Notiziario 2009 n2

 

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Notiziario 2009 n2

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NOTIZIARIO DEL TRAVERTINO ROMANO TRIMESTRALE DI CULTURA ED INFORMAZIONE NORMATIVA E SCIENTIFICA ANNO X NUMERO 23 2009 La decima giornata del travertino romano lancia il progetto che vuole fare del lapis tiburtinus un prodotto di origine controllata Travertino Romano: si punta sul marchio doc Il Travertino e la crisi. Tengono solo le cave Lapis Tiburtinus: vincono Playing Jazz e Signum Urbis L’ordinanza: partita l’operazione pulizia strade “Travertino Prima donna”: Oriana Impei si racconta

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Travertino Romano unico e inimitabile GIORNATA DEL TRAVERTINO ROMANO: IL CONVEGNO ravertino romano unico e inimitabile. Questo il titolo scelto per l’edizione 2009 della manifestazione organizzata anche quest’anno dal Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano. Le sale del CAR (Centro Agroalimentare) giovedì 25 giugno hanno fatto da scenario al convegno che, oltre a vedere la premiazione del Lapis Tiburtinus, concorso dedicato agli studenti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha visto alternarsi una serie di interventi molti dei quali incentrati sul tema della crisi economica i cui effetti si sono fatti sentire anche nel settore estrattivo del bacino Guidonia – Tivoli. Dove a fare il paio con le difficoltà economiche che sta attraversando il bacino estrattivo sono le limitazioni e le pendenze che pesano sul settore ormai da più di due anni. Oggi il travertino risponde puntando anche sulla sua unicità, sulle caratteristiche che l’hanno reso simbolo del Made in Italy nel mondo. L’eccellenza come valore, dunque, ecco il motivo per cui è stato scelto il titolo “Travertino romano unico e inimitabile” in occasione del decennale dell’iniziativa. A tornare con forza è la proposta che vede la creazione di un marchio di origine controllata che certifichi IN PRIMO PIANO 3 T LA GIORNATA DEL TRAVERTINO ROMANO FESTEGGIA DIECI ANNI E PUNTA SUL MARCHIO DOC gli standard di qualità del lapis tiburtinus, affiancato da uno studio, commissionato all’Università degli Studi di Roma Tre, nato per mettere in comparazione i travertini nei bacini del Mediterraneo. E proprio su questo argomnento nel corso del convegno sono intervenuti i professori Renato Funicello e Claudio Faccenna, dell’Università degli Studi di Roma Tre, con una relazione dal titolo “Travertini del Mediterraneo a confronto”. Dunque i binari su cui oggi il settore che, come ricordato dal presidente del CVTR, Claudio Giovanrosa (nella foto), presente al tavolo dei relatori insieme al vicepresidente del CVTR, Claudia Conversi, rappresenta il 5% del Pil della Regione Lazio, si vuole muovere: da una parte la valorizzazione di un prodotto d’eccellenza, dall’altra la concertazione e collaborazione con le istituzioni comunali e sovracomunali in un momento delicatissimo in cui ai limiti di escavazione si è aggiunta la possibile area igenico-sanitaria proposta dal Ceri che stabilirebbe un “tempo determinato”entro cui le aziende che si trovano all’interno della stessa debbono chiudere per poi essere riconvertite:“Oggi abbiamo bisogno di riposte certe perché alle risposte è legato il futuro di tutto il settore che non può rischiare di veder tra- mutata “ a tempo determinato” la vita lavorativa delle aziende, lo stop di quelle realtà economiche porterebbe al collasso di un intero sistema - ha dichiarato Giovanrosa nel corso del suo intervento - Nonostante tutto noi abbiamo continuato a credere nella possibilità di una soluzione condivisa da tutte le parti in causa, e l’ultimo incontro svoltosi in Regione qualche settimana fa, ci ha dato una speranza che oggi va alimentata”. Importanti anche gli interventi ddel dottor Vladimiro Perretta, direttore del Dipartimento di Prevenzione del- la Asl Rm G, che è intevenuto sul tema “Evoluzione culturale nella prevenzione”, del segretario generale Fillea CGIL Roma Est, Marco Austini, mentre le conclusioni del convegno sono state affidate al sibdaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis. L’appuntamento è dunque per il prossimo anno, un anno che imprenditori e operai si augurano possa finalmente essere foriero di novità positive per tutto il settore, che, come dimostra la continuità data a questa inizativa, vuole continuare alavorare nel territorio e per il territorio.

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2000 4 1500 1000 500 0 2000 - 2009. Tutti i dati del settore estrattivo IL TRAVERTINO & LA CRISI 2000 - 2009: tutti i dati del settore estrattivo Dimezzata la produzione, tengono solo le cave 1000 800 600 400 200 0 2000 1500 1000 500 0 50 40 30 20 10 0 1.500.000 2000 1500 1000 500 0 1.200.000 900.000 600.000 300.000 0 2000 1500 1000 500 0 50 40 30

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IL TRAVERTINO & LA CRISI 2000 - 2009: tutti i dati del settore estrattivo D 2005. 5 2000. Nel 2000 il settore contava su 700 dipendenti di- al 2000 al 2009 il settore estrattivo è stato in continua evoluzione. I dati relativi alle maestranze impiegate e alle tonnellate di travertino estratto all’anno ne sono la prova evidente. Mercati, anno 2000 LAVORATI BLOCCHI I dati sono cambiati nel 2005 quando il settore estrattivo ha raggiunto il suo picco massimo con 900 dipendenti diretti e 2.000 nell’indotto. In salita anche il numero delle cave, 45 e dei laboratori, 100, per 1.300.000 tonnellate di travertino estratto. retti con un indotto che arrivava a sfiorare le 1.500 unità (per indotto si intendono laboratori e segherie), su un totale di 30 cave e 70 laboratori per 1.100.000 tonnellate di travertino estratto in un anno. 40% Arriviamo al 2009 dove il calo è ancora più evidente con 800 dipendenti diretti, 1.500 nell’indotto e il travertino estratto praticamente dimezzato: 600.000 tonnellate. Cambiano anche i mercati di riferimento e il tipo di prodotto venduto: se nel 2005 la vendita dei lavorati e dei blocchi era praticamente paritaria, nel 2008, e maggiormente nel 2009, il mercato dei lavorati è praticamente scomparso, lasciando spazio unicamente a quello dei blocchi grezzi. Testimonianza questa del fatto che il settore è riuscito a contenere i livelli occupazionali unicamente grazie alla presenza delle cave sul territorio. rimento. Nel 2000 il mercato dei blocchi e quello dei lavorati sostanzialmente si equiparava con il 60% dei prodotti venduti all’interno del mercato nazionale e il 40% all’estero (rispettivamente Estremo Oriente e Usa - Europa). Nel 2005 i dati dell’export raggiungono la punta massima, con l’80% dei lavorati venduti all’estero, praticamente solo verso gli USA, mentre il mercato dei blocchi continua ad essere prettamente nazionale (il 60% resta in Italia mentre il 20% va in Cina e il restante 20% diviso tra gli altri mercati). Nel 2008 la situazione cambia ancora: comincia a scendere il mercato dei lavorati, mentre tiene quello dei blocchi. La tendenza del 2009 di fatto conferma il dato dell’anno precedente, con le vendite dei lavorati che scendono al 10% e il mercato tenuto praticamente soltanto dal commercio di blocchi grezzi in Italia e verso la Cina e l’India. E alla crisi economica attuale si aggiunge la concorrenza dei paesi emergenti in cui la manodopera è praticamente a costo zero. 2008, quando il numero dei dipendenti diretti è sceso a 850 e l’indotto a 1.700 unità. Stabile il numero delle cave mentre è iniziato a scendere quello dei laboratori (95), flessione dovuta alla diminuzione delle vendite di lavorati in Italia e all’estero. Anche le tonnellate di pietra estratta sono calate a 1.100.000 tonnellate. 2008. Una prima flessione consistente si è registrata nel 60% 40% 60% La tendenza del 2009. Mercati, anno 2005 LAVORATI BLOCCHI 6% 14% 20% I mercati. A cambiare sono stati anche i mercati di rife- 80% 20% 60% LEGENDA: USA NAZIONALE CINA ALTRI

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TRAVERTINO ROMANO, UNICO E INIMITABILE GIORNATA DEL TRAVERTINO ROMANO: IL PREMIO ALLA VALORIZZAZIONE DEL PARCO CAPITOLINO DI VILLA CELIMONTANA, DI INFELISI, YUME E SAVELLINI E AL LAVORO DI CARCIULO LA PALMA D’ORO DELL’EDIZIONE DI QUEST’ANNO Lapis Tiburtinus 2009: vincono A Playing Jazz I l celebre parco capitolino di Villa Celimontana, che dal 1994 ospita, in concomitanza con l’Estate Romana, degli apprezzati concerti jazz. “Il travertino romano si presta a diventare eccezionale ed originale quinta scenografica retroilluminata e, nel contempo, viene anche utilizzato come parterre fisso, con lunghe sedute per godere della musica e dello spettacolo. Il suo colore chiaro viene messo in contrapposizione con il colore caldo e scuro del legno, utilizzato sia nel palcoscenico, sia nel bar retrostante la scenografia. Elemento di stacco che si nota da lontano, la parete in travertino taglia lo spazio, divenendo da una parte lo sfondo dello spettacolo, dall’altra il retro di un lungo bancone bar per chi volesse accompagnare la musica con un drink”, si legge nella presentazione del progetto. “Tuttavia, lo stesso spazio utilizzato di notte, si presta ad un uso diverso durante il giorno. La piazza creata dalle sedute, una volta liberata dai tavolini che vengono spostati vicino al bar, si trasforma in ampio spazio per il gioco dei bambini. Il travertino viene qui utilizzato con versatilità: diventa infatti uno schermo per proiettare film o cartoni per i piccoli, che hanno posto per sedersi a terra o sulle sedute e godere dello spettacolo. Naturalmente, come di notte, il palcoscenico può essere utilizzato da animatori, nche quest’anno si è svolto il premio “Lapis Tiburtinus” organizzato dal Centro della Valorizzazione del Travertino Romano in collaborazione con la Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Due le sezioni premiate anche quest’anno: “Il Travertino romano nelle sistemazioni urbane” e il “Travertino nell’edificio”. Per la prima a vincere è stato “Playining jazz” di Sara Infelisi, Cleo Yume e Gori Savellini, mentre per la seconda è stato scelto “Signum Urbis”di Paola Carciulo. Il primo progetto si propone di valorizzare

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“Playing jazz” e “Signum Urbis” di per sè fosse dotato di una significatività specifica e di un uso minimale a carattere ambientale di forte impatto. Il fuscello di travertino, questa la mia risposta, flessibile ma vigile, alla sfida lanciata dall' introduzione dell' artificiale in uno scenario naturalistico. Dal recinto di protezione per essenze in crescita all' impianto di illuminazione diffusa autonoma , queste alcune delle funzioni che si possono veicolare con l' elemento base in travertino. Andando ad esplorarne le valenze statiche poi, si introducono dei piani, delle "voiles" in acciaio o cemento, in grado di ospitare le funzioni più varie senza aggredire il territorio sottostante, disurbanisticamente, cercando di creare dei territori per la riappropriazione dello spazio pubblico che invalidino vecchie categorie e contraddicano l' innamoramento per il triviale e il mondano che caratterizzano le più recenti gesticolazioni architettoniche. La visione si lancia, poi, verso i lidi più alti e i traguardi più ampi 7 del landmark immateriale: la torre per servizi misti, giochi e abitazioni che fa di un punto di territorio un' autostrada verso l'orizzonte”. Secondo posto, nella sezione “Il Travertino Romano nelle sistemazioni urbane” per “Tra vitalità e contemplazione” di Luana Piastra e Alessandra Taurini. Mentre nella sezione “Il Travertino nell’edificio” la medaglia di bronzo è andata a “Insula_e” di Chiara Capocefalo, Alessandro Cappelletti, Francesco Cosentino. Ex aequo nella prima sezione per “Lapis tiburtinus. La tradizione” di Massimo Mastrogiacomo e “Up e Down” di Luca Dionisi, Gabriele De Sanctis, Francesco Tonini, mentre nella seconda per “Un richiamo del Tevere verso la città e la sua architettura” di Alessia Moscarelli e per “Nel travertino l’acqua di Roma” di Francesca Scipioni. Menzione ed esposizione per “Riposo urbano” di Marianna Licari, “Edicola +” di Sante Calia e Giancarlo Cireddu e “OutIn” di Claudia Addati. Signum Urbis o giocolieri ed artisti, e mamme e papà possono utilizzare il bar nell’attesa. ’ ultimo “strascico” di sedute infine, mentre la sera, illuminato dal basso da neon colorati, mantiene la sua funzione originaria, di giorno, con la sua geometria scomposta, diventa ancor più uno spazio adatto al gioco”. L’opera progettata da Carciulo, invece, di propone si creare “ per micro-interventi, una urbanità progressiva e libera negli scenari paesistici di Roma e del Lazio utilizzando il travertino -in una scala ridottacome elemento portante del progetto di rinnovazione paesisitica. Sono partita dalla volontà di definire un oggetto che

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Partita l’operazione pulizia strade L’ORDINANZA 8 IL TRAVERTINO & TERRITORIO RISPETTATA L’ORDINANZA EMESSA DAL COMUNE DI GUIDONIA MONTECELIO NEI CONFRONTI DEL SETTORE ESTRATTIVO inita la pausa estiva il settore estrattivo ha ripreso da subito la sua attività partendo dal territorio e mettendo in campo tutte le forze necessarie per rispettare l’ordinanza emessa dal Comune di Guidonia Montecelio nell’ottobre 2009 (di cui riportiamo il testo integrale). In sintesi quello che si chiede alle aziende è innanzitutto di ridurre al minimo lo sviluppo e la diffusione di polveri nell’atmosfera; di tenere sempre pulite e dotate dei servizi idonei piazzali e rampe di immissione; di eliminare sterpaglie e cespugli limitrofe alle proprietà; di realizzare idonee barriere antirumore e antipolvere costituite da piante e siepi sempreverdi a radici verticali per evitare dissesti alle rete stradale. Già nel mese di luglio il settore aveva iniziato l’operazione di pulizia delle strade. Lavori ripreso nel mese di settembre, dopo la pausa estiva. “Ci siamo attivati immediatamente per rispettare quanto richiesto dall’Amministrazione comunale –, Ha dichiarato il presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, Claudio Giovanrosa – volevamo si arrivasse presto a garantire gli standard richiesti, a dimostrazione dell’impegno costante che il nostro settore hai nei confronti del territorio in cui opera ormai da molti anni”. F

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Da un prototipo naturale alla sintesi della forma. Oriana Impei si racconta ORIANA IMPEI TRAVERTINO PRIMA DONNA 9 PER QUESTO PRIMO APPUNTAMENTO CON “TRAVERTINO PRIMA DONNA” ABBIAMO INCONTRATO ORIANA IMPEI, DOCENTE PRESSO L’ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI” DI ROMA E SCULTRICE. ABBIAMO CHIESTO ALLA IMPEI PERCHÉ LA SCELTA DEL TRAVERTINO COMA MATERIA DA SCOLPIRE La scheda Formazione: Nata a Roma nel 1966, vive e lavora in Stazzano - Palombara Sabina (Roma) strada Ponte delle tavole 25. Realizza le proprie opere in pietra nel laboratorio presso la Società del Travertino Romano a Tivoli Terme. Diplomata al Liceo Artistico statale di Roma nell’84 e nell’88 all’Accademia di Belle Arti di Roma alla Scuola di Scultura. Ha insegnato dal 1993 per 10 anni, come Assistente alla cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e dal 2003 insegna Scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1986 partecipa a importanti Rassegne d’arte nazionali ed internazionali, vincendo Premi in vari concorsi. Opere pubbliche e Committenze: Ha eseguito ed installato sculture monumentali in pietra collocandole in spazi pubblici e collezioni private, tra queste l’ESTRABA s.r.l. di Tivoli (Roma), Lungolago e collezioni private a Trevignano Romano; Ascoli Piceno è tra i vincitori del Concorso di arredo urbano indetto dalla Camera di Commercio.Per il Giubileo del 2000 ha realizzato insieme al coniuge e artista Matthias Omahen l’intero arredo in travertino romano per la nuova Chiesa Regina Pacis in Anguillara Sabazia (Roma), nel 2007 ne completa l’arredo con il Trono della Presidenza Liturgica. Opere pubbliche e Committenze: Come scultrice e docente dell’Accademia delle Belle Arti da diversi anni sto cercando di valorizzare la pietra romana dal punto di vista artistico attraverso rassegne e workshop con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Tutto questo attraverso la lavorazione diretta del travertino in loco e in particolare presso l’area del Barco dove esistono le antiche cave romane. Cave in cui la lavorazione da parte dell’uomo ha contributo a trasformare il paesaggio prestandosi a nuovi linguaggi artistici. Penso anche che le istituzioni come l’Accademia delle Belle Arti di Roma debbano diventare un polo attrattivo per la specificità del materiale che non è in concorrenza con Carrara. A proposito vorrei ricordare che di recente una studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Roma ha vinto il primo premio con il concorso “Scultura da vivere” realizzando, per l’appunto, un’opera in travertino romano. La mia ricerca è orientata verso la scultura ambientale percorribile, praticabile e molto legata anche all’architettura. Per questo la scelta del travertino, naturale e resistente alle intemperie, duttile per la lavorazione scul- Perché sceglie di lavorare il travertino romano per la realizzazione delle sue opere? torea, mentre le forme sono più astratte ma legate ad un prototipo naturale. Da un prototipo naturale alla sintesi della forma. La mia formazione è avvenuta attraverso l’accademia di Belle Arti ed in particolare con il supporto di imprenditori del travertino che mi hanno permesso di lavorare in cava cimentandomi con enormi blocchi di travertino. Come nasce l’Oriana Impei scultrice? Ci parli delle ultime iniziative a cui ha preso parte. A maggio abbiamo fatto una rassegna “20 Eventi”. Presso l’Abbazia di Farfa ho realizzato una mia opera scultorea “Labirinto delle sfere” insieme ad un lavoro collettivo di cinque studenti dal titolo “Piano gioco collettivo” sempre dell’Accademia di Belle Arti, collocato in modo permanete nel Parco della Fondazione Cremonesi. Il prossimo appuntamento sarà a maggio 2010 con la terza di “LegAmi, un segno nel Parco” a Tivoli Terme. Lavori Didattici: Esegue progetti di produzione artistica con gli studenti dell’Accademia, anche insieme ad Associazioni esterne da diversi anni, sottoforma di workshop, realizzando direttamente in loco opere in pietra, valorizzando la pietra romana la Lapis Tiburtinus. Tra le Rassegne più recenti la I e II ediz. di “LegA’mi Un Segno nel Parco” a Tivoli 2006/2008; “Opera Bosco” a “Calcata 20062007-2008” e “20eventi 2009” presso il Parco della Fondazione Cremonesi dell’Abbazia di Farfa .

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L’Unione Industriali di Roma applaude il Museo del Travertino Romano 10 GIORNATA DEL TRAVERTINO ROMANO: IL PREMIO DICONO DI NOI I GRANDE SUCCESSO ALLA UIR PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PROMOSSO DAL CVTR l “Museo del Travertino” arriva all’Unione Industriali di Roma. È stato presentato quest’anno l’importante progetto, promosso dal Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, che vede la realizzazione di un museo del travertino fondato sul modello del “Polo d’innovazione”. Un centro di regia e governance del Distretto volto a costruire un Osservatorio permanente in sinergia con Enti Locali, Università e Centri di ricerca, capace di attrarre risorse pubbliche e private con lo scopo di garantire lo sviluppo dell’intera filiera produttiva. Il progetto è stato presentato lo scorso 30 aprile presso la sede dell’Unione industriali di Roma ottenendo il plauso del presidente di Confindustria Lazio, Giuseppe Gori: “In quella cava che abbiamo visitato c’erano radici profonde che continuano a vivere grazie alla tecnologia utilizzata nel lapideo. Bisogna fare in modo che le cave possano usufruire di quello che stiamo facendo”, ha dichiarato nel corso del workshop organizzato dal Comitato della Piccola Industria dell’Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma. “La visita di Bonomi è stato per noi motivo di grande soddisfazione -. Ha dichiarato il Presidente del CVTR, Claudio Giovanrosa – Il riconoscimento del distretto industriale ha rappresentato per il settore del travertino un’opportunità unica quella di sviluppare la capacità competitiva delle imprese. In un momento di grave difficoltà economica come quello in cui ci troviamo, la presenza di Confindustria si carica di un valore maggiore, dal momento che il nostro distretto vuole continuare ad essere quella forza economica che l’ha portato a rappresentare il 5% del Pil della Regione Lazio, ed il progetto per la realizzazione nel territorio del Museo del Travertino e del Centro servizi Distrettuali rappresenta una testimonianza di crescita per l’intero settore, un settore che vuole continuare a dare il proprio contributo fattivo promuovendo iniziative come queste volte a rendere competitivo il nostro territorio”. Il polo museale si configura come museo d’impresa o meglio, nello specifico, come museo di distretto. Tra gli obiettivi che si propone c’è innanzitutto quello di riqualificare l'immagine del travertino, trasmettendone la cultura e amplificando il raggio della comunicazione istituzionale anche attraverso la creazione di un centro di rappresentanza del distretto e di uno sportello per le imprese del settore. Non di secondaria importanza è poi la valorizzazione in chiave turistica dei luoghi dell'industria la- Il Museo del Travertino Romano pidea e l’attivazione di un centro studi e ricerca e sviluppo di nuove applicazioni del prodotto che porti anche ad una razionalizzazione della filiera produttiva e qualificazione delle strategie del distretto e alla definizione di strategie di difesa ambientale. Il progetto prevede, infatti, la creazione di un settore museale, dedicati agli addetti del settore nazionali ed internazionali, ai visitatori delle esposizioni non legati al turismo, alle scolaresche e ai turisti diretti nell'area turistica a nord est di Roma, e un settore centro servizi, pensato per imprese e personale interessati a lavorare nel settore e per università e ricercatori.

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