Qui Ticino... a voi missionari, Anno 46, numero 165, marzo 2014

 

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Periodico trimestrale dell'Associazione "Gruppo Medaglia Miracolosa" di Mendrisio, Svizzera

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Anno 46, numero 165 Qui Ticino... marzo 2014 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org ...a voi missionari Felice Santa Pasqua! Bambini di una comunità di Lithang, nella provincia di Sichuan (Cina), prefettura autonoma del Tibet

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Notizie ed avvisi CALENDARIO MARIANO MISSIONARIO prossimi appuntamenti Sabato, 29 marzo 2014 Mattinata di ritiro spirituale a Faido presso il Convento dei Cappuccini. Chiusura con il pranzo. Sabato, 26 aprile 2014 Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 20.00 Adorazione. Martedì, 27 maggio 2014 Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 19.30 Santo Rosario meditato; ore 20.00 Santa Messa. Segue nella Biblioteca San Damiano l’Assemblea Annuale Ordinaria e l’incontro mensile missionario. Vita dell’Associazione... «Accetta che Gesù Risorto entri nella tua vita, accoglilo come amico, con fiducia: Lui è la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui fà un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte. Se sei indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso. Se ti sembra difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole». Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Angelo Crivelli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Angelo Crivelli, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: Fratelli Roda SA, zona Industriale 2, 6807 Taverne Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, fr. 4.— danno diritto all’abbonamento. GRAZIE DI CUORE a tutti i benefattori, associati e amici dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa” di Mendrisio per tutte le generose offerte giunteci durante l’anno 2013. Rammentiamo che ogni sabato dell’anno 2014 Padre Luigi Gabaglio, missionario Comboniano in Uganda, celebra una Santa Messa per tutte le necessità degli associati e benefattori, vivi e defunti, della nostra Associazione. Di nuovo “GRAZIE” per il vostro costante sostegno spirituale e materiale a favore delle missioni e delle persone più bisognose. 2

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Chiesa in uscita Curiosa, questa espressione di Papa Francesco, no? Essere “Chiesa in uscita”! Cosa vorrà dirci Francesco con questa immagine, con questa nuova provocazione contenuta nella bella Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, apparsa alla fine dell’Anno della fede come sintesi bellissima del Sinodo di tutti i vescovi del mondo sull’Evangelizzazione nel mondo contemporaneo? Ho deciso di parlarvi di questo, perché come associati al gruppo Medaglia Miracolosa abbiamo ricevuto un dono e un compito: quello di sostenere la Missione di questa “Chiesa in uscita” con la forza della preghiera e lo splendore della carità. Eppure il Papa, già all’inizio dell’Esortazione, scopre le carte dicendoci: “...tutti siamo chiamati a questa nuova uscita missionaria… uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. Dunque, per una volta, vorrei raggiungere il cuore di tutti voi, non tanto per smuovervi al sostegno finanziario di qualche progetto in terra lontana cosa che già fate con tanta generosità - ma perché insieme - Parrocchie, gruppi, associazioni - ci lasciamo toccare dall’appello accorato di Papa Francesco e con la forza dello Spirito diventiamo maggiormente “Chiesa in uscita”. Francesco ricorda che nella Parola di Dio questo dinamismo di “uscita” appare costantemente. Fa l’esempio di Abramo (Esci dalla tua terra e va’!), di Mosè e del suo popolo in uscita, di Geremia (“Andrai a tutti coloro a cui ti manderò”). Ma soprattutto rimanda al momento in cui Gesù Risorto invia i suoi a portare la “Gioia del Vangelo” in ogni tempo e in ogni luogo, soprattutto verso quelle “periferie” (altro termine caro a Francesco) che hanno bisogno della gioia e della luce del Vangelo. La gioia del Vangelo che deve uscire dal vaso della Chiesa e travasarsi nei cuori degli uomini di oggi. L’evangelizzazione, che per sua natura è rivolta a quelli che non conoscono Gesù o che l’hanno rifiutato, non si dirige solo alle genti lontane, alle missioni tradizionalmente intese, ma anche – e oggi con particolare urgenza - ai paesi di antica tradizione cristiana in cui molti cristiani sono diventati tiepidi, non vivono più le esigenze del Battesimo, hanno perso un senso di appartenenza cordiale alla Chiesa e hanno seguito il mondo con le sue molteplici offerte di consumo, di individualismo, egoismo, smarrimento morale. Altre volte si tratta di persone che hanno perso la speranza, a motivo delle prove della vita, delle difficoltà d’ogni tipo che devono patire, della povertà. Persone che hanno diritto di entrare in contatto con il vangelo della gioia! Ma per questo è necessario che la Chiesa non rimanga dentro le sagrestie, i recinti, unicamente preoccupata di una pastorale di conservazione (bella punzecchiatura soprattutto per noi, preti di parrocchia…). Francesco chiede con forza alla nostra pastorale ordinaria di “convertirsi”, che si apra e diventi più missionaria, coraggiosa, creativa. Le strutture servono quando c’è una vita, un’anima dentro, il fuoco del Vangelo e dell’amore di Cristo che va comunicato. Una Chiesa che sappia uscire, coinvolgersi, mettersi dentro la vita della gente con tenerezza e misericordia e abbia “odore di pecore”. Francesco, come Martin Luther King, ha un sogno: “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autoconservazione”! Sogna una pastorale in chiave missionaria che non ragioni in termini di “si è sempre fatto così”; una Chiesa con un equipaggiamento più leggero che le permetta di essere al cuore della vita della gente per permetterne l’incontro con Cristo. Cari associati e amici di Medaglia Miracolosa: Papa Francesco ci ha scosso ben bene ricordandoci che la Missione non è uno dei tanti aspetti della vita della Chiesa, ma è la sua essenza, lo scopo per cui è voluta e inviata da Cristo: sale, luce. Altrimenti è inutile. Dovremo tornare sull’ “Evangelii gaudium”: non è uno di quei documenti che meritano che la polvere vi si depositi sopra. Buon cammino di conversione verso la Pasqua! Don Angelo Crivelli, Assistente Lettera dell’Assistente... 3

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Oltre 4000 rifugiati da sfamare Da dicembre 2012 la Repubblica Centrafricana è nel caos totale. Gli islamisti di Seleka (alleanza), che da mesi erano penetrati dal Ciad e Sudan, si accanivano contro i cristiani e miravano a imporre la sharia. Avevano messo in fuga il presidente e nominato un loro rappresentante a capo della nazione che però, incapace di prendere il controllo della situazione, si era dimesso. Le Nazioni Unite, alla fine del 2013, avevano autorizzato la Francia e le truppe dell’Unione africana a ristabilire l’ordine, ma a tutt’oggi non ci sono ancora riuscite. Cristiani e animisti Cari Amici, hanno avviato un’epurazione so che attraverso etnica e religiosa uccidendo i vostri contatti musulmani e mettendo in fuga con Parigi e con i migliaia di famiglie musulmane missionari europei con le quali da anni vivevano in qui in Centrafrica pace. Nella capitale Bangui sono siete informati poche le famiglie musulmane che di ciò che mi è sono rimaste, ma l’incertezza capitato. Chiedo permane. scusa per il lungo Di notte, in uno dei pochi silenzio che ci quartieri abitati da musulmani separa dall’ultimo mio messaggio e vi assicuro rimasti, si sentono gli spari. Quel poco che d’ora in poi di tenervi al corrente di quanto sta c’era dell’attività statale non esiste più, i capitando qui al centro. negozi e il commercio, in gran parte gestiti Non c’è un metro quadrato libero da individui; dai musulmani, non funzionano più e i sono rifugiati senza niente che ogni giorno fornitori locali non hanno lavoro. In tempo vengono qui a chiedere un alloggio, tanti sono di pace la disoccupazione raggiungeva l’80%, ammalati e non riesco a dare loro tutta la figuriamoci ora! La produzione ortofrutticola necessaria assistenza. Qui non si fa distinzione di non riesce a smerciare i propri prodotti. appartenenza religiosa o socio politica. Oggi ne All’inizio del 2013, durante l’attacco dei Seleka abbiamo più di 4000. alla capitale Bangui, il Centro Spirituale San Per far passare il tempo e per dimenticare i brutti Vincenzo de Paoli “CESSAVIPA” (finanziato ricordi organizzano fra di loro, qui o fuori del in gran parte dalla nostra Associazione centro, danze, sketch e quiz. La mia presenza è in occasione del 50° di fondazione nel per loro un grande conforto ed io non li posso 2010) fu saccheggiato. In quel momento vi abbandonare. alloggiavano, su richiesta dell’arcivescovo, Pertanto voglio lanciare un SOS a favore di centinaia di giovani profughi provenienti dal questa povera gente perseguitata e innocente. nord del paese. Padre Séraphin, il direttore Potete darmi degli indirizzi di persone sensibili del centro che nel 2010 ci aveva reso visita a soddisfare i loro bisogni di prima necessità? qui a Mendrisio, nel tentativo di proteggere la Naturalmente abbiamo bisogno delle vostre proprietà, fu ferito e riuscì a ripararsi presso le preghiere e so quanto avete fatto finora per noi. forze armate francesi. Grazie infinite. Da metà gennaio 2014 ha ripreso il controllo Vi chiedo se mi potete inviare gli indirizzi del centro e ci ha fatto sapere che una parte degli amici della vostra associazione che ho degli oggetti sono stati salvati perché nascosti conosciuto e che mi hanno scritto. Non ho presso le famiglie del quartiere. Le attività potuto rispondere e per questo vi chiedo scusa, del laboratorio del cucito si stanno avviando ma parecchio è andato perso con il saccheggio e ben 75 ragazze stanno continuando il corso. che abbiamo subito. Al di là di questa incoraggiante notizia, Non appena mi sarà possibile vi scriverò nel Padre Séraphin è molto preoccupato per come dettaglio ciò che è capitato qui al centro. sfamare gli ospiti del centro che sono più di Vi saluto e vi benedico. 4000 e lancia un grido di aiuto. Padre Séraphin Zoga Progetti per le missioni... 4

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Non c’è sviluppo senza vie di comunicazione Da Ihosy, Madagascar, Padre Strappazzon, missionario Vincenziano, ci illustra l’attuale situazione del Paese e lascia intendere che la pace si ottiene anche con lo sviluppo economico. A quest’ultimo si arriva anche con le più rudimentali vie di comunicazione che permettono lo scambio di merci, agevolano l’accesso al posto di lavoro, alle strutture sanitarie ecc., migliorano la sicurezza e superano ogni sorta di isolamento delle varie comunità. Carissimi amici, la crisi di governo del Madagascar dura da anni ed è difficile prevederne la fine. Non si sa bene quando ci saranno le elezioni. Il governo attuale non è stato eletto democraticamente per cui non è riconosciuto; ne consegue una debolezza di chi è al potere sia al governo, come in tutte le istituzioni. Inoltre, anche la crisi mondiale ha le sue ripercussioni negative sul Paese. Ciò ha causato un aumento della povertà e del divario tra i pochi ricchi e la grande massa della popolazione che fatica a tirare avanti. Aumentano l’insicurezza, i furti, gli assalti a mano armata. Nella nostra diocesi di Ihosy, soprattutto nel distretto di Iakora, c’è stata una recrudescenza del banditismo: gruppi di 50 o 100 persone armate di lance, fucili da caccia o anche di kalashnìkov, girano quasi indisturbati, assaltano villaggi, rubano, soprattutto bestiame, uccidono e portano disperazione, lutto e odio dove passano. Sono ricomparse le cavallette in sciami enormi. Mangiano tutto dove passano. Normalmente, in questi casi, il governo prende provvedimenti, inviando personale specializzato e mezzi per distruggerle, ma qui, finora, non ha fatto nulla per cui le cavallette si sono moltiplicate rapidamente in quasi tutto il sud e il centro del Madagascar. La popolazione cerca, invano, di difendere i raccolti uccidendo quelle che riescono e, per vincere la fame, mangiarle. La pista che da Iakora va a Begogo è terminata ed è stata quasi raddoppiata nella lunghezza, sono state fatte molte diramazioni per raggiungere diversi villaggi che si trovano ai lati della strada. In quattro di essi (Ambalaziva, Maroroy, Andongy, Tainaisa) abbiamo potuto costruire una scuola. Prima non c’era niente. In un altro, dove la scuola c’era già, abbiamo iniziato la costruzione di un dispensario. Rimangono ancora numerosi altri villaggi da collegare con la strada, per avere la scuola, per effettuare qualsiasi trasporto, per curare gli ammalati o portarli dove possono essere curati, per comprare o vendere i loro prodotti. Visto l’aumento delle loro richieste, noi vorremmo migliorarla per istituire un servizio pubblico come i taxi-brousse (pulmini che trasportano persone e mercanzie) affinché possano circolare regolarmente. Inoltre, partendo dal villaggio di Maroroy, vorremmo collegarci col comune di Ivahona da dove si può raggiungere la strada nazionale. Ciò renderebbe il comune di Begogo raggiungibile tutto l’anno, mentre Iakora, durante la stagione dei cicloni e delle grandi piogge, rimane isolata, poiché la strada verso Ihosy ha dei punti troppo vicini al fiume e rimane periodicamente sott’acqua. I prodotti della zona di Begogo, regione montagnosa a clima umido, propizia alla coltivazione di riso, caffè, patata dolce, manioca, arachide, fagioli, troverebbero uno sbocco nel sud del Madagascar (l’Androy), regione soggetta a carestie a causa del clima secco, quasi desertico. Oggi il commercio tra le due regioni è minimo, perché tutto deve essere trasportato a piedi a dorso d’uomo, lo sviluppo economico della regione potrebbe avere un impatto benefico da impedire il formarsi di gruppi di banditi. Occorre quindi: rafforzare i ponti già esistenti con cemento armato e fare delle solette resistenti e solide nei passaggi sul terreno umido sui piccoli corsi d’acqua, lavorare ancora nei punti disagevoli o troppo ripidi e prolungare di una cinquantina di chilometri, la pista per allacciarsi con Ivahona. Dateci una mano. Un caro saluto. Padre Floriano Strapazzon Progetti per le missioni... 5

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Con 50 centesimi si può salvare un bambino! “Qui a Bagata un bambino muore per un niente. Basterebbe una flebo da 50 centesimi! Se non esistono le strutture adeguate, dove fare una flebo? Aiutateci ad attrezzare l’ospedale!” Questo è l’appello di Wivine, infermiera formata in Italia che torna regolarmente nella sua parrocchia di Saint Joseph di Bagata, nella Repubblica Democratica del Congo. Don Damas Kibangu, il parroco, giunge a noi con la richiesta di Wivine ed una lettera accreditata dal suo vescovo, monsignor Jean-Gaspard Mudiso Mund’la. Carissimi, Bagata è situata in una regione centrale della provincia di Bandundu; ha una superficie di circa 18’000 km2 e conta 750’000 abitanti. La popolazione vive dell’agricoltura. Per mancanza di una sana e onesta politica di mercato e, a causa di una catena di distribuzione non funzionante, i prodotti locali (mais, manioca, arachidi, sesamo e altro) sono venduti a basso prezzo. Le strade, da tempo non più mantenute, sono diventate piste per i cacciatori. Questo è lo stato dei 135 km che collegano Bandundu a Bagata. Con una 4x4 il calvario dura 24 ore; una volta bastavano due comode ore! Qui non esiste nessuna struttura sanitaria adeguata per accogliere gli ammalati. Devono quindi percorrere dai 150 ai 200 chilometri e anche di più a piedi per farsi curare nelle più vicine strutture sanitarie e subire anche la perdita del mancato guadagno causato dalla lunga trasferta. la causa della febbre. Basterebbe una flebo da 50 centesimi per salvarli! Dove però fare una flebo se non c’è ospedale? Progetti per le missioni... 6 Esiste unicamente un piccolo centro sanitario e tutto questo malessere ha spinto una mia parrocchiana, Wivine, dopo la sua esperienza formativa in Italia, a impegnarsi per la costruzione di un ospedale. Tante donne muoiono durante o dopo il parto per una banale emorragia. I bambini muoiono solo per una semplice febbre: la temperatura corporea alta porta il vomito; senza potersi alimentare e senza bere il bambino si disidrata e muore ancor prima che si conosca L’80% dei bambini orfani del nostro orfanotrofio, ha perso la mamma a causa del parto mal gestito. Ora tocca a noi mantenere e dare un’educazione scolastica a questi poveri bambini. Anche il centro sanitario è affidato alla buona volontà della parrocchia Saint Joseph, di Bagata di cui sono parroco. È un’opera molto importante in questa regione che continua a soffrire atrocemente e che merita il sostegno. A noi mancano i fondi per portarla a termine e per farla funzionare. Assicurandovi le nostre preghiere vi ringraziamo per l’aiuto che vorrete darci. Don Damas Kibangu

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Sei risorto e vivi in noi! Signore Gesù, credo che sei veramente risorto e vivi tra noi. Ti ringrazio perché vuoi servirti di me per far più sereno il mondo. Ti ringrazio perché mi vuoi collaboratore nell’opera della redenzione. Fammi eco della tua voce, riflesso del tuo stile di vita, strumento della tua grazia. Signore Gesù, tu ti riveli ancora per mezzo nostro. Chi ci vede, chi ci ascolta, chi tratta con noi s’accorga che tu sei veramente risorto e vivi in noi, per la salvezza e la gioia di tutto il mondo. Amen. Preghiamo e meditiamo insieme... 7 Aiutami a guardare con i tuoi occhi, giudicare con la tua intelligenza, ad agire con il tuo cuore.

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Portare i pesi insieme: un impegno che va oltre quaranta giorni Come ogni anno, in Chiesa troveremo la busta viola di “Sacrificio quaresimale”. E come ogni anno, l’invito è quello di vivere la Quaresima come tempo di privazione, o forse meglio, liberazione. È il momento giusto per mettersi alla prova, per vedere se davvero qualcosa ci era indispensabile, o se credevamo solo lo fosse. Una sfida personale contro le proprie debolezze (la televisione, i dolci...) per riprenderci il nostro tempo, quello da dedicare agli altri e a noi stessi, nonché la coscienza di ciò che abbiamo e di quanto esso valga. Questa consapevolezza però, non deve limitarsi al nostro orticello: se da una parte è importante cercare di frenare la nostra insaziabile fame di consumo, nel mondo ci sono posti in cui c’è la fame, quella vera. E se l’anno scorso la campagna di Sacrificio Quaresimale si era concentrata proprio sulla sensibilizzazione dei prodotti alimentari, quest’anno invece l’attenzione è tutta per l’industria tessile e le possibilità di commercio equo in questo campo. “Sacrificio Quaresimale” ci ricorda quanto sia importante essere dei consumatori consapevoli, che non si dimentichino dei propri fratelli sparsi ai quattro angoli del pianeta, delle loro condizioni di lavoro e di vita. Uso il termine “fratelli” di proposito, proprio perché qualcuno potrebbe usare come giustificazione al suo nonagire il fatto che “non è colpa mia dove sono nato”. Il punto è che, invece di parlare di colpa, bisognerebbe parlare di responsabilità. Così come in una famiglia il fratello maggiore deve imparare a prendersi cura dei fratelli più piccoli (non solo per dovere, ma per amore nei loro confronti), così anche nella “famiglia umana” chi ha di più dovrebbe non cercare ancora e sempre il profitto, ma semplicemente aiutare, portando così i pesi insieme. Sempre parlando di famiglia, la campagna mette un accento particolare sul rapporto fra generazioni, soprattutto sulla questione La pagina dei giovani... dell’eredità: qual è il mondo che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? Che è un lascito non solo materiale, ma anche umano. Spesso infatti non ci si rende conto di quanto non sia tanto l’atto in sé, quanto il valore attribuitogli a renderlo fondamentale. Come quando si fa solo un piccolo regalo, ma chi lo riceve ne apprezza il gesto. Così anche il “semplice” fatto di dare delle condizioni ottimali in cui vivere, dimostra alla persona che sì, qualcuno ha pensato che valesse la pena spendere tempo ed energie per lei. Dimostrandole concretamente il suo valore in quanto individuo, si influisce così sulla sua fiducia negli altri e in se stessa. Perché la fame più importante da saziare, è quella di speranza. Ricordate: il segreto non sta nel quanto si fa, bensì nel cuore che ci si mette. Signore, scusa per tutte le volte in cui oggi ho fatto come se tutto mi fosse dovuto, lamentandomi per ciò che non ricevevo e non vedendo ciò che invece mi veniva dato. E grazie per tutte le volte in cui io ho donato, senza pretendere nulla in cambio. Letizia Bernaschina 8

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La cappella di Tankuy è finalmente divenuta realtà L’8 dicembre 2013, Festa dell’Immacolata, è stata inaugurata la nuova cappella di Tankuy, in Burkina Faso, dove opera Padre Omer Paré, parroco di Wakara. Nel 2010, la nostra Associazione aveva costruito una cappella dedicata alla Vergine di Lourdes a Wakara. Ora, iniziata nel 2012 e terminata nell’autunno del 2013,grazie all’aiuto dei benefattori della nostra Associazione, è stato possibile costruire questo luogo di preghiera atteso da tanto tempo dalla gente di Tankuy. Ecco lo scritto di Padre Omer e le fotografie dell’opera terminata. dei partecipanti, e in particolare la comunità di Tankuy, ad amare e a frequentare questa nuova cappella alfine di ottenere da Dio pace e gioie durevoli per i nostri cuori e le nostre famiglie. Dopo la benedizione, i presenti hanno partecipato a delle manifestazioni culturali con canti, danze tradizionali e pranzo comunitario. Tutti sono ritornati alle loro case felici della gioia condivisa e per avere una nuova cappella dove incontrare Dio, sorgente inesauribile d’amore e di pace! Vi ringrazio anche per l’offerta ricevuta tramite mio fratello per la celebrazione di Sante Messe e per la missione. Questo dono ci permetterà di far fronte ai diversi bisogni della comunità, quali l’acquisto di carburante per le nostre visite alle parrocchie, per l’acquisto di cibo, per il mantenimento degli edifici, per la formazione e gli incontri in e fuori parrocchia. Cari amici e benefattori, che Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Signore vi donino la grazia e la pace! Sono felice di darvi alcune notizie in merito all’inaugurazione e benedizione della cappella di Tankuy. Il nostro Vescovo era presente unitamente alle autorità locali e una folla immensa è venuta da diverse località. Nella sua omelia, Monsignor Judes, ha dapprima ringraziato il Signore che ci ha permesso d’avere questo nuovo luogo di culto, costruito dagli amici della Svizzera, che faciliterà il raccoglimento dei fedeli. Ha precisato che Tankuy è il luogo del pellegrinaggio di tutte le parrocchie della zona e per questo, ogni anno, i cristiani sono invitati a venire qui comunitariamente o individualmente per ricaricarsi spiritualmente. Il nostro Vescovo ha voluto ringraziare i donatori dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio e ha raccomandato i fedeli di pregare per il riposo dell’anima di Beatrice Sulmoni ogni volta che si troveranno in questa cappella, così pure per tutti i membri dell’Associazione. Ha pure ricordato che la Medaglia Miracolosa di Mendrisio ha finanziato anche la cappella di Wakara, nel 2010, e per tutto ciò merita un grazie davvero speciale. Ha invitato poi ognuno Tutto il gruppo di sacerdoti vi saluta e vi augura ogni bene e un nuovo anno ricco di salute, gioia, successi, perseveranza, per la gloria di Dio e che Maria, nostra Madre, ogni giorno ci protegga lungo il nostro cammino di fede. Grazie mille a tutti voi, cari amici! Padre Omer Paré Notizie dalle missioni... 9

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Addis Abeba (Etiopia), 19 dicembre 2013 Carissimi amici e benefattori, perdonate il ritardo con cui vengo a dirvi il nostro grazie riconoscente per l’offerta di 5’000 franchi da voi inviata per il “Centro rifugio donne violate”. È una somma che ci dà la possibilità di gestire per circa un anno il piccolo centro per sei donne e i loro rispettivi bimbi. Qui nel piccolo rifugio stanno bene, riprendono speranza e coraggio per accogliere i loro piccoli, frutto di tanta violenza! Una delle difficoltà è poi ritrovare la via per reinserirsi nella società, ma sono anche coraggiose e la Provvidenza del Signore non le abbandonerà. Grazie di cuore per la speranza che ci date e donate alle giovani mamme. Le mamme con i loro bimbi vi sono riconoscenti ed esprimono il loro grazie. Chissà se un giorno potreste avere la gioia di vederli gattonare e poi correre sereni verso quella vita migliore che ora, grazie a voi, conoscono! Dhaka (Bangladesh), 22 dicembre 2013 Carissimi benefattori, spero e prego che voi stiate tutti bene; anch’io sto bene a parte qualche acciacco dovuto alla vecchiaia che avanza gagliarda (a gennaio compirò 73 anni). Io qui sono solo come sacerdote, è una missione nuova e poverissima. Qui le famiglie sono senza terra, senza lavoro fisso, senza assistenze sociali; quasi tutti o sono pescatori o lavorano a giornata. Il 90% degli adulti cattolici sono analfabeti o quasi. Sono emigrati dal Sud per lavoro, ma non l’hanno trovato perché qui non ci sono industrie. Inoltre sono emigrati qui in una zona povera, solo perché la loro zona di origine era ancora più povera e senza lavoro. Quelli che non sono emigrati sono adibashi, cioè tribali (minoranze etniche del posto), soprattutto tribali Bagdi. Tra questi abitanti alcuni chiedono il Battesimo, ma sono pochi; molti preferiscono rimanere come sono: poca religione, molte superstizioni e i loro leader vogliono che la struttura sociale rimanga così, dato che li possono sottomettere come vogliono e se ricevono aiuti dal governo, una buona fetta se la tengono per loro. Questi tribali, Hindù di bassa casta o fuori casta nella società Hindu e Musulmana, sono segregati e negletti, ma anche loro preferiscono che i tribali stiano dove sono, perché fa loro comodo. Se diventano Cristiani hanno una dignità umana e spirituale, il che cambierebbe la struttura sociale. 10 Un grazie dal profondo del cuore per la vostra continua presenza nella nostra vita e della missione che, ne sono certa, ci è stata affidata da Dio affinché la conducessimo assieme. Molti anni sono trascorsi da quando le nostre vite si sono incontrate e in tutti i luoghi e impegni diversi assegnatimi dalla Provvidenza voi mi avete seguito con amicizia e amore generoso. Sia il Signore che viene ancora con la sua pace a darvi la giusta ricompensa per il bene che continuate a fare nel suo nome. Qui da noi il Natale sarà celebrato il 6 gennaio, ma per coloro che credono ogni giorno è Natale. Ve lo auguriamo di cuore unitamente a tutte le persone che ora credono più profondamente alla venuta del Signore. Verrò in Italia nel 2015 e, a Dio piacendo e forze permettendo, verrò a trovarvi con tanta, tanta gioia e a dirvi il grazie per i tanti anni di bene da voi ricevuto. Con preghiera, stima e tanta riconoscenza. Suor Angela Mantini Notizie dalle missioni... La situazione politica ed economica qui in Bangladesh è molto critica. Da giugno, già prima che fossero indette le elezioni politiche/ amministrative, ci sono stati molti scioperi. Da novembre fino a oggi gli scioperi generali su 40 giorni, 30 sono stati di sciopero generale, imposto dall’opposizione, che chiede le dimissioni del governo attuale un mese prima delle elezioni. Questi scioperi non permettono ai mezzi di trasporto di circolare, di aprire certi

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negozi e officine... bruciano, e in certe zone dove ci sono gli Hindu saccheggiano e occupano i loro terreni... Anche nel mondo intero e in Italia sia la politica, sia l’economia sono in situazioni piuttosto critiche e preoccupanti. Grazie di tutto; il Signore vi ricompensi. I nostri bambini pregano per voi. Vi saluto tutti, vi auguro Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2014. Padre Arturo Speziale Venegono (Italia), 22 dicembre 2013 Carissimi amici, anche se un po’ in ritardo vi siano graditi i miei auguri natalizi con qualche mia notizia. Innanzitutto devo comunicare che dalla fine del settembre scorso mi trovo in Italia e dopo un mese circa a casa mi trovo ora presso la nostra sede di Venegono Superiore. Non sono qui né per vacanze né per corsi o studi. Mi trovo semplicemente per prestare servizio missionario qui in Italia. Mi è stato detto che dopo una bella e lunga esperienza di missione in Africa è giusto che venga a condividere tutto quello che ho ricevuto in questi anni. Ovviamente non è stato facile lasciare l’Uganda e tutto quello che significa per me quel popolo con il quale ho condiviso un bel tratto di strada della mia vita. Sono qui nella stessa casa, dove ho fatto il noviziato e dove ho lavorato per i primi cinque anni dopo l’ordinazione. È quindi un luogo famigliare e allo stesso tempo tanto caro. I ricordi riaffiorano più che mai e mi aiutano ad approfondire il senso della vita e del servizio che sono chiamato a svolgere in questo nuovo posto. Questo mi aiuta a colmare il vuoto e i dissesti del cuore per il drastico cambiamento. Ovviamente qui a Venegono le cose sono cambiate moltissimo e la situazione anche della casa è parecchio mutata. La struttura ha cambiato la sua finalità, i novizi sono stati spostati in Portogallo e ora gli ambienti sono offerti a gruppi che possono usufruire delle strutture altrimenti troppo grandi per le nostre esigenze attuali. È bello vedere che nonostante tutto c’è ancora vita e che un via vai di gente viene più a diretta conoscenza della nostra presenza sul territorio e sulla nostra vocazione. La comunità di Venegono in cui mi trovo adesso è composta da quattro confratelli anziani che, per problemi di salute, non possono più essere nelle missioni dove hanno passato gran parte della loro vita e da quattro confratelli, circa della mia età, che ci occupiamo di animazione missionaria, pastorale giovanile e accoglienza dei gruppi che chiedono ospitalità. C’è poi come tradizione l’allestimento annuale del presepe che è principalmente realizzato da un fedele gruppo di laici che offrono le loro abilità tecniche con passione e dedizione. Anche quest’anno il presepe aprirà il giorno di Natale e ci terrà occupati ad accogliere i visitatori che verranno a vedere un presepe di stile missionario. Offriamo poi formazione alla mondialità e missionaria nelle parrocchie e nelle scuole che sono aperte a queste sensibilità. Sto ora muovendo i primi passi in questa realtà e non sono poche le volte che mi sembra di essere qui solo per qualche mese di vacanza. Mi ci dovrò abituare anche se con fatica. Spero che sarà possibile incontrarci anche per fare due chiacchiere insieme. Auguro ogni bene a tutti voi, vi sono sempre infinitamente grato per la vostra vicinanza e per il vostro sostegno e continuo ad affidarvi al Signore nella mia preghiera. Vi saluto e abbraccio. Padre Damiano Guzzetti Gerusalemme (Israele), dicembre 2013 Carissimi amici, da Gerusalemme invio un caro augurio per un Nuovo Anno benedetto dalla potente misericordia di Dio per tutti i popoli del mondo. In allegato trovate la foto di Gerusalemme innevata e a me parla davvero di Gerusalemme città della pace per tutti i popoli. Avrò un ricordo per la vostra associazione a Betlemme, presso la culla dell’Emmanuele. Grazie per quanto fate! Con riconoscenza. Suor Fulgida Gasparini Notizie dalle missioni... 11

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Yagoua (Camerun), 25 dicembre 2013 Carissimi amici, dopo la lunga permanenza in Italia, sono arrivato in Camerun il 3 settembre e mi trovo nella casa della Caritas diocesana di Yagoua. Sona arrivato sul luogo nel bel mezzo della stagione delle piogge, che quest’anno si è prolungata oltre le norme. Le abbondanti piogge hanno reso le nostre strade e piste sterrate poco praticabili. Questo ha influenzato un po’ tutte le attività sociali ed economiche della regione, ritardando e complicando l’avvio delle scuole, le raccolte agricole o semplicemente gli spostamenti delle persone. Fortunatamente le persone non hanno subito le situazioni dello scorso anno con le inondazioni in molte zone pianeggianti, vicine ai corsi d’acqua. Tuttavia, questa situazione di precarietà, non mi ha impedito di iniziare i progetti previsti per lo sviluppo di due scuole elementari, un centro di accoglienza della Caritas ed alcuni pozzi. L’obiettivo mio e di altri laici, presenti nella regione dell’Estremo Nord, è quello di sviluppare nei diversi ambiti una collaborazione professionale per migliorare le reciproche conoscenze teoriche e tecniche. Questa situazione climatica ancora oggi sfavorevole, per il gran caldo e l’umidità, non aiuta i contadini nel loro futuro raccolto del miglio della stagione secca e molti hanno la malaria e altre malattie infettive. In questo periodo di Avvento, con lo sguardo fisso sulla stella, ci impegniamo ad accendere tante stelle sulla terra. Dio ha voluto stabilire la sua dimora fra noi e non era certo per un tempo o per un momento soltanto. Anche qui le persone sentono, in questo periodo di Avvento, il desiderio di mettersi a servizio di questo Re... Tutti sanno che devono diventare persone della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia. Non domanderanno più: “questo a che cosa serve?”, ma si domanderanno nel giorno della nascita di Gesù: “con che cosa servo io la presenza di Gesù nel mondo?”. Anche per me, il cammino di incontrarlo e adorarlo nel giorno della sua incarnazione, è motivo che mi riempie di gioia e di tenerezza. Auguro a tutti voi un Buon Natale e un buon inizio 2014! Fratel Domenico Vicari Buenos Aires (Argentina), 2 gennaio 2014 Carissimi Amici, un grande saluto e un augurio di Buon Anno! Prima di tutto voglio ringraziarvi per il vostro augurio natalizio e poi per tutta la vostra collaborazione nella realizzazione di diverse iniziative quando mi trovavo in Cile, a Batuco, con i ragazzi disabili, specialmente nella realizzazione del progetto di cura della natura e le sante messe da celebrare, portando così, con le opere, il Vangelo ai più bisognosi. Dopo vent’anni trascorsi a Batuco, la Provvidenza mi ha voluto ora alla periferia di Buenos Aires, in Argentina, con una nuova missione, piena di sfide e con la certezza solo dell’amore di Dio. Il resto si vedrà nel cammino. Vi auguro tutto il bene nelle vostre iniziative e spero presto di inviarvi delle notizie della nostra missione. Grazie di cuore! Padre Nelson Jerez Silva Pretoria (Sudafrica), 6 gennaio 2014 Carissimi, un grazie di tutto cuore per il bene che mi volete e per l’aiuto che mi date. Vi sono molto riconoscente e con me lo sono le famiglie cui do il pane o i giovani che aiuto ad andare a scuola, pagando per loro la tassa scolastica, i libri, il pane e la baracca dove dormono. Porto l’esempio di una mamma che raccoglie piccini abbandonati o orfani e li tratta come figli suoi. Cerco di aiutarla come posso. Ogni tanto faccio loro una visita e li ho sempre trovati sereni e gioiosi. Per ora sono diciotto i piccini ai quali dà ospitalità. Due piccoli hanno perso sia il padre sia la madre di AIDS. Una piccina è stata trovata in un bidone dell’immondizia. Ora ha quasi due anni e cresce sana e serena, perché trova amore. Due sorelline sono state abbandonate e non si sa dove sia la mamma, forse sulle strade. Un’altra bimba è ammalata di leucemia e un bimbo è siero positivo, ma si stanno riprendendo bene. Una ragazza, che ha perso il padre e l’anno scorso anche la madre di blocco renale, si è trovata a occuparsi dei cinque fratellini più giovani. Così mi ha detto: «Sappi che ti sono riconoscente, non importa quanto potrà capitare a me. Abbi cura di te stesso, perché siamo in tanti che abbiamo bisogno di te». Ecco la mia situazione. Uso le offerte che ricevo per aiutare famiglie dove si soffre la fame e studenti. Non costruisco case, ma persone. Questa è la gente in mezzo alla quale vivo, mandato dal Signore a portare gioia e speranza. Un grazie per la vostra generosità e una preghiera che il Buon Dio vi ricompensi. Un abbraccio! Padre Aldo Chistè Notizie dalle missioni... 12

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Visite dei missionari presso il nostro segretariato 12 novembre 2013 Ancora una volta sono di passaggio a Mendrisio per salutare e abbracciare gli amici dell’Associazione Medaglia Miracolosa che, da anni, è “preziosa” sostenitrice dei Servizi Sociali orientati alla popolazione più carente della periferia di Saõ Luis, città del Nord-Est del Brasile. È nello spirito di solidarietà e nello sforzo comune che possiamo compiere piccoli o grandi miracoli, capaci di trasformare la vita dei nostri fratelli più sfortunati e far rinascere in loro la “speranza” verso un futuro migliore. Un grazie riconoscente a tutti voi e l’augurio che il Signore retribuisca la vostra generosità con quella gioia interiore e senso di pienezza che solo Lui può darci. Con affetto e stima. Evelina Pegorari Missionaria laica in Brasile 15 novembre 2013 Con grande gioia sono ritornato a Mendrisio presso la sede della vostra Associazione. Ho ringraziato per gli aiuti concessi alla Parrocchia di Tosamaganga, specialmente per il contributo per la costruzione della chiesa di Kalenga, ormai terminata e inaugurata, e dedicata alla Madonna di Fatima. Maria Santissima Immacolata ci protegga tutti. Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Ringrazio della fedeltà del Signore: “Io sarò con voi sempre, fino alla fine del mondo”. Ho toccato con mano la presenza del Signore e della Madonna Celeste nelle varie guerre e guerriglie che ho incontrato. In tutti questi anni ho potuto fare del bene alla mia gente anche grazie al costante aiuto ricevuto da voi. Quindi grazie al Signore e anche a voi tutti amici e benefattori della Medaglia Miracolosa. Chiedo una preghiera speciale per il Sudan, perché sia allontanato il pericolo di una islamizzazione completa. Grazie. Padre Eugenio Caligari Missionario Comboniano in Sudan 10 dicembre 2013 Ringraziando la Madre Celeste, ringrazio per la possibilità di sentirci uniti un altro anno nella celebrazione eucaristica settimanale per tutti i benefattori vivi e defunti dell’Associazione Medaglia Miracolosa. Il Signore ci accompagni e ci dia la forza di fare sempre la sua volontà sull’esempio e con la protezione dell’umile ancella di Nazareth. Buon Natale e Buon Anno 2014! 11 dicembre 2013 Oggi, di passaggio dal Piemonte al Veneto, ho avuto la possibilità di visitare brevemente il segretariato della Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Da 23 anni mi trovo in Mozambico. Desidero ringraziare il Signore e la Madonna per questo grande dono della vita missionaria. Prego per la pace in Mozambico, per i miei collaboratori e per la mia gente del Mozambico, affinché crescano nella fede e nella fraternità. Sono pure riconoscente al gruppo della Medaglia Miracolosa che sempre mi accoglie con affetto e amicizia. Grazie davvero e la Madonna vi accompagni sempre. Padre Ottorino Poletto Missionario Comboniano in Mozambico Padre Giovanni Giorda Missionario della Consolata in Tanzania 18 novembre 2013 Quest’anno celebro 50 anni di vita sacerdotale e missionaria in Africa, e quasi altrettanto dall’incontro con Rino e Stefania del Gruppo Vita dell’Associazione... 13 Padre Luigi Gabaglio Missionario Comboniano in Uganda

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Ricordando i nostri missionari Padre Livio Ferraroni (19.12.1923 - 18.10.2013) Padre Giovanni Corti (09.10.1925 - 27.11.2013) Missionario Salesiano, tante sono le opere da lui realizzate in 65 anni di missione: chiese, consultori medici, oratori, refettori e scuole che hanno dato istruzione a decine di migliaia di ragazzi dei quartieri poveri di Comodoro Rivadavia, in Patagonia (Argentina). Una vita dunque spesa per la gioventù. Questa la sua ultima lettera inviata alla nostra Associazione, datata 13 febbraio 2013: Missionario della Consolata, 60 anni di sacerdozio e per 45 anni in Tanzania. Così lo ricorda un confratello: Padre Livio ha vissuto in pieno i nostri carismi. Nutriva una forte devozione all’Eucaristia, fermandosi a lungo in chiesa con i fedeli. Aveva una viva devozione mariana: aveva sempre il rosario in mano, specialmente quando visitava le piccole comunità di base sparse nei diversi villaggi della parrocchia. Ha sempre amato e vissuto la povertà, considerando il lavoro, anche manuale, mezzo di santificazione e di catechesi, in particolar modo durante le ristrettezze del dopo guerra, quando non arrivavano aiuti dall’estero. Quando riusciva ad avere farina di frumento, preparava le tagliatelle per sé e per vendere alla gente e raggranellare così il salario per i catechisti. Passò tutta la sua vita insegnando in diverse scuole e soprattutto nel Seminario di Tosa, dove maturarono tante vocazioni sacerdotali, fra cui anche sei Vescovi. Il suo motto potrebbe dirsi: “insegnare, pregare, fare e vivere con la gente”. Nella comunità parrocchiale portava sempre serenità con la sua vita serena e spirituale, anche se parco di parole diventava entusiasta e quasi loquace quando insegnava il catechismo. A Kilolo partecipava e portava il suo contributo alla formazione dei Religiosi del SCIM (Servi Cordis Immaculati Mariae). Credo si possa indicare Padre Livio agli aspiranti africani, a cui dava tutto il suo cuore, come il modello dei Missionari della Consolata. Li aiuti ora dal cielo e benedica anche noi. Padre Romano Ceschia “Cari benefattori, ho ricevuto la vostra offerta e vi ringrazio di cuore. L’anno scorso ho compiuto 87 anni, 60 anni di sacerdozio, 70 anni come Salesiano e 65 anni come missionario qui in Patagonia, a Comodoro Rivadavia. Adesso ho grossi problemi alla vista. Praticamente vedo poco o niente. Offro tutto questo per i miei ragazzi e per la mia opera socio-educativa, che risulta tanto difficile mantenere. Sono sei scuole e più di 2300 tra ragazzi e ragazze. Ringrazio per la vostra collaborazione. Pregate per me ed io pregherò ogni giorno per voi. Il Signore e la Vergine Ausiliatrice vi colmino di benedizioni. Grazie tante con tutto il mio cuore.” Vita dell’Associazione... 14

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Padre Lino Maria Zucol (02.08.1916 - 06.01.2014) Missionario dei Padri Gesuiti, una vita spesa per i più poveri. Molte le casette e i pozzi costruiti nella sua missione dalla nostra Associazione grazie ai nostri generosi benefattori. Ecco il ricordo del suo collaboratore, padre Linto Stanly: Cari amici, cari saluti e la benedizione a tutti gli amici di padre Lino del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Quando a dicembre abbiamo ricevuto il vostro contributo per la costruzione di cinque casette, abbiamo informato padre Lino. Lui era a letto ammalato, ma era così felice e ha espresso la sua gratitudine verso di voi. Ora dal profondo del mio cuore, nel nome dell’amato padre Lino e a nome del mio vescovo, vi ringrazio per la vostra generosità. Padre Zucol era una leggenda, un uomo che lavorava sempre per il regno del Signore. È stato ordinato sacerdote il 9 marzo 1940; è entrato nei Gesuiti l’8 dicembre 1940 ed ha raggiunto l’India nell’aprile del 1948. Padre Lino è morto il 6 gennaio 2014 e il suo funerale è stato celebrato l’8 gennaio 2014 nella chiesa del Perpetuo Soccorso, dove viveva da 40 anni e dove è stato sepolto. Migliaia di persone, provenienti da varie parti del Kerala, si sono riunite qui per rendere omaggio al loro amato padre. Le lacrime e il lutto del popolo sono stati l’espressione di questo momento di grande dolore e nella fede profonda in Gesù abbiamo affidato l’anima di padre Zucol al Signore. È stato difficile per noi dire addio al grande apostolo di Cristo. Il 13 gennaio 2014 abbiamo fatto in chiesa una celebrazione commemorativa con la presenza di una folla enorme, unitamente a tanti funzionari governativi provenienti da tutta l’India. Il numero innumerevole di fedeli che si sono riuniti in questi giorni ci ha dimostrato che padre Lino è ancora vivo nei loro cuori. Dal giorno del funerale fino ad oggi il flusso di persone che vengono alla tomba di padre Lino a pregare è ininterrotto. Stiamo pregando affinché il buon Dio lo possa ricevere nella comunità dei santi. Sicuramente il buon Dio lo farà un potente intercessore dei bisognosi. Mi piace anche informarvi che la missione che ha iniziato e realizzato padre Lino non finirà mai. Come da suo ultimo desiderio, la diocesi di Kannur ha deciso di continuare la missione di padre Lino. Il mio vescovo e i sacerdoti della mia diocesi promettono a tutti i benefattori che la missione, affidataci da Dio attraverso padre Lino, continuerà. Noi faremo del nostro meglio per mantenere vivo lo spirito missionario di padre Lino nella nostra vita e nella nostra diocesi. Vi ringrazio per tutto ciò che avete fatto per la nostra diocesi attraverso padre Lino. Dio vi benedica! Con affetto, Don Linto Stanly Vita dell’Associazione... 15

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