Il Picchio di Torresina - mese di Novembre 2014

 

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Popular Pages


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Distribuzione gratuita Giornale di quartiere Anno 1 - Numero 10 - Novembre 2014 (Buon Compleanno, Scuola Andersen) 25 ANNI INSIEME di Andrea Pizzuti ono passati 25 anni dal quel fatidico giorno, il 6 ottobre del 1989, quando le Da sinistra: l’edificio scolastico, veduta dall’alto del complesso scolastico, nella maestre della scuola elementare Maffi entrarono per la prima volta nell'edificio di via del Podere Trieste a Quartaccio. Sedie, banchi, lavagne erano stati trasportati dai genitori pochi giorni prima, prendendoli un po’ qua e un po’ là nelle scuole vicine e non solo. Segue a pag. 8 S Da sinistra: a lezione con la L.I.M., le attività creative ed i lavori degli alunni. (fonte: https://it-it.facebook.com/pages/Noi-della-Scuola-dellInfanzia-Andersen).

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina L’angolo della Poesia RICORDO buon ricordo non si sciupa, ti aiuta a vivere per tutta la vita. Come per incanto riaffiora ogni qualvolta che lo chiami. Fa sorridere un cuore spento, ti sazia di serenità. Ti fa amare chi non conosci. Ti fa trovare la strada con tanta luce. Un buon ricordo Ti fa dimenticare che il tempo vola. Alzi gli occhi al cielo Senti che il mondo ti sorride, pur sapendo Che la vita terrena, non è eterna. HO SCESO, DANDOTI IL BRACCIO, ALMENO UN MILIONE DI SCALE Un Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono Le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. LUCIANA BERTINI EUGENIO MONTALE A TE CHE TE NE VAI...... he strano, in questi momenti il passato che si e' accantonato per anni, viene a galla, e fatti negativi o belli, rivivono come in un film antico. Ricordi di gioventù rivivono come se fosse passato un attimo, carezze, schiaffi, baci o abbracci rari, tornano come fulmini nel buio della notte. Ti accorgi di quante volte hai trascurato qualcuno che in fondo amavi, di quando sentivi il desiderio di abbracciare qualcuno ma ti trattenevi per timidezza o per orgoglio, perdendo un attimo di felicita' che non tornera' più. Che brutto guardare il passato delle persone e non poter modificare le azioni, le parole. Dovremmo pensare prima ai nostri comportamenti, alle parole che si dicono con l'ira e non col cuore. A volte basta poco per essere quello che veramente siamo, far battere il nostro cuore all'unisono con la nostra mente ci ridarebbe la comprensione degli altri e l'affetto delle persone care. Non sprecare il tempo, il poco tempo che la vita ci offre. Un figlio... CARMINI ALFREDO C I COSTI DI STAMPA DEL GIORNALE SONO STATI SOSTENUTI ANCHE CON LE DONAZIONI DI: 2 LA REDAZIONE ED I SUOI LETTORI RINGRAZIANO.

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La Natura difende e protegge con cura i suoi tesori. Perché noi non siamo capaci di fare altrettanto e ci preoccupiamo solo di distruggerli?? Sommario NOVEMBRE 2014 Rubriche 2 5 5 5 7 10 11 13 13 14 15 25 ANNI INSIEME 1 4 STAZIONE DI OTTAVIA P.D.Z B 49 PIANSACCOCCIA 6 COMUNICAZIONE DISTORTA 9 11 IL NIDO IN FAMIGLIA PER NON PERDERE CIO' CHE ANCORA SI DEVE CONQUISTARE 12 L’angolo della Poesia Roma...in pillole News dalla Parrocchia di S. Faustina Kowalska Condoglianze News dal Comitato di Quartiere Torresina Intervista a...Alessandro Ciattaglia News dalla Redazione del Picchio Intervista a...Stefania Portaro Cucinati per Voi Letti per voi Tra le righe leggendo Trilussa Diventa anche tu “Amico del Picchio di Torresina” su Facebook” Rileggici su TORRESINA.NET-Archivio delle edizioni Dal 2007 ad oggi siamo qui ! Dopo la lettura, “il Picchio” ti invita a gettare il giornale negli appositi cassonetti per la carta, perché “il Picchio” è a fav or e della r accolta differenziata. Dove posso trovare ogni mese la mia copia de “ll picchio di torresina” ? T u t t i i n e go z i e g l i s t u d i Via Federico Borromeo, 67 professionali di Torresina Biblioteca Casa del Parco Tutti gli inserzionisti esterni di Via della Pineta. Sacchetti, 78 Le Edicole Via Torrevecchia Centro anziani Torrevecchia 87-239-348 Monte Mario - Primavalle Negozi di Via Pietro Gasparri 71-73 AMA di Torrevecchia Alcuni negozi di Via Pietro Maffi Santa Maria della Pietà: Alcuni negozi di Via Torrevecchia •Uffici Municipali pad. 29-30-31 e Largo Arturo Donaggio •Padiglioni 13, 26 e 32 Le Edicole di Via Pietro Maffi •Centro Antea - Atletica Monte Mario Alcuni negozi di Via Andersen Scuola di Via Andersen Municipio 19° di Via Mattia Battistini Bar di Via Vittorio Montiglio, 21 XIX Gruppo VVUU Via F. Borromeo Bar di Largo Millesimo La Biblioteca Basaglia Mercato Rionale di Via Pasquale II° Anno 1 - Numero 10 Novembre 2014 Regr. Tribunale di Roma n. 306 del 27 dicembre 2013 (già n. 559 del 17 dicembre 2007) SEDE: Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma EDITORE: Associazione di Promozione Sociale “Noi di Torresina Onlus”-Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma Cellulari: 3387078816 - 3396531743. e-mail: ilpicchioditorresina@yahoo.it DIRETTORE RESPONSABILE: Jean-Luc Giorda CAPO REDATTORE: Stefania Giannetto IN REDAZIONE: Marcella Speranza, Daniela Moretti, Roberto Delle Case, Cinzia Pezzola, Antonio Picciau, Antonella Salerno, Antonio Di S i e r o , A n t o n e l l a Longobardi. IMPAGINAZIONE, PROGETTO GRAFICO-EDITORIALE, PUBBLICITARIO, GESTIONE INTERNET: Roberto Delle Case. HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Andrea Pizzuti, Luciana Bertini, Eugenio Montale, Carmini Alfredo, Diego Cruciani, Delizia Mazzotti, Invitiamo tutti i lettori che vogliono scrivere articoli, poesie, dediche o che Andrea Delle Case, Sonia Migliaccio, Giantonino vogliono raccontare momenti di vita, lagnandosi o ringraziando, ad inviarci i Ianitusi, Roberto Ciavarro. STAMPATO PRESSO: Tipografia River Press Group S.r.l. Via Menalca 30 - tel. & fax: 062294420 - 062295925 e-mail: rpg@mclink.it. loro elaborati presso ilpicchioditorresina@yahoo.it, oppure lasciando i loro scritti dal giocattolaio NUVOLONI , Via Pietro Maffi 28/32, da ROBERTO il tabaccaio di Viale I. Montanelli, o all' EDICOLA VIDI di Viale Montanelli. Questo numero è stato chiuso in redazione il 05/11/2014. Gli scritti dovranno essere accompagnati dalla firma dell'autore (che potrà L'associazione “Noi di Torresina onlus” scegliere di non essere citato sul giornale, ma apparire solo con le iniziali o un ringrazia tuti gli inserzionisti e tutti coloro che con le nomignolo) e un recapito telefonico. loro donazioni ci permettono di pubblicare il Picchio. 3

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina Dalla Redazione STAZIONE DI OTTAVIA UN LOCALE INUTILIZZATO DIVENTA PRIMO SPAZIO CULTURALE DELLA NOSTRA PERIFERIA “La bellezza salverà il mondo” Proprio le Scuole saranno coinvolte con la possibilità di realizzare a piedi delle gite a costo zero. er molti questa affermazione resterà un’utopia di In un momento di crisi non possiamo caricare le famiglie Dostoevskij ma ci sono casi, come quello della Stazione di ulteriori spese ma dobbiamo, al tempo stesso, garantire di Ottavia, dove tutto ciò ha preso vita. degli stimoli culturali alle nuove generazioni e a tutti A Ottavia si è compiuta un’opera di riqualificazione i cittadini dei nostri quartieri.” senza precedenti, grazie all’idea dell’Assessore alla Cultura del Municipio XIV Marco Della Porta, di destinare ad uso culturale un locale inutilizzato della stazione. L’evento, sviluppatosi grazie al sostegno di Rete Ferroviaria Italiana, è il primo passo del progetto Nuovi Quartieri che vede nella cultura uno strumento fondamentale per riqualificare e cambiare volto alla nostra città. Il nuovo spazio ha preso vita s a b a t o 1 1 o t t o b r e co n l’inaugurazione di PASSENGERS: mostra collettiva di artisti e architetti, residenti nei nostri quartieri, che hanno riempito RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: lo spazio vuoto con opere e installazioni permanenti. La mostra, a cura di Simona Sarti e del Movimento Artisti Arte Per, rientrava nella X Giornata del Contemporaneo pr omo ssa da AM ACI e d ha registrato un grande successo di pubblico sia all’apertura che durante l’intera se ttiman a in cu i è stato possibile visitarla in orario pomeridiano. ‘’Realizzare nella Stazione di Ottavia il primo spazio culturale del territorio rientra nell’inedito progetto Nuovi Quartieri che vede nella cultura uno strumento fondamentale per trasformare le nostre periferie – racconta l’Assessore Marco Della Porta – La Stazione di Ottavia è stata scelta anche e soprattutto per la sua vicinanza con le Scuole. 4 P

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di Diego Cruciani IL CAMPIDOGLIO chi volesse fare un po' d'esercizio si può ricordare che a Roma ci sono sette colli su cui salire e da cui scendere, con evidente beneficio per il fisico. Si può cominciare da quel colle il cui nome antico è più famoso nel mondo, visto che fra l'altro negli Stati Uniti d'America, sia il Congresso (parlamento) federale che i governatorati dei cinquanta stati federati vengono chiamati “Capitol”, ossia Capitolino, appunto il nome antico del Campidoglio. Fu la prima fortezza della città. Nei giardini, in cima al colle, si vede ancora un pezzo delle mura del tempo dei sette re di Roma, vicino alla copia dell'antichissimo simbolo cittadino della Lupa Capitolina che allatta Romolo e Remo (ora ce n'è lì accanto anche una versione in siepe di mortella, oltre naturalmente all'originale dentro ai Musei Capitolini). Gli antichi assedi più famosi sono ricordati dalla ripida Rupe Tarpea, verso via del Teatro Marcello, dal nome della leggendaria traditrice che avrebbe fatto entrare di nascosto i Sabini, furiosi per il rapimento delle loro donne, e dall'attuale bellissima chiesa dell'Ara Coeli costruita sopra il tempio di Giunone, le cui oche sacre A del Campidoglio, s'accorsero dei Galli che scalavano le mura di notte. L'antico tempio di Giove sul Campidoglio, era talmente grande che i marinai romani lo vedevano da lontano risalendo il Tevere da Ostia. Le impressionanti rovine del tempio sono dentro ai Musei Capitolini e se ne vede una parte attraverso una vetrata sul retro dei Musei. Da quasi otto secoli il Campidoglio è la sede del Comune di Roma. Il primo insediamento scatenò un assalto guidato dal Papa in persona, Lucio II, che morì per le ferite riportate in battaglia sul colle. Così i Papi finirono per adattarsi e, fra i due e i tre secoli dopo, donarono al Comune le meravigliose statue antiche e gli edifici di Michelangelo che ne fanno il Municipio più bello del mondo (per di più con il più antico Museo aperto al pubblico). Oggi fa ridere pensare che lì dove molti vanno a sposarsi, di fianco alla statua dell'imperatore filosofo Marco Aurelio (al solito una copia dell'originale sta nei Musei), c'era l'Asylum, ossia il rifugio in cui secondo la leggenda Romolo, primo Re di Roma, avrebbe accolto tutti i ricercati per furto e omicidio allo scopo di popolare la nuova città. Forse questo spiega tante cose. Da sopra: ricostruzione del Colle dalla nascita di Roma, alla sua fortificazione, al suo massimo splendore, fino all’epoca odierna. NEWS DALLA PARROCCHIA DI S. FAUSTINA KOVALSKA Orario delle S. Messe Chiesa di Mazzalupo: Via Dronero 9 FERIALE: ore18.30 - Domenica: ore 8.00, ore 10.00 e ore 11.30 Chiesa di Torresina: Viale Indro Montanelli 7 FERIALE: ore18.30 - Domenica: ore 10.00, ore 11.30 e ore 18. 30 Chiesa di Quartaccio: Via Thomas Mann 20 FERIALE: ore 18.00 - Domenica: ore 10.30 Orario Ufficio Parrocchiale Mazzalupo: dal Lunedì al Sabato dalle 16.30 alle 19.00 Torresina: dal Lunedì al Sabato dalle 16.30 alle 19.00 Quartaccio: dal Lunedì al Sabato dalle 16.00 alle 18.30 PARROCCHIA SANTA FAUSTINA KOWALSKA DELLA DIVINA MISERICORDIA (MAZZALUPO – QUARTACCIO – TORRESINA) Via Dronero 9 – 00166 Roma Cell. 339-2369622 Tel/Fax 06-6240902 Padre Walter: Telefono 339-2369622 e-mail: waltermorini@libero.it CONDOGLIANZE 5 Novembre 2014 è venuta a mancare Marina Paolini, cittadina di Torresina, sorella del caro Massimo. Vogliamo credere che Marina si trovi in un mondo più sereno, che ci guardi da lontano; vogliamo stringerci con affetto a Massimo, per fargli sentire che in questo doloroso momento siamo tutti vicini a lui. Comitato di quartiere Torresina, Redazione del Picchio, amici e conoscenti. Il 5

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di Delizia Mazzotti- Laboratorio La Cacciarella P. D.Z B 49 PIANSACCOCCIA D ire “abito a Piansaccoccia” suscita in noi sempre un po’ d’imbarazzo, a causa di quel gioco di parole inevitabile che assomiglia ad un destino segnato. Il nostro è il piano di zona B49 Piansaccoccia, uno di quei tipici progetti di “edilizia agevolata” che, se pur pianificati, sono stati lasciati a metà. Una trentina di palazzine che dalla Braccianense si sviluppano all’interno di una campagna splendida, una zona di alto valore paesaggistico, a cui l’unico riguardo accordato è stato di mantenere gli edifici bassi, anche se in questo modo sono lievitati tutti i costi delle opere di urbanizzazione! Il copione è classico: prima le case poi… chissà! Ed in fatti so no ann i che aspettiamo il completamento delle opere secondarie, ma alle r iun ion i di zo n a con gli amministratori abbiamo scoperto di essere paradossalmente “dei privilegiati”, quando abbiamo capito che da anni le vecchie borgate aspettano fogne, acqua, depuratori! Nonostante siano stati versati tutti gli oneri concessori, siamo ancora in attesa delle strade e dei marciapiedi, per grovigli burocratici e astuzie varie dei costruttori e non tutti i servizi avranno copertura economica: per avere un quartiere vero dovremo aspettare ancora altre cubature, in quell'odiosa rincorsa di cemento che chiama cemento. I problemi delle periferie sono diver si ma le n e cessità de i cittadini sono sempre le 6 stesse, così anche noi stiamo vivendo le stesse battaglie che i pionieri di Torresina si sono trovati ad affrontare. Ma ci assomigliamo anche per altro: a noi non basta batterci per avere ciò che ci spetta, sappiamo anche rimboccarci le maniche e promuovere, con il lavoro volontario, azioni per migliorare la nostra vita. Molteplici sono le iniziative che abbiamo avviato per pe rme tter e ai re side nti di conoscersi e di prendersi cura del proprio quartiere: dalle gior n ate di pulizia, al concorso fotografico, dalla piccola cassetta di book-crossing, alla bacheca, alle feste di strada. In particolare questa estate, in una zona abbandonata destinata a parcheggio, ci siamo inventati una piazza (che chissà perché i progettisti non hanno previsto neppure sulla carta!), cominciando a costruire uno spazio urbano per i residenti di ogni età, un primo tassello che ci faccia uscire dalla triste dimensione del “quartiere dormitorio” e ci dia il piacere di vivere in una zona curata e accogliente. Ed è stato lì, in una bella festa d’estate, tra stornelli e fagioli, che il Comitato e il Picchio di Torresina hanno raccolto il nostro invito e ci sono venuti a conoscere. Molto abbiamo in comune, ma più di tutto condividiamo lo stesso desiderio di inventarci un altro modo di vivere in periferia: chissà che alla fine non ce lo invidino dal centro della città!

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NEWS dal Comitato di Quartiere “Torresina” PER FARE IL PARCO, CI VUOLE L’ALBERO… Sabato 22 novembre avrà luogo a Torresina la Festa dell’Albero durante la quale i bambini della zona saranno coinvolti nella piantumazione di nuovi alberi all’interno del Parco di viale Montanelli. Patrocinata dal Municipio Roma XIV, l’iniziativa è realizzata dal Comitato Torresina in collaborazione con il Circolo Ecoidea di Legambiente, il Gruppo Scout Agesci Roma 122 e la scuola elementare Andersen. un invito alla lettura con una sua formula magica: “ Chi vuole porta, chi vuole prende, ma si può anche solo prendere o portare, tutto completamente gratuito”. Curata dal Comitato Torresina, in collaborazione con le associazioni H2 e Scaffali, si basa sul libero scambio di libri. Il BOX Libera Libri sarà aperto: LUNEDì (17.00-19.00), MARTEDI’, MERCOLEDI’ e GIOVEDI’ (10.00-12.00 e 17.00-19.00), VENERDì ( 17.00-19.00), DOMENICHE dispari (ore 10.30 -12.30). RACCOLTA DOMENICALE INGOMBRANTI. Domenica 9 novembre ultimo appuntamento dell’anno BIBLIOCABINA. La Bibliocabina vi aspetta nel Parco di con l’iniziativa “Il tuo quartiere non è una discarica” . Torresina tutti i giorni, dall’alba al tramonto (segue Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 nel parcheggio di via Andrea l’orario di apertura del Parco). Valgono le stesse regole Barbato. Nel Municipio Roma XIV, con lo stesso orario, del Libera Libri, ma per permettere a tutti di leggere oltre al Centro di Raccolta di via Battistini 537, sarà attiva un libro, se ne può prendere solo uno alla volta. anche l’ecostazione in via Casal del Marmo 212 Ama ricorda che sono quotidianamente a disposizione TORRESINA NEL CUORE. E’ stata prorogata a lunedì 1 Dicembre la scadenza del dei cittadini altri due canali per Bando per il reclutamento di INVITO disfarsi gratuitamente dei rifiuti nuovi Volontari per il servizio di ingombranti, elettrici ed elettronici, In occasione della cardio protezione di quartiere. che non devono e non possono “Festa degli Alberi” I corsi sono curati dall’Acaya essere assolutamente conferiti Il Comitato di quartiere Consulting e viene rilasciata nei cassonetti stradali: i 13 centri T o r r e s i n a c o n l a certificazione internazionale a di raccolta aziendali aperti tutti i collaborazione del Municipio XIV , cu r a de ll’Ame r ican He ar t giorni, il più vicino dei quali è il Circolo Ecoidea Legambiente , la scuola Association. Gli interessati Centro di Via Mattia Battistini 537. Apertura: dal LUNEDI’ al SABATO elementare Andersen e il gruppo Scout devono compilare ed inviare il ore 7.00-12.00 e 14.00-19.00; A g e s c i R o m a 1 2 2 , o r g a n i z z a n o i l modulo presente sul sito DOMENICA e FESTIVI ore 7.00-13.00. 2 2 N O V E M B R E 2 0 1 4 , l ’ e v e n t o www.cuore.torresina.net . Puoi consegnare gratuitamente: “Per fare un parco, ci vuole un albero ”. P er par te cipar e al co r so è L’evento ha tra gli obiettivi, quello di prevista una piccola partecipazione Apparati elettronici, Batterie promuovere tra le giovani generazioni, la alle spese. Il prossimo corso si al piombo, Carta e cartone, terrà a gennaio 2015. Consumabili da stampa, Farmaci conoscenza e il rispetto per la natura. scaduti, Grandi elettrodomestici, Appuntamento sabato 22 novembre dalle Inerti/Calcinacci, Ingombranti, ore 9,30, presso il Parco di Torresina : saranno piantumati gli alberi disponibili. INFO. Legno, Metalli, Neon, Oli vegetali, Ogni albero verrà adottato da un gruppo di Potete contattarci attraverso Pile, Termometri, Vernici e solventi. “Baby-volontari” che da quel momento se l’indirizzo mail: comitatotorresina LIBERA LIBRI vi aspetta al Box al piano ne prenderà cura. Su ogni albero verrà @g m ai l .c o m o ppu re per interrato del Centro Commerciale attaccata una targhetta con i nomi dei segnalazioni urgenti chiamare Torresina con un nuovo appuntamento: bambini adottanti. Seguirà una piccola dir ettame n te i con siglie r i i grazie al prezioso contributo dei lezione di botanica, durante la quale saranno cui numeri sono reperibili pagina web volontari, ora è aperto anche il presentate le specificità delle piante appena s u l l a www.torresina.net/comitatotorresina. m e s s e a d i m o r a e a l t e r m i n e t u t t i i mercoledì; l'iniziativa è arrivata a Torresina lo scorso anno ed è partecipanti faranno una merenda assieme. GRAZIE 7

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Segue da pag. 1 - 25 ANNI INSIEME Nella scuola c'era la presenza costante delle mamme, che avevano voluto così fortemente la scuola nel quartiere da occupare l'edificio destinato a liceo pedagogico e a costringere la direttrice della vicina scuola Maffi a fornire le insegnanti per cominciare. D'altra parte, come dargli torto? Il quartiere, di nuova costruzione, non aveva collegamento autobus con la Torrevecchia e le mamme erano costrette a portare i bambini alla Pavese o alla Maffi a piedi o in macchina. Avevano provato anche a organizzare un servizio navetta privato per accompagnarli, ma era una spesa in più, non sostenibile da tutti. Vivere accanto un edificio vuoto era proprio un affronto, e se gran parte delle case erano state occupate, perché non anche la scuola? In fondo, non è un diritto sancito dalla costituzione? Per diversi anni l'associazione Vivere a Quartaccio, espressione dell'attivismo del quartiere, conserverà una sede all'interno della scuola, considerandola un a sua creatura. I primi 15 anni sono stati molto difficili: i bambini vivevano con sofferenza i problemi delle famiglie di appartenenza, legati ai conflitti tra famiglie di occupanti e assegnatari e allo spaccio della droga. Capimmo subito che la didattica non poteva essere tradizionale, e inventammo decine di laboratori, dal giornalino alla riparazione di biciclette, per dare a ogni bambino la possibilità di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Sembrerà strano, ma in una ricerca personale fatta su una quinta inizio anni 2000, la percentuale di iscritti all'università superava il 20%, oltre il dato nazionale. Poi vennero gli anni 2000 e il ridimensionamento degli istituti scolastici: la scuola Andersen passò a formare l'Istituto Comprensivo Pio la Torre e ci trovammo a confrontarci con realtà meno omogenee della Maffi. Iniziarono alcuni interventi del comune nel quartiere e cominciammo a collaborare con questi laboratori che continuavano anche in strada. D'altra parte ora l'istituto copriva la fascia di età dalla materna alle medie, quindi si cercò, senza risultato, di costruire una rete territoriale delle risorse. Con la preside Farina cominciò l'esperienza del Polo Intermundia, il primo passo verso una serie di interventi strutturati della scuola che andassero oltre l'orario scolastico. Poi arrivò il 2008 e la Gelmini. Cominciarono gli anni bui di un progressivo impoverimento della scuola pubblica: non che ci fossero molte risorse prima, ma in quegli anni vennero tagliati quasi 8 miliardi di investimenti e le conseguenze pesano tutt'ora. Eppure proprio in quegli anni cominciò la ripresa della scuola Andersen: capimmo che per aiutare i ragazzi più in difficoltà bisognava uscire dall'idea della scuola ghetto, che per molti aveva rappresentato un idea identitaria. Capimmo che bisognava prima di tutto costruire una scuola di qualità, non potevano essere una giustificazione i problemi di apprendimento, per ridurre il programma. Per migliorare l'offerta formativa, era necessario intercettare i nuovi flussi abitativi e quindi collaborare con loro per migliorare il quartiere. La scuola è una risorsa centrale della qualità della vita di un territorio. Non mi stancherò mai di ringraziare il comitato di Torresina per la collaborazione di questi ultimi anni. Segue a pag. successiva Da sopra: le aule e a seguire, l’attività didattica e creativa della scuola (fonte: https://it-it.facebook.com/pages/Noi-della-Scuola-dellInfanzia-Andersen). 8

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Segue da pag. precedente L'istituzione di una nuova sezione della scuola Andersen: è una notizia che non può che far piacere dell'infanzia comunale ci ha sicuramente dato una ad un territorio che ha grandissimi problemi di viabilità. mano: da un paio d'anni le classi sono in crescita. I problemi organizzativi sono complessi, ma siamo Ma questo non sarebbe stato possibile se non si fosse fiduciosi che si possa trovare una soluzione che venga formato quel legame di fiducia e di collaborazione tra incontro alle esigenze del quartiere. insegnanti e genitori, che ha trovato Quel giorno, il 6 ottobre del 1989, compimento nella formazione del i genitori di Quartaccio hanno Comitato Genitori dell'Istituto Pio costruito un pezzo di storia del la Torre. quartiere; sta ad altri genitori, La sua caparbietà, il suo attivismo insieme agli insegnanti, continuare è diventato un punto di riferimento quel coraggioso percorso di anche per le figure istituzionali del miglioramento, per rendere questa nostro municipio, che intendono scuola sempre più accogliente e collaborare con il comitato per sempre più qualificata, combattendo aprire le scuole nel territorio oltre il degrado e l'incuria di chi non l'orario scolastico. vuol cambiare le cose, per ignavia La storia non è finita: il presidente o indifferenza. del municipio, inaugurando l'anno Ma dobbiamo farlo insieme, scolastico, ha promesso l'apertura perché tutti si possano riconoscere L’importanza della scuola dell’infanzia. (fonte: Anonimo) della scuola media nel plesso e partecipare a questo percorso. di Andrea Delle Case COMUNICAZIONE DISTORTA e in alcuni casi “pubblicizzano” casi di omicidio. Durante il corso degli anni è stato provato da diversi psicologi, come tutto questo sangue generi a sua volta altro sangue. Un altro caso di cui si potrebbe parlare, è rappresentato dalle serie Tv (che in quest’ultimi anni sono spuntate come funghi). Quest’ultime non fanno altro che far accettare all’individuo situazioni al limite del normale. Tramite l’utilizzo dei cosiddetti “episodi” lo spettatore, puntata dopo puntata, si cala nel personaggio vivendo le sue emozioni, i suoi traumi, le sue problematiche, arrivando in alcuni casi a depersonalizzarsi. Un concetto che fa paura, perché l’individuo assimila comportamenti e linguaggi di un determinato protagonista, tanto da riutilizzarli anche in modo malsano nella società. Un altro ruolo fondamentale di questa “guerra silenziosa”, è svolto dalla pubblicità. Spot con linguaggi “bambineschi” e messaggi subliminali, abbagliano costantemente la nostra vita quotidiana, promuovendo stili di vita che spesso vanno al di là della soglia della normalità, facendoci credere che siamo noi a scegliere, quando molto spesso è il sistema che sceglie per noi. Diventiamo piccoli burattini, di un teatro scialbo e privo di ogni logica. E più si va avanti, più la comunicazione prende nuove forme e più il “gioco” diventa pericoloso. Come dipingeva il celebre pittore spagnolo, Francisco Goya “il sonno della ragione genera mostri”. E in buona parte l’hanno già fatto. 9 “Viviamo in un mondo frammentario, dove l’individuo è Durante l’arco della settimana i telegiornali, il cui ruolo perso e questo si riflette sul modo di fare informazione”. sarebbe quello di informare la popolazione, mostrano La citazione precedente è una frase di uno spot del programma “In Mezz’ora”, in onda su Rai 3 di qualche anno fa. La frase è più veritiera che mai e rispecchia totalmente il mondo e il modo in cui viviamo, dove ogni giorno si attua una vera e propria “Guerra Psicologica”. Questo termine è stato utilizzato per la prima volta durante la Seconda Guerra Mondiale con il nome inglese di PSYOPS (Operazioni Psicologiche) e consiste nell’uso di propaganda e altre azioni psicologiche, atte ad influenzare comportamenti, opinioni e atteggiamenti di masse ostili per il conseguimento di obiettivi nazionali. Un tipo di guerra subdola e infima perché non mira a distruggere, ma il suo vero obiettivo è assoggettare gli individui, controllarne le sfere emozionali e farli vivere secondo il “credo” di chi utilizza questa tecnica. Nella società odierna, questo tipo di manovre sono largamente utilizzate e abusate, specialmente dai Mass Media. Vi siete mai chiesti come questi nuovi mezzi di comunicazione, distorcono la nostra idea di realtà? Attraverso l’utilizzo di realtà fittizie, di cui non ci accorgiamo minimamente che sono false, in quanto ne siamo in gran parte succubi. Analizzando il palinsesto televisivo, non si può dar torto a Karl Popper che definiva la Tv come un mezzo di comunicazione dal potere incontrollato, capace di immettere nella società ingenti dosi di violenza.

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di Marcella Speranza Intervista ad... Alessandro CIATTAGLIA Vice Presidente Commissione Urbanistica e Mobilità del Municipio 14 Gli autobus, costretti spesso a sostare in parte sulla carreggiata a causa delle auto in divieto di sosta, rendono pericoloso e non funzionale il capolinea. E' evidente che questa soluzione non possa ritenersi ottimale. Per quanto riguarda un collegamento con il versante nord, conosciamo perfettamente la richiesta del Comitato di quartiere e l’importante raccolta di firme in tal senso, ma al momento non è stato possibile ottenere nuove linee. D.: Il mese scorso abbiamo pubblicato una tabella con Cercheremo, valutando le risorse a disposizione, di l’indicazione delle linee soppresse e quelle che hanno riuscire a garantire il collegamento o comunque ad adottare soluzioni che lo favoriscano. subito modifiche. Il 46/ non appare. Che fine farà l’unico mezzo che serve Torresina? D.: Come ha inciso il Comitato di quartiere sulle R.: Il 46/ è una linea afferente al deposito di Portonaccio, decisioni prese dall’Atac e dal Municipio su queste le tabelle che sono state pubblicate sono relative alle modifiche? linee che si attestano al deposito di Grottarossa e che interessano anch'esse il nostro territorio. L’Agenzia della R.: Sia il C.d.Q. che i cittadini, nel corso del tempo hanno Mobilità (AG) ha deciso di avviare la revisione del piano di inoltrato al Municipio varie richieste di potenziamento e trasporto pubblico, deposito per deposito. E’ un percorso di miglioramento del servizio pubblico locale. che sta, ormai, per terminare. Le linee afferenti a Le segnalazioni e i contributi che il Municipio ha acquisito in Portonaccio che interessano il nostro municipio sono il sede di commissione di mobilità, a cui sono stati invitati 916 e il 46/, hanno subito modifiche attuate il 20 luglio tutti i C.d.Q. e tutte le associazioni del territorio, sono scorso. La linea 46/, che prima attestava al capolinea di state prontamente inoltrate all’Agenzia Mobilità, ben Via Paola e raggiungeva il centro storico, ora invece si sapendo che in quel momento era in fase di progettazione il nuovo piano… Il progetto è stato redatto unicamente attesta a Battistini. dall’Agenzia e ricevuto dal Municipio che ha provveduto attraverso una specifica Delibera di Consiglio, a presentare D.:Perché questa scelta? R.: L’input dell’Assessore di Roma Capitale Improta è le opportune osservazioni. stato quello di procedere ad una forte revisione del trasporto pubblico locale (TPL) al fine di risanare l'enorme D.: Cosa possiamo aspettarci nell’immediato futuro. disavanzo di bilancio della municipalizzata ATAC, Noi vogliamo che anche i nostri diritti siano rispettati, intervenendo sugli sprechi, i costi superflui e le linee stiamo perdendo la pazienza… Vogliamo solo un sovrapposte, cercando di ottenere risorse da reinvestire trasporto pubblico utile e decente, oggi non lo è. successivamente ad una prima fase di assestamento. R. Siamo di fronte ad una revisione storica, che non era La revisione ha riguardato proprio il 46/ che percorreva mai stata fatta in passato. In futuro, anche in previsione dell’attuazione del Piano Generale Traffico Urbano, ci per buona parte, lo stesso percorso del 46. E’ stato deciso di tagliare questa sovrapposizione e limitare aspettiamo una serie di interventi per migliorare il servizio e le corse a Battistini. Si è risposto anche ad un altro principio: renderlo veramente efficiente. Dove sono stati provocati facilitare la coincidenza tra le linee di superficie, la Metro e dei disagi, cercheremo di intervenire con le risorse che FL3. Il 46/ ha adempiuto a questo compito: collega un l’Agenzia ci metterà a disposizione. Sarà un lavoro che faremo assieme, cittadini e Amministrazione Municipale quartiere periferico con la Metro. La limitazione del percorso dovrebbe garantire, però, un e riapriremo di nuovo un tavolo di lavoro in Commissione migliore servizio perché un percorso più lungo comporta per garantire la massima partecipazione. più fattori di rischio e cadute di servizio. La linea 916 è D.: Da circa due anni, sono state promesse due fermate stata invece modificata razionalizzando il suo percorso. del 46/ per favorire gli abitanti di Torresina 2. un paio di mesi il 46/, che già tante preoccupazioni ha dato ai cittadini di Torresina, non arriva più a Via Paola. Percorso più breve = maggiore frequenza. NO! Si aspetta sempre di più. I cittadini sono smarriti. Ho incontrato il Consigliere municipale Alessandro Ciattaglia per avere notizie. D.: Con un percorso più breve, infatti, ci si aspettava un servizio più frequente e più puntuale e soprattutto che a Torresina venisse finalmente accordata una linea verso nord, chiesta da alcuni anni, anche con la presentazione di circa 3000 firme: finora niente di tutto ciò, anzi le attese del 46/ (abbiamo solo questo!) si sono allungate. Perché? R.: Si, si possono ottenere miglioramenti sulla linea, bisogna avere un po’ di pazienza e lavoreremo per ottenerli impiegando gli investimenti attesi dopo il termine della revisione che si concluderà a gennaio. La scelta dell’attestazione a Battistini, già coincidente con il servizio notturno, ha comportato un’ulteriore inconveniente: durante il giorno è fortemente condizionato dal traffico di zona. 10 Credo che non sia una cosa troppo onerosa, cosa può dirci? R.: Le due fermate, sollecitate dal C.d.Q. e richieste dal Municipio all’AG, sono in corso di valutazione. Le fermate, che agevolerebbero l’accesso al trasporto pubblico degli abitanti di Torresina 2, che al momento devono percorrere un lungo tragitto per accedervi, hanno buona possibilità che vengano installate in tempi brevi. La collocazione è prevista su Via Torresina, davanti al parco. Stiamo seguendo l’iter, cercando di velocizzare l’operazione. Grazie! Spero di incontrarla presto, magari su un autobus veloce e utile. Lo spero anch’io e spero che arrivi presto questo giorno. Da

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di Sonia M. UN’ALTERNATIVA AL NIDO TRADIZIONALE Il bambino è insieme una speranza Una mamma e/o educatrice ospiterà e una promessa per l’umanità. nella propria abitazione, arredata a misura di bambino, bimbi di età (Maria Montessori) compresa dai 3 mesi ai 3 anni, per un massimo di 6 ospiti. he cosa è un nido in famiglia? Sono diverse le Associazioni che Questa è la domanda che ogni supportano le mamme e/o educatrici in mamma e papà si pongono ogni volta tutto l’iter progettuale, assicurativo che se ne parla! e amministrativo relativo alla apertura Il nido in famiglia è un servizio del proprio nido familiare. complementare al comune nido In seguito, viene fornito un continuo d’infanzia, che garantisce un’elevata supporto attraverso personale qualificato: personalizzazione del servizio e la dal pedagogista, agli psicologi massima flessibilità negli orari , dell’infanzia, i nutrizionisti e i pediatri. caratteristiche che rispondono alle Infine i corsi di aggiornamento ed i esigenze dei genitori moderni e non monitoraggi effettuati mantengono i sempre sono soddisfatte in un asilo classico. livelli di sicurezza e professionalità Il modello Tagesmutter (mamma di all’interno di tutti i nidi familiari. giorno) nasce negli anni 60 nel nord I vantaggi del nido in famiglia dell'Europa, e alla fine degli anni 90, - L'inserimento avviene in qualsiasi raggiunge l'Italia, radicandosi nelle momento dell'anno, è graduale e più regioni settentrionali, dove la tagesmutter semplice rispetto ai nidi tradizionali. è ufficialmente riconosciuta come - I bambini riescono a partecipare alle figura professionale ( LEGGE 285/97 attività e ai laboratori dell’asilo in modo più (LEGGE TURCO)). attivo e controllato. A Roma, dove sempre più famiglie - Si gestiscono un numero inferiore di scelgono un nido in famiglia, operano bimbi, riuscendo a prestare maggiore da diversi anni molte educatrici, attenzione a ciascuno, soddisfacendo le professioniste preparate e appassionate. esigenze di ogni genitore. La mamma e/o educatrice che apre un - Il nido in famiglia è meno caro rispetto asilo nido in famiglia nella propria l’asilo tradizionale e offre un servizio abitazione sta diventando una figura qualificato e monitorato. professionale di rilievo. - La presenza di pochi bambini assicura La caratteristica fondamentale del nido una bassa diffusione e un minor contagio in famiglia è il contesto familiare in cui si delle malattie infettive. svolge il progetto educativo. IL NIDO IN FAMIGLIA C DALLA REDAZIONE DE L P I C CH I O Teatro di Via Taverna 90, presso la scuola Pestalozzi, il 20 dicembre alle ore 20 e il 21 dicembre alle ore 17, verrà messo in scena il lavoro teatrale “LA FAVOLA DEI RIBELLI DI PIETRA”. Lo spettacolo organizzato da Raffaella Dalema, scritto da Luisa Chiani, vedrà tra gli interpreti la bravissima Chiara Rossi, con la regia di Luciana Bertini. Uno spettacolo che farà parlare le pietre di Roma…ed altro. Ingresso libero. INVITO A TEATRO Al VISITE ED ESCURSIONI IN CITTA’. roseguono, anche a novembre, le passeggiate culturali dello ZAINETTO ROSSO. Ricordiamo che questo è un gruppo che si sta formando, aperto a tutti. Non occorre prenotarsi, non c’è prezzo da pagare, è gradito un piccolo contributo volontario. L’accompagnatore avrà sulle spalle uno zainetto rosso per farsi riconoscere. Le uscite potrebbero subire variazioni di date, orari o itinerari, a seconda delle richieste, quindi è opportuno chiedere conferma. Per info:diego1cruciani@gmail.com. SABATO 8 NOVEMBRE: ROMA ENIGMATICA-Millenni d’arte, storie e tradizioni a S. Giovanni e al Sancta Santorum. Appuntamento ore 16 davanti all’obelisco Laterano, (Piazza S. Giovanni dal lato ospedale). DOMENICA 9 NOVEMBRE: IL FREGIO SVELATO, ossia la crudezza della guerra in un capolavoro d’arte antica, la Colonna Traiana. Appuntamento alle ore 15 davanti la Colonna Traiana (inizio Via dei Fori Imperiali dal lato di P P . Ven e zia . E AL LE ORE 18 : R OMA ENIGMA TIC A – Imperatori e Imperatrici, Templari e Frati, Reliquie e Arte, Storia e leggenda, Pagani e Cristiani a S. Croce in Gerusalemme. Appuntamento davanti alla Basilica. DOMENICA 16 NOVEMBRE: TESORI D’ARTE E STORIA SUL CAMPIDOGLIO E ALL’ARACOELI. Appuntamento alle ore 16 a Piazza del Campidoglio davanti alla statua di Marc’Aurelio. S ABATO 29 NOVEMBRE ORE 16: R OMA SOTTERRANEA (E NON SOLO)- Roma prima di Roma. Appuntamento ore 16 davanti a S. Maria in Cosmedin (Bocca della verità). Ingresso nella cripta 1 euro. DOMENICA 30 NOVEMBRE: INGRESSO GRATUITO AI MUSEI VATICANI. Appuntamento ore 11,30 in fondo alla fila per i Musei Vaticani (verso Piazza Risorgimento). DOMENICA 7 DICEMBRE: LA GRANDE PITTURA E SCULTURA ANTICA A PALAZZO MASSIMO (ingresso gratuito la prima domenica del mese). Appuntamento alle ore 11 a Piazza dei Cinquecento, 67, ingresso del museo 11

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di Giantonino Ianitusi PER NON PERDERE CIO' CHE ANCORA SI DEVE CONQUISTARE N el pomeriggio di sabato 11 ottobre nel Parco Giochi di viale Montanelli, il Comitato Torresina, insieme alle associazioni H2, Scaffali ed Alberoandronico, hanno presentato l’iniziativa “NON ABBIATE PAURA DI PERDERE CIO' CHE GIA' AVETE MA DI PERDERE CIO' CHE ANCORA DOVETE CONQUISTARE"; il titolo della manifestazione è tratto da una frase del rimpianto sindaco Luigi Petroselli, a cui è stata dedicata la proiezione del film documentario di Andrea Rusich. Nel corso della manifestazione, patrocinata dall’assessorato alla cultura del Municipio Roma XIV, sono stati inaugurati i campi da bocce e la prima Bibliocabina del Lazio; si tratta di una vecchia cabina telefonica dalla Telecom, riadattata a mini libreria per il libero scambio di libri. La presentazione dell’iniziativa ha avuto come ospiti d’eccezione il giornalista Pino Scaccia, l’assessore comunale ai lavori pubblici Paolo Masini, il presidente del municipio Valerio Barletta e Pino Acquafredda, presidente della commissione cultura. Presenti numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione. La serata si è conclusa tra le note della Pigneto Orkestra. Da sopra: la bibliocabina, l’inaugurazione, la gente intervenuta e la successiva inaugurazione dei campi da bocce, la presentazione dell’iniziativa e dopo il film su “Luigi Petroselli”,la sera, la musica per l’evento e per tutti i partecipanti. 12

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di Marcella Speranza Intervista a... Stefania PORTARO Presidente Commissione Urbanistica, Mobilità, Ambiente del Municipio 14. a maggio l’Assessore Quando all’ambiente Ivan Errani e la Presidente della Commissione Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Stefania Portaro presentarono il progetto della raccolta dei rifiuti “porta a porta” (PaP), ipotizzando Torresina tra le zone interessate, non furono in pochi a storcere la bocca. Poi, riflettendo che comunque una società civile deve fare tesoro del “Riciclo” e i rifiuti urbani sono un valore da non disperdere (come adesso che COSTANO per lo smaltimento, anziché RENDERE), in molti sono rimasti delusi perché il nostro quartiere non è inserito nel piano del PaP. La preoccupazione è che i cassonetti aumenteranno e i cittadini “in-civili” seguiteranno a buttare i rifiuti dove capita e magari anche senza differenziarli. Ho rivolto alcune domande alla Consigliera del 14 municipio Stefania Portaro, che ha subito risposto. D.: E’ vero che il piano che ci fu presentato allora era solo un progetto, ma molti speravano di dover cambiare abitudini e di non avere più i cassonetti sulle strade. Invece la nostra zona, attualmente è stata esclusa. Perché? R.: Questa zona non è stata esclusa, ma è solo stato rimandato l’avvio della raccolta dei rifiuti ”PaP”. L’obiettivo è quello di estendere questo tipo di raccolta il più possibile. Per intervenire in maniera qualitativamente corretta, si devono tenere in conto alcuni fattori: strutture omogenee e numero di operai impiegati. Garantire una buona partenza, ci darà la possibilità di incrementarla ulteriormente. Quella di maggio era solo una proposta, a chi è deluso dico di mantenere l’entusiasmo perché il “PaP” è inevitabile, ma va programmato meticolosamente; facciamo tesoro dell’esperienza di altri municipi, la dove non si è attentamente badato a verificare che le fasce fossero omogenee, la raccolta non è andata bene come doveva. Quindi dopo attenti studi, fatti a tavolino con i responsabili AMA, si è deciso di partire con la zona delimitata da Monte Arsiccio, via Trionfale, Casal Sansoni, Casal del Marmo, Lucchina, Giardini di Ottavia, Ottavia, Palmarola, Selva Candida, Selva Nera – Morsasco, Riserva Grande, di Marcella Speranza La Storta, Torre di Spizzichino, Casale di S. Nicola, S. Maria di Galeria, Tragliatella, Tragliata, Valle Santa. D.: Per noi che avremo la raccolta “potenziata” cambierà solo il numero dei cassonetti? Come ci dovremo comportare? R.: No, il fatto che non sarà raccolta “PaP” non annullerà l’importanza di differenziare più accuratamente! Saranno aumentati i contenitori stradali, da tre a cinque e il loro posizionamento sarà razionalizzato e ottimizzato. Verrà studiato dove posizionarli in situazioni di assoluta sicurezza. Le frazioni saranno cinque, quindi i cittadini saranno tenuti a differenziare con più attenzione. D.: Perché in cinque frazioni? R.: Perché più si differenzia bene, più materiale è riutilizzabile! Quando l’AMA passerà a ritirare i rifiuti, che ormai potremo chiamare “Merce”, perché deve cambiare proprio la considerazione che si ha dei rifiuti, si accorgerà dell’impegno dei cittadini nel differenziare. Se la divisione sarà fatta bene, maggiore sarà la quantità di materiali utili da inviare al riciclaggio. D.: Saremo informati su come dovremo differenziare o ci troveremo a chiederci: Ma questo dove lo metto? R.: Assolutamente e puntualmente informati da AMA, perché la stessa informazione verrà fatta per il “PaP” e per la raccolta “potenziata”. AMA distribuirà kit informativi in tutto il municipio, con le spiegazioni di come separare e i calendari dei giorni in cui verranno ritirati i materiali; praticamente la diversificazione tra voi e il “PaP” è solo quella che, anziché ritirare i rifiuti nei condomini, si ritireranno i rifiuti inseriti nei cassonetti. D.: Quindi dovremo solo aspettare che la raccolta “PaP” si estenda ad altre zone. Quando avverrà? R.: Eviterei di dare date, il tentativo sarà quello di passare tutto il municipio 14 al “PaP”. Tutto dipenderà da come ci comporteremo, da quanto saremo “bravi” a separare. Più impegno metteremo nel differenziare le frazioni, più sarà facile passare al “PaP”. Nostro obiettivo è di arrivare al 60% prima possibile. Grazie Presidente, mi auguro che i cittadini di Torresina, che sempre si distinguono per l’impegno, la voglia di fare e la ricerca del decoro, dimostrino ancora una volta cosa sanno fare. SALMONE AL FORNO A MODO MIO INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 4 tranci di salmone (centrali)di circa gr.200 ciascuno – 1 grossa cipolla – qualche foglia di salvia – 1 mazzetto di prezzemolo – 4 cucchiai di olio evo – sale e pepe q.b. – 1 limone. di cucchiai di acqua e lasciate cuocere, sul fornello, a fiamma bassa fino a che il trito non risulterà appassito. Ora disponete sopra le verdure i tranci di pesce, ripiegate i lembi del foglio di alluminio arrotolandoli in modo che il salmone rimanga chiuso nel cartoccio. Mettete la pirofila nel forno già caldo per circa venti minuti. Togliete il pesce dal foglio di alluminio, sistematelo su un piatto caldo e decorate con fettine di limone e ciuffetti di prezzemolo fresco. ...Buon Appetito! 13 PREPARAZIONE: Dopo aver tolto la pelle e tutte le spine al salmone, lavatelo e asciugatelo. Prendete un foglio di alluminio, sufficientemente grande, col quale rivestirete la pirofila, facendo in modo che sporga dai bordi del recipiente. Preparate un trito sottile con la cipolla, la salvia, il prezzemolo (lasciatene qualche rametto per decorare) e distribuitelo sul foglio già sistemato irrorando con l’olio. Cospargete sale e pepe, aggiungete un paio

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di Antonio Di Siero E LA PERSECUZIONE DEL LATO OSCURO arlare delle storie dei supereroi negli spazi a noi concessi dal “Picchio di Torresina” è difficile, lo abbiamo già visto in passato. Lo è ancor di più se la materia trattata è una personaggio come Venom: creatura inesistente senza un “comprimario” che cambia di volta in volta; le cui origini si sono srotolate per una decade; che si è scisso; che si è trasformato per adattarsi all'universo Ultimate. Per tracciare le tappe fondamentali, dobbiamo tornare al lontano 1975, alla saga “Secret Wars”, in cui diversi eroi, tra cui l'Uomo Ragno, i Fantastici 4, Iron Man, Capitan America, il Dr. Destino, Ultron, Galaktus e tanti altri venivano teletrasportati in un pianeta-arena e costretti a combattere per l'intrattenimento dell'onipotente Beyonder (in It. “Arcano”). Nel corso delle numerose battaglie alcuni eroi perdono parti dei loro costumi e delle loro armi. Tra questi Peter Parker, perde il costume da Uomo Ragno. Nella base assegnata agli eroi, viene Creato da: Simbionte Parassita: Jim Shooter però trovata una macchina che e Mike Z eck; Eddi e Bro ck e Ve nom: replica gli oggetti perduti. David Michelline e Todd Mc Farlane Peter cerca di usarla, ma utilizza invece un secondo dispositivo che crea per lui un bellissimo costume nero che produce ragnatele senza bisogno degli spararagnatele fatti in casa dallo stesso Peter. Al ritorno sulla terra Reed Richards (Mr. Fantastic dei F4), analizza il costume identificandolo come una forma di vita senziente e invita Peter a liberarsene, ma il giovane è troppo preso dalla novità. Il tempo passa. Gli anni ottanta fanno il loro ingresso e Peter si trova ad investigare sul serial killer detto “Mangiapeccati”, responsabile della morte dell'amica e collaboratrice, il ruvido Ispettore Jean Dewoolf. L'assassino si confessa e il reporter Eddie Brock fa fortuna scrivendo un articolo per una testata di New York. Ma la sua gloria dura poco: il reo confesso è in realtà un mitomane e Brock cade in disgrazia. Nel frattempo l'Uomo Ragno cede alla natura predatrice del simbionte e sceglie di liberarsene nel corso di una furiosa lotta contro i “Volturians”, setta fondata sugli 14 VENOM... P esperimenti dell'Avvoltoio, storico nemico delle origini dell'Uomo Ragno. Il costume, respinto dal suono della campana di una chiesa cattolica, rimane nel campanile sotto forma di melma per alcuni anni. Qui ritorna Brock, vittima di depressione, in preda ad una forte crisi mistica. Recatosi in chiesa per pregare per la disgrazia dell'Uomo Ragno, Brock attira l'attenzione del parassita che lo reclama come nuovo ospite, con l'obbiettivo di riprendere la simbiosi con Peter Parker. Ciò che segue è piuttosto noto: battaglie, complotti... Poi, nel 2003, succede qualcosa: nella saga “Venom si sveglia a mezzanotte”, Brock ammette di avere il cancro. Alcuni anni dopo metterà all'asta il simbionte per guadagnare i soldi per curarsi, la sua morte avverrà poco dopo. Dopo una breve esperienza di simbiosi con il figlio di un mafioso, il simbionte si unirà con il detective Mc Gargan, altro cattivo delle origini conosciuto come “Scorpione”. Arriverà così l'evento più importante per il personaggio. Venom viene infatti assunto da Norman Osborn (Goblin Verde) per unirsi dapprima alla rinata squadra del Thunderbolts (originariamente creata dal Barone Zemo nel 1997), poi, come falso Uomo Ragno, nei Vendicatori Oscuri (siamo nel 2012, l'anno del “Dark Reign”). L'unione con Gargan avrà fine dopo la saga successiva, “Assedio”. Non è facile spiegare il Carisma di Venom a un profano. Forse il modo migliore per partire è un semplice confronto tra gli eroi della Detective Comics e quelli della Marvel. Superman, Batman ecc. hanno nel codice genetico una adamantina purezza modellata sui valori americani (primo tra tutti la libertà “donata” attraverso l'atto di violenza, giustificabile attraverso il fine) che rende loro impossibile perdere di vista il percorso da prendere, le scelte da fare. Per contro i personaggi Marvel soffrono costantemente per le in cer te zze date dai b iso gni tutt'altro che eroici (es. l'affitto da pagare) e dalla mutevolezza della realtà che li circonda. Segue a pag. successiva

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Segue da pag. precedente L'Uomo Ragno è forse uno degli eroi più tormentati della Casa delle Idee: studente squattrinato che nasconde la propria identità per proteggere, oltre alla sua compagna, una zia anziana. Possiamo quindi spingerci a pensare che, dietro alla facciata dal Charlie Brown (come lo ha definito di G. Ennis, responsabile dell'incarnazione “adulta” del Punitore), covi una rabbia profonda data dal senso di “impotenza”. Non è quindi un caso che Venom vanti una somiglianza così spiccata all'eroe, ma che presenti valori così opposti. Immaginiamo così (sebbene non ci risulta un autore Marvel che abbia mai spiegato la faccenda in questi termini) che il Simbionte Parassita sia uscito con una personalità neutra dalla macchina e che sia stata in seguito “educato” dallo stesso Parker a odiare. Guardandola da questa prospettiva, l'ossessione di Venom di ricongiungersi a Peter non apparirebbe più come l'ossessione di un malvagio alieno zannuto, ma come la rabbia di un figlio cresciuto come un mostro e abbandonato dal padre. NOTA: questo articolo rappresenta una sintesi del post “Venom e la persecuzione del lato oscuro” dal blog “Vita segreta dei fumetti”. Per una trattazione completa del personaggio, inclusi i dettagli sulla saga “Secret Wars”, il redattore rimanda a www.vitasegretadeifumetti.blogspot.com di Roberto Ciavarro “Nummeri” “ E’ questione de nummeri ” TRILUSSA E I NUMERI Nummeri ont erò poc o, è vero: - dic eva l' Uno ar Z ero ma tu c he vali? Gnent e: propio gnent e. sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso vôto e inconcrudente. Io, invece, se me metto a capofila de c inque zeri t ale e quale a t e, lo sai quanto divento? Centomila. E ' ques t ione de nummeri. A un di press o è quello c he s uc c ede ar dit t at ore c he c resc e de pot enza e de valore più so' li zeri che je vanno appresso. Trilussa ’un discorso tra numeri. E’ la metafora di chi comanda, ma l’uno insieme allo zero acquista ancora più potere. L’uno ha bisogno dell’altro. La poesia è stata scritta nel 1944: è una satira sul regime del momento, come evidenziato sull’ultima quartina del sonetto. Analizzando lo zero: - ZERO - deriva dal greco μηδέν (inteso come nulla, niente). Trilussa gioca con questi due numeri mettendoli in posti prestabiliti (1 capofila). Lo zero è uno spazio vuoto (coso vôto) . Nella storia intorno al 300 a.C. in Babilonia, nel sistema di numerazione, per marcare lo spazio vuoto (zero), venivano impiegati due cunei di legno. Una spiegazione sullo zero considerato nulla, niente: per fare un pò di storia l’anno zero non esiste; si passa dall’anno 1 avanti Cristo all’anno 1 dopo Cristo. In Europa il numero zero viene introdotto nel 1200 d.C. Il sonetto dice comunque nella battuta finale: lo zero servirà a poco però insieme al numero 1, come ad altri numeri, fa acquistare valore e potenza!! Spiegazione del termine “dipresso”: all’incirca, pressappoco. Alcuni decenni dopo, lo scrittore e poeta Gianni Rodari (1961) giocherà con lo zero e lo rivaluterà- In questa poesia: “Il trionfo dello zero” Rodari parla del “gran dieci” formato dall’uno e dallo zero, dove i numeri insieme diventano un’autorità e lo zero (nella fantasia) viene rispettato da tutti gli altri numeri. E C era u n a v o lta u n p o v ero Z ero to n d o co m e u n o , ta n to b u o n o m a p erò co n ta v a p ro p rio z ero e nessuno lo voleva in com pagnia pagni a p er n o n b u tta rsi v ia . U n a v o lta p er ca so tro v ò il n u m ero U n o d i ca ttiv o u m o re p erch è n o n riu sciv a co n ta re fin o a tre. V ed en d o lo co sì n ero il p icco lo Z ero si fece co ra g g io , su lla su a m a cch in a C' g li o fferse u n p a ssa g g io , e sch ia cciò l'a ccelera to re, fiero a ssa i d ell'o n o re d i a v ere a b o rd o u n sim ile p erso n a g g io . D 'u n tra tto ch i si v ed e ferm o su l m a rcia p ied e? Il signor T re che si leva il cappello cappell o e fa u n in ch in o ... E p o i, p er G io v e, il S ette, l'O tto , il N o v e ch e fa n n o lo stesso . M a co sa era su ccesso ? C h e l'U n o e lo Z ero sed u ti v icin i, u n o q u a l'a ltro là fo rm a v a n o u n g ra n D ieci: n ien tem en o , u n 'a u to rità ! D a q u el g io rn o lo Z ero fu m o lto risp etta to , a n z i d a tu tti i n u m eri ricerca to e co rteg g ia to : g li ced ev a n o la d estra co n z elo e p rem u ra , (d i ten erlo a sin istra a v ev a n o p a u ra ), lo in v ita v a n o a cen a , g li p a g a v a n o il cin em à , p er il p icco lo Z ero fu la felicità . Gianni Rodari Anche qui è questione di numeri. I due poeti giocano tutte e due con i numeri e i numeri, a loro volta, si mettono in gioco ed acquistano una personalità. ...arrivederci al prossimo numero. 15

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