modo efficace per contrastare e superare la difficoltà in cui versa il settore commerciale della città di ROSITA MERCATANTE F ar rifiorire il quartiere della città. È con questo obiettivo che nasce il progetto "Riqualificazione del commercio e dei servizi nel centro storico di Catanzaro", promosso dalla Camera di Commercio di Catanzaro. Un’iniziativa ambiziosa che per essere realizzata richiede la collaborazione e la partecipazione dei commercianti locali, ai quali sono state fornite tutte le informazioni utili e necessarie per prendere parte al progetto durante un incontro svoltosi presso l’Ente Camerale. Ad aprire i lavori è stato il Presidente Paolo Abramo che ha esordito ribadendo che “la Camera di Commercio ha il dovere di farsi promotore di ogni tipo di azione utile allo sviluppo del sistema produttivo, commerciale e sociale”. Poi ha spostato l’attenzione sull’annosa questione del centro storico dove si contano sempre più serrande abbassate. “Una situazione che si inserisce - ha affermato - in un contesto di crisi economica a livello internazionale e che vogliamo fronteggia- re attraverso una strategia partecipativa”. L’auspicio è la creazione di una rete di imprese - metodologia che si è dimostrata funzionante già nel settore del turismo - che possa avviare un processo di socializzazione tra le attività commerciali che continuano però a mantenere la propria autonomia”. Uscire dall’isolamento permette di condividere le problematiche e di perseguire le finalità spesso comuni. “Un’occasione che non bisogna sprecare” ha concluso il Presidente dell’Ente camerale, seguito dall’intervento dell’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Catanzaro, Daniela Carrozza che ha definito il progetto “non una soluzione miracolosa ma un modo efficace per contrastare e superare la difficoltà in cui versa il settore commerciale della città. Quello del Comune insieme alla Camera di Commercio è un disegno molto ampio all’interno del quale rientra il contratto di rete, per ora proposto ai commercianti del centro e che contiamo di estendere successivamente anche al resto della città e della provincia ”. Dunque, sulla scia di best practices individuate e analizzate dai centri studi del sistema camerale, che ponendo in essere strategie partecipative hanno vinto la sfida della rivalutazione dei centri storici, anche la Città di Catanzaro, sotto l’egida dell’Ente camerale, vuole agire in tale direzione. I dettagli tecnici del contratto di rete sono stati delineati dall’avvocato ed esperto di Reti d’impresa Enrico Mazza:“Il contratto di rete non è un consorzio, né un distretto, né un’associazione di scopo, né una società. Bensì è uno strumento “ibrido” inserito nell’ordinamento dal legislatore del 2009, poco conosciuto e che consente di far stare insieme gli imprenditori quando decidono di farlo, anche solo per un progetto, senza perdere autonomia e sovranità”. Tutti, purchè imprese, posso essere retisti cioè stipulare un contratto di rete, e alcuni altri aspetti da evidenziare secondo il tecnico sono che si tratta di una struttura aperta che consente di entrare e di uscire in maniera libera, che non esiste un organo di controllo, ma anche il fatto che non è obbligatorio che il fondo comune venga istituito. Vari i vantaggi che derivano dal “fare rete” come l’ottenimento di prezzi più convenienti nelle forniture e la condivisione delle risorse umane. Infine il Segretario Generale Maurizio Ferrara ha precisato che “il contratto di rete è una modalità utile a realizzare un modello di sviluppo economico e sociale basato sulla promozione e sull’associazionismo di via, inteso come insieme di attività commerciali, artigianali e di servizi uniti in forme giuridiche innovative ed efficaci”. Alla fine dell’incontro gli addetti ai lavori hanno raccolto diverse adesioni da parte dei titolari delle attività commerciali, tra cui voglio segnalare quella del nostro giornale. Anche Catanzaro City Magazine ha manifestato il proprio consenso a “fare rete”. Seguiranno una serie di sedute per discutere sui programmi della costituenda rete per il rilancio del centro storico. I modelli per sottoscrivere la propria manifestazione di interesse sono reperibili su internet sul sito promocatanzaro.it. ● 6 | DICEMBRE 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE | N.RO 17

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MUSICA Dacia Maraini si racconta, in modo inedito e coinvolgente, attraverso un viaggio intimo nei suoi ricordi, attraverso le persone e gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita A di ROSITA MERCATANTE zzurri e profondi come il mare. Un mare dai fondali ricchi di tesori del passato. Occhi che esprimono la forza e la sensibilità di una donna che ha vissuto i decenni più importanti del Novecento, di cui oggi è un prezioso testimone. Sono quelli della famosa scrittrice Dacia Maraini. Ospite d’eccellenza della città in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico di Sociologia. Unico corso di laurea che ha la propria sede in pieno centro cittadino, in via Eroi, dove numerosi studenti hanno atteso l’arrivo della stimata intellettuale. La mattinata si è aperta con l’incontro istituzionale alla presenza del rettore dell’ateneo Magna Graecia Aldo Quattrone, del direttore del corso di laurea di Sociologia Cleto Corposanto, dell’assessore comunale allo sport e alla pubblica istruzione Tony Sgromo, del direttore artistico del “Magna Graecia Film Festival” Gianvito Casadonte, che già dall’estate passata aveva programmato un incontro con la Maraini. All’intervento del direttore Corposanto - che con particolare soddisfazione, ha tracciato un bilancio molto positivo del suo corso che conta 250 matricole a fronte delle 80 dell’Università La Sapienza di Roma, e che è unico al Sud dopo Salerno a formare le “figure professionali del futuro” – è seguita la proiezione del docufilm “Io sono nata viaggiando”, l’omaggio del regista Irish Braschi alla scrittrice fiorentina. Una pellicola in cui Dacia Maraini si racconta, in modo inedito, con uno stile poetico, coinvolgente ed emozionante, attraverso un viaggio intimo nei suoi ricordi, attraverso le perso- 8 | DICEMBRE 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE | N.RO 17

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Dacia Maraini e il suo viaggio di vita ne e gli avvenimenti che hanno segnato la sua vita e che hanno fatto la storia della cultura italiana. Immagini che scorrono di fronte agli occhi dello spettatore come pagine di un romanzo per immagini accompagnate dalla voce narrante. Significative le parole che accompagnano la prima scena del film: “Io sono nata viaggiando. Il primo sapore che ho conosciuto, e di cui conservo la memoria, è il sapore del viaggio. Un gusto di bagagli appena aperti: naftalina, lucido da scarpe e quel profumo che impregnava i vestiti di mia madre in cui affondavo la faccia con delizia”. Il primo ciak battuto in Egitto, dove la troupe di Irish Braschi ha filmato la Maraini in uno dei suoi tanti e straordinari viaggi in una terra lontana tra i mercatini del Cairo, tra le Piramidi e sul lungomare di Alessandria. Fotogramma dopo fotogramma: la sua infanzia trascorsa in Giappone durante la seconda Guerra mondiale dove si era trasferita con la famiglia, la drammatica esperienza della prigionia in un campo di concentramento di cui le restano come segni indelebili la fame, la paura e il dolore. E poi il suo ritorno in Italia, in Sicilia, a Bagheria dai nonni materni. Un ambiente vissuto malvolentieri da una donna che, in quegli anni, aveva grandi prospettive e quindi la scelta di spostarsi a Roma. Da qui diventano oggetto del racconto i ricordi legati all’amico fraterno Pier Paolo Pasolini e alla bellissima Maria Callas. E ancora il racconto dei leggendari viaggi per il mondo vissuti al fianco del suo compagno di vita Alberto Moravia. Dopo aver gustato i sapori, i rumori, gli odori e le emozioni che hanno caratterizzato la strada percorsa dalla poetessa, ad impossessarsi della scena è proprio lei. Una presenza carismatica che ha catturato l’attenzione degli studenti, interloquendo a lungo con loro, senza mai sottrarsi a rispondere alle loro domande anche su tematiche attuali e scottanti come la mercificazione dell’essere umano in una società di massa. Filo conduttore della sua lezione è stato il viaggio, inteso come “un processo di conoscenza, che, in quanto tale presuppone un rischio. Un rischio che deriva dall’incontro con altre culture diverse. Viaggiare significa avere un approccio mentale con il territorio che si visita. Una meta prediletta dei miei viaggi è stata l’Africa, che negli anni Settanta appariva povera, ma sicura”. Infine un accenno di amarezza ai problemi che oggi rendono difficile visitare il mondo: “le NEWS Nella foto grande, in alto, Dacia Maraini; a sinistra, la scrittrice insieme all'autrice dell'articolo, Rosita Mercatante, caporedattrice del nostro giornale epidemie e il fondamentalismo religioso, che hanno complicato molto gli spostamenti in alcune nazioni. Eppure il viaggio rappresenta il più importante nutrimento della memoria individuale e collettiva, aiuta ad allungare il tempo offrendo sempre nuovi stimoli”. Con la visita alla nostra città avrà sicuramente arricchito la sua valigia non solo con la serigrafia donatale dagli organizzatori, raffigurante il Cavatore, anche l’interesse di molti ventenni a trovare risposte ai mali della società e a conoscere la storia attraverso il racconto di un’icona della cultura italiana, testimone diretta del XX secolo. ● N.RO 17 | CATANZARO CITY MAGAZINE | DICEMBRE 2014 | 9

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U A Catanzaro il 2° Congresso Nazionale del Corpo Militare A.C.I.S.M.O.M. "Le Grandi Migrazioni: affrontare le maxi emergenze" di PINO RUGGIU NEWS n eventodi grande respiro quello tenutosi lo scorso 3 ottobre, all’Università “Magna Graecia”, ovvero il 2° Congresso Nazionale del Corpo Militare A.C.I.S.M.O.M. (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta), dedicato a “Le Grandi Migrazioni: affrontare le Maxi Emergenze”, seguito il giorno dopo sempre all’interno del Campus, da una serie di moduli teorico-pratici sugli “Elementi base di gestione di una maxi emergenza”. La data non è stata casuale: il Congresso ha avuto inizio esattamente un anno dopo il naufragio dell’ennesima “carretta del mare” al largo di Lampedusa, nel quale morirono 368 persone, tutte migranti. “Il tema del Congresso - ha commentato il Ten. Col. Med. Dr. Marco Scicchitano, responsabile del IV Reparto Regione Calabria del Corpo Militare E.I. - ACISMOM nonché responsabile della Segreteria Scientifica del Congresso Nazionale - è estremamente attuale ed ha una notevole valenza strategica, sia per il sostegno alla popolazione residente sia per sviluppare la creazione di un osservatorio sulla condizione sanitaria e sociale dei flussi migratori”. La presentazione del Congresso è stata curata dal M.se Narciso Salvo di Pietraganzili, Vice Commissario Magistrale dell’ACISMOM, e dal Col. Isp. Amm.vo Mario Fine Comandante del Corpo Militare dell’ACISMOM.. Si è sviluppato in quattro sessioni e la prima, dal titolo “Partire, un po’ morire”, ha visto come primo relatore l’Emergency Manager Dott. Luigi Bigagnoli, il quale, noto ed esperto Funzionario del Ministero dell’Interno, ha tuttavia partecipato al Congresso in qualità di Consigliere Nazionale dell’Associazione Disaster Manager ed ha aperto i lavori congressuali esponendo “Il Piano di Accoglienza ai Migranti”, alla luce dell’ormai prossima trasformazione della missione Mare Nostrum. Un argomento certamente non facile da esporre in breve tempo e particolarmente difficile perché costantemente in evoluzione. La numerosa e qualificata platea ha particolarmente apprezzato l’intervento del Dott. Bigagnoli, le cui indubbie capacità si uniscono alla pluriennale esperienza tecnico-operative d’emergenza. D’altro canto, il Dott. Bigagnoli è ben noto al Corpo Militare dell’ A.C.I.S.M.O.M., essendone il Docente-Formatore a livello nazionale. A seguire l’intervento della Dott.ssa Giuseppina Pignatello - USMAF di Catania - e del Dott. Massimo Radaelli - Infectious Diseases Research Istitute – i quali hanno esposto i temi della “Sicurezza sanitaria alle frontiere nell’era della globalizzazione” e dell’“Immigrazione e malattie povere: terapie, ricerca e sviluppo nelle malattie neglette”. La seconda sessione del Congresso, intitolata “Tre punti, tre linee, tre punti: il soccorso”, ha avuto inizio con l’intervento del Ten. Med. Dr. Vincenzo Diego Bianchi, uno dei protagonisti operativi della Missione Mare Nostrum. Durante il resoconto, inerente il pattugliamento degli appartenenti al Corpo Militare ACISMOM nel canale di Sicilia, il relatore si è avvalso di una serie di filmati da lui direttamente ripresi, attraverso una particolare videocamera fissata sul proprio corpo, durante le operazioni 10 | DICEMBRE 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE | N.RO 17 Le maxi emergenze di soccorso effettuate in situazioni di emergenza umanitaria. Interessanti gli interventi del Dr. Vincenzo Grembiale, del Dr. Antonio Maria Ciravolo, del Dr. Antonio Tavano e del Dr. Giuseppe Masciari, che ha concluso la seconda sessione. La terza e quarta sessione, dedicate alle “Problematiche sanitarie del soccorso ai migranti”, hanno approfondito temi quali il soccorso marittimo dall’avvistamento allo sbarco e le strategie di controllo delle patologie infettive nel paziente migrante, con particolare riguardo a patologie quali le dermatopatie, la TBC e le infezioni polmonari riemergenti, i disturbi psichiatrici, nonché i casi di ipotermia, frequentissimi, senza dimenticare la stessa sicurezza dei soccorritori. Abili relatori della terza e quarta sessione sono

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Dall'alto e in senso orario, una fase di uno dei tanti salvataggi di migranti giunti sulle nostre coste; la vasta e gremita platea del congresso e infine, il Dott. Luigi Bigagnoli, durante il suo intervento stati il Prof. Ermenegildo Santangelo, il Prof. Alfredo Focà, il C.F. Paolo Marzio, il Prof. Arturo Pujia, il Prof. Carlo Torti, il Prof. Manfredi Greco, il Prof. Ugo Bottoni, il Dr. Lorenzo Surace, il Prof. Pasquale De Fazio, il Dr. Giuseppe Carullo, il Dr. Giuseppe Frandina, il Dott. Massimo Claudio Rangheri ed il Dott. Fabio Colaiuda. Si sono poi svolti i moduli teorico-pratici su “Elementi base di gestione di una maxi emergenza”, con il coinvolgimento dei discenti in diverse e specifiche situazioni che possono verificarsi nelle maxiemergenze, nelle quali risulta necessaria la capacità di operare in ambiente ostile, con limitate risorse ed in ambiti extraospedalieri. Occorre acquisire specifiche capacità come approntare un Posto Medico Avanzato (PMA), conoscerne le dinamiche interne ed esterne, condurre un ottimale triage al fine di ottimizzare le risorse disponibili, avere una preparazione adeguata sui fondamenti della rianimazione cardiopolmonare anche con l’ausilio di defibrillatori automatici. E’ stato previsto anche un traning in Basic Life Support (BLS e BLSD), con l’utilizzo di simulatori, tali da garantire la massima veridicità degli eventi accaduti. Fondamentale è saper esaminare lo scenario su cui si va ad operare, tenendo sotto controllo sia gli eventuali rischi esistenti al momento dell’evento sia quelli in probabile soluzione, in particolar modo in eventi catastrofici con possibile contaminazione CBNR. Ulteriore esperienza per i discenti è stata quella di conoscere ed attivare praticamente le corrette procedure di richiesta, utilizzo ed avvicinamento ad un elicottero, messo a disposizione del Dr. F. Andreacchi del SUEM 118 Elisoccorso Calabria, adibito per il trasporto sanitario nell’ambito delle procedure MEDEVAC o CASEVAC. Eccezionale il risultato dell’individuazione e della scelta dei 6 moduli principali disponibili a rotazione, così da consentire ai discenti di completare tutto il programma e lavorare in “small team”, il tutto organizzato per una partecipazione attiva alle procedure addestrative anche con la formazione estemporanea di squadre di soccorso non precedentemente amalgamate. Durante il debriefing dell’evento il Col. Isp. Amm.vo Mario Fine ed il Ten. Col. dr. Marco Scicchitano, hanno ringraziato i presenti per la loro importante ed attenta partecipazione che ha consentito di trasformare un Congresso Nazionale dell’ACISMOM in un “Evento Scientifico Europeo”. Al termine, i partecipanti hanno manifestato il loro apprezzamento con un lungo e caloroso applauso rivolto ai componenti della Segreteria Organizzativa, a quella Esecutiva e a quella Scientifica, a tutti i relatori, a tutti i docenti, ma soprattutto a tutte le componenti che formano il Corpo Militare dell’A.C.I.S.M.O.M., un corpo speciale ausiliario dell’Esercito Italiano che, rifacendosi nello spirito ai codici dell’antica cavalleria, persegue finalità di aiuto e di assistenza spirituale e sanitaria ai malati e feriti in guerra o nel corso di calamità, e che è presente, a sostegno del Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano, sia all’interno del territorio nazionale sia all’estero, ove operino contingenti delle Forze Armate italiane. ● NEWS N.RO 17 | CATANZARO CITY MAGAZINE | DICEMBRE 2014 | 11

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Riqualificazione "water front " e nuovo aspetto per il lungomare di Giovino di ELISA GIOVENE NEWS I Giovino, nuovo "look" l nostro quartiere marinaro ha sempre avuto, nel contesto della città, un piccolo posto di “privilegio”, non per una questione di priorità, ma in riferimento alla sua favorevole posizione , ovvero quella adiacente al mare. Non bisogna dimenticare che il quartiere Lido, nasce da un piccolo raggruppamento di pescatori, usato in un primo momento, esclusivamente come “riparo”dal mare in tempesta, tra il tratto del fiume Corace/Alli, anche se in zona esistevano già dei casolari abitati da agricoltori. Il quartiere pian piano cominciò il suo sviluppo, soprattutto dal punto di vista commerciale, tant’è che esisteva una discreta attività mercantile ed infatti nel 1894 lo scalo del porto constava di vari bastimenti a vela, nonché a motore. Questa è storia oramai, sono passati molti anni e ad oggi il quartiere ha raggiunto una notevole posizione, che migliorerebbe oltremodo se si portassero finalmente a compimento delle opere fondamentali, in primis il porto, la cui completezza si aspetta oramai da decenni. Negli ultimi anni, il quartiere si è espanso verso la zona di Giovino, che risulta essere vicina alla Pineta, che in illo tempore, fu posta proprio a difesa delle coltivazioni, per le continue inondazioni marine. La zona, ha avuto un notevole incremento sia nella parte interna con agglomerati urbani e sia verso la costa, ove il nascere di nuovi lidi sulla spiaggia e locali posti nella Pineta stessa, ha aumentato il flusso degli utenti, si è reso quindi necessario fornire l’area di un Lungomare, con relativi accessi stradali. Il tratto che va dal Lido Santa Fè al vecchio Lido Tibi Dabo, è stata resa molto gradevole con zone verdi che ph Giuseppe Rotundo si intervallano fra i parcheggi ed alte palme che arricchiscono le aiuole adiacenti al lungomare, che fa anche da accesso ai lidi esistenti ed alla spiaggia che lo costeggia. Forse è proprio quest’ultima parte, che dovrebbe essere necessariamente migliorata, perché il “passaggio” lungomare/spiaggia, non è per nulla curato nei suoi particolari. Lo ritroviamo spesso pieno di erba alta e pare che manchi anche un accesso per i disabili. Ora, fermo restando che queste problematiche sono risolvibili, non si può pensare che la parte adiacente al lungomare debba essere abbandonata in tal modo, stonando anche esteticamente con il resto dell’area circostante. Sempre nella stessa zona, è prevista la nuova riqualificazione della restante parte del Lungomare, che aspettiamo da tempo, e che si riallaccerebbe a quello 12 | DICEMBRE 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE | N.RO 17

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NEWS esistente, andando dallo svincolo che fa da ingresso alla suddetta zona (Giovino) sino ad arrivare al Lido Santa Fè. Proprio questa zona tra l’altro crea notevoli problematiche, poichè con l’afflusso delle piogge, trovandosi in un piccolo avvallamento si riempie di acqua piovana, dando l’impossibilità ad accedervi, problema purtroppo finora mai risolto. Lo scopo principale è quello di unificare Giovino con l’area urbana del centro del quartiere, comprendendo in seguito anche il porto, con annessa viabilità e nel rispetto delle zone circostanti del verde, quale è la Pineta. Il nuovo tratto di Lungomare, sarà concepito per una maggiore e sostanziale fruibilità, con spazi attrezzati soprattutto in virtù delle attività turistiche e quelle balneari già esistenti. Il cantiere dovrebbe prendere “corpo” per la fine dell’anno 2014, con una durata media dei lavori di 360 giorni, utilizzando i medesimi materiali di quello esistente. La “passeggiata” sarà articolata nella ugual maniera del Lungomare attuale, invece la strada non sarà più adiacente alla Pineta, ma verrà spostata verso la “zona Lungomare”in entrambi i sensi, creando quindi (fra Pineta e strada) dei parcheggi intervallati da zone verdi e piccole dune che visivamente fungeranno da “paravento” alle macchine parcheggiate. Sarà anche realizzato un sistema ad hoc per le acque, che risolverebbe il problema accennato prima, creando una particolare pendenza che faccia sì che si raccolgano in maniera corretta. Inoltre nella parte della passeggiata saranno create, come norma, accessi per i disabili e con molta probabilità sarà fatto in modo che anche la “parte vecchia” sia attrezzata in tal maniera. Nell’intervento della nuova opera, il verde esistente sarà salvaguardato evitando il taglio di alberi, a questo proposito, sarebbe opportuno apportare alcuni miglioramenti alla Pineta, mirati non solo all’utilizzo urbano, ma anche per la salvaguardia dello stesso territorio, visti i numerosi atti di vandalismo di cui spesso è soggetta. Sarebbe bello poter considerare la Pineta in egual maniera al Parco della Biodiversità, ovvero munirla di recinzioni, magari anche telecamere e soprattutto controllarla onde evitare l’uso indiscriminato delle zone verdi deputate allo svago puro e semplice. Con la riqualificazione del Lungomare di Giovino, si andrebbe a migliorare e completare una parte del quartiere marinaro, risanandone completamente tutti gli aspetti. Ci auguriamo che il tutto venga effettuato nei tempi stabiliti. ● N.RO QUINTO 17 | CATANZARO CITY MAGAZINE | DICEMBRE 2014 | 13 IN QUESTO INSERTO: PRIMA PARTE DEL CAPITOLO

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Da Tokio a Catanzaro, passando per Stoccolma, il “nobel” illumina i nostri passi. Luci a "led", cosa sono e come funzionano. di ERNESTO MAURO NEWS I n questi ultimi mesi sarà capitato, di notare delle squadre di addetti intenti ad “armeggiare” intorno ai lampioni della pubblica illuminazione per le strade della nostra città; la maggior parte dei nostri concittadini, si sarà anche chiesto cosa stessero “combinando” quegli “omini” appesi ai lampioni pubblici. Ebbene, quegli “omini”, stavano mettendo in atto una iniziativa del Comune di Catanzaro, tanto più lodevole visto che l’Amministrazione cittadina non è solita a tali “premonizioni”, che prevedeva l’ammodernamento del sistema di pubblica illuminazione della città, adeguandolo tecnologicamente e ponendo Catanzaro all’avanguardia nel conseguimento del maggiore “risparmio energetico” e del minore inquinamento luminoso possibile nel settore. Stiamo parlando della sostituzione degli attuali proiettori luminosi, con dei proiettori a luce LED. L’adozione di tale nuovo sistema per illuminare è, tra l’altro, la più immediata applicazione pratica di una scoperta scientifica che ha visto, recentemente, il conferimento ai suoi inventori (i tre scienziati giapponesi Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara) del premio “Nobel” per la fisica. Il Led è un componente elettronico che, al passaggio di una minima corrente, emette una luce priva di infrarossi ed ultravioletti, accendendosi immediatamente. La tecnologia LED (Light-Emitting Diodes) rappresenta l’evoluzione dell’ illuminazione allo stato solido, in cui la generazione della luce è ottenuta mediante semiconduttori anziché utilizzando un filamento o un gas; essa è più efficiente dal punto di vista energetico, ha una durata maggiore ed è più sostenibile, inoltre consente innovative e creative soluzioni di utilizzo che integrano la luce nelle nostre case, nelle automobili, nei negozi e nelle città. I LED sono destinati, nel tempo, a sostituire le lampade tradizionali ad incandescenza e le lampade a fluorescenza. Grazie all’elevato potere di illuminazione, caratteristico delle lampade e lampadine a led, è possibile sostituire anche le lampade fluorescenti (compatte o al neon) con equivalenti a led di potenza (in watt) decisamente inferiore, conseguendo un rilevante risparmio economico. E venne la 14 | DICEMBRE 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE | N.RO 17

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NEWS di circa 1000/1500 ore (250 giorni); la vita media di una lampada fluorescente è di 6.000 ore (1.000 giorni); la vita media di una lampada a led è di 50.000 ore (8.333 giorni). L’efficienza luminosa di una sorgente di luce è il rapporto tra il flusso luminoso e la potenza in ingresso, tale “grandezza” è espressa in lumen/watt. Una lampada ha una maggiore efficienza luminosa quanto più è in grado di emettere uno spettro adatto alla percezione umana. Attualmente i led hanno un efficienza luminosa fino a 120 lm/W, rispetto ai 13 lm/W delle lampade ad incandescenza, 16 lm/W per le alogene, 50 lm/W per le fluorescenti. Il LED non inquina e non contiene sostanze pericolose, contiene polvere di silicio, non contiene gas nocivi alla salute e non ha sostanze tossiche, a differenza delle fluorescenti e delle lampade a scarica (alogenuri metallici e vapori di sodio). Una lampadina emette radiazioni anche al di fuori della banda visibile, in genere nell’infrarosso e nell’ultravioletto, che non contribuiscono alla sensazione di luminosità. Tali radiazioni sono assenti nei LED, perciò totale assenza di inquinamento luminoso; il led brilla, ma non satura l’ambiente. Zero sono le emissioni di raggi U.V. (ultravioletto) che in via generale sono dannosi per l’uomo per lunghe esposizioni nel tempo. Zero sono anche le emissioni di raggi I.R. (radiazione infrarossa), dannosi agli occhi per esposizioni dirette. I LED non emettono luce calda, generano calore, ma lo trattengono al loro interno, difatti l’involucro è in grado di controllare il calore generato e di smaltirlo verso dissipatori esterni. La potenza usata viene così impiegata al meglio per l’illuminazione, ottimizzando l’efficienza. La temperatura media raramente è superiore a 50°. I led possono quindi essere installati a contatto con legno, plastica, e tutti quei materiali che temono l’eccessivo calore. Assenza di manutenzione: i costi di manutenzione degli apparati di illuminazione a LED sono stimati nell’ordine di un centesimo rispetto agli impianti al sodio attualmente in uso nelle illuminazioni pubbliche, quindi praticamente nulli. Per quanto riguarda gli usi domestici del LED, vi è la totale compatibilità con tutti gli attacchi presenti nelle nostre case. Le tipologie di led in commercio sono compatibili con dimensioni /attacchi / tensioni di alimentazione esistenti: basta svitare ed avvitare, sfilare ed infilare al posto delle altre lampade.● luce a led! Ad esempio, è possibile sostituire una normale lampada al neon da 40 W (del tipo da 120 cm di lunghezza) con un “tubo a led” (composto da quasi 300 piccoli led) che consuma non più di 17 W. I LED mantengono il 70% dell’emissione luminosa iniziale ancora dopo 50.000 ore; con ciò non è detto che bisogna necessariamente sostituirli dopo tale periodo, se tale riduzione non crea eccessivi fastidi si possono tranquillamente utilizzare fino alla completa perdita di luminosità, stimata in 100.000 ore. Confrontando la durata dei led rispetto alle lampade tradizionali si può notare che: la vita media di una lampadina a filamento è N.RO 17 | CATANZARO CITY MAGAZINE | DICEMBRE 2014 | 15

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