Description
Quaderno celebrativo per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia con il contributo di Elena Bertonelli, Dionigi Fera, Francesco Ierardi, Giovanni Ierardi, Luigi M. Lombardi Satriani, Stefano Sepe
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litalia chiamo viene pubblicato a cura di giovanni ierardi e rientra nelle iniziative per la celebrazione del 150° anniversario dellunità ditalia organizzate dal comune di petilia policastro con la collaborazione della sezione alto crotonese dellistituto raffaele lombardi satriani per la ricerca folk lorica e sociale in copertina e in retrocopertina la vela disegno di arianna vaccari 2
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indice francesco ierardi un appello a far tesoro dei valori fondamentali p 5 dionigi fera il valore irrinunciabile dellunità nazionale p 6 luigi m lombardi satriani per la riscoperta dellentusiasmo p 12 giovanni ierardi il cammino della speranza p 14 stefano sepe le burocrazie dellitalia unita p 30 elena bertonelli il risorgimento tra storia e cinema p 36 3
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un appello a far tesoro di valori fondamentali di francesco ierardi avevo 13 anni e frequentavo la terza media il 1961 quando litalia festeggiava il centenario della sua unità a scuola ci regalarono un opuscoletto dove erano riportati la costituzione italiana e alcuni commenti sul lungo percorso storico che condusse allunità ditalia quel libretto fu fedele compagno per tutta la mia adolescenza e restò per lungo tempo sulla mia scrivania a quel tempo infatti non cerano i mezzi di comunicazione come quelli disponibili oggi e lunica fonte per apprendere e soddisfare la voglia di conoscenza erano i libri fin dalle elementari si tenevano in gran conto il sussidiario che era lo strumento per conoscere i primi argomenti di storia geografia scienze e matematica e il libro di lettura dove si trovavano bellissimi brani che esaltavano i valori della famiglia della solidarietà dellamore per il prossimo e per la patria lindicazione di questi ideali dalla mia generazione in poi pian piano è andata quasi scomparendo dai testi scolastici e già negli anni 70 quando sono diventato anchio educatore nella scuola elementare facevo fatica a trovare letture che riproponessero quegli stessi insegnamenti morali i nostri ragazzi oggi hanno a disposizione unampia serie di media che permette loro di ampliare e approfondire le proprie conoscenze cè da dire daltra parte che tali media sono spesso responsabili di distrazioni e disattenzioni che provocano disinformazione o peggio deviazioni ecco allora che l iniziativa propostaci dal prof giovanni ierardi segretario della sezione alto crotonese dellistituto raffaele lombardi satriani per la ricerca folklorica e sociale ha trovato immediata accoglienza da parte dellamministrazione comunale.siamo convinti che essa collocandosi nelle manifestazioni organizzate per le celebrazioni del 150° anniversario dellunità ditalia e rivolte agli studenti delle scuole di petilia assume una funzione educativa rilevante in quanto porta allattenzione dei giovani e non solo dei giovani un momento importante della nostra storia nazionale e anche regionale se consideriamo il ruolo che hanno avuto i nostri conterranei calabresi nella costruzione dellitalia unita ai nostri studenti e a tutti i cittadini dunque lappello a leggerlo con interesse a valutarne il vero significato e a custodirlo gelosamente per far tesoro sempre dei buoni insegnamenti che contiene 5
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il valore irrinunciabile dell unità nazionale di dionigi fera quando il prof giovanni ierardi mi ha chiesto una riflessione in occasione dei festeggiamenti del 150° anniversario dellunità ditalia ho accolto con favore lopportunità di potere celebrare il valore dellunità nazionale attraverso una pubblicazione che oltre a contenere importanti aspetti storiografici si propone lobiettivo di rinnovare i sentimenti le idee i valori e le gesta degli uomini che hanno contribuito attraverso lunità degli stati italiani alla creazione di una grande nazione che a distanza di un secolo e mezzo si trova a pieno titolo tra le otto più grandi potenze economiche mondiali il processo unitario culminato nel 1861 si è potuto realizzare certamente grazie al fermento culturale e politico del periodo risorgimentale ed alle spinte liberali e rivoluzionarie che pervasero lintero continente europeo ma aggiungerei anche in virtù della trasformazione dei sistemi economici che stava interessando tutti gli stati europei la crescita del sistema capitalistico che caratterizzava leuropa occidentale aveva fatto irruzione nella penisola italiana si stava realizzando in sostanza la trasformazione dellitalia o meglio degli stati italiani in una società nuova caratterizzata dal rinnovarsi della vita economica e dalla crescita di una robusta borghesia imprenditoriale ed intellettuale tuttavia gli eventi rivoluzionari il fermento politico le spinte liberali la trasformazione socio-economica degli stati non avrebbero potuto condurre allunità ditalia se alla base del processo di unificazione di quello che sarebbe diventato il popolo italiano non fossero coesistite identiche radici culturali e linguistiche gli straordinari interpreti di quel periodo garibaldi mazzini e cavour solo per citare i più simbolici sono rimasti indelebilmente nella mia memoria così come tra le figure risorgimentali ho ben in mente i fratelli bandiera che sbarcati nei pressi della foce del neto vicino a crotone da un loro stesso amico furono denunciati alle truppe borboniche e dopo essere stati catturati nei pressi di san giovanni in fiore furono condannati a morte a cosenza e fucilati nel vallone di rovito la citazione di questo ultimo episodio ci offre uno spunto per una riflessione che pare scontata ma che nello stesso tempo ci induce a percepire meglio quello che successe proprio nelle immediate vicinanze della nostra terra dove gli episodi rivoluzionari dellepoca si sono realizzati allo stesso modo di come si sono realizzati nel resto della penisola siamo abituati a ricollegare dal punto di vista bellico lunità ditalia alla spedizione dei mille guidata da garibaldi partita nella notte tra il 5 e il 6 6
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maggio del 1860 da quarto periferia di genova ed al successivo sbarco a marsala avvenuto dopo cinque giorni ed ovviamente alle gesta eroiche delleroe dei due mondi che risalendo la penisola il 26 ottobre del 1860 in quello che è passato alla storia come lincontro di teano consegnò a vittorio emanuele ii litalia meridionale liberata dai borboni ma quello che accadde prima dellunità ditalia deve essere ricordato in maniera altrettanto epica così come eroici devono essere ricordati i tentativi rivoluzionari posti in essere da tutti coloro i quali ebbero quale principio ispiratore lunità ditalia senza tuttavia attribuire particolare rilevanza ai loro convincimenti politici conservatori riformisti liberali o repubblicani tra questi personaggi vorrei ricordare carlo pisacane ed il suo sbarco a sapri dove trovò la morte nel 1857 con altri 300 uomini e citare una parte di quello che è stato ritenuto il suo testamento che esprime con forza gli ideali e gli obiettivi che ispirarono la sua azione per mio avviso la dominazione della casa di savoia e la dominazione della casa daustria sono precisamente la stessa cosa io credo pure che il regime costituzionale del piemonte è più nocivo allitalia di quello che lo sia la tirannia di ferdinando ii la sola cosa che può fare un cittadino per essere utile al suo paese è di attendere pazientemente il giorno in cui potrà cooperare ad una rivoluzione materiale le cospirazioni i complotti i tentativi di insurrezione sono secondo me la serie dei fatti per mezzo dei quali litalia sincammina verso il suo scopo lunità io sono convinto che nel mezzogiorno dellitalia la rivoluzione morale esiste che un impulso energico può spingere la popolazione a tentare un movimento decisivo ed è perciò che i miei sforzi si sono diretti al compimento di una cospirazione che deve dare quellimpulso semplice individuo quantunque sia sostenuto da un numero assai grande di uomini generosi io non posso che ciò fare e lo faccio il resto dipende dal paese e non da me io non ho che la mia vita da sacrificare per quello scopo e in questo sacrifizio non esito punto 1 la successiva fase della costruzione dello stato italiano che ha avuto in cavour il suo principale organizzatore il cui lavoro culminò il 27 marzo 1861 quando enunciò solennemente alla camera il principio separatista della libera chiesa in libero stato e in conclusione della seduta roma venne proclamata capitale acclamata dallopinione pubblica nazionale meriterebbe una trattazione particolareggiata per le molteplici implicazioni anche di carattere tecnico connesse tuttavia proprio per quello che mi propongo con questa mia riflessione devo necessariamente e 1 c pisacane saggio su la rivoluzione a cura di giaime pintor torino 1956 7
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per grandi linee fare riferimento solo ai grandi eventi che interessarono la nostra nazione successivamente al 1861 come la prima e la seconda guerra mondiale e soffermare lattenzione a quegli avvenimenti che sono strettamente correlati alla stessa unità ditalia la data dell8 settembre del 1943 è da questo punto di vista emblematica dopo lo sbarco degli alleati in sicilia e la liberazione dellitalia meridionale dalle truppe nazi-fasciste mussolini fonda la repubblica di salò repubblica sociale italiana la situazione geo-politica italiana subisce una netta trasformazione in sostanza litalia è spaccata nettamente in due il centro-nord occupato dalle truppe nazi-fasciste ed il centro-sud liberato dalle truppe alleate la seconda guerra mondiale per litalia non solo continuava ma si era trasformata in una vera e propria guerra civile tale situazione permane fino al 25 aprile del 1945 quando la guerra civile si concludeva con la liberazione dellitalia dalle truppe nazifasciste ad opera delle truppe alleate e dei partigiani che lottarono per la resistenza a mio avviso fu proprio tale evento che spinse i nostri padri costituenti ad inserire nei principi fondamentali della costituzione della repubblica italiana approvata dallassemblea costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 il principio dellunità e dellindivisibilità della repubblica la prima parte dellart 5 recita testualmente la repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali il conflitto bellico aveva seriamente minacciato la nostra nazione la dura prova che litalia dovette affrontare indusse i padri costituenti a porre preventivo rimedio a future ed eventuali altre minacce allunità ditalia non fu una semplice enunciazione di principio ma la necessaria constatazione da sancire nella carta fondamentale della repubblica che la nazione italiana a distanza di 85 anni ormai aveva completato pienamente il processo della sua unificazione da questo momento in poi lunità ditalia rappresenta un valore unanimemente riconosciuto il periodo post bellico quello per intenderci della ricostruzione della ripresa economica degli anni 60 della libertà della conquista dei diritti dellemancipazione delle donne dellabolizione delle classi sociali ecc deve in estrema sintesi essere ricondotto al concetto di processo di evoluzione democratica di un popolo che scelse con il referendum del 2 giugno 1946 di abolire la monarchia e di darsi una diversa forma di stato la repubblica gli anni di piombo della lotta armata da parte delle brigate rosse delluccisione di aldo moro degli scontri di piazza tra fazioni politiche di estrema destra e di estrema sinistra e più in generale i tentativi di 8
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destabilizzazione dellordinamento democratico posti in essere anche dalle organizzazioni criminali così come laver scongiurato il tentativo di colpo di stato ad opera della loggia massonica p2 sono da ascrivere alle ulteriori prove che il popolo italiano ha dovuto affrontare per mantenere quello che duramente aveva saputo conquistare la libertà e la democrazia oggi siamo abituati a distinguere tra prima e seconda repubblica ovviamente si tratta di semplice terminologia giornalistica che nulla ha a che fare con una diversa forma di stato ma che serve esclusivamente a delimitare due macro periodi della nostra storia recente ed il cui spartiacque è da individuare nella nota inchiesta di mani pulite forse meglio conosciuta come tangentopoli che di fatto negli anni 90 ha totalmente stravolto il sistema dei partiti politici credo che il periodo di transizione politica che oramai è in atto nel nostro paese da circa 20 anni ad oggi non si sia pienamente compiuto probabilmente a causa di vecchi retaggi culturali che riguardano i due principali schieramenti politici di centrodestra e centrosinistra e della litigiosità degli e negli schieramenti il dibattito politico oggi in atto e che si inserisce a pieno titolo nella transizione è relativo alla necessità di adottare in italia un sistema di tipo federalista il partito politico o meglio il movimento politico della lega nord che ne è il principale promotore nasce allindomani di tangentopoli con il dichiarato intento secessionista di liberazione da roma ladrona della padania È ovvio che le espressioni estremistiche usate dai leader del movimento sono di natura populistica con esaltazione dellarea territoriale nella quale il movimento è riuscito a radicarsi ritengo tuttavia che non vi sia alcun rischio di scissione divisione o di secessione per litalia e che la politica della lega nord come tutti i partiti politici tuteli e rappresenti solo una parte della popolazione che anziché identificarsi con i liberali o i cattolici o i riformisti secondo una visione classica rivendica con forza lappartenenza ad una macro area del territorio nazionale pretendendone una maggiore tutela da parte dello stato da qui la proposta di organizzazione dello stato italiano in senso federalistico nella convinzione che tale diversa organizzazione privilegi o comunque sia più vantaggiosa per il nord italia a scapito ovviamente del centro e del sud italia comprese le isole ma gli stati federali come la germania la svizzera o gli stati uniti damerica solo per fare alcuni esempi hanno deciso di darsi tale organizzazione per tutelare solo alcune regioni del paese o i singoli cantoni o gli stati che li compongono o piuttosto perché hanno ritenuto che tale organizzazione fosse a loro più confacente per lo sviluppo ed il benessere complessivo del paese credo che la risposta sia scontata e che la 9
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valutazione di chi ha responsabilità di governo in italia deve essere effettuata tenendo conto sicuramente dei tempi che viviamo e delle sfide che lera della globalizzazione ci impone di affrontare daltra parte proprio la morfologia e le diverse peculiarità del territorio italiano oltre che la storia e la stessa organizzazione regionalistica e decentrata dello stato italiano anchessa inserita nella carta costituzionale che allart 114 prevede che la repubblica è costituita dai comuni dalle provincie dalle città metropolitane dalle regioni e dallo stato potrebbero indurre il legislatore a ravvisare nel federalismo una sorta di evoluzione dellimpianto regionalistico dettato dalla costituzione repubblicana sistema questultimo diventato operativo nonostante il dettato costituzionale solo a partire dagli anni 70 con i decreti delegati attuativi delle singole regioni e a mio avviso ancora in fase di evoluzione anche alla luce delle recenti modifiche apportate al titolo v della costituzione ma indipendentemente dalla nostra recente storia repubblicana anche prima dellunità ditalia vi era nei pensatori dellepoca lidea di organizzare il nuovo stato in senso federalistico a ben vedere carlo cattaneo 1801-1869 si pone tra i principali sostenitori del sistema federalista il suo pensiero legato alla tradizione dellilluminismo lombardo e permeato di una fiducia nel progresso si orientò in senso repubblicano democratico antiaristocratico e anticlericale ammiratore del federalismo statunitense e svizzero e del decentramento inglese si oppose invece al centralismo di metternich e fino al 1848 auspicò una trasformazione dellimpero asburgico in una federazione dove fosse garantita ampia autonomia ad ogni regione in sostanza lanticipazione di oltre un secolo di quella che sarebbe poi diventata lunione europea secondo cattaneo la federazione era lunica possibile forma di unità in grado di garantire la libertà e lautogoverno degli stati e di limitarne laccentramento e luniformità ed allora se il soggetto politico proponente di una diversa organizzazione dello stato italiano in senso federalistico fosse diverso dalla lega nord se le ragioni politiche di tale proposta di cambiamento fossero scevre da presunte superiorità territoriali e soprattutto se le finalità esplicite perseguite con la nuova organizzazione statuale mirassero allunico scopo di impiantare in italia una migliore forma di governo dei territori esclusivamente diretta al miglioramento della qualità della vita ed al benessere di tutti gli amministrati la vecchia idea federalista di cattaneo che nel mondo di oggi trova in molti stati il suo positivo compimento potrebbe trovare attuazione anche nella repubblica italiana in conclusione vorrei solo indipendentemente dalle diverse forme 10
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in cui può essere organizzato il nostro stato ricordare quello che ne dovrà costituire un valore imprescindibile la sua unità sostanziale una conquista dei nostri padri la cui eredità non può essere dispersa ed il cui valore deve essere continuamente celebrato rinnovato e soprattutto difeso non dobbiamo mai rinunciare ad avere quale quotidiano impegno civile la difesa di tutte le importanti conquiste democratiche e dei diritti primo fra tutti la libertà che chi ci ha preceduti ha voluto e saputo lasciarci 11
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per la riscoperta dell entusiasmo di luigi m lombardi satriani il 150° anniversario dellunità ditalia ha dato vita a innumerevoli iniziative finalizzate a ricordarlo e a non meno innumerevoli polemiche e manifestazioni di dissenso di disinteresse o quanto meno di disaffezione estremamente opportuna dunque la decisione del comune di petilia policastro e della sezione alto crotonese dellistituto raffaele lombardi satriani per la ricerca folklorica e sociale che ho lonore di presiedere di una mobilitazione di soggetti dallente locale alle scuole al mondo dello sport alle associazioni cittadine per una riflessione sul 1861 e sui 150 anni di storia che ne sono seguiti momenti di celebrazione e riflessione necessari gli uni e gli altri per una riappropriazione critica della nostra storia listituto raffaele lombardi satriani ha dedicato nel 1988 una delle sue rassegne cinematografiche al tema risorgimento e mezzogiorno pubblicando oltre che le schede dei film che sarebbero stati proiettati gli atti del convegno che accompagnava la rassegna in quel volume curato da elena bertonellli e da me ho avuto modo di ricordare che dopo una visione del tutto agiografica delle vicende risorgimentali e dellunità si è ricominciato a vedere di che lacrime grondi e di che sangue tale storia quali meccanismi di sopraffazione acculturazione rapina essa abbia posto in essere nelle regioni meridionali oggetto di uno dei più sistematici processi di etnocidio che sia dato ricordare e si è cercato di indagare come le classi subalterne abbiano vissuto tali vicende come abbiano reagito ad esse si è cercato di delineare anche la visione dei vinti e tali classi vinte lo sono state comunque perché anche loro potessero far giungere la loro voce sopraffatta da quella dei vincitori e di tutte quelle a essa omogenee legittimate dalla cultura ufficiale le classi subalterne meridionali hanno vissuto le diverse fasi del periodo risorgimentale caricandole di aspettative puntualmente deluse per cui la loro voce costituì di fatto lamaro contrappunto allenfasi dei princìpi proclamati ma sistematicamente contraddetti nella prassi a tale complessa realtà come si è rapportato il cinema esso ha avallato la visione ufficiale del fenomeno o ha cercato altri angoli visuali È riuscito a rendere aspetti e momenti di questo dramma o si è limitato a rappresentarlo nella sua dimensione agiografica la suggestione estetica ha potenziato lo sguardo o lo ha reso ancora più opaco qual è luniverso culturale delineato dalle classi subalterne del sud con riferimento al risorgimento e ai suoi effetti nel mezzogiorno 12
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da tale campo problematico prendeva le mosse la rassegna del 1988 ed è significativo ed è anche il riconoscimento del valore di quella scelta il fatto che nel programma attuale ci sia tanta parte di quella rassegna e soprattutto il richiamo alla necessità di una riflessione che diventa vuota e vana se non si fa carico di indagare e testimoniare su cosa acccadde e su come accadde in italia nel mezzogiorno in calabria si veda ad esempio la riflessione di giovanni ierardi sulla fase successiva a garibaldi e sui decreti di rogliano ho già accennato a come il 150° anniversario dellunità sia stato occasione di polemica tra le diverse forze politiche alcune delle quali molto tiepide quando non ostili nei confronti di tale anniversario ho verificato direttamente come questo affievolimento di interesse abbia interrotto una serie di iniziative attuate con risultati di notevole rilievo la recentissima decisione di istituire quale festa nazionale la data del 17 marzo è dovuta sostanzialmente allimpulso del presidente della repubblica la cui popolarità e il consenso che egli riscuote mostrano chiaramente come sia il maggiore garante e interprete dei valori fondanti della nostra comunità nazionale la motivazione che spesso viene data per giustificare lo scarso o nullo sostegno alle commemorazioni è lestraneità e lindifferenza dei giovani per eventi e date così lontani nel tempo e dalla vibrante realtà contemporanea si tratta essenzialmente di un alibi per giustificare atteggiamenti assunti per altre priorità politiche È bastata la splendida perfomance di roberto benigni al festival di sanremo per accendere di entusiasmo anche i giovani con linsistito richiamo alla giovane età dellitalia di goffredo mameli di michele novaro e degli altri eroi risorgimentali evidentemente lestraneità e lindifferenza dei giovani non sono rivolte tanto alla nostra storia ma a come essa è stata solitamente raccontata tranne alcune pur rilevanti eccezioni al grigiore con il quale è stata ricoperta e che comunica immediatamente una sensazione di vecchiezza e di assoluta lontananza È necessario che tale entusiasmo permanga nel tempo e concorra a plasmare una nuova identità italiana val la pena dunque riscoprire i valori fondanti la nostra comunità nazionale anche perché solo ancorandoci a essi possiamo riaffermare la nostra singolarità la nostra irripetibile soggettività itinerario complesso ma non per questo impossibile e soprattutto necessario e urgente 13
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il cammino della speranza di giovanni ierardi la nostra marcia lungo le calabrie racconta garibaldi fu un vero e splendido trionfo progredendo celermente tra marziali e fervidissime popolazioni una gran parte di loro in armi contro loppressore borbonico 2 in calabria cè il crollo morale e politico di un regno la vicenda militare mostra un vero e proprio verminaio un disfacimento morale istituzionale sociale il generale è sbarcato sul continente napoletano nella notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1860 toccando la spiaggia di melito porto salvo lassalto a reggio avviene alle 2 della mattina del 21 agosto i risultati dei combattimenti di reggio ricorda il generale furono di unimportanza somma si arresero i forti dopo alcuna difesa si rimase padroni di un enorme materiale da bocca e da guerra 3 È un inizio brillante preludio a una serie di vittorie consecutive che porteranno alla sconfitta e alla resa di un esercito che in calabria conta 17.000 uomini dislocati tra cosenza con caldarelli monteleone con ghio bagnara con melendez reggio con marra e gallotti prima e briganti poi questo inizio è però funestato da una perdita preziosa per la democrazia mondiale deflotte rappresentante del popolo a parigi nel tempo della repubblica proscritto dal bonaparte sera riunito ai mille in sicilia e passò lo stretto con la divisione cosenz fu ferito a morte da piombo nemico 4 per molti dei mille lo sbarco sul continente napoletano è un ritorno a casa a quarto nella notte tra il 5 ed il 6 maggio,infatti si sono imbarcati raffaele carbonaro e alberto de nobili di catanzaro raffaele piccoli di castagna alessandro toja di gizzeria emanuele nicolazzo di platania luigi minnicelli di rosarno francesco e vittorio sprovieri di acri domenico damis di lungro francesco bellantonio angelo oddo e antonio plutino di reggio rocco morgante e michele colafiore di fiumara domenico e raffaele mauro di san demetrio corone luigi miceli di longobardi lex sacerdote ferdinando bianchi qualcuno è già morto per strada come stanislao lamenza di saracena che è caduto a palermo qualcuno è già in un ruolo eminente come il capitano francesco stocco già protagonista dei moti del 48 ferito a calatafimi come benedetto musolino uno dei più notevoli rappresentanti del patriottismo 2 g.garibaldi memorie milano rizzoli 1982 p.282 ibidem p 281 ibidem p 282 14 3 4
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democratico del risorgimento 5 combattente dellinsurrezione di cosenza della repubblica romana musolino ha raggiunto il generale a palermo e poi lo ha preceduto l8 agosto sul continente sbarcando presso reggio con 400 uomini per attaccare il forte stella sotto i colpi garibaldini lesercito borbonico si sfalda il 26 agosto garibaldi è a monteleone il generale briganti abbandona la difesa e viene ucciso dai suoi soldati il maresciallo vial comandante regio delle calabrie se ne va verso napoli dopo aver lasciato il comando a giuseppe ghio il 27 insorge cosenza e riceve la resa dei borbonici il 28 garibaldi è a curinga dove i volontari tra cui il pittore andrea cefaly attaccano ghio che si ritira a curinga garibaldi nomina stocco generale e gli dà lincarico di formare la divisione dei cacciatori della sila che avrà lonore di essere portata fino al volturno e tenuta direttamente alla sinistra del generale nelloccupazione della calabria meridionale si distingue damiano assanti di squillace a soveria mannelli lepisodio definitivo della campagna garibaldina in calabria a soveria ricorda il generale mise abbasso le armi la divisione vial 6 poi di nuovo in marcia fino al passo dellagrifoglio dove garibaldi detta il telegramma della vittoria dite al mondo che alla testa dei miei prodi calabresi ho disarmato 12.000 soldati borbonici i calabresi da garibaldi si aspettano molte cose soprattutto il cambiamento la fine della miseria È un sentimento che si ripete come in sicilia anche in calabria soprattutto le masse contadine vedevano in lui il vendicatore di tanti torti ed ingiustizie luomo che avrebbe guidato la riscossa dei poveri contro i potenti 7 garibaldi è la libertà è la terra a bronte in sicilia larrivo di garibaldi ha fatto straripare secoli di rabbia di miseria la gente è diventata come il mare in tempesta ed ha gridato abbasso i cappelli viva la libertà 8 case devastate e bruciate i galantuomini scannati e fatti a pezzi antonino cajno altro furibondo famoso si permise mangiare un pezzo di carne che bruciava dal cadavere di don ignazio cannata come io stesso vidi 9 poi arriva nino bixio il paese di bronte colpevole di lesa umanità è dichiarato in istato di assedio nel termine di tre ore gli 5 6 7 8 9 p alatri benedetto musolino biografia di un rivoluzionario europeo in aa.vv benedetto musolino il mezzogiorno nel risorgimento tra rivoluzione e utopia vibo qualecultura-jacabook 1988 p 25 g garibaldi op cit p 282 r villari storia contemporanea bari laterza 1982 p 201 cfr g verga libertà il processo di bronte palermo sciascia editore p 57 testimonianza di mastro gaetano isola 15
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