Libro Architetti

 

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IL TRAVERTINO ROMANO NELL’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA ROMAN TRAVERTINE IN CONTEMPORARY ARCHITECTURE

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INDICE / TABLE OF CONTENTS Banca D’Italia (Centro Donato Menichella) Auditorio Ciudad De Leòn Mansilla+Tuñón Tel Aviv Performing Arts Center Paul Getty Center Richar Meier Auditorium Parco della Musica Illa Diagonal Rafael Moneo & Manuel De Solà-Morales Moschea di Roma Los Angeles County Museum of Art Renzo Piano Sony Music Building (Ex Creative Artist Agency) National Commercial Bank, Jeddah Skidmore, Owings & Merrill 3 5 8 14 19 28 34 41 48 56 63 69 75 77 80

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Cari Amici del Travertino Romano “La superficie della terra cambierebbe moltissimo se l’architettura in mattoni venisse eliminata ed ovunque sorgesse al suo posto l’architettura di vetro. Sarebbe come se la terra si ricoprisse di gioie preziose e in smalto e brillanti. La magnificenza di un simile spettacolo è addirittura inimmaginabile”. (Paul Scheerbart, utopista) Ne saranno certamente dispiaciuti i vostri associati che hanno rivestito molti di questi “nuovi giganti”, fino ad essere definiti “ambasciatori del travertino romano nel mondo”. Ne sarà anche dispiaciuto Gianni Alemanno, sindaco di Roma, che ha preteso il rivestimento in travertino per un grattacielo all’EUR progettato da Renzo Piano. “La precisione per gli antichi Egizi era simboleggiata da una piuma che serviva da peso sul piatto della bilancia dove si pesano le anime” così riporta Italo Calvino nelle Lezioni Americane (no, non la prima troppo abusata sulla Leggerezza ma la terza, sull’Esattezza) e poi continua: “Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose: 1 un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato, 2 l’evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili (…) 3 un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione”. Credo che le Lezioni di Calvino, da lui specificamente dedicate alla letteratura, possano costituire un modello di organizzazione del pensiero (del pensiero creativo in particolare) ed essere in realtà applicate ad ogni disciplina. Per quanto riguarda l’oggetto del vostro libro le tre cose elencate da Calvino riguardano la necessità di usare un particolare materiale (pietra, legno, vetro, acciaio…) con una speciale precisione che è relativa alla tipologia, alla morfologia, al contesto e che riesce a non piegarsi alle mode che in architettura, come in tutto, impongono scelte altrimenti inspiegabili. È esattamente quello che hanno fatto i progettisti nelle architetture presentate in questo volume: in ognuna di esse l’uso del travertino sembra, appunto, necessario ed è insostituibile per la definizione del disegno, per la nitidezza delle immagini, per la precisione del linguaggio. Il travertino appartiene ad un “quadro mitologico generale” con una speciale densità formale ben più interessante delle sua presenza nella storia; presenza dovuta quasi esclusivamente a motivi logistici (la sua vicinanza territoriale a Roma). E l’attualità del suo uso – al di là dell’assenza nei grattacieli scelti da Terranova per illustrare il suo libro- è ben dimostrata proprio da questo libro che è soprattutto un volume sull’architettura contemporanea. E mi pare particolarmente significativo che le opere raccolte siano di architetti di livello internazionale di varie e diverse nazionalità, e diffuse in tutto il mondo. I miei complimenti, ed un caro saluto Andrea Mazzoli

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Dear friends of Roman travertine “If the brick architecture would be removed and replaced everywhere by glass architecture, the earth’s surface would change extensively. It would be as if the earth became covered with jewels, enamel and diamonds. The splendour of this sight would be even inconceivable.” (Paul Scheerbart, utopian). This strange quotation opens the book by Antonino Terranova (“Nuovi Giganti” – White Starr 2008) , concerning skyscrapers in the world. None of these skyscrapers makes a significant use of travertine or any other covering stone: maybe Scheerbart’s imagination is becoming reality. Your dear associates will be certainly sorry about this, since they covered many of these “new giants”, so that they are called “the ambassadors of Roman travertine in the world”. Gianni Alemanno, mayor in Rome, will be sorry too since he claimed a travertine covering for a skyscraper designed by Renzo Piano, in the EUR area. “Ancient Egyptian represented accuracy with a feather serving as a load on the balance where souls are weighted” Calvino affirms in his “Lezioni Americane” (no, not the first about Lightness, too hackneyed, but the third about Correctness) and he goes on “ Correctness has especially three meaning to me: 1 a well defined and well designed plan of the work, 2 the evocation of clear, forceful and memorable images… 3 an accurate language in his lexicon and in rendering the nuances of thought and imagination”. In my opinion Calvino’s Lessons, which he dedicated to literature, should be taken as a model to organize the thought (creative thought in particular) and be applied to each discipline. With regard to the object of your book, the three things listed by Calvino are related to the need to use a special material (stone, wood, glass, steel…) with a special accuracy concerning typology, morphology and context, and being able not to bend to fashion, which in architecture as in all the things in the world imposes choices that couldn’t be explained in other ways. This is exactly what designers have done in the architectures described in this book: in each one of the structures travertine seems to be necessary and irreplaceable to define the design, to make images clear and language correct. Travertine belongs to a “general mythology”, and its place in history is especially due to logistical reasons, (it is placed near to Rome). Even if it is not used in the skyscrapers described in Terranova’s book, the modernity of using travertine is well shown in this book, which deal with contemporary architecture above all. I find particularly interesting that the works collected in this book belong to designers of all nationalities and known in all the world. My best regards and congratulations Andrea Mazzoli

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È davvero un piacere per me presentare questo lavoro dedicato al travertino romano. Abbiamo scelto di non essere noi imprenditori a raccontare quello che facciamo o quante qualità possiede la pietra che estraiamo e lavoriamo da anni, ma di fare in modo che siano le opere a cui ha dato vita, nel corso dei secoli, a parlare al nostro posto. Questo libro ha il compito di raccogliere l’eccellenza dell’architettura internazionale realizzata negli ultimi venti anni attraverso un materiale che, senza alcuna ridondanza, è di per sé simbolo d’eccellenza. Non ci stanchiamo mai di dire che il travertino è degno ambasciatore del Made in Italy nel mondo e le opere pubblicate su queste pagine ne sono la prova vivente. Dal Paul Getty Museum di Richard Mayer, all’Auditorium di Renzo Piano passando per la Moschea di Roma di Paolo Portoghesi, questi alcuni nomi e alcune opere che troverete in queste pagine. Grandi maestri dell’architettura hanno scelto il travertino romano per consegnare alla memoria del tempo il loro lavoro. Simboli, edifici che custodiscono la storia, a cui noi oggi rendiamo il giusto merito in questo libro. Non mi resta che lasciare spazio alle immagini che più di ogni altra cosa hanno il pregio di raccontarci. In qualità di Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, consorzio che riunisce le aziende che lavorano nel bacino estrattivo dell’area di Guidonia e Tivoli, colgo l’occasione per ringraziare la Regione Lazio, che con il suo contributo ha permesso la realizzazione di questo lavoro, la Camera di Commercio di Roma, la Provincia di Roma e i Comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli per i patrocini che ci hanno concesso. Claudio Giovanrosa Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano

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I am delighted to present this work, dedicated to roman travertine. In this book the building contractors don’t mean to tell about their job or describe how many good qualities the stone we have extracted and worked for years has, we choose to let the works made of travertine talk for us. Here are collected the most prominent international architectures of the last twenty years, made of a material, travertine, which is the sign of the excellence. We want to remember that travertine is the ambassador of Italian style in the world, and the architectures published in this book are the evidence of it: Richard Mayer’s Paul Getty Museum, Renzo Piano’s Auditorium, Paolo Borghesi’s Mosque in Rome, these are just a few names of the works you will find in this book. Great designers decided to use travertine to let their work last in time. Symbols, buildings which represent history and without doubt deserve our attention in this book. Now I want to let images talk. As president of the consortium which join together the companies working in Guidonia and Tivoli’s basins I want to thank Latium Region, which contributed to carry this work out, the Chamber of Commerce in Roma, the Provincial Administration of Rome, and the city of Guidonia Montecelio and Tivoli for their patronage. Claudio Giovanrosa Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano

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BANCA D'ITALIA (CENTRO DONATO MENICHELLA) Frascati (Roma), 1999 3| Carlo Chiarini, Gilberto e Tommaso Valle

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AUDITORIO CIUDAD DE LEÒN L’Auditorium costruito a León nel 2001, si colloca tra il centro storico e la parte nuova della città a poca distanza dal MUSAC. L’edificio, come spesso avviene nell’opera di Mansilla + Tuñón, è collegato alla specificità storica del contesto socio-culturale per via della relazione che stabilisce con il luogo, ma al contempo è distante dalla città, soprattutto per quel che concerne la scelta strutturale e l’impatto delle forme. L’auditorium è articolato in due zone: una accoglie la sala per concerti, l’altra lo spazio espositivo. Rivolta verso l’avenida, la facciata è trattata come uno spartito musicale: incisa da cinque fasce orizzontali che contribuiscono ad accelerare la dinamicità del prospetto lungo la via e a dare continuità tra l’edificio e i palazzi limitrofi, la parete è caratterizzata da bucature irregolari, ciascuna con strombature diverse, che segnano in profondità il muro, rivestito da lastre di travertino bianco a memoria delle origini romane di León.

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AUDITORIO CIUDAD DE LEÒN Leòn, 2001 Emilio Tuñón & Luis Moreno García Mansilla |6

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