Rassegna di Biourbanistica n.01/2011

 

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numero uno · marzo duemilaundici rassegna di biourbanistica rivista della società internazionale di biourbanistica biourbanistica e politica la dimensione sociopolitica dello spazio urbano nell epoca della transizione scritti di nikos salingaros stefano serafini antonio caperna alessia cerqua fabio cremascoli matteo rocca ettore maria mazzola alessandro giuliani massimiliano caserta sabrina fantauzzi rivista aperiodica della società internazionale di biourbanistica redazione alessia cerqua direttore stefano serafini antonio caperna fabio cremascoli per informazioni suggerimenti e richiesta arretrati info@biourbanism.org www.biourbanistica.com www.biourbanism.org

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1 indice biourbanistica politica transizione di stefano serafini pag 2 biourbanistica verso una definizione di antonio caperna alessia cerqua alessandro giuliani nikos a salìngaros stefano serafini pag 3 non-adaptive architectural implementations urban plazas that fail di nikos a salingaros pag 5 biourbanistica per la città del xxi secolo di antonio caperna pag 7 imparare ad apprendere strategie di pianificazione nell epoca della complessità di alessia cerqua pag 13 gli ambiti d azione delle politiche urbane per il cambiamento di fabio cremascoli pag 16 dall urbanistica alla biourbanistica dalla città all ipercittà nuovi significati urbani nel paradigma dell interattività di matteo rocca pag 19 il presente dello spazio di massa di massimiliano caserta pag 24 quale futuro per le nostre città di ettore maria mazzola pag 25 roma laboratorio per il ritorno ad un architettura a misura d uomo di sabrina fantauzzi pag 27 segnalazioni appuntamenti pag 26 rassegna di biourbanistica è una rivista aperiodica della società internazionale di biourbanistica redazione alessia cerqua direttore stefano serafini antonio caperna fabio cremascoli foto di copertina berlino 2011 © alessia cerqua per informazioni suggerimenti invio contributi e richiesta arretrati info@biourbanism.org rivista disponibile on line su www.biourbanistica.com www.biourbanistica.com www.biourbanism.org rassegna di biourbanistica n 01/2011

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2 biourbanistica politica transizione di stefano serafini l impegno della società internazionale di biourbanistica e dei suoi amici primi fra tutti il gruppo salingaros avoe civicarch contro la dissoluzione delle città in periferie è stata anticipata negli stati uniti da un ampia frangia di contestatori di alto livello professori universitari ricercatori teorici dell architettura nel cuore dell impero l impatto è infatti giunto prima e su scala assai più vasta che da noi per cui si può asserire che il popolo americano è il primo testimone-vittima del sistema che gli usa hanno contributo a diffondere in tutto il mondo la situazione migliore dell europa si deve anche alla resilienza di una cultura ­ fatta soprattutto di architettura e urbanistica pre-moderne ­ che la seconda guerra mondiale e il dopoguerra non sono riusciti a demolire del tutto da noi alcune città piccoli centri corsi e piazze resistono ancora da qui il pellegrinaggio continuo di studiosi e istituzioni statunitensi presso le città d europa per impararne una via di salvezza ma per quanto ancora ogni giorno un pezzo ulteriore di quella cultura viene abbattuto basta la costruzione di un centro commerciale per uccidere decine di piazze di un monumento archistar per spegnere la vita di un quartiere basta la deformazione del nostro senso del armonia in estetica del consumo ad opera di una filosofia architettonica dichiaratamente sadiana ad es il decostruttivismo al servizio di mercati colossali che dominano i media basta che enti di servizio dedichino le proprie risorse all immagine come ad es certi comuni con la cartellonistica a pagamento sopra i più bei monumenti d italia o le ferrovie dello stato con le loro centinaia di schermi pubblicitari posizionati in tutte le stazioni del paese perché l iperreale invada finanche gli ultimi ritagli civili di spazio e di tempo È assolutamente chiaro oltre atlantico ­ assai meno in europa e in italia dove appunto solo noi muoviamo una critica scientifica così diretta ­ che il problema urbanistico e architettonico ha un immediata valenza politica e tale crisi politica esemplificata dalla devastazione dello spazio civile prima ancora di quello ecologico «entropia resa visibile» dice j h kunstler è strettamente legata alla fine del sogno illuministico trasformatosi in incubo nichilista il nostro compito va perciò ben oltre il dibattito architettonico e anche oltre il modo ormai inadeguato di concepire la politica adottato sino ad oggi dobbiamo raccogliere di nuovo la sfida addormentata della filosofia e delle scienze europee qui dove tutto è cominciato È per questo che abbiamo fondato la società internazionale di biourbanistica volendone la sede principale a roma e ci rivolgiamo ai cittadini e agli esperti di tutte le discipline per un lavoro collettivo di rifondazione epistemologica per rinnovare visioni spazio etica politica scienza civiltà il lavoro della società internazionale di biourbanistica riprende dunque senz altro la lezione critica del new urbanism ­ dove non si trovano foucault né lefebvre ma un messaggio immediato dal quale cominciare ad articolare un discorso più elaborato e n 01/2011 rassegna di biourbanistica

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3 necessario ­ e lo arricchisce di una consapevolezza epistemologica e biopolitica le quali unite a tale concretezza possono fornire un autentica novità culturale uno strumento forse addirittura vitale per affrontare la crisi globale i cui effetti devastanti affronteremo nei prossimi decenni biourbanistica verso una definizione [definizione di biourbanistica redatta dal gruppo di lavoro formato da antonio caperna alessia cerqua alessandro giuliani nikos a salìngaros stefano serafini la biourbanistica ha per oggetto lo studio dell organismo urbano inteso come sistema ipercomplesso l analisi delle dinamiche interne e quelle con il suo intorno territorio nonché le relazioni che sussistono tra dette componenti la biourbanistica considera il corpo urbano come costituito da una molteplicità di livelli interconnessi che si influenzano vicendevolmente in modo non-lineare tale caratteristica induce l emergere di proprietà complessive non prevedibili attraverso lo studio delle singole parti ma solo dall analisi dinamica dell intero questo atteggiamento conoscitivo accomuna la biourbanistica alle scienze della vita e più in generale a tutte quelle scienze che nel xxi secolo si occupano di sistemi integrati come la meccanica statistica la termodinamica la ricerca operativa e l ecologia la similitudine non è solo metodologica ma anche nei contenuti da cui il prefisso bio essendo le città l ambiente di vita della specie umana da qui il riconoscimento di `forme ottimali rilevabili a diverse scale di definizione dalla fisiologia fino al livello ecologico che attraverso processi morfogenetici garantiscono l optimum in termini di efficienza sistemica e di qualità di vita degli abitanti una progettazione che non obbedisca a queste leggi è destinata a creare ambienti antinaturali ostili all evoluzione degli individui e al rassegna di biourbanistica n 01/2011

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4 rafforzamento della vita molteplici declinazioni nelle sue la biourbanistica agisce sul mondo reale attraverso una metodologia partecipativomaieutica con verifica intersoggettiva ovvero il benessere percepito e comunicato dagli abitanti e oggettiva ovvero le misurazioni sperimentali di indici fisiologici sociali economici obiettivo della biourbanistica è quello di fornire un contributo scientifico che concorra i allo sviluppo e all attuazione delle premesse dell ecologia profonda bateson sul piano socio-ambientale ii alla rilevazione e attuazione delle potenzialità di miglioramento dell ambiente rispetto ai bisogni di natura degli esseri umani che vi vivono e del loro ecosistema iii a gestire la transizione dall economia dell energia fossile a un nuovo modello organizzativo della civiltà iv ad approfondire in particolare l organica interazione di fattori culturali e fisici nella realtà urbanistica sociogeometria studio dei flussi e delle reti ecc bibliografia nikos salingaros twelve lectures on architecture algorithmic sustainable design solingen umbau verlag 2010 nikos salingaros antonio caperna michael mehaffy geeta mehta federico mena quintero agatino rizzo stefano serafini emanuele strano «a definition of p2p peer-to-peer urbanism» aboutuswiki the p2p foundation dorfwiki peer to peer urbanism september 2010 presented by nikos salingaros at the international commons conference heinrich böll foundation berlin 1st november 2010 milena de matteis stefano serafini a cura di progettare la città a misura d uomo l alternativa ecologica del gruppo salìngaros una città più bella e più giusta roma sibu 2010 stephen marshall cities design evolution london routledge 2008 peter newman tima beatley heather boyer resilient cities responding to peak oil and climate change washington island press 2009 joseph p zbilut alessandro giuliani simplicity the latent order of complexity new york nova science publishers 2007 trad italiana l ordine della complessità milano jaca book 2009 sergio porta paolo crucitti vito latora the network analysis of urban streets a primal approach environment and planning b planning and design 33 2006 pp 705-725 alessia cerqua complessità ed incertezza nella pianificazione un approccio interdisciplinare per la comprensione delle dinamiche territoriali roma aracne 2009 juval portugali ed complex artificial environments simulation cognition and vr in the study and planning of cities berlin heidelberg new york springer 2006 michael batty cities and complexity understanding cities with cellular automata agent-base models and fractals cambridge mass mit press 2005 christopher alexander the nature of order 4 voll berkeley ca center for environmental structure 2002-2005 juval portugali self-organization and the city berlin springer-verlag 2000 grant hildebrand origins of architectural pleasure berkeley ca university of california press 1999 stephen r kellert edward o wilson eds the biophilia hypotesis washington island press 1993 rené thom esquisse d une sémiophysique paris intereditions 1991 antonio lima-de-faria evolution without selection form and function by autoevolution london ­ new york ­ amsterdam elsevier science 1988 trad italiana evoluzione senza selezione autoevoluzione di forma e funzione genova nova scripta 2003 gregory bateson mind and nature a necessary unity advances in systems theory complexity and the human sciences cresskill n.j hampton press 1979 trad italiana mente e natura milano adelphi 1984 conrad h waddington tools for thought london jonathan cape ltd 1977 trad italiana strumenti per pensare un approccio globale ai sistemi complessi milano mondadori 1977 rassegna di biourbanistica n 01/2011

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5 edgar morin la méthode i la nature de la nature paris seuil 1977 trad italiana la natura della natura milano raffello cortina 2001 ludwig von bertalanffy general system theory new york george braziller 1968 trad italiana teoria generale dei sistemi milano ili 1971 non-adaptive architectural implementations urban plazas that fail di nikos a salingaros for architecture and the built environment a tendency to follow or accept information that is verifiably incorrect has the effect of diminishing human wellbeing in the past few decades we have seen for example the deliberate dismemberment of a historic urban plaza that had been the focal point of social life for centuries the damage is done by well-meaning politicians who commission an architect to upgrade this urban space by introducing a more contemporary aesthetic and getting rid of existing old-fashioned components salingaros pagliardini 2009 the usual result is the creation of an unpleasant psychologically menacing environment that few persons feel comfortable using after the supposed renovation nevertheless this alarming trend of destroying usable urban space is now becoming established practice all around the world citizen protests apparently have no influence while the architectural establishment routinely gives out awards for these projects this contradictory practice applies not only for urban spaces but also for many contemporary architectural and urban interventions explanations are needed for the behavior of the two principal actors in these actions first the politicians who willingly commission a project that degrades working public space in their constituency second the architects who conceive and implement the instrument of destruction politicians actions are driven by the desire to oblige powerful groups rassegna di biourbanistica n 01/2011

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6 that can help finance their re-election and this agenda includes following current fashions without reflecting on negative longer-term consequences the dominance of a particular architectural aesthetic in today s society means that inevitably an expert consultant upon whom a politician relies for advice on architectural and urban projects will propose a non-adaptive intervention the second actor the architect who ignores what is best for the people and place he or she is designing and deliberately if not defiantly designs an environment that is by its very nature psychologically hostile is driven to negligence by different motives it is not an exaggeration to accuse such professionals of committing an act of aggression against the human dimensions of social spaces albeit with the best of intentions contemporary practitioners have been trained to implement a peculiar design aesthetic regardless of whether it damages the quality of human life in and round those spaces after they are built salingaros 2010 they substitute the singularity of an object form for the rich informational complexity of context which is what formerly gave life to an urban space throughout its historical evolution the ideologically-oriented education of the past several decades does not teach architectural practitioners how to evaluate the adaptive success or failure of a working architectural form or space the sole criterion used for judgment is whether the design conforms to a narrow set of approved visual stereotypes a built form is good when it has a certain hard industrial-minimalist look in the majority of cases the result of such an untested approach is damaging to the environment during the process of upgrading these new structures take on a novelty that might rassegna di biourbanistica attract more people coming to see then but unfortunately this act perpetuates the illusion that this is an effective urban space even when in reality it is a fleeting condition of self-feeding ideology how can contemporary architects and their clients act against people s fundamental sensibilities against traditional design rules tested throughout millennia to guarantee the users physical and psychological comfort against common citizens protesting the hostility of the structures being erected even against the architect s and client s own sensory feedback such an architect or client is following a mandate and authorization from the reigning design paradigm which considers itself above all other responsibilities there exists a higher authority that overrides both science and neuro-engagement architects never admit they are causing damage to the built environment but feel immune to possible consequences because they are satisfying the wishes of an established organizational structure for them there is no liability towards society as long as the system s ideology is obeyed this essay was originally a section in the article cognitive dissonance and nonadaptive architecture published by the p2p foundation on 2 february 2011 and reprinted by the permaculture research institute on 9 february 2011 n 01/2011

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7 biourbanistica per la città del xxi secolo di antonio caperna introduzione il progetto biourbanism nasce da un comune sentire di un gruppo di studiosi sparsi tra l italia e altri paesi del mondo la nostra analisi si è soffermata su due elementi i il primo di ordine paradigmatico ovvero la profonda crisi del modello culturale razional-meccanicistico nelle sue molteplici declinazioni economiche politiche scientifiche e di valori cioè il modo in cui percepiamo analizziamo e ci rapportiamo con il mondo l arroccamento che molti soggetti espletano è il chiaro segno di mancanza di linfa vitale e capacità di gestire un sistema socio-economico politico e tecnologico divenuto via via sempre più complesso ii il secondo elemento è di ordine spaziale ed è l ambiente urbano la città ovvero lo spazio fisico sociologico politico economico e di di valori dove questa inadeguatezza si manifesta in tutta la sua drammaticità come accennato sopra gli eventi che si sono profilati all orizzonte nel corso degli ultimi decenni sono eventi che rappresentano una sfida senza precedenti per la storia dell uomo mai prima in passato un modello culturale quello occidentale assurge a modello planetario la sua impostazione concettuale e le sue intrinseche contraddizioni hanno prodotto scenari di profondo squilibrio i squilibri socio-economici con conseguenti movimenti migratori interni ai paesi e tra i paesi ricchi del nord e quelli poveri del sud tutto ciò soprattutto nel sud del pianeta produce effetti devastanti come la crescita esponenziale del fenomeno conosciuto come megalopoli rassegna di biourbanistica città-stato su cui si concentra in molti casi gran parte della ricchezza di una intera nazione e che risucchiano masse di diseredati dalle aree rurali ii una labilità sempre più evidente del sistema energetico strutturato sulle energie fossili e su di un sistema centralizzato di distribuzione iii l affanno in cui versa il sistema ecologico del nostro territorio che unito alla scarsissima resilienza di questo ha come risultato continui danni in termini di vite e di costi tutto ciò ha determinato un sistema estremamente labile sia in termini economici che socio-politici eventi naturali o azioni scellerate di gruppi terroristici possono arrecare danni incalcolabili attraverso un effetto domino e ciò perché il sistema è strutturato secondo un modello organizzativo che si è dimostrato incapace di comprendere la reale portata delle sfide da fronteggiare i problemi della contemporaneità hanno un carattere globale e vanno letti attraverso una analisi delle interconnessioni reciproche ciò richiede un mutamento radicale nel nostro modo di pensare un cambio di paradigma questa sfida è stata raccolta dagli studiosi di biourbanism che si fanno artefici ed interpreti di un nuovo modello culturale e scientifico che ha profonde implicazioni non solo per gli studi urbani ma più ingenerale per la scienza e la filosofia per l economia l organizzazione sociale la politica e l educazione l approccio territoriali urbanism biourbanistico città biofilica e reti p2p la risposta di biourbanism è innanzitutto in termini di paradigma tale mutamento non è solo una questione scientifica ma rappresenta una profonda trasformazione del modello culturale con valori e modalità n 01/2011

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8 che si discostano profondamente dal vecchio modello razional-meccanicistico si tratta di un passaggio epocale un profondo abisso intermini scientifici e filosofici da un lato lo studio di strutture viventi e non intese come meccanismi dove la questione base è di cosa è fatto quel corpo dall altro un approccio che si chiede come è strutturato lo schema di quel corpo vivente e non siamo in presenza di due modalità di concepire il mondo che sono contrapposte da un lato lo studio delle singole componenti di un ente vivente e non che è inteso come meccanismo dall altro lo studio delle relazioni ed interconnessioni di strutture intese come bio-entità ovvero manifestazioni di processi legati alla vita al modello antropocentrico strutturato sulla supremazia dell uomo noi sostituiamo il modello biocentrico cioè strutturato sulla vita nelle sue molteplici manifestazioni questo atteggiamento filosofico condiviso in passato da aristotele e göethe ha trovato oggi una sua formulazione in fisica nella matematica e in biologia nell ambito urbanistico artefici di questo approccio innovativo sono stati christopher alexander michael batty nikos salingaros per citarne alcuni ecco allora che la biourbanistica analizza il mondo come un insieme di eventi interconnessi ed interdipendenti l organismo urbano viene inteso come sistema ipercomplesso costituito da una molteplicità di livelli interconnessi che si influenzano vicendevolmente in modo nonlineare questa caratteristica induce l emergere di proprietà complessive non prevedibili attraverso lo studio delle singole parti ma solo dall analisi dinamica dell intero questo atteggiamento conoscitivo accomuna la biourbanistica alle scienze rassegna di biourbanistica della vita e più in generale a tutte quelle scienze che nel xxi secolo si occupano di sistemi integrati come la meccanica statistica la termodinamica e l ecologia una progettazione che non obbedisca a queste leggi è destinata a creare ambienti antinaturali ostili all evoluzione degli individui e al rafforzamento della vita nelle sue molteplici declinazioni animale vegetale ed inanimata parliamo di biourbanistica perché l elemento che intendiamo preservare è la vita quindi la similitudine non è solo metodologica ma anche nei contenuti le città sono gli ambienti dove vive la specie umana purtroppo nel corso del xx secolo abbiamo assistito sempre più a forme di delirio architettonico divenute via via nel corso degli ultimi decenni un elemento rappresentativo dello spazio mediatico possiamo paragonare le architetture della contemporaneità ad una sorta di macchine sterili forme di delirio scultoreo prive di armonia e bellezza una raffigurazione iperreale del nulla l attacco ideologico ai concetti di armonia e bellezza in architettura ha raggiunto l apice con il decostruttivismo siamo alla fine degli anni ottanta ha inizio il business globale delle archistar multinazionali che hanno fuso l industria delle costruzioni e quella dello spettacolo il loro approccio è spregiudicato e in linea con l establishment economico-finanziario rem koolhaas conia lo slogan «fuck the context» e peter eisenman reclama il disinteresse per la funzionalità la bellezza e l etica in nome di una lussuosa creatività artistica questo circo mediatico ha ottenuto commesse in ogni parte del globo infischiandosene della cultura locale della sostenibilità dell etica e della funzionalità dell organismo architettonico trasformando così le realizzazioni architettoniche in forme di spettacolo iperreale che ha finito per n 01/2011

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9 sostituirsi alla civitas il simbolismo della nostra cultura architettonica ed urbanistica lo possiamo racchiudere in due parole gigantismo ed espansione il gigantismo puntiforme dei grattacieli o dei megacentri commerciali e quello della crescita ipertrofica delle megalopoli sono necessità intrinseche a questo modello sono una manifestazione della perdita del corpo spirituale in favore di un corpo meccanico la nostra idea di città è legata all idea stessa di vita essa deve avere un carattere biofilico ovvero concepita attraverso le leggi che sottendono la vita e per questo intimamente correlate alle esigenze sociopsicologiche dell uomo e con una genetica capacità di relazionarsi in termini non distruttivi con la natura questo modello richiede una nuova struttura di pensiero non si tratta di tecnica ma di un connubio tra scienza perizia tecnica e spirito solo da ciò scaturisce quella capacità di riconoscere e generare `forme ottimali rilevabili a diverse scale di definizione da interventi di microchirurgia urbana ad interventi su scala territoriale interventi che attraverso processi morfogenetici garantiscono l optimum in termini di efficienza resilienza e di qualità di vita degli abitanti il nostro obiettivo è quindi quello di fornire un contributo scientifico che concorra a delineare un nuovo modello di cultura e di città ciò significa i sviluppo ed attuazione delle premesse dell ecologia profonda ovvero una nuova interpretazione della vita come rete di fenomeni che sono interconnessi e interdipendenti quindi ogni espressione vitale dagli organismi viventi dai sistemi sociali agli ecosistemi è parte di un sistema rassegna di biourbanistica più complesso e dove ognuna di queste componenti e correlata ad altre attraverso rapporti di interdipendenza ii realizzare un modello di città su basi biofiliche ovvero rilevare ed attuare le potenzialità di miglioramento dell ambiente urbano rispetto ai bisogni di natura degli esseri umani che vi vivono È ormai noto dopo gli studi di edward o wilson sulla biofilia che l essere umano reagisce in modo positivo alle informazioni ricevute dal proprio ambiente e quindi più che mai necessario dare vita ad una architettura capace di supplire al nostro innato bisogno di connetterci con la vita e con i processi vitali al riguardo molto possiamo imparare dai costruttori delle antiche civiltà e ciò non solo nel contesto a noi vicino ma anche in ambienti e siti collocati su altri continenti le scelte formali operate dagli antichi costruttori che oggi possiamo leggere in chiave matematica attraverso la geometria frattale presentano un livello di complessità assolutamente coerente con la nostra struttura neurofisiologica fornendo così una naturale sensazione di benessere psicofisico una architettura biofilica è quella che alleggerisce il carico del nostro sistema cognitivo aiutandolo a raccogliere e riconoscere più informazioni nel modo più rapido ed efficiente favorisce l optimum per il nostro sistema sensoriale in termini di influsso neuromotorio ovvero effetti non depressivi né eccitanti induce un rafforzamento in termini emotivi e biologici a livello neurale aiuta come dimostrato da evidenze cliniche il sistema neuroendocrino e immunologico soprattutto quando siamo in condizioni precarie in termini di salute iii promuovere il passaggio da un n 01/2011

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10 sistema economico strutturato sulle energie fossili verso un modello bioeconomico l attuale modello economico strutturato sull uso delle energie fossili ha chiaramente mostrato i suoi limiti strutturali trascinandoci in un cul de sac la città è il luogo che meglio di ogni altro fornisce una tragica rappresentazione della obsolescenza del sistema economico ed energetico essa è il luogo dove l energia fossile viene consumata e dal quale scaturiscono gli output sotto forma di emissioni climalteranti rifiuti etc non possiamo parlare di sviluppo sostenibile finché saremo legati all energia di origine fossile la filiera degli idrocarburi prospezione estrazione raffinazione e trasporto è una delle principali fonti di impatto ambientale le fonti fossili sono anche responsabili del così detto fenomeno di transizione ambientale ovvero di quei problemi sanitari che nei paesi poveri si esplicano sotto forma di epidemie mentre nei paesi ricchi questo fenomeno si manifesta attraverso gli effetti deleteri degli inquinanti sempre legato al discorso energetico è l alterazione climatica del pianeta che non dimentichiamo che l attuale sistema energetico è anche causa delle alterazioni climatiche del pianeta con impatti devastanti in termini di vite e di distruzione del territorio biourbanistica propone una metamorfosi strutturale il primo fattore come detto sopra è innanzitutto culturale si deve essere coscienti che la terra su cui viviamo ha dei limiti ben precisi che la razza umana se vuole sopravvivere deve adeguare il suo comportamento alle capacità del pianeta evitando modi di vivere che sono in netto contrasto con i limiti biofisici della terra e con la seconda legge della termodinamica e più che mai necessario un modello rassegna di biourbanistica economico che si discosti profondamente dell economia standard basata sul modello meccanicistico l approccio bioeconomico invece tenta di integrare nella scienza economica gli apporti delle scienze biologiche cercando di dare un nuovo fondamento all economia e gettando le basi per un modello ispirato alla preservazione della vita un modello che privilegi le necessità e non i consumi la qualità e non la quantità strettamente correlato al sistema economico vi è quello energetico È più che mai necessario promuovere il passaggio a forme di energia rinnovabile agire sull efficienza delle nostre costruzioni e aumentare la capacità delle città di resistere agli urti dovuti ai fattori economici finanziari e naturali questo cambiamento è già in atto in moltissime realtà locali soprattutto la metamorfosi energetica sta mostrando il suo valore aggiunto rispetto al modello tradizionale in tale ottica il ruolo del decisore politico soprattutto su scala regionale diviene un fattore chiave la trasformazione energetica di un territorio è intimamente legata ai fattori locali quali quello istituzionale quello di gestione del territorio e ai fattori climatici aumentare la resilienza di un territorio o di una città rappresenta un investimento per il futuro sia in termini economici che sociali aumentare la resilienza vuol dire agire sulle capacità del sistema città o territorio a resistere ad eventi inaspettati questo implica un cambio nella capacità gestionale degli assetti energetici e una capacità a generare ambienti territoriali e urbani dal design e geometria biofilici gli assetti energetici dovranno rendere quanto più possibile autonoma una comunità ciò soprattutto attraverso l uso di energie rinnovabili e nel saper costruire utilizzando tecniche millenarie altamente n 01/2011

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11 efficienti e ad impatto zero in particolare per la rete energetica noi immaginiamo una energy local area network en-lan ovvero una rete energetica su scala locale così come accade per il funzionamento della rete internet che è stata pensata per evitare blocchi nel flusso dei dati anche la e-lan può essere strutturata su una energy web costruita su microgeneratori di piccola e media potenza le e-lan è già realtà in alcuni paesi come la germania essa garantisce un pluralità nelle forniture e soprattutto una resilienza del sistema energetico evitando i collassi tipici delle forniture centralizzate questa è una forma coerente con il nostro modello di urbanistica p2p che più avanti illustrerò iv attuazione di procedure progettuali ancorate ai principi del p2p urbanism la biourbanistica agisce sul mondo reale attraverso una metodologia partecipativomaieutica con verifica intersoggettiva ovvero il benessere percepito e comunicato dagli abitanti e oggettiva ovvero le misurazioni sperimentali di indici fisiologici sociali economici tale struttura trova attuazione nella metodologia del p2p urbanism i recenti sviluppi nel settore delle tecnologie dell informazione hanno avuto ed hanno una importante ripercussione sull approccio alle politiche urbane l urbanistica peer-to-peer è un approccio scaturito dai contributi emersi dal movimento del free software e alla rete peer-to-peer ove si sono gettate le basi per ridiscutere le fondamenta del pensiero impostato sul concetto di open source l idea del wiki congiuntamente alla metodologia del linguaggio dei pattern porta a riflettere su un nuovo approccio al progetto urbano ed architettonico basato sulle reali esigenze umane il modello teorico che stiamo delineando nasce dalla rassegna di biourbanistica naturale declinazione operativa dei concetti teorici sopra esposti e dalle potenzialità introdotte dalle nuove tecnologie lo sforzo teorico vede assieme non solo architetti o ingegneri ma figure professionali provenienti dal mondo dell informatica della biologia della filosofia e delle comunità della rete legate allo sviluppo del p2p l approccio p2pu intende fornire le basi teoriche per un modello che non sia più caratterizzato dalla convinzione che pochi ed isolati architetti-demiurghi siano in grado di determinare le scelte e influenzare le dinamiche urbane la definizione e gli ideali della urbanistica peer-to-peer seguono piuttosto un approccio dal basso esso prende come riferimento i risultati scientifici e i presupposti teoretici dei bisogni biologici e sociali dell uomo a cui aggiunge l esperienza sul campo dei molteplici attori e comunità territoriali architetti urbanisti studi professionali imprese operatori sociali associazioni non governative etc che quotidianamente si confrontano con i problemi urbani alla piccola scala l urbanistica peer-to-peer è intrinsecamente biologica nel senso che apprende dalla natura e dai processi viventi e da questi ne risulta come complemento non intenzionale ai processi di morfogenesi naturale È impossibile seguire questo processo senza avere a mente il problema della obiettività della scienza ed una visione critica della soggettività dei bisogni reali dell uomo dei suoi obiettivi e dei sui valori l urbanistica peer-to-peer rappresenta un modo innovativo di pensare costruire e restaurare la città fondato essenzialmente su cinque principi di base i l urbanistica peer-to-peer difende il diritto fondamentale degli esseri umani di n 01/2011

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12 scegliere l ambiente in cui vivere la scelta individuale seleziona tra le molteplici alternative che generano una città compatta sostenibile quella che incontra meglio i nostri bisogni ii tutti i cittadini hanno il diritto di accedere alle informazioni riguardanti il loro ambiente in modo da poter essere coinvolti nel processo decisionale ciò è reso possibile ed è attivamente supportato dal ruolo dell ict information and communication technology iii gli abitanti dovrebbero avere la possibilità di partecipare ad ogni livello della pianificazione e in alcuni casi costruire essi stessi la loro città essi dovrebbero essere coinvolti in ogni cambiamento del loro ambiente previsto dalle amministrazioni o dagli imprenditori iv chi mette in pratica l urbanistica peerto-peer deve generare e diffondere secondo la filosofia open source conoscenza teorie principi tecniche e pratiche costruttive per un progetto urbano a dimensione umana in maniera completamente gratuita in modo da favorirne l utilizzo e la revisione critica v i proprietari delle aree edificate devono poter applicare patrimoni in evoluzione di conoscenze competenze e pratiche in modo da rendere la strumentazione urbanistica sempre più sofisticata e adattata alla realtà al di là delle ovvie implicazioni sociali e politiche l urbanistica peer-to-peer intende costituire un quadro per lo sviluppo sostenibile dell ambiente costruito favorendo la capacità di modellare il tessuto urbano in maniera adattativa attraverso la partecipazione attiva degli abitanti ciò permette la creazione di un rapporto emotivo tra rassegna di biourbanistica abitanti e luogo conferendo ai primi la responsabilità verso il proprio ambiente e la capacità di prendersene cura una visione collettiva consente di creare e rinvigorire i legami culturali e sociali di una comunità conferendole una maggiore capacità di resistere alle forze esterne lontane fisicamente e soprattutto lontane dalla comprensione del peculiare contesto questa è la sfida che ci troviamo innanzi essa è stata raccolta dagli studiosi di biourbanism che vogliono farsi artefici di un rinnovamento non solo per gli studi urbani ma più ingenerale per la scienza e la filosofia per l economia l organizzazione sociale la politica e l educazione bibliografia [1 nikos salingaros twelve lectures on architecture algorithmic sustainable design solingen umbau verlag 2010 [2 nikos salingaros antonio caperna michael mehaffy geeta mehta federico mena-¬quintero agatino rizzo stefano serafini emanuele strano «a definition of p2p peer-to-peer urbanism» aboutuswiki the p2p foundation dorfwiki peer to peer urbanism september 2010 presented by nikos salingaros at the international commons conference heinrich böll foundation berlin 1st november 2010 [3 milena de matteis stefano serafini eds progettare la città a misura d uomo l alternativa ecologica del gruppo salìngaros una città più bella e più giusta rome sibu 2010 [4 antonio caperna 2010 il crepuscolo della contemporaneità arianna editrice [5 antonio caperna 2005 ict e progetto urbano sostenibile tesionline milano [6 stephen marshall cities design evolution london routledge 2008 [7 peter newman tima beatley heather boyer resilient cities responding to peak oil and climate change washington island press 2009 [8 joseph p zbilut alessandro giuliani simplicity the latent order of complexity new york nova science publishers 2007 n 01/2011

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13 [9 michael batty cities and complexity understanding cities with cellular automata agentbase models and fractals cambridge mass the mit press 2005 [10 christopher alexander the nature of order 4 vol berkeley ca center for environmental structure 2002-2005 [11 juval portugali self-organization and the city berlin springer-verlag 2000 [12 stephen r kellert edward o wilson eds the biophilia hypotesis washington island press 1993 imparare ad apprendere strategie di pianificazione nell epoca della complessità di alessia cerqua il concetto di territorio ha subito negli ultimi decenni una trasformazione radicale da risorsa materiale suscettibile di sfruttamento spazio controllabile ove le diversità sono viste come resistenze alla trasformazione si è giunti ad una interpretazione in cui è riconosciuto il carattere relazionale e incerto proprio di un sistema complesso di conseguenza la pianificazione esige nuovi approcci la sfida della complessità come ricorda morin può essere affrontata con successo tramite una maggiore complessità ovvero una maggiore ideazione di risposte multiple ed intelligibili pianificare in condizioni di complessità ed incertezza il pensiero della complessità a differenza del paradigma riduzionista fondato sulla scomposizione del mondo in unità elementari il cui comportamento sottoposto all osservazione scientifica rappresenta regole estendibili a leggi universali interpreta la realtà come molteplicità irriducibile di sistemi interagenti un universo di relazioni che si manifestano a differenti scale spaziali e temporali e che sono attivate dalle differenze implicite in ogni sistema con l introduzione dei concetti di indeterminatezza incertezza imprevedibilità quali parametri costanti e intrinseci della realtà sono compromesse le basi della scienza classica secondo cui una volta conosciute le condizioni iniziali di un sistema se ne possono prevedere con esattezza ed oggettività i comportamenti siti web www.biourbanism.org www.biourbanistica.org http zeta.math.utsa.edu yxk833/lifeandthegeo metry.pdf www.greekarchitects.gr/en/architecturalreview/peer-to-peer-urbanism-id1973 http blog.p2pfoundation.net/urban-seeding-andthe-city-as-computer/2008/09/08 http p2pfoundation.net/peer-topeer_themes_and_urban_priorities_for_the_selforganizing_society bibliografia rassegna di biourbanistica n 01/2011

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14 futuri ciò porta al completo spiazzamento delle abituali modalità di osservazione « si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno» baumann 2002 un analogo spiazzamento si ha nei settori attinenti alla pianificazione territoriale ed urbana il concetto di territorio ha subito una trasformazione radicale si passa da una sua interpretazione quale risorsa materiale suscettibile di sfruttamento spazio controllabile ove le diversità sono viste come resistenze alla trasformazione ad una interpretazione in cui è riconosciuto il carattere relazionale e incerto proprio di un sistema complesso le differenti interpretazioni che si danno del termine territorio nonostante la varietà dei punti di vista concordano nel ritenerlo un sistema complesso caratterizzato da una pluralità di relazioni fisiche ecologiche economiche e sociali e da molteplici proprietà quali ad esempio la dipendenza alle condizioni iniziali e la non linearità delle relazioni tra interventi progettati ed evoluzione spontanea di conseguenza appare non più applicabile l approccio razionalista alla sua pianificazione approccio che si rivela ancora meno adeguato se riletto alla luce delle sempre più pressanti richieste di compatibilità ecologico-ambientale ed ingestibile se rapportato alla dialettica globale/locale con tali presupposti il territorio come sistema complesso si dimostra esplorabile non secondo logiche razionali e deduttive piuttosto tramite nuovi processi di conoscenza il pensiero della complessità ci ha reso consapevoli della infondatezza di un unico punto di osservazione capace di omogeneizzare le differenze ed eliminare le contrapposizioni tra i differenti punti di rassegna di biourbanistica vista ciascuno frutto di una conoscenza specifica nella logica della complessità convivono innumerevoli punto di vista che sovrapponendosi consentono l apprendimento ad apprendere tale percorso conoscitivo si riflette nella conoscenza ecologica ovvero quella modalità di rapportarsi alla realtà che consente manghi 2004 il tracciare le mappe dei contesti in cui viviamo il comporre immagini di noi stessi degli altri e delle nostre interazioni il procurarci narrazioni ordinate di quel disordine quotidiano chiamato esperienza una prima conclusione che si trae da queste sintetiche premesse è che non è possibile fare affidamento sui tradizionali modelli di analisi e valutazione pur riconoscendone la indiscussa correttezza scientifica piuttosto come ci ricorda morin è necessario individuare non tanto una metodologia che porterebbe per assurdo ad un nuovo riduzionismo piuttosto un anti-metodo ove l incertezza e la confusione diventano virtù nel pensiero complesso viene infatti messa in discussione la possibilità di una conoscenza descrittiva e viene riconosciuto il ruolo dell osservatore nel processo conoscitivo tramite parametri percettivi e codici interpretativi che ha a disposizione si afferma così una visione progettuale della conoscenza dove coabitano molteplici punti di vista e metodologie l osservatore fa parte della complessità apportando la sua visione del mondo la rilettura del territorio in termini di interazioni consente di riflettere sulle sue modalità di funzionamento e di evoluzione n 01/2011

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