Nutrice_Schiavarelli_Catalogo_online

 

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Nutrice Maria Lucrezia Schiavarelli

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Nutrice, 2014, installation: textiles, seeds (wheat, rice, barley, millet, rye, oat, corn), wood, steel wire Nutrice,2014, installazione: tessuti,semi (grano, riso, orzo,miglio, segale,avena, mais), legno, cavo d’acciaio Sunday - Sun - Wheat - Gold Domenica - Sole - Grano - Oro

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passing by and seeds bearing fruits. Nutrice gives shape to such an endless cycle through seven different drapes of a different colour each, featuring the astrological symbols, related to each day of the week, and now revisited in terms of shape and colours of the different cereals (wheat, rice, barley, millet, rye, oat and corn), according to Steiner’s anthroposophy. These art crafts are free to flap in the breeze, as processional banners, altar armaments, sheets hanging from balconies in Southern countries, proudly showing a double principle of life – symbol and substance – captured in a locket, also representing the sieve separating the grain from its impurities. Seeds, woven together through the gentle and slow moving gesture of sewing, look like the initials embroidered on a precious trousseau, tying the union of the stars with the community. It is a marriage, indeed, celebrating the astrological symbols, featured as live entities, and not conceived as mere invented hieroglyphs, but rather as the synthesis of a real cohesion between sky and earth, nourishing and providing us with what we need. Maria Lucrezia Schiavarelli’s work unfolds and develops like a living organism, in line with what has always been the core of her research, starting from basic elements like molds, then reaching to complex subjects, like human anatomy. She depicts life as deprived of weight and rigidity, though not in the same acceptation as Bauman’s liquid society, where all form of stability melt. Life, as captured by Maria Lucrezia, has more of an amniotic, pre-natal and therefore, maternal connotation. A place where all can still organize and grow following to its peculiar essence, just like the eye’s iris can correspond with a starry sky since they share, in fact, the Medesimi rapporti (Same proportions). W hat is the nature of days? The answer provided by a rural society would have been they are time and seeds: time

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In this womb, even single vegetables or animals acquire their own identity and life. You get the impression that these objects are being observed, carefully looked after, almost caressed, and revealing the importance of sensorial perception in grasping the inner meaning of reality. The scale of proportions is not always clear – an organic form might blend into a city-map – however, that is nothing but the reflection of ambivalent spaces oscillating between macro and microcosm. Ambiguity, not vagueness. If so many Italian artists have been inspired in the last decades by Italo Calvino’s Lightness, the most appropriate American lesson concerning Maria Lucrezia Schiavarelli would be “exactitude”: clear sign, keen eye on details, bright images and deep interest of science. Her work connects with the minimal art not so much by the use of simple and geometric shapes, rather repeating a continuous and patient gesture. Her commitment to exactitude comes also from the microscope, the scientific tool that manages to watch closely the inner structure of things. It is the exactitude given by minimalism, as visible in backlight in the majority of her works, a relation observed more in the continuity of detailed gestures rather than in the geometrical scale of shapes. It is also the microscope vision of things, the way of deeply looking at the inner structures. Hence the question: what is the nature of days? Maria Lucrezia Schiavarelli’s work shows her bright love for making, as a reflection of “thinking through her own hands”, her processing abstract concepts just when shaping a new object. It recalls the same pleasant feeling one gets looking at some refined decorations or mandala: once carefully observed they reveal the density of pure repetitive configurations. According to Gombrich, there is an innate “sense of order” inciting man to scan time and space. A similar attitude spots in Maria Lucrezia’s works, though disclosing a “sense of harmony”, since her research focuses mainly on the equilibrium point. Massimo Marchetti

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Saturday - Saturn - Corn - Black Sabato - Saturno - Mais - Nero

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i cosa sono fatti i giorni? Di tempo e di semi, si sarebbe risposto nelle società agricole: tempo che passa e semi che danno frutti. Nutrice dà forma a questa eterna ciclicità con sette drappi di differenti colori su cui si stagliano i simboli astrologici dei pianeti associati ai giorni della settimana, simboli plasmati con semi di cereali diversi (grano, riso, orzo, miglio, segale, avena, mais) assegnati secondo le indicazioni dell’antroposofia steineriana. Questi manufatti liberi di vibrare al soffio del vento sono degli stendardi da processione, dei paliotti d’altare, delle lenzuola stese alle finestre nei paesi del Sud che mostrano orgogliosamente un doppio principio di vita – simbolo e sostanza – sintetizzato nel loro medaglione, che è anche il setaccio che trattiene il grano e lo separa dalle impurità. Con questo gesto di “insaccatura” lento e meticoloso, i semi vengono intessuti come le cifre di un prezioso corredo per lo sposalizio degli astri con la comunità. È difatti un matrimonio quello che si celebra: quei simboli astrologici che si manifestano come entità vive è come se dicessero di non essere semplici geroglifici generati della fantasia, ma la sintesi dell’unità concreta del Cielo con la Terra che ci nutre per quel che ci spetta. Quello di Maria Lucrezia Schiavarelli è un lavoro che sembra svilupparsi come un organismo vivente. Rielaborando soggetti che vanno da forme elementari come la muffa fino alla complessità dell’anatomia umana, Maria Lucrezia ha fatto della materia vivente il fulcro della propria ricerca. È una vita che fluttua priva di rigidità e di peso, ma non si tratta di un mondo liquido come lo intenderebbe Bauman, dove si scioglie ogni forma di stabilità esistenziale, quanto piuttosto di una sfera amniotica, pre-natale, e quindi materna. Un luogo dove le forme possono strutturarsi ed evolversi secondo il proprio spirito, come l’iride dell’occhio che arriva a coincidere con il cielo stellato perché, al di là delle apparenze, hanno Medesimi rapporti. D

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Friday - Venus - Oat - Light Green Venerdì - Venere - Avena - Verde Chiaro

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Nutrice , 2014, installation: textiles, seeds (wheat, rice, barley, millet, rye, oat, corn), wood, steel wire Nutrice,2014, installazione: tessuti,semi (grano, riso, orzo,miglio, segale,avena, mais), legno, cavo d’acciaio Tuesday - Mars - Barley - Red Martedì - Marte - Orzo - Rosso Wednesday - Mercury - Millet - Sky Blue Mercoledì - Mercurio - Miglio - Celeste

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Monday - Moon - Rice - Silver Lunedì -Luna - Riso - Argento Thursday - Jupiter - Rye - Blue Giovedì - Giove - Segale - Blu Nutrice , 2014, installation: textiles, seeds (wheat, rice, barley, millet, rye, oat, corn), wood, steel wire Nutrice,2014, installazione: tessuti,semi (grano, riso, orzo,miglio, segale,avena, mais), legno, cavo d’acciaio

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In questo grembo, anche singoli organi vegetali o animali acquisiscono un’esistenza autonoma e una propria individualità. L’impressione è che si tratti di soggetti sotto osservazione, curati con attenzione, quasi accarezzati, che indicano a chi osserva come la comprensione più profonda debba passare attraverso i sensi. I rapporti di grandezza tra i segni a volte sfuggono – una forma organica si confonde con la mappa di una città – ma è l’ambiguità di un territorio che oscilla sempre tra il micro e il macrocosmo.

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Ambiguità, ma non vaghezza. Se molti artisti italiani degli ultimi vent’anni hanno un debito nei confronti della leggerezza calviniana, nel caso dell’opera di Maria Lucrezia forse la lezione americana più indicata potrebbe essere quella dell’ “esattezza”: precisione di segno, cura del dettaglio, nitore dell’immagine, e uno spiccato interesse nei confronti di temi scientifici. È l’esattezza del minimalismo leggibile in controluce in molti suoi lavori, una parentela che non riguarda la riduzione delle forme quanto piuttosto il gesto ripetuto, continuo e paziente; ma è anche l’esattezza del microscopio che permette di osservare la struttura intima delle cose. Ecco come nasce la domanda: di cosa sono fatti, uno dopo l’altro, i nostri giorni? In tutto il lavoro di Maria Lucrezia Schiavarelli è leggibile un luminoso piacere del fare, espressione di una pienezza data dal fatto di riuscire a “pensare” con le proprie mani, di elaborare un concetto proprio nel momento in cui se ne fabbrica la forma, quella sensazione che a volte si può avere di fronte a certe raffinate decorazioni o ai mandala, che se osservati con attenzione rivelano una densità inaspettata nella purezza di configurazioni ripetitive. Analizzando certi fregi di questo tipo, Gombrich parlava di un innato “senso dell’ordine” che spingerebbe l’uomo a scandire il tempo e lo spazio, e qualcosa di simile si può intuire nella pratica artistica di Maria Lucrezia, ma precisando che si tratta di “senso dell’armonia”, perché il suo, in definitiva, è un costante studio sul punto di equilibrio. Massimo Marchetti

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