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Distribuzione gratuita Giornale di quartiere Anno 1 - Numero 9- Ottobre 2014 di Stefania Giannetto R COME RIVOLUZIONE… R come Roma…. R come Retake! un paio di mesi il termine Retake è entrato nella nostra quotidianità, nei nostri discorsi, nella nostra voglia di riscattare l’ambiente da anni di incuria e abbandono. Ma il Retake non è una moda di oggi, perché affonda le sue radici nel non troppo lontano 2009, quando qui a Roma un gruppo di amici iniziano a rimuovere non solo le odiose scritte vandaliche dalla superficie dei muri, ma anche adesivi abusivi e sporcizia in generale. Il movimento RetakeRoma, organizzazione no profit, nasce per contrastare il degrado, per promuovere il decoro urbano, il senso civico e soprattutto l’arte legittima, ovvero murales intesi come espressioni artistiche autorizzate. Segue a pag. 5 Da

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina L’angolo della Poesia E' SOLO UN CANE vedi camminà in mezzo a 'na strada coll'aria triste, spettinato e stanco, sperduto e solo sta dovunque vada senza nessuno che je gioca accanto. Succede che je manca quell'affetto che lui dà sempre, a costo de la vita, che l'ha tradito chi je dava un tetto, fregandosene se per lui ormai è finita. Pò esse che se sarva uno su tanti, ma tutti l'artri stanno sempre a zonzo, costretti a sofferenze e tanti stenti, perchè er padrone suo è un grande … ER GATTO, PROFESSORE CONTADINO Lo Un gatto, rinomato contadino Venuto a lavorà da la campagna Credenno d’esse un bravo cittadino Mentre lavora canta, strilla e magna. S’è scritto nella listra de ‘n partito E qui trovò davero la cuccagna Quarcuno lo propose deputato Je dissero: se beve e poi se magna! Ai sorci prometteva libertà: li gatti nun ve dovranno più magnà e tutte le categorie più basse nun pagheranno più salate tasswe. A la fine, sto gatto benedetto A capo der governo venne eletto. MAURIZIO MONTANARI Disse che nun c’è un sordo nelle casse Così a tutti aumentò le tasse A li sorci che anneveno a protestà Uno a uno, se li volle pappà. SCAFIDI IGNAZIO I COSTI DI STAMPA DEL GIORNALE SONO STATI SOSTENUTI ANCHE CON LE DONAZIONI DI: 2 LA REDAZIONE ED I SUOI LETTORI, RINGRAZIANO.

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Sommario R COME RIVOLUZIONE… PRIMAVALLE… MICA L’ULTIMA! TPL: NUOVE REGOLE PER IL TRASPORTO LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA OTTOBRE 2014 1 4 8 9 10 11 Rubriche 2 6 8 14 15 16 16 L’angolo della Poesia Intervista al...Sig. Antonio Fiore News dal Comitato di Quartiere Torresina Letti per voi News dalla Redazione del Picchio Cucinati per Voi News dalla Parrocchia di S. Faustina Kowalska E AI DIRIGENTI ATAC GESTIONE DELLO STRESS TASI NUOVA TRANCHE I LUOGHI DI GUGLIELMO 12 VUOI IL MIO POSTO? PRENDI IL MIO HANDICAP! 13 GITE ED ESCURSIONI FUORI ROMA 15 Diventa anche tu “Amico del Picchio di Torresina” su Facebook” Facebook” Rileggici su TORRESINA.NET-Archivio delle edizioni Dal 2007 ad oggi siamo qui ! Dopo la lettura, “il Picchio” ti invita a gettare il giornale negli appositi cassonetti per la carta, perché “il Picchio” è a favo re de lla raccolta differenziata. Anno 1 - Numero 9 Ottobre 2014 Regr. Tribunale di Roma n. 306 del 27 dicembre 2013 (già n. 559 del 17 dicembre 2007) SEDE: Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma EDITORE: Associazione di Promozione Sociale “Noi di Torresina Onlus”-Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma Cellulari: 3387078816 - 3396531743. e-mail: ilpicchioditorresina@yahoo.it DIRETTORE RESPONSABILE: Jean-Luc Giorda CAPO REDATTORE: Stefania Giannetto IN REDAZIONE: Marcella Speranza, Daniela Moretti, Cinzia Pezzola, Antonio Picciau, Antonella Salerno, Antonio Di S i e r o , A n t o n e l l a Longobardi. IMPAGINAZIONE, PROGETTO GRAFICO-EDITORIALE, PUBBLICITARIO, GESTIONE INTERNET: Roberto Delle Case. HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Dove posso trovare ogni mese la mia copia de “ll picchio di torresina” ? T u t t i i n e go z i e g l i s t u d i Via Federico Borromeo, 67 professionali di Torresina Biblioteca Casa del Parco Tutti gli inserzionisti esterni di Via della Pineta. Sacchetti, 78 Le Edicole Via Torrevecchia Centro anziani Torrevecchia 87-239-348 Monte Mario - Primavalle Negozi di Via Pietro Gasparri 71-73 AMA di Torrevecchia Alcuni negozi di Via Pietro Maffi Santa Maria della Pietà: Alcuni negozi di Via Torrevecchia •Uffici Municipali pad. 29-30-31 e Largo Arturo Donaggio •Padiglioni 13, 26 e 32 Le Edicole di Via Pietro Maffi •Centro Antea - Atletica Monte Mario Alcuni negozi di Via Andersen Scuola di Via Andersen Municipio 19° di Via Mattia Battistini Bar di Via Vittorio Montiglio, 21 XIX Gruppo VVUU Via F. Borromeo Bar di Largo Millesimo La Biblioteca Basaglia Mercato Rionale di Via Pasquale II° Maurizio Montanari, Antonio Scafidi, Simone Conte, Marcello Finocchio, Alessandro Mingarelli, Mario CelaInvitiamo tutti i lettori che vogliono scrivere articoli, poesie, dediche o che ni, Giantonino Ianitusi, Circolo Ecoidea. STAMPATO PRESSO: Tipografia River Press Group S.r.l. Via Menalca 30 - tel. & fax: 062294420 - 062295925 e-mail: rpg@mclink.it. vogliono raccontare momenti di vita, lagnandosi o ringraziando, ad inviarci i loro elaborati presso ilpicchioditorresina@yahoo.it, oppure lasciando i loro scritti dal giocattolaio NUVOLONI , Via Pietro Maffi 28/32, da ROBERTO Questo numero è stato chiuso in redazione il 06/10/2014. il tabaccaio di Viale I. Montanelli, o all' EDICOLA VIDI di Viale Montanelli. Gli scritti dovranno essere accompagnati dalla firma dell'autore (che potrà L'associazione “Noi di Torresina onlus” ringrazia ,tuti gli inserzionisti e tutti coloro che con le scegliere di non essere citato sul giornale, ma apparire solo con le iniziali o un loro donazioni, ci permettono di pubblicare il Picchio. nomignolo) e un recapito telefonico. 3

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina PRIMAVALLE… MICA L’ULTIMA! rgoglio! Questa è la sensazione che provo se ripenso alla terza edizione di “Primavalle… mica l’ultima!”, evento organizzato dall’Associazione Vengo da Primavalle, dal 3 al 7 settembre 2014 al Parco Anna Bracci. Di solito lascio agli altri il giudizio sul nostro operato, ma oggi se ripenso alla festa, ai complimenti ricevuti, alle immagini ben scolpite nella mente, alle migliaia di persone che ci sono venute a trovare, ai tanti artisti coinvolti, alle molteplice associazioni che hanno partecipato, non trovo altri termini che ORGOGLIO! E’ stata dura organizzare questa terza edizione, ogni anno lo è sempre di più: un po’ per le aspettative che crescono, un po’ per le delusioni (per esempio l’esclusione dal Bando dell’ESTATE ROMANA, nonostante i requisiti e i risultati ottenuti nel tempo) e anche perché organizzare un evento di 5 giorni, così ricco di appuntamenti, richiede fatica, incontri, disbrigo di pratiche burocratiche, ricerca di fondi, insomma tutto tempo tolto al proprio privato, ai propri interessi, al proprio lavoro e alla propria tranquillità. Forti del motto “non c’è due senza tre”, abbiamo stretto i denti e siamo riusciti ad organizzare una manifestazione che ormai, vedendo la strepitosa partecipazione e le tante persone intervenute da altre zone di Roma, non può più essere etichettata come festa di quartiere, ma come un evento riconosciuto ed atteso. Il nostro obiettivo è sempre stato, fin dalla prima edizione, quello di far rivivere un parco ed un quartiere in difficoltà, attraverso una molteplice proposta culturale completamente a costo ZERO per il cittadino. A questo leghiamo la nostra sfida nel voler portare sempre 4 di Simone Conte Presidente “Associazione Culturale Vengo da Primavalle” O più professionisti noti e di qualità (e non semplicemente “popolari”) anche in una periferia come la nostra. Durante la terza edizione abbiamo avuto grandi nomi di diversi settori, dal campo letterario a quello musicale e lavoreremo sempre più affinché la nostra periferia diventi una centralità di eventi di tutto rispetto. Questa impostazione poi, con tutto il pubblico che richiama, ha permesso di raggiungere un altro obiettivo importante del nostro progetto: far conoscere le diverse realtà socio-culturali del nostro territorio! Vedere così tante associazioni collaborare tutte insieme per mostrare la parte migliore del quartiere, be’… non ha prezzo! Logicamente, tutto ciò è stato reso possibile solo grazie al lavoro di squadra (quindi un grazie personale, senza fare nomi, a tutte le “anime belle” che ogni anno lavorano per la festa) e all’affetto dei commercianti che, nonostante la crisi economica, ogni anno si fidano sempre più del nostro operato e si lanciano in questa folle sfida. Non sappiamo se, in futuro, riusciremo a migliorare il nostro r isu ltato o qu an to me no a ripeterlo, ma se siamo finalmente riusciti a portare il nome di Primavalle all’attenzione dei mezzi di informazione (tra questi il TG3, il Messaggero, attraverso le dirette quotidiane su Radio Cusano Campus e ad altre emittenti) non per episodi negativi, ma come luogo di produzione culturale e di eventi, vuol dire che siamo sulla buona strada! Primavalle e i suoi cittadini hanno bisogno di eventi come questi per sentirsi vivi e noi faremo del tutto per organizzarli sempre meglio!

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Segue da pag. 1 - R COME RIVOLUZIONE… Si prende spunto da un concetto molto semplice, quello del “fai da te” e si estende a livello di quartiere e questa pare sia un’idea molto più che vincente, perché, dalla sua nascita, il Retake fa non solo numeri che spaventano ma anche associati sempre in aumento. Sui social ne parlano oltre quattromila persone e raccoglie quasi tredicimila like. A Roma, oggi, quasi cinquanta quartieri hanno un gruppo di Retakers, tra cui anche il nostro di recente creazione. Si annoverano, ad esempio, i quartieri di Centocelle, Tuscolano, Gianicolense, Balduina, Garbatella, Ponte di Nona. Addirittura in quest’ultima zona, in una recente uscita di pulizia (che nel loro gergo, prendono il nome di “clean up”) hanno collaborato anche una quarantina di rifugiati, che al grido di “Siamo qui per dare una mano” si sono schierati per lavorare fianco a fianco con gli abitanti, armati di paletta, raschiello e guanti. Questo per dire che il senso del bello e del decoro è sentito come un’esigenza da tutti, senza alcuna distinzione. Un fenomeno in ascesa, dunque, con un’agenda fitta di appuntamenti e creazioni di eventi di clean up sempre molto partecipati da adulti e bambini, che, in questi ritrovi, trovano un’occasione per assistere a lezioni di vera e propria educazione civica. Momenti importanti di partecipazione alla cura della “cosa comune”, in cui il cittadino si rende ancora più consapevole dell’importanza di mantenere in uno stato di decoro l’ambiente in cui vive e questo, a ben vedere, altro non è che l’applicazione pratica della “teoria delle finestre rotte”, che si sposa in maniera eccellente al concetto del “dare il buon esempio”. La presenza a Torresina di un gruppo di retakers non è una novità, anzi tutt’altro, perché gli “eventi di clean up”, nel quartiere, hanno inizio fin dal 2008, sotto il nome di “Notte Sbianca", serate organizzate dal sempre attivo Comitato di quartiere Torresina, in collaborazione con l’Associazione Noi di Torresina. Uscite serali in cui, un gruppo di abitanti si è interessato alla manutenzione delle aiuole, alla pulizia delle strade, alla rimozione delle erbacce dai marciapiedi. Tutto questo non solo per sopperire alle mancanze strutturali di un servizio pubblico latitante ma perché la cura e la manutenzione dell’ambiente è sempre stata all’attenzione dei suoi abitanti, così come l’interesse ad ampliare la buona pratica dell’attenzione e del rispetto a tutto ciò che utilizziamo e viviamo, anche se non è di nostra personale proprietà. Oggi, agire sotto un’egida diversa del Retake Roma non è che una conferma del fatto che la diffusione della buona pratica è una strada assolutamente percorribile e un obiettivo da raggiungere. Un comun sentire di decoro e civiltà, a cui si da voce forte attraverso azioni collettive. Sono in tanti, siamo in tanti, una forza e un esercito che da il buon esempio, che culmina nelle giornate dedicate al “clean up” ma che può continuare tutti i giorni grazie a piccole azioni individuali di attenzione e rispetto, soprattutto verso se stessi. Senza paura di apparire diversi ma forti di sentirsi civili ed educati. 5

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Intervista al... sig. Antonio FIORE S. Maria della Pietà, dal padiglione di fronte gli uffici municipali, si sentono i rumori di officine in attività. Una volta, quando c’era il Manicomio, in quelle officine alcuni ricoverati facevano l’ergoterapia (terapia basata sull’impiego dei pazienti in attività lavorative, al fine di ridestare in loro interessi, spirito di iniziativa e fiducia). Lavorando, anche in agricoltura e in tanti altri servizi, i “matti” rendevano l’ospedale autonomo e autarchico. Negli anni successivi alla chiusura del manicomio, le ”officine” erano andate in decadimento. Da un po’ di anni invece… Sono andata a parlare con il sig. Antonio Fiore, uno dei responsabili della falegnameria. D. Ci può raccontare brevemente la storia della Cooperativa “Il grande Carro” e la vostra? R. La “Cooperativa sociale Il Grande Carro” è attiva dal 1996 sul territorio della città di Roma occupandosi specificamente di attività finalizzate all’inserimento al lavoro di persone con sofferenza mentale in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale. Si tratta di una cooperativa “integrata” composta da soci co siddetti normodotati (operatori/ formatori / operai) e da soci lavoratori svantaggiati (persone con sofferenza mentale). La Cooperativa costituisce non solo a Roma, ma anche a livello regionale, una delle realtà maggiormente significative. Noi, come falegnameria, operavamo da diversi anni, presso l’ “Opera Don Calabria” a Via Soria. Facevamo anche lì inserimento lavorativo e Corsi di Avviamento Professionale per i Rom e gli immigrati, soprattutto africani. Nel 1999, alla vigilia del Giubileo, c’è stata chiesta la restituzione dei locali dove avevamo impiantato la falegnameria. Sapendo che al S. Maria, esistevano gli spazi non utilizzati delle “Officine”, attraverso la “Associazione Percorsi per le Imprese Sociali”, 6 di Marcella Speranza Uno dei responsabili della falegnameria sita nelle Officine del S. Maria della Pietà. Al tramite il presidente Vincenzo Boatta, abbiamo fatto regolare richiesta e alla fine del ’99, il Consiglio d’Amministrazione della ASL (Direttore Generale dell’epoca, Dr.Amadei) ha deliberato di assegnarci 220 mq., appunto l’area della falegnameria. Abbiamo ristrutturato, a nostro carico, i locali con una spesa di £ 40.000.000, che poi sono stati scomputati negli anni rispetto all’affitto che dobbiamo pagare. D. Quindi al S. Maria siete attivi dal 2000, già da quattordici anni. R. Si, sin da allora abbiamo inserito pazienti con patologie psichiatriche, che vengono inviati da noi, dopo un’esperienza nei centri diurni ed una osservazione da parte degli specialisti. La nostra è una “vera” falegnameria. I ragazzi che ci vengono inviati si trovano però, in una struttura tutelata: lavorano, al massimo, quattro ore al giorno sotto il nostro controllo vigile: alcune lavorazioni le fanno liberamente, altre (come usare i macchinari) che abbisognano di attenzione, capacità ed esperienza, sotto la nostra tutela. Segue a pag. successiva

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Segue a pag. successiva Segue da pag. precedente D. Ci racconta qualche episodio, piacevole o doloroso, che ha vissuto in questi anni? R. E’ una grossa soddisfazione poter dire che alcuni ragazzi, adesso lavorano in falegnamerie esterne, con un vero titolare, un orario normale di lavoro, uno stipendio regolare e sono apprezzati. Gli episodi dolorosi sono raccontati dalla nostra storia: ragazzi che vengono per un periodo, stanno relativamente bene, sono invogliati dal lavoro, prestano attenzione e poi… per la patologia psichiatrica, che è sempre molto complicata, sono costretti ad interrompere la loro esperienza, per essere seguiti dagli specialisti. Qualcuno ritorna e per noi è un grande piacere, altri tornano nella loro dimensione di totale difficoltà… Abbiamo partecipato, con i nostri ragazzi, ad alcuni eventi, per esempio per il 25 aprile, Festa della Liberazione, qualche tempo fa, nella nostra officina sono stati proiettati film; per il centenario del S. Maria Della Pietà, a maggio 2014, abbiamo esposto, assieme ad altri artigiani, i nostri manufatti con grande successo ed attenzione da parte dei visitatori. D. Come vi finanziate? R. La nostra attività è quella di una falegnameria di produzione e lavoro, noi viviamo soprattutto esaudendo le richieste di privati, visto che fino ad oggi non abbiamo avuto neanche una commessa dal settore pubblico, anche se siamo inseriti in un parco pubblico, dove potremmo fare tanta manutenzione. Adesso il Presidente del Municipio 14, Valerio Barletta, si è impegnato a trovare uno spazio di intervento per le scuole. Noi saremmo tanto contenti di poter ristrutturare banchi, infissi, suppellettili, per avere scuole più vivibili e più sicure, nel nostro territorio. D. Sentite anche voi la crisi attuale, che investe soprattutto le piccole aziende? R. Dall’inizio di questa crisi, come in tutto il settore artigianale, soprattutto le Cooperative sociali Grazie, signor Antonio. Buon lavoro! lamentano un calo di lavoro fortissimo. Con la crisi il prezzo che stiamo pagando, e siamo quasi alla fine del 2014, è altissimo anche se ci siamo attivati per migliorare la nostra visibilità. Abbiamo messo in moto una iniziativa prevista dalle nuove leggi italiane: la nostra Cooperativa ha assunto due gio vani con la nuo va legge sull’apprendistato. Sono due persone normodotate che volevano imparare il mestiere: uno ha finito i due anni previsti ed è stato assunto, l’altro sta per finire il suo percorso. Questa è l’altra faccia della nostra cooperativa impegnata anche all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Io ho 74 anni e sono tanti anni che faccio questo lavoro: spero di lasciare il testimone a uno di questi ragazzi. Speriamo che questa crisi si possa gradatamente superare, noi ce la mettiamo tutta perché vogliamo che questa attività prosegua, non per accumulare redditi, non possiamo farlo per statuto, ma per poter inserire più persone con disagio, per migliorare la loro vita e quindi tutta la società. D. Chi può rivolgersi a voi per avere lavori di falegnameria, restauro di mobili o creazione di nuovi? R. Tutti possono rivolgersi a noi, con grande libertà. Stando in una struttura “protetta” (paghiamo un affitto basso, in cui è compresa l’energia che ci serve) siamo dei privilegiati, ma con il nostro lavoro dobbiamo vivere. Faccio appello a tutti i privati ed anche alle strutture pubbliche: se avete bisogno di una manutenzione, di un ripristino di un mobile o anche di nuovi mobili, noi siamo in grado di fornire un lavoro di alta qualità artigianale, ad un prezzo competitivo, dovuto all’abbattimento dei costi che ogni azienda deve sostenere. Per contatti, o semplicemente per vedere alcuni dei nostri lavori, potete visitare il sito: www.ilgrandecarro.it/legnoeferro. 7

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NEWS dal Comitato di Quartiere “Torresina” SABATO 11 OTTOBRE ORE 17.00 "NON ABBIATE PAURA DI PERDERE CIO' CHE GIA' AVETE MA DI PERDERE CIO' CHE ANCORA DOVETE CONQUISTARE". Il Comitato di Quartiere Torresina, le Associazioni H2, Scaffali ed Alberoandronico sono liete d'invitarvi all'evento "NON ABBIATE PAURA DI PERDERE CIO' CHE GIA' AVETE MA DI PERDERE CIO' CHE ANCORA DOVETE CONQUISTARE". L'evento, patrocinato dall'Assessorato alla Cultura del Municipio Roma XIV, prevede le inaugurazioni della prima Bibliocabina del Lazio e del Campo da Bocce. Trasformare vecchie cabine telefoniche dismesse in piccole librerie è una pratica già in uso nei paesi anglosassoni e del nord Europa mentre in Italia risultano esserci poche esperienze analoghe, nessuna delle quali nel Lazio. Nella Capitale, il primo tentativo di libera circolazione della cultura attraverso il riuso di una cabina telefonica adattata a libreria avrà luogo nel Parco di Torresina. Il progetto sarà presentato al pubblico alla presenza di rappresentati delle istituzioni e di Telecom Italia che si ringrazia per la fondamentale collaborazione. Il campo da bocce, previsto nel progetto originario del Parco Giochi è stato realizzato con le risorse raccolte dal Comitato Torresina che si occupa del Parco sin dalla sua apertura (17 dicembre 2011). Seguirà, la visione del filmdocumentario di Andrea Rusich “Il Sindaco Petroselli”; l’evento terminerà sulle note musicali della Pigneto Orkestra. Libera Libri vi aspetta al Box al piano interrato del Centro Commerciale Torresina con un nuovo appuntamento: grazie al prezioso contributo dei volontari, ora è aperto anche il mercoledì; l'iniziativa è arrivata a Torresina lo scorso anno ed è un invito alla lettura con una sua formula magica: “Chi vuole porta, chi vuole prende, ma si può anche solo prendere o portare, tutto completamente gratuito”. Curata dall’Associazione H2, in collaborazione con il Comitato di Quartiere e l’Associazione Scaffali, si basa sul libero scambio di libri. Per evitare situazioni spiacevoli, è stato posto un limite di 3 libri prendibili alla volta. Ci vediamo ogni MARTEDI’, MERCOLEDI’ e GIOVEDI’, ore 10.00-12.00 e 17.00-19.00 e le DOMENICHE dispari, ore 10.30 -12.30. Da qualche settimana Libera Libri vi aspetta anche a LUNEDI’ ALTERNI dalle 17.00 alle 19.00. Dal mese di ottobre Libera Libri vi aspetta anche a LUNEDI’ ALTERNI dalle 17.00 alle 19.00!!! TORRESINA NEL CUORE. E’ in corso il reclutamento di nuovi Volontari per il servizio di cardio protezione di quartiere. I corsi sono curati dall’Acaya Consulting e viene rilasciata certificazione internazionale a cura dell’American Heart Association. Gli interessati possono compilare ed inviare il modulo online sul sito www.cuore.torresina.net oppure compilare ed consegnare il modulo cartaceo presente presso il box durante gli orari di presenza del Comitato. Il primo corso della nuova stagione avrà luogo SABATO 25 ottobre, altre date saranno stabilite in base alla disponibilità di volontari ed istruttore. Per partecipare al corso è previsto un contributo alle spese. INFO. Il Comitato Torresina è presente nel Box Uffici del piano interrato del Centro Commerciale, martedì e giovedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 (salvo imprevisti). Potete contattarci attraverso l’indirizzo mail comitatotorresina@gmail.com oppure per segnalazioni urgenti chiamare direttamente i consiglieri i cui numeri sono reperibili sulla pagina web www.torresina.net/comitatotorresina. Grazie di S. Giannetto e Paolo P. tempistiche dettate dall’Agenzia per la Mobilità, nel tempo di un mese. Tuttavia, viste le accese proteste dei cittadini, l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio Alessio Cecera ha chiesto all'assessore capitolino Guido Improta di attivarsi immediatamente. Purtroppo, le polemiche, che continuano ad infuriare, sono accomunate tutte da un comun denominatore: un trasporto pubblico inefficiente ed inefficace a garantire gli effettivi bisogni della cittadinanza, il più delle volte intrappolata nelle spire del traffico. Quello che è certo è che dinanzi ad un panorama così desolante, è difficile credere nel disegno capitolino e condividerne le finalità. In modo paradossale le nuove regole entrano in vigore lo stesso giorno in cui è terminata la settimana europea sulla mobilità sostenibile, promossa dalla Commissione Ue con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’impatto dei trasporti sulla qualità dell’aria e incoraggiarli a usare mezzi alternativi all’auto privata, quindi è facile farsi domande e rilevare le contraddizioni del caso. Le voci del coro cittadino urlano all’insostenibilità: da una parte la razionalizzazione (meglio definirli tagli) delle linee di trasporto e dall’altra l’aumento oltremisura dei posteggi a pagamento (quelli blu per intenderci). Muoversi dalle periferie romane è sempre più un gioco contro il tempo e contro l’umana sopportazione e ciò produce solo scontenti e malumori, che gli utenti riversano anche contro gli stessi autisti, spesso bersaglio degli improperi più fantasiosi. In attesa di vedere come andrà a finire e se sarà effettivamente “vera gloria” (tanto per parafrasare Manzoni), prendiamo atto delle nuova realtà. Di seguito, il dettaglio dei cambiamenti delle linee in zona: Segue a pag. successiva TPL: NUOVE REGOLE PER IL TRASPORTO scorso 22 settembre sono entrate in vigore le nuove regole per il trasporto pubblico locale. La nuova realtà, determinata da esigenze di razionalizzazione delle linee di superficie, è stata messa in atto da A.T.A.C. S.p.a. di concerto con l'Agenzia per la Mobilità ed il Comune di Roma allo scopo di far fronte alla carenza dei fondi destinati al trasporto pubblico locale da parte della precedente giunta regionale e alla grave situazione di bilancio della partecipata (A.T.A.C. presenta un debito accumulato negli anni di circa 740 mln). Le manovre non sono state accolte positivamente dalla cittadinanza, poiché i nuovi tragitti sono stati pesantemente rivisti nei percorsi, creando notevole disagi nei cittadini che si sono visti togliere, letteralmente, la possibilità (da leggersi come diritto) a muoversi con “relativa” semplicità nel nostro territorio. Il culmine delle numerosissime lamentele è stato toccato proprio nel primo giorno di entrata in vigore delle nuove regole. I cittadini di Quartaccio, infatti, che si sono visti togliere la linea 987, fondamentale per la mobilità di quel quadrante per raggiungere la vicina zona di Primavalle, sono scesi in strada bloccando la circolazione su Via Andersen rovesciando e mettendo di traverso i contenitori per l'immondizia contestando in questo modo, la cancellazione del tragitto del 987. La risposta dell’Istituzione, tuttavia, non si è fatta attendere, consapevole dell’enorme disagio evidenziato dagli abitanti. Peraltro, la soppressione della linea era già stata discussa in Municipio XIV, il quale aveva già provveduto a raccogliere le richieste e ad inoltrare la proposta di rettifica alla stessa Agenzia. Il ripristino della linea sarebbe avvenuto, secondo le 8 Lo

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Segue da pag. precedente Un aiuto ai nostri lettori, per orientarsi su percorsi e linee, per scegliere il tragitto migliore per i propri spostamenti con i mezzi ATAC. Da ritagliare e portare in borsa. LINEE SOPPRESSE 48 909 915 984 987 991 994 995 998L 999 LINEE ATTIVE E CIRCOLANTI: 546 903 907 908 Prolungato a Via Ipogeo degli Ottavi. Percorso: Via di Val Cannuta, Via di Boccea, Via di Torrevecchia, Via di Mattei, Via Trionfale, Via Casal del Marmo, Via della Stazione di Ottavia, Via Ipogeo degli Ottavi. La linea sostituisce la linea 909. Capolinea Stazione FL3 Ipogeo degli Ottavi (non percorre Via Inzago per lavori, ma deviato su via Casal del Marmo), prosegue fino a Via della Palmarola e qui il tragitto viene prolungato fino a C.ne Cornelia. Deviato su Via di Torrevecchia e nuovo capolinea a C.ne Cornelia . Percorso: Via Cassia, Via S. G. da Copertino, Via Trionfale, Via di Torrevecchia, Via Gasparri, Via F. Borromeo, Via M. Di Primavalle, Via E. Bonifazi, Via di Boccea, C.ne Cornelia. Circolare Via Grondona–Via Grondona. Percorso: Via Grondona, Via M. Del Marmo, Via Arola, Via C. del Marmo, Via P. del Marmo, Via Vignale, Via Dronero, Via Boccea, Via Vinovo, Via Andersen, Via V. dei Fontanili, Via Torrevecchia, Via Gasparri, P.za Capecelatro, Via Gasparri, Via Torrevecchia, Via V. dei Fontanili, Via Andersen, Via Quartaccio, Via P. San Giusto, Via V. Testa, Via P. San Giusto, Via Boccea, Via C. del Marmo, Via Vignale, Via P. del Marmo, Via M. del Marmo, Via D'Asti, Via Grondona 911 912 913 914 Nuova linea che collegherà la stazione FL3 Monte Mario con i padiglioni interni dell'ex Manicomio provinciale del Santa Maria della Pietà. Pro lungato co n Linea circolare che Percorso invariato ma durata nuo v o c apo l ine a collegherà la stazione di esercizio prolungata della FL3 con il quartiere per tutte le 24 ore. al San Filippo Neri. di Monte Mario alto. (Circolare STZ FL3 Monte Mario–STZ FL3 980 Prolungato fino al San Filippo Neri su percorso del 994. Le due linee, 980 e 994 sono stato accorpate creando un unica linea che dal quartiere di Montespaccato condurrà, percorrendo Via della Pineta Sacchetti, all'ospedale San Filippo. Percorso: San Filippo Neri, Via di Mattei, Via Trionfale, Via A. del Peschiera, Via P. Sacchetti, C.ne Cornelia, Via Boccea, Via E. Bonifazi, Via M. Battistini, Via Boccea, Via Cornelia, Via Bondi, Via Pane.Neri. 985 Abb an do ne rà il capolinea di C.ne Cornelia per attestarsi in Via Frate, zona Balduina. Percorso: Via Aurelia, Via Cornelia, Via di Boccea, Via M. Battistini, Via P. Sacchetti, Via Montiglio, Via D. Chiesa, Via Frate. 993 Nuova linea che collegherà via Ipogeo degli Ottavi con C.ne Cornelia. Percorso: I. degli Ottavi, Via E. Sperani, Via A. Panizzi, Via Casal del Marmo, Via di Boccea, C.ne Cornelia. 998 Limitato a STZ FL3 Monte Mario. (Riserva Grande / Cusino – Monte Mario). Percorso: invariato fino a Monte Mario LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA E AI DIRIGENTI ATAC uesta è una nota di protesta che vorrei far giungere per conoscenza al Sindaco e ai dirigenti Atac, che hanno avuto l’idea malsana di fermare la linea 46 b a Via Mattia Battistini, anziché a via Paola. Doveva garantire più corse, visto il tragitto più breve, per facilitare i cittadini ad usare di più i mezzi pubblici. Ma visto che l’attesa delle vetture è passata dai vecchi 20 minuti agli attuali 40 minuti, che per arrivare in largo Boccea occorrono 60 minuti oltre al disagio per il trasbordo e le relative altre attese per prendere il 46 o il 916, dove sta la politica per incrementare i mezzi pubblici? A questo punto, dobbiamo archiviare l’idea dell’auto in garage e tornare a viaggiare con la stessa, con la relativa spesa di benzina e le emissioni di gas che tanto bene fanno a noi e alla nostra città. Egregio Sindaco non mi dire di usare la bici, la mia zona non è pianeggiante. Vieni a fare una prova e vedrai che dopo un giorno anche tu poserai la bicicletta... A questo punto c’è solo da chiedere il ripristino della vecchia linea del 46 b. Marcello Q Finocchio 9

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GESTIONE DELLO STRESS di Alessandro Mingarelli Lo stress è una risposta psicofisica che l'individuo mette in atto nel fronteggiare alcune situazioni della vita. Non necessariamente lo stress è negativo, ma in quei casi in cui le situazioni da affrontare superano le risorse personali e sociali si entra in uno stato patologico che comporta l'esaurimento delle energie dell'organismo incidendo sull'equilibrio mentale e fisico(1). DIFFERENTI TIPI DI STRESS Cos'è che definisce una situazione stressante? Nonostante non sia possibile definirlo a priori, se non si prende in considerazione le caratteristiche individuali della persona che si trova a fronteggiare una situazione, possiamo individuare differenti categorie di stress: uno stress ambientale cronico dovuto a situazioni che si ripetono nel tempo con una certa frequenza, uno stress acuto dovuto a un evento critico. LO STRESS AMBIENTALE CRONICO Riguarda situazioni che fanno parte delle abitudini di vita dell'individuo come una insoddisfacente qualità del sonno o una limitata autonomia nell'organizzazione della propria attività lavorativa(2). Queste situazioni non sono stressanti se si manifestano sporadicamente ma lo diventano quando si cronicizzano nelle abitudini di vita delle persone e per questo motivo viene spesso sottostimata la loro gravità. LO STRESS ACUTO DOVUTO A UN EVENTO CRITICO Riguarda qualsiasi situazione che porta le persone a provare reazioni emotive particolarmente forti, tali da interferire con le loro capacità di agire sia al momento dell'evento che in seguito. Eventi critici possono essere ad esempio gravi incidenti in cui c'è un pericolo di vita, sparatorie della polizia, licenziamenti sul lavoro improvvisi. In queste situazioni viene messa in crisi la capacità di elaborare emotivamente la situazione. In questi livelli occorrerà migliorare le risorse a cui la persona può ricorrere per fronteggiare lo stress. LA FISIOLOGIA DELL'ORGANISMO Tutti noi abbiamo una rappresentazione del corpo all'interno del nostro cervello, una sorta d'immagine topografica che ci permette di esperire la nostra fisicità, nonostante ciò ognuno ha una differente esperienza dei suoi distretti muscolari. Quindi sono possibili differenti rapporti con il proprio corpo e questo implica anche una diversa capacità di monitorarlo attraverso le sensazioni. Lo stress influenza la fisiologia dell'organismo attraverso la produzione ormonale, se queste modificazioni vengono sottovalutate o ignorate presto le energie dell'organismo si esauriranno o una prolungata iper-attivazione potrebbe favorire fenomeni patologici (come gli eventi cardiovascolari). Un aspetto rilevante nella gestione dello stress è migliorare il rapporto con il proprio corpo e le relative sensazioni. LE EMOZIONI Ovviamente lo stress incide anche sull'umore, inoltre già l'umore che una persona ha di base può o meno predisporre ad affrontare delle situazioni, ad esempio chi presenta un ansia di fondo tenderà a vivere più facilmente gli imprevisti come eventi catastrofici. L'informazione emotiva può essere processata dal cervello sia in un modo più istintuale sia in un modo più ragionato(3). Un frequente processamento istintuale sottopone l'organismo a una maggiore reattività alle situazioni che accadono all'individuo. Diviene quindi rilevante facilitare una maggiore modulazione degli stati emotivi attraverso un processamento più ragionato. LO STRESS DEI PROFESSIONISTI DELL'EMERGENZA Ci sono delle categorie professionali, come i militari negli scenari di guerra o gli operatori sanitari nei reparti di emergenza, che si confrontano frequentemente con eventi critici che diventano parte della loro giornata lavorativa. In queste situazioni, se il personale non è adeguatamente supportato, oltre ad elevati livelli di stress è alta la probabilità in queste persone di sviluppare un esaurimento emotivo e un atteggiamento di cinismo verso gli altri. COME GESTIRE LO STRESS Lo stress, essendo un fenomeno multidimensionale, va affrontato considerando più livelli: la fisiologia dell'organismo, gli stati emotivi e i pensieri dell'individuo e le sue relazioni sociali significative. 10 I PENSIERI Di fronte a una situazione percepita come stressante è importante considerare quale sia l'approccio cognitivo della persona, se ad esempio si ritiene di poter affrontare la situazione oppure si preferisca evitarla. Non esiste a priori un approccio migliore, dipende sia dalle caratteristiche della situazione e soprattutto la capacità dell'individuo ad avere approcci mentali flessibili. In questo caso si può lavorare per migliorare la capacità di risolvere i problemi e produrre maggiori alternative di soluzione. IL RAPPORTO CON GLI ALTRI Ormai sappiamo da diversi anni che non esistono solamente risorse e capacità individuali ma anche quelle sociali, ovvero quanto le persone importanti a livello affettivo possano fornire un supporto emotivo. Nonostante questo sia un aspetto concreto che dipende Segue a pag. successiva

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Segue da pag. precedente dalle persone significative della nostra vita, dobbiamo considerare che ogni individuo durante la sua esistenza mette in atto delle strategie relazionali per costruire delle relazioni profonde e durature. Queste strategie possono essere più o meno efficaci, o sconfinare addirittura in una inibizione sociale in cui raramente si manifestano agli altri i propri stati emotivi per paura di essere rifiutati. Lavorare sulle competenze relazionali è un altro elemento importante di un approccio multidimensionale allo stress. CONCLUSIONI Nonostante quando si lavori per migliorare la gestione dello stress è utile considerare tutti i livelli indicati, nel caso di stress ambientale cronico occorrerà focalizzarsi maggiormente sui pensieri per favorire nuove strategie di soluzione dei problemi che permettano di modificare l'abitudine stressante acquisita, mentre per lo stress acuto dovuto a un evento critico occorrerà maggiormente favorire a livello emotivo il processamento dell'evento attraverso modalità più ragionate. Note: 1 Per una trattazione più ampia del concetto di stress si rimanda all’articolo “Lo stress della vita quotidiana” pag. 4 "Il Picchio di Torresina" di Maggio 2010. 2 Per una trattazione più ampia del concetto di stress sul lavoro si rimanda all’articolo “La valutazione di stress nei luoghi di lavoro: l'Italia arranca verso l'Europa” pag. 5 "Il Picchio di Torresina" di Luglio-Agosto 2011. 3 Per una trattazione più ampia del processamento dell'informazione emotiva nel cervello si rimanda all’articolo “ I s e n t i e r i d e l l e E m o z i o n i ” p a g . 8 "Il Picchio di Torresina" di Marzo 2010. I numeri passati de "Il Picchio di Torresina" sono consultabili sull'Urban Blog Torresina www.torresina.net LA PROSSIMA SCADENZA DI PAGAMENTO AL 16 OTTOBRE 2014 16 ottobre prossimo scade il termine di pagamento dell'acconto della TASI pari al 50% (il saldo si pagherà entro il 16 dicembre prossimo) prorogato per i comuni che non hanno deliberato in tempo per l'acconto di giugno, ma che hanno approvato ed inviato al dipartimento delle Finanze le proprie decisioni entro il 10 settembre scorso e da quest’ultimo rese pubbliche sul sito entro il 18 settembre 2014 (http://www.finanze.it/ dipartimentopolitichefiscali/ fiscalitalocale/IUC/sceltaregione.htm). Per i comuni che invece non rispetteranno nemmeno questa data per deliberare in merito alla TASI, la stessa si pagherà con aliquota standard dell’1 per mille senza detrazioni sull’abitazione principale in una unica soluzione entro il 16 dicembre 2014. Quanto agli altri immobili già soggetti ad IMU, la somma dell’aliquota IMU e TASI non potrà superare il 10,6 per mille (tranne il caso in cui il Comune abbia deliberato la quota aggiuntiva dello 0,8 per mille e quindi in tal caso la somma non potrà essere superiore all’11,4 per mille). La base imponibile è la stessa dell’IMU, ovvero si parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%, si moltiplica per il coefficiente che per le abitazioni è 160, si applica l’aliquota e si sottraggono eventuali detrazioni. Con specifico riferimento al Comune di Roma, la delibera TASI è del 23 luglio 2014 pubblicata sul sito del MEF in data 12 agosto 2014 e prevede, per le abitazioni principali e relative pertinenze, l’aliquota massima del 2,5 per mille con detrazioni rapportate al valore della rendita catastale dell’immobile più le pertinenze secondo i seguenti parametri (vedi scheda A). Questo significa quindi che per gli immobili prima casa più le pertinenze che hanno una rendita catastale complessiva oltre € 1.500,00 non si applica alcuna detrazione (ai fini IMU invece era prevista una detrazione fissa di € 200,00). TASI NUOVA TRANCHE di Antonella Longobardi CdL Il Come è facilmente verificabile in tale caso la TASI prima casa per il Comune di Roma risulta essere penalizzante per le case più modeste e le famiglie con figli minori di 26 anni conviventi, mentre offre sconti rispetto all’IMU (la cui aliquota era fissata al 5 per mille) a quelle più grandi ed alle famiglie senza figli o maggiori di 26 anni seppur conviventi. E’ previsto, inoltre, per gli altri immobili già assoggettati ad IMU diversi dalle abitazioni principali “di lusso” (A1/A8/A9) per i quali si paga già un’ IMU del 10,6 per mille, l’aliquota TASI aggiuntiva dello 0,8 per mille (quindi per tali immobili la somma IMU+TASI sarà la massima consentita ovvero l’11,4 per mille) (vedi scheda B). Infine, nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare la quota del tributo TASI dovuto dall’occupante sarà pari al 20%, mentre la restante parte sarà corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare. B) DUE ESEMPI PRATICI DI CALCOLO Abitazione principale a Roma con rendita catastale di € 500,00 con n. 2 figli minori di 26 anni nel 2012 ha pagato IMU per complessivi € 120,00 ⇒ 500*1.05*160*5/1000= € 420 -200(detrazione fissa)-100 (detraz.n.2 figli) = € 120 ⇒ Stesso caso pagherà nel 2014 TASI per complessivi € 150,00 ⇒ 500*1.05*160*2.5/1000= € 210,00 – 60 (detrazione rendita catastale) = € 150,00 Abitazione principale a Roma con rendita catastale di € 1.300,00 senza figli minori di 26 anni nel 2012 ha pagato IMU per complessivi € 892,00 ⇒ 1.300*1.05*160*5/1000 = € 1.092 – 200 (detrazione A) DETRAZIONI fissa)= € 892,00 • detrazione di € 110 per rendita sino ad € 450,00 • detrazione di € 60 per rendita compresa tra € 451,00 ⇒ Stesso caso pagherà nel 2014 TASI per complessivi € 516,00 ed € 650,00 • detrazione di € 30 per rendita compresa tra € 651,00 ⇒ 1.300*1.05*160*2.5/1000= € 546 – 30 (detrazione rendita catastale) = € 516,00 ed € 1.500,00 11

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di Mario Celani I LUOGHI DI GUGLIELMO Negli ultimi giorni, sapendo ormai opo aver visitato Aushwitz d e l l a l o r o s c o n f i t t a , le SS non e Birkenau mi è venuta la aspettavano nemmeno più la morte curiosità di vedere i luoghi dove naturale (usiamo questo eufemismo) presumibilmente Guglielmo è stato m a l i cremavano ancora vivi. internato. Sono andato quindi in L'accoglienza al campo veniva fatta Austria, a Mauthausen che era il dal comandante che, senza scrupoli, campo madre e poi ad Ebensee, indicando la “porta mongola”, dove sapevo che era stato. diceva che quella era l'unica entrata Nel 1938 Mauthausen aveva iniziato e, indicando i camini dei forni la sua attività di campo di lavoro, Mauthausen “La Porta Mongola”. crematori, che quella era l'unica con la cava del granito che serviva uscita. sia per la costruzione del campo Girando per Mauthausen pensavo allo che per i monumenti del regime nazista. stralunamento che Guglielmo, un ragazzo di Il campo era composto da una entrata non ancora 16 anni possa aver subito. con due torri, chiamata dagli internati Sicuramente è passato da qui per essere poi "Porta Mongola" e da tutta una serie di trasferito ad Ebensee. baracche di legno su due file. Del campo son state lasciate le prime due La fila di destra era quella dei servizi, file di baracche, per avere una idea di cosa diciamo così, (camere a gas, forni crematori, fosse quel campo. Si possono vedere le sale di tortura ed altri servizi a seconda camere a gas, i for ni e tutta una ser ie della fantasia del capo del campo), a di mostre spiegano i fatti. sinistra invece, file di baracche a perdita Prima di fuggire le SS hanno eliminato d' occhio, posti per mille “ospiti”, quando Mauthausen Il monumento al coloro che si occupavano delle camere a gas l'affluenza era poca. “Soldato Sovietico”. e dei forni. Gli internati lavoravano soprattutto Co me se qu e sto f o sse su ff icien te a all'estrazione ed al trasporto del granito. nascondere i loro delitti. Quello che serviva per costruire ed ampliare Naturalmente nella fuga generale alcune SS il campo, veniva tagliato in blocchi squadrati furono catturate dagli stessi internati e si di 40/50 kg e trasportato a spalle, con uno può facilmente immaginare cosa avvenne. zaino di legno, fino al posto per la messa in Ho iniziato la visita quasi da solo, c'era opera. solo un'altra persona con i suoi due figli, era La cava si trovava a 55 metri al di sotto del mattino presto, appena aperto. campo, quindi bisognava salire una scalinata Quando sono arrivato in fondo al campo di 186 gradini, naturalmente in fila per ho visto che c'erano decine di scolaresche in 5 al ritmo stabilito dalle SS. Mauthausen visita. Era la ”Salita della morte”. Mi ha fatto molto piacere sapere che la Pensate cosa succedeva se uno solo di loro “La Salita della Morte”. memoria di fatti così orribili, interessi cadeva, sfiniti e debilitati com’erano: effetto domino, su tutti coloro che Zona Monumentale, oggi, ma luogo da dove tanti giovani. venivano precipitati gli internati, nell’orrido Dopo sono andato ad Ebensee . erano più in basso. del “Volo del Paracadutista”(nel riquadro). Questo campo è stato costruito alla A volte le SS causavano di proposito Mauthausen base di una montagna. questi in cidenti, procurando Agli internati venivano fatte scavare centinaia di morti. gallerie che venivano usate come Non mancavano altre maniere per officine nelle quali costruivano parti uccidere. meccaniche, motori di vario tipo e C’era “Il volo del paracadutista” : producevano carburante. a fianco della salita della morte c’era Il metodo di eliminazione degli uno strapiombo e da lì venivano internati era il solito: sfruttamento precipitati gli internati con tutto il fisico dell'individuo, denutrizione, masso, quello era il loro paracadute. malversazioni varie ecc. Altro metodo era “Il bacio del cane”. Mauthausen Gli internati che “meritavano” “La Stanza dei Nomi”,scolpiti nelle pietra, Quando un essere umano non era in memoria dei deportati uccisi. più in condizioni di lavorare, di una punizione, venivano legati essere sfruttato e moriva, veniva nudi ai pali esterni, se le SS tornavano spedito a Mauthausen per la cremazione. ubriache nella notte, li facevano Ma negli ultimi tempi, nell'imminenza sbranare dai cani, i molossi napoletani. della fine, non c'era più tempo di Naturalmente non bisogna dimenticare i fare spedizioni, quindi venivano metodi “tradizionali” di eliminazione sepolti in grandi fosse comuni. dei prigionieri. Sono state trovate fosse con circa Fatica, denutrizione, camera a gas e tremila corpi. cremazione. 12 D Segue a pag. successiva

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Segue da pag. precedente Ora di Ebensee rimangono solo queste. C’è una grande area curata da vari movimenti delle varie nazioni, che ricordano i fatti. Ho notato che le bacheche sono scritte anche in italiano. In questo campo gli italiani internati sono stati molti, almeno Guglielmo ha potuto parlare la sua lingua! Al centro dell'area c'è' il monumento Lepetit fatto erigere da una signora di Milano per il marito e per tutte le vittime; questo è quello che rimane di Ebensee, del campo vero e proprio non rimane nulla! Al suo posto una zona residenziale! Mi ha fatto molta tristezza e rabbia. Sono andato via, anche se in zona c'è un'area per camper ottima. Ho preferito fare diversi km e fermarmi lungo una strada in riva ad un lago con anatre e oche. Campo di Concentramento di Ebensee, per non dimenticare. Da sinistra: Il Memoriale dei Caduti; il Sacrario; il monumento dedicato agli internati; la targa posta dall'Associazione per il gemellaggio Prato-Ebensee, a ricordo della prigionia di un sopravvissuto. di Giantonino Ianitusi VUOI IL MIO POSTO? PRENDI IL MIO HANDICAP! M amma guarda, hanno dimenticato le carrozzine. Il bambino, che ha trovato alcune carrozzine vuote sui marciapiedi di Torresina in occasione della Festa di inizio Estate di giugno, era molto incuriosito. E come non esserlo? In verità le carrozzine erano state messe lì di proposito dal Comitato di Quartiere Torresina, in collaborazione con l’Associazione Laziale Motulesi, per lanciare anche nella Capitale d’Italia una campagna di sensibilizzazione sul diritto delle persone disabili a poter parcheggiare senza trovare il posto occupato da automobili prive di contrassegno, ma non solo… Qualche mese prima, in un parcheggio di Lisbona (Portogallo), gli automobilisti hanno trovato occupati tutti i posti disponibili da sedie a rotelle, sulle quali erano riportati diversi messaggi: “Torno subito”, “mi ci vuole solo un po’” o “sono andato a prendere un caffè”. Le foto di quelle carrozzine parcheggiate al posto delle automobili avevano fatto il giro del mondo; la campagna di sensibilizzazione si chiamava "Prendi il tuo posto" ed era stata organizzata dall'Associazione Salvador in partnership con il Gruppo di Lisbona “(In) Accessibile”. A Torresina sulle carrozzine è stato messo il cartello con scritto “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” , un cartello che rappresenta una campagna di sensibilizzazione sociale già lanciata da anni in altre città italiane, ma non a Roma, rivolta sia agli automobilisti indisciplinati, sia a chi il contrassegno ce l’ha ma lo usa in modo improprio… Avendo lavorato nel settore dell’assistenza ai diversamente abili, mi è capitato spesso di chiedere a persone che scendevano dalla propria macchina, dopo averla lasciata in un parcheggio per disabili, chi fosse il disabile; le risposte, a volte garbate, a volte inenarrabili, erano le più curiose: “la disabile è mia madre ma ora è a casa malata”, “il disabile è mio figlio ma io non vivo in questa zona”, “il disabile è mio marito che è a lavoro”. Tra queste risposte ci sarà stato anche un pizzico di verità, ma il fatto di avere una persona disabile in famiglia, non autorizza “tutti” i componenti del nucleo familiare ad usare il tagliando arancione per parcheggiare comodamente l’automobile in un parcheggio disabili senza la cara persona al fianco; chi guida deve capire, e ricordare, che se il disabile non è a bordo del mezzo o non lo sta andando a prendere, non può e non deve lasciare il veicolo su quel parcheggio riservato, perché è un atto improprio, che toglie la possibilità a chi ne ha veramente bisogno, di beneficiarne. Il Comitato Torresina è intenzionato a proporre al Municipio Roma XIV l’adozione della campagna di sensibilizzazione sociale “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” , per proseguire nel progetto “Acca Torresina”, che mira ad avere un quartiere a misura di disabili, anziani e bambini. INCIVILE 13

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di Antonio Di Siero “RAVENLOFT” DOVE FINISCE L'AVVENTURA, DOVE COMINCIA L'ORRORE (Ambientazione originale creata da Tracy e Laura Hickman) PREMESSE STORICHE. Anno 299 del Calendario Baroviano Nasce Strahd, rampollo della nobile dinastia dei conti Von Zarovich di Barovia; Anno 320 CB I Terg prendono possesso di Barovia forzando i Von Zarovich all'esilio; Anno 321 CB Strahd forma un esercito e guida la riconquista della Barovia dall'invasore Terg; Anno 347 CB Dopo una lunga guerra, cacciati i Terg, Strahd reclama il trono dei propri antenati; Anno 351 CB Strahd scatena l'inferno. nome di Tracy Hickman è indissolubilmente legato all'ambientazione più popolare in assoluto per il gioco di ruolo Advanced Dungeons and Dragons “Dragonlance”. Meno noto è il suo coinvolgimento, insieme alla sorella Laura, nella creazione dell'altrettanto popolare ambientazione horror di “Ravenloft”. La storia comincia da lontano, con un modulo di avventura “omicida” (la conclusione naturale del modulo era lo sterminio del gruppo di avventurieri) dal titolo “Raveloft” in cui uno sventurato “party” era condotto in una dimensione parallela e spinto a indagare sul misterioso vampiro Strahad Von Zarovich e il suo castello maledetto, Ravenloft (siamo nel 1983, la prima edizione di AD&D). Il successo commerciale del modulo spinse l'editore TSR a pubblicare un sequel dal titolo “Ravenloft II: the house on Gryphon Hill” (“La casa sulla Collina del grifone”). La seconda edizione di AD&D, famosa soprattutto per l'immane quantitativo di materiale pubblicato dalla TSR, fu l'occasione per “esplodere” l'ambientazione e narrare la storia che circonda il Semipiano del Terrore. Dopo la riconquista di Castel Raveloft e i territori della Barovia, Strahad si sottopose al giuramento dei suoi antenati dichiarando, senza sapere cosa comportassero quelle parole “Io sono Strahad, io sono la Terra”. La visita del suo fratello Sergej, giovane e di buon cuore, sconvolse la vita di Strahad. Sergej portava con sé la promessa sposa Tatiana di cui Strahad si innamorò alla follia. In un tomo poi perduto Strahad scovò un incantesimo d'amore. In realtà, gli unici effetti dell'incantesimo furono tramutare Strahad in un vampiro (la sua prima vittima fu lo stesso Sergej), portare l'intera Barovia in una dimensione parallela avvolta dalle nebbie, causare il suicidio di Tatiana (probabile riferimento alla moglie del nobile romeno Vlad Tepes AKA Dracula), e condannare Strahad a vivere in eterno in quel luogo con il suo regno, prigioniero delle nebbie che lo avvolgono continuamente e che sembrano “giudicare” e all'occorrenza punire, il comportamento di ogni essere sul territorio. Bloccato dalle nebbie che gli impediscono di fuggire, Strahad strinse un'alleanza con gli zingari locali, i misteriosi vistani e la loro decana, Madame Eva. 14 Il Il bisogno di fuggire dalla sua prigione lo spinse inoltre ad allearsi con il malvagio mago Azalin che si rivelò essere un “lich”, un mago che ha cristallizzato la propria anima tra la vita e la morte ottenendo poteri superiori. La malvagità di Azalin fece sì che un secondo territorio venisse creato: il territorio di Darkon. Altri territori vennero ad aggiungersi al semipiano, ognuno una prigione per un essere chiamato “Signore Oscuro”, ognuno condannato a vivere in eterna sofferenza. Strahad continua a incontrare reincarnazioni di Tatiana che muoiono ogni volta nei modi più crudeli, Azalin è semplicemente prigioniero. Ce sono tanti altri personaggi, molti dei quali “rubacchiati” da altri mondi, come la templare Takok Ann, nata su Athas, il mondo di Dark Sun (di cui vi abbiamo parlato alcuni anni fa), incapace di risvegliare il suo signore, il re della città di Kalidnai, nonostante i continui sacrifici nell'arena; Lord Soth, il più malvagio dei Cavalieri Oscuri di Dragonlance, condannato a non trovare riposo dopo la morte. L'ambientazione partì come una semplice collezione (incredibilmente ben gestita), di stereotipi da classici del cinema horror americano e britannico e della letteratura classica. Girovagando per il mondo si incontrano creature prese dal “Dracula” con Bela Lugosi (lo vedete nell'immagine), da “Frankenstein” della Universal, da “Dr. Jeckill e Mr. Hyde” di Stevenson, da “Barbablù” di Perrault... Unica luce di speranza in questo deserto di orrore sembra essere il Dr. Rudolph Van Richten a cui sono attribuite molte delle storiche “guide” ai mostri principali di Ravenloft, vampiri, fantasmi... Ulteriori moduli di espansione hanno inoltre immesso nella campagna elementi come il circo errante maledetto; le avventure in Transilvania (sic.) e nell'America di fine '800. L'editore Wizard of the Coast che ereditò il brand D&D dopo la scomparsa della TSR, resuscitò Ravenloft insieme ad altri mondi come Dragonlance e Forgotten Realms per la sua terza edizione dello storico gioco di ruolo. Da un punto di vista del gioco, Ravenloft era un'ambientazione difficile, soprattutto per il master che aveva il compito di giocare con le emozioni del giocatori senza scadere nel ridicolo (cosa che accadeva molto più di frequente di quanto possiate immaginare!). Segue a pag. successiva

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Segue da pag. precedente Ai giocatori era invece richiesto di assecondare le atmosfere del Semipiano del Terrore simulando stati come l'orrore e la follia (i manuali offrono una vasta gamma di psicopatologie insieme malattie e maledizioni di vario genere). Chi volesse addentrarsi nei Domini del Terrore negandosi però al piacere di una serata con gli amici tirando dadi e scrivendo punteggi su una schedapersonaggio, può procurarsi i romanzi ambientati a Ravenloft, di Christie Golden e altri, tutti pubblicati in italiano dall'editore Armenia. Una curiosità: esiste un solo oggetto che possa uccidere, almeno temporaneamente Strahad. Si tratta del Medaglione del Sole ed è appeso al collo di uno zombie nelle segrete di Castel Ravenloft. Osservando bene il viso sfigurato dello zombie, si riconosceranno i lineamenti di Sergej Von Zarovich. COLLE DELLE TRASFORMAZIONI SORPRENDENTI Appuntamento alle 16 davanti all’ingresso della Metro B Circo Massimo (lato opposto a quella della FAO). Cimiteri che si fanno roseti, Orfeo che si fa benedettino, Ramsete che si fa Napoleone, templi che si fanno ristoranti. Inoltre S. Anselmo, Piazza dei Cavalieri, S. Alessio, S. Prisca e il Roseto comunale. DOMENICA 19 OTTOBRE ORE 11: ROMA SOTTERRANEA – GLI SCAVI, I REPERTI, I CAPOLAVORI DI S. PAOLO FUORI LE MURA Appunti amento alle 11 davanti al campanile di S. Paolo fuori le Mura. Biglietti d’ingresso agli scavi, al chiostro, alla Pinacoteca e al museo € 4. Gli scavi ci permettono di scendere sotto il livello della Basilica. S ABATO 25 OTTOBRE ORE 16: R OMA SOTTERRANEA (MA NON SOLO) – SOTTO E SOPRA AL CELIO. Appuntamento ore 16 davanti l’ingresso della FAO (uscita Metro B Circo Massimo) Fra i Sette Colli, il Celio è quello che ha mantenuto un suo fascino particolarmente appartato e fuori del tempo. Non ci saranno solo le case romane del Celio (per le quali va pagato un biglietto di ingresso di € 6), da vedere nei sotterranei della chiesa dei S. Giovanni e Paolo…. D O MENI CA 26 O TTOBRE O RE 16: S A N TI Q UA TTRO CORONATI ED ESTERNI DEL COLOSSEO Appuntamento ore 16 davanti alla Chiesa dei Santi Quattro (raggiungibile a piedi dalla stazione della Metro Colosseo) Questa chiesa, fortezza medievale, nella quale si rifugiavano i Papi nei frequenti casi di turbolenza al Laterano, racconta molti secoli feroci. A pochi passi le sorprese del lato meridionale del Colosseo. VISITE ED ESCURSIONI IN CITTA’. SABATO 18 OTTOBRE ORE 16: L’AVENTINO. Zainetto Rosso organizza visite guidate a Roma e dintorni, in maniera molto DALLA REDAZIONE informale. Non c’è obbligo DE L P I C CH I O di prenotazione, ci si incontra dove viene dato appuntamento. Chi partecipa dovrà cercare uno Zainetto Rosso (da questo il nome del gruppo). Il gruppo è ancora in formazione, per cui si prevedono solo eventuali contributi liberi, per la realizzazione e la condivisione di materiale informativo sui percorsi. Tra coloro che partecipano si formerà una rete, per essere informati sugli incontri successivi, modifiche dei percorsi, suggerimenti ecc. Lo Zainetto Rosso ha cominciato ad essere operativo da settembre . Per ottobre, segnaliamo solo le visite che saranno realizzate a Roma, dall’11 in poi. N.B. gli orari o le date degli incontri potrebbero subire lievi cambiamenti. info: diego1cruciani@gmail.com SABATO 11 OTTOBRE ORE 16: L’ISOLA CHE NON C’ERA: L’ISOLA TIBERINA. Appuntamento alle ore 16 davanti al monumento al Belli a Piazza Sonnino (fermata tram 8). La leggenda racconta che l’Isola Tiberina sia nata dal grano di Tarquinio il Superbo buttato a fiume dalla rivoluzione repubblicana. MARTEDÌ 14 OTTOBRE ORE 18: ROMA ENIGMATICA (NON SOLO) – BERNINI E L’ETERODOSSIA PROIBITA Appuntamento alle 18.00 davanti all’elefantino di S. Maria sopra Minerva (di fianco al Pantheon) C’è veramente molto nel famoso “Pulcin della Minerva”, la storia del declino degli ultimi faraoni egizi (non c’è bisogno di confermare che leggeremo i geroglifici sull’obelisco, come tradizione dello Zainetto Rosso). Lo GITE ED ESCURSIONI FUORI ROMA Iniziative del Circolo ECOIDEA Lidia Serenari e LEGAMBIENTE Via L.Maglione 39 Tel.06.3081.0889-Fax 06.338.0050 Per informazioni dettagliate e prenotazioni telefonare a: Franca e Paolo (ore serali) : 06.3550.4090 – 339.7132.645 • 12 Ottobre • 19 Ottobre Monti Cimini. Raccoglieremo castagne con camminata salutare, facile. Roccamassima-volo dell’Angelo. Divertentissima esperienza, volare da una montagna ad un’altra. . . . . attaccati ad un filo di 2 km. Si può fare a 35 euro cad. o 60 euro a coppia. Prenotare entro il 5 ottobre Narni sotterranea. Nella mattinata faremo un’escursione nei dintorni; nel pomeriggio nei sotterranei della città, tra storia cultura ed inquisizione. Facile. Il Sirente. Con una scenografia dolomitica e da cartolina faremo una lunga passeggiata, 8 km. 100 mt. Dislivello, facile. Campo dell’Osso. Con i colori dell’Autunno, una bella esursione con tante foto da concorso fotografico. Facile. Monte Leano. A grande richiesta torniamo su questa montagna, dove le vedute sulla pianura pontina ci ripagheranno dei 300 mt. di dislivello. su carrareccia, facile. Civitella Cesi . Lunga ma interessante escursione in un territorio poco conosciuto e selvaggio, 15 km. Facili. Monte Moneta. Finalmente un po’ di montagna e . . . che montagna! Resterete sbalorditi per la bellezza del paesaggio, 360 mt. di dislivello. 15 • 26 Ottobre • 09 Novembre • 16 Novembre • 23 Novembre • 30 Novembre • 14 Dicembre

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