Giornalino Nov 2014

 

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Il giornalino dcel CAV Novembre 2014

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Feder novembre 2014 cav-mpv Notizie Padova 26 ottobre: interessante! Convegno regionale Sessualità, contraccezione, aborto: gli adolescenti interrogano 1

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Il Convegno in Si è svolto domenica 26 ottobre, presso il Centro Giovanile Antonianum di Padova, il Convegno regionale della Federazione veneta dei Movimenti e Centri di aiuto alla vita, dedicato al tema Sessualità, contraccezione, aborto: gli adolescenti interrogano. Presentato dal Coordinatore provinciale di Belluno Andrea Basile, il Consulente Familiare e Coniugale perfezionato in Sessuologia Gregorio Pezzato ha coinvolto la numerosa rappresentanza degli operatori assistenziali e culturali pro-life veneti nella stimolante valorizzazione della sua esperienza di formatore nelle scuole elementari, medie e superiori. sintesi spingere i ragazzi a riflettere sul senso della sessualità, a liberarsi dalla cultura dell’”usa e getta” e del “tutto e subito”, a non “frammentare” se stessi e la propria identità di “spirito incarnato” in una sessualità parzializzata e scissa dall’intero della relazione interpersonale. In vista di tale sfida, ha affermato, non è certo adeguata un’educazione sessuale meramente “igienico-sanitaria”, imperniata unicamente nel “dare istruzioni per l’uso”; è invece necessario innescare con paziente lungimiranza un processo di crescita che conta, certo, su affidabili conoscenze, ma anche e non secondariamente sulla crescita della consapevolezza e della responsabilità verso se stessi e gli altri. Ha fatto notare, fra l’altro, che le ottomila e oltre domande – davvero di ogni genere, anche sconcertanti e “incredibili” - che gli sono state poste da bambini e adolescenti nel corso degli anni sono venute non solo dal naturale interesse per la sessualità in età evolutiva, ma anche e spesso da un vero e proprio, precoce “bombardamento mediatico”, giocato senza esclusione di colpi da filmati, pubblicità, siti internet, riviste per teen-agers. Si tratta, ha sottolineato, di una stimolazione violenta, ispirata a una concezione “meccanica” della sessualità, tendente ad abolire ogni dimensione relazionale e affettiva, ad accreditare vieti e alienanti stereotipi del maschile e del femminile. La grande sfida educativa da intraprendere, invece, ha sottolineato Pezzato, è quella di Alla relazione di Pezzato è seguita, con la regia della Coordinatrice padovana Maria Elena Verzegnassi, la presentazione di iniziative educative e contatti formativi con bambini, preadolescenti e giovani. 2

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desiderano vivere un amore profondo”, ha assicurato Vian. In questo contesto, la psicologa specializzata in sessuologia Erica Schiavon di Padova ha sottoscritto fra l’altro l’opportunità di non ridurre la prospettiva formativa a indicazioni “tecniche” che finiscono per emarginare le esigenze affettive, e segnalato la difficoltà dei genitori nel dialogo sulla sessualità con i loro figli (nel 95% dei casi ne riconoscono l’importanza, ma solo nel 37% lo praticano), difficoltà che lo psicologo trevigiano Edoardo Vian ha confermato e in un certo senso spiegato riferendo che nel suo campione di popolazione coinvolta nelle attività formative sull’affettivitàsessualità è emerso che il 95% dei genitori non ricorda significative esperienze di dialogo in materia con i loro padri o madri; ma sottolineando nel contempo che la responsabilità educativa dei genitori va assolutamente esercitata, senza deleghe in bianco ad “esperti” o “competenti”, ma piuttosto con la valorizzazione della propria esperienza, per venire incontro ad esigenze ben radicate: “Tutti gli adolescenti Il ginecologo, ricercatore e professore aggregato all’Università di Padova Bruno Mozzanega ha infine segnalato con convinzione la sfida della conoscenza, di cui sono carenti i giovani anche alla fine delle superiori: l’adeguata conoscenza della fisiologia della riproduzione – ha sottolineato – dà sostanza alla libertà e alla responsabilità, agevola la crescita del rispetto di sé e del partner, fa nascere la meraviglia per l’indisponibile mistero della vita umana che si forma nel grembo materno. Soddisfatto della giornata di studio e approfondimento il Presidente della Federazione Guido De Candia, che ha poi guidato un momento prettamente “istituzionale” di revisione dello Statuto e di programmazione della crescita qualitativa delle associazioni per la vita, mentre i giovani pro-life, coordinati da Irene Pivetta e Marino Pelosato, hanno messo a punto sguardi e strategie per una rinnovata presenza tra i loro coetanei veneti (vedi p.seguente). 3

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Pd 26 ottobre giovani: un sorriso per la vita Nell’ambito del Convegno di domenica 26 ottobre all'istituto Antonianum di Padova – ci ha scritto Chiara Medici – “si è svolto anche l'incontro del gruppo giovani del Veneto. Eravamo circa una ventina da tutte le province e da vari posti d'Italia. Ci siamo riuniti per parlare di come possiamo noi giovani portare il nostro contributo nel volontariato. I due nuovi responsabili regionali, Marino Pelosato e Irene Pivetta, hanno cominciato l'incontro raccontando della realtà del Sermig Servizio Missionario Giovani - fondata da Ernesto Olivero e testimoniando l'entusiasmo per il 4° appuntamento Mondiale dei Giovani per la Pace svoltosi a Napoli il 4 ottobre, appuntamento in cui si sono raccontate le vite di diverse persone nate e cresciute in realtà molto difficili e che hanno successivamente deciso di mettere la loro vita al servizio degli altri; l'incontro è poi proseguito con le testimonianze sul volontariato di Bruna Rigoni e Lisa Zagallo. Esperienze forti, la prima in atto da molti anni e la seconda cominciata invece solo l'anno scorso, ma entrambe con qualcosa di molto importante: la consapevolezza che aiutare le donne in difficoltà che si avvicinano ai volontari, per quanto difficile, per quanto impegnativo sia, non può che portare frutti meravigliosi, non può che portare Vita! L'incontro si è concluso con gli interventi di vari ragazzi a testimonianza delle esperienze dei Seminari Quarenghi passati e l’ invito a pensare ad un logo nuovo per il gruppo. Sarà concordata la data del prossimo appuntamento: un pranzo in occasione della festività natalizia”. 4

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Quarenghi bella esperienza di vita Sior e siori, questo è il gruppo fantastico Veneto! Per un altro anno il gruppo giovanile della nostra regione non è passato inosservato e ha dato un buon contributo allo svolgimento del Seminario Quarenghi, arrivato ormai alla trentunesima edizione. La settimana è stata vissuta insieme, tra conferenze e momenti di condivisione nei gruppi, dove - attraverso l'ascolto e il dialogo - è uscito quel fiore che ognuno dei ragazzi ha in sè. Tra i più incisisi relatori della settimana, Ernesto Oliviero, fondatore del Sermig, una associazione che si occupa del recupero dei più emarginati e si batte per cambiare il mondo; poi il fantastico Giuseppe Anzani che ci ha portato un bellissimo racconto e spiegazione di come siano belli e diversi l'uomo e la donna. Sono intervenuti anche riguardo a queste tematiche il sociologo e fondatore di "Cogito et volo" Saverio Sgroi e lo psicologo Marco Scicchitano. In un battibaleno, purtroppo, la settimana è arrivata al termine, ma è stata un'occasione per riflettere e accostare tematiche che tendenzialmente noi ragazzi non avremmo modo di considerare, accompagnati da un gruppo Equipe formidabile nell'ascolto e nel supporto ai nostri quesiti Marino Pelosato (con Irene Pivetta resp. Giovani) Il tema di quest'anno verteva sull'importanza della famiglia, e sulla differenza tra uomo e donna, unici e irripetibili, ognuno con il proprio compito e funzione nella famiglia: "Per amare ed essere amato". Tanti anniversari per tante vite Il Movimento per la vita- Centro di aiuto alla vita di Mestre-Venezia ha celebrato sabato 11 ottobre il suo 35°. Il Centro di aiuto alla vita di Bassano celebrerà il suo 35° sabato 15 novembre. Vicenza ha celebrato il suo anniversario a Monte Berico insieme alla Guardia d'Onore, che ha regalato al Santuario un lampada votiva in onore dei caduti della Grande Guerra. 5

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Quante bugie… in pillole! Mercoledì 15 ottobre Avvenire ha pubblicato un intervento di Filippo Maria Boscia, Gian Luigi Gigli e Bruno Mozzanega, dal titolo Abortiva o no? Ecco la verità sulla pillola del giorno dopo. Lo riportiamo in alcuni passaggi essenziali. “Quando una donna ha un rapporto non protetto nel giorno che precede l’ovulazione (quello più fertile e con la massima frequenza di rapporti) e il giorno dopo ovula, può concepire entro 24 ore dall’ovulazione, essendo l’uovo disponibile per 24 ore. Il concepimento può avvenire quindi entro due giorni da quel rapporto. Sorge dunque un quesito: se EllaOne può essere assunta con efficacia costantemente superiore all’80% fino a cinque giorni dopo quel rapporto, e cioè fino a quattro giorni dopo l’ovulazione (avvenuta nel giorno successivo al rapporto), e tre giorni dopo il concepimento che ne fosse seguito, come può invocarsi un effetto anti-ovulatorio?” libere proprio in quanto informate, calpestare la libertà professionale dei medici, negare ai politici la possibilità di legiferare in base a conoscenze documentate e ai giudici la possibilità di giudicare rettamente. Mentire su questi temi è ancora più grave se a farlo è chi, per mandato, questa conoscenza dovrebbe invece garantire. I contraccettivi d’emergenza non prevengono l’ovulazione: quando vengono assunti nei giorni più fertili del ciclo mestruale, essi impediscono l’annidamento del figlio che fosse concepito. […] La letteratura medica ci dice.. che sia Norlevo sia EllaOne, quando vengono assunti nei giorni più fertili del ciclo, non hanno più alcun effetto sull’ovulazione: la loro efficacia è invece dovuta a un effetto antiannidamento” (come sottolinea in sintesi il documento che stiamo riportando e come argomenta più ampiamente Bruno Mozzanega nel suo volume Da vita a vita Società Editrice Universo, in particolare nel cap. 10). “Eppure l’Ema (European Medicines Agency, l’ente regolatorio europeo), l’Aifa (l’ente omologo per l’Italia) e le più note Società Scientifiche sostengono che questi farmaci agiscono soltanto prevenendo l’ovulazione. Non si può mentire su queste tematiche: è in gioco il rispetto per la vita umana dal suo inizio, valore cardine della nostra civiltà, fondamento della Costituzione e delle nostre leggi, della stessa 194 all’articolo 1 e, prima ancora, della legge 405/75 che alla «tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento» finalizza la procreazione responsabile. Disinformare su questi temi significa impedire alle singole persone di operare scelte Nella presa di posizione firmata Boscia, Gigli, Mozzanega è ovviamente difesa e giustificata (anche con numerosi riferimenti giuridici e costituzionali) l’obiezione di coscienza per quanto riguarda la prescrizione delle citate pillole. Obiezione in vario modo intimidita e ostacolata. Francesca Comacchio, Presidente del Cav di Vicenza, ci segnala ad esempio il caso (11 ottobre 2014) di Noventa vicentina, e la necessità da parte di Cav e Movimenti di solidarizzare con il personale medico obiettore. 6

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Aborto stress deprimente “Dare un nome al dolore - elaborazione del lutto per l'aborto di un figlio" è il titolo del libro di Benedetta Foà, appena uscito per i tipi di Effatà Editrice. La Dott.ssa Foà propone nel suo nuovo libro un percorso terapeutico scientificamente validato al fine di affrontare e risolvere le conseguenze psicologiche di una sofferenza che spesso è ancora taciuta: lo stress post-abortivo. Anna Fusina (che ringraziamo vivamente per aver messo a disposizione il testo) l’ha intervistata per vitanascente.blogspot.it. Riportiamo in questa e nella pagina seguente alcune importanti affermazioni fatte durante il colloquio dall’autrice del testo: “Attraverso l’accoglienza, l’ascolto empatico, l’astensione dal giudizio e la condivisione del dolore abbiamo percorso insieme un tratto del viaggio della vita con uno scopo preciso: uscire dal nero tunnel della depressione causata dal lutto irrisolto”. Il disagio-aborto è reale: “Il British Journal of Psychiatry ha presentato un nuovo studio, che costituisce ad oggi la più grande stima quantitativa disponibile nella letteratura mondiale relativamente ai rischi per la salute mentale associati all’aborto. Il campione della metanalisi ha compreso 22 studi e 877.181 partecipanti. Lo studio ha concluso che le donne che hanno subìto un aborto presentano un rischio maggiore dell’81% di avere problemi di salute mentale. E' stato inoltre dimostrato che quasi il 10% di incidenza di problemi di salute mentale può essere direttamente attribuibile all’aborto”. “La donna, dopo aver compiuto una scelta decisiva, pensa, erroneamente, di poter andare avanti come se l’evento aborto non fosse mai accaduto. Ma la coscienza, prima messa a tacere, si rifà viva. Infatti è proprio la morte del figlio che rende la donna consapevole del fatto che in precedenza il bambino era vivo; e che era un bambino, non un girino!”. “Tutte le madri che vengono a cercare aiuto per elaborare il lutto Saluti da Montesilvano Convegno nazionale Cav 7-9 novembre Gruppo veneto soffrono di quella che è stata individuata come la sindrome da stress post-aborto (PSA)”. Benedetta Foà parla a questo proposito di “scissione psichica, depressione, ansia, pianto continuo, incapacità a concentrarsi, umore irritabile, pensieri negativi, abuso di sostanze (sonniferi, ansiolitici, antidepressivi, droghe, alcool)”. 7

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Dopo l’aborto: che fare? L’autrice del testo “Dare un nome al dolore elaborazione del lutto per l'aborto di un figlio” segnala anche la "sindrome del sopravvissuto", “una sindrome da pochi studiata, di cui è stata teorizzata da tempo l'esistenza e della quale possiamo ben immaginare la vastità di proporzioni: i dati dicono che una famiglia su cinque nel mondo ha vissuto un aborto”. Infatti “è lecito chiedersi: cosa succede alla personafiglio sopravvissuto ad un aborto? I figli che ce l’hanno fatta e quindi sono venuti al mondo, come stanno? Come vivono nel profondo le relazioni con i genitori e con gli altri? […] Questi bambini sono afflitti dal senso di colpa per il fatto di essere vivi ed hanno problemi esistenziali originati da una domanda fondamentale, anche se non sempre consapevole: «Mamma, se ci fossi stato io al posto suo, avresti ucciso me?». Come difendersi? I bambini sanno che non possono sopravvivere senza genitori e di conseguenza faranno di tutto per compiacerli, anche a scapito delle loro scelte. In questo modo, i bimbi si rendono capri espiatori di se stessi per evitare di essere maltrattati o ignorati. A causa di questa situazione si pongono molteplici domande: “Come faccio a fidarmi di mia madre e di mio padre? Loro dicono di amarmi, ma cosa hanno fatto al fratellino? Allora che cos'è l’amore? Come è possibile credere all’amore dei genitori?” Questi dubbi sono un elemento di conflitto interiore e disturbano la crescita ed ogni progetto di vita: il senso di colpa paralizza la volontà in modo inconsapevole. Chi soffre in modo grave di questa sindrome non riesce a portare avanti la propria vita, non si realizza e resta come bloccato senza darsi ragione del perché”. Che fare, allora? Il metodo messo a punto dalla dott. Foà, ovvero il metodo “Centrato sul bambino” si fonda fra l’altro su queste considerazioni: “Per una madre è importante tanto prendersi cura del figlio quanto parlare di lui. Le ansie sono ancora più forti nelle donne che hanno abortito: non hanno mai visto il figlio e non possono parlare di lui con nessuno. Esprimere i sentimenti fino a quel momento negati attraverso l’utilizzo di oggetti, di scritti, d’incontri per mezzo di Esperienze Immaginative (Passerini 2009) è il punto nodale del metodo. Alla fine del percorso terapeutico, durante il quale il figlio abortito è stato finalmente ri-umanizzato mediante l'attribuzione di un nome e di un volto, è possibile esprimergli sentimenti di amore e infine lasciarlo andare. La necessità di lasciarlo andare è cruciale perché, dopo l’evento aborto, la mente e il cuore della donna e/o dell’uomo sono fissati sull’esperienza traumatica vissuta e sembra impossibile smettere di pensare al figlio perduto. Il metodo suddetto (che ha attualmente due modi diversi di messa in atto: singolarmente o in gruppo) ha infatti lo scopo di far intravedere il figlio mai visto - ma tanto pensato - fino a lasciarlo andare definitivamente e dirgli addio, nel modo più sereno possibile”. 8

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Legnago e Piove di Sacco: sempre in pista! Formazione Il Cav Legnago proporre ai volontari e aspiranti tali un corso di formazione articolato in tre momenti: un primo incontro sul significato dell’aiutare, seguito da una riflessione sugli scopi della relazione d’aiuto, e un ultima serata sugli stili comunicativi, con particolare attenzione per l’ascolto attivo. Gli incontri, ospitati presso la Domus Pacis di Legnago, giovedì 20 Novembre, giovedì 4 e 18 dicembre, saranno tenuti dal dott. Cristiano Pravadelli, psicologo, coach e formatore. Il corso è inserito all’interno del Progetto “Ti vengo a cercare”, realizzato con il sostegno del l CSV di Verona e della Banca Popolare di Verona, amici di Legnago nella loro efficace e curata newletter - ad un progetto denominato "Xmas 3” che ti permette di mettere sotto l’albero di natale un regalo che vale per tre! Facendo una donazione libera al Centro Aiuto Vita contribuirai al fabbisogno quotidiano di pannolini, latte in polvere e generi per la prima infanzia per i bambini seguiti dal cav. In cambio riceverai una cartolina (o più decidi tu) che potrai consegnare o spedire con il tuo messaggio di auguri alla persona a cui vuoi fare il regalo”. Collaborazione Il Movimento per la Vita- Invenzione “Quante volte siamo alla ricerca di regali nuovi, che rimangano nel cuore delle persone che lo ricevono. Ci sono delle opportunità con i regali solidali nelle nostre raccolte fondi, ma c'è qualcosa in più da quest'anno. Abbiamo pensato – ci dicono gli Centro di Aiuto alla vita di Piove di Sacco – riferisce la Presidente Luciana Pigazzi - ha visto finanziati dal “Fondo straordinario di solidarietà” della Fondazione Cariparo–Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con Diocesi di Padova,Camera di Commercio di Padova,Provincia di Padova,Fondazione Antonveneta,Diocesi di Adria-Rovigo, Diocesi di Chioggia, Consvipo, Camera di Commercio di Rovigo, Provincia di Rovigo, 3 progetti a favore di altrettante mamme che, ricevuto l’aiuto richiesto, hanno vissuto il passaggio da “assistite “ a “ collaboratrici”, prestando a fianco dei volontari attivi del Centro stesso la loro opera a favore di altre donne in difficoltà nel portare avanti una nuova gravidanza Tali esperienze sono state vissute con gioia e serenità e hanno permesso a queste donne di valorizzare la loro posizione in seno alla famiglia, di allargare la rete delle relazioni sociali e amicali con conseguente aumento di autostima e positiva percezione di sé. 9

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