Rivista di Outsider Art O.O.A. n.8 ottobre 2014

 

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Description

La rivista O.O.A. è una rassegna semestrale di arte outsider redatta in Sicilia e pubblicata da Glifo Edizioni. è l'unica rivista di art brut e outsider art in Italia

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Outsider Art, reinventing the world - num ero 0 8 4 1 0 2 re b o o tt

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Glifo Edizioni glifo.com ABBONAMENTO Italia RIVISTA O.O.A. 2 numeri -> 30 euro 4 numeri -> 55 euro spese di spedizione incluse OUTSIDER ART REINVENTING THE WORLD ABBONATI sul sito internet www.glifo.com (per maggiori informazioni: ordini@glifo.com) oppure effettua il pagamento tramite bonifico bancario intestato a Glifo s.r.l.s. BANCA POPOLARE ETICA, IBAN IT59X0501804600000000161076 Per abbonamenti o acquisti fuori dal territorio italiano invia una email a ordini@glifo.com

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ottobre 2014 - numero 08 Outsider Art, reinventing the world Direttore scientifico Eva di Stefano Direttore responsabile Valentina Di Miceli Comitato scientifico Domenico Amoroso, Francesca Corrao, Eva di Stefano, Enzo Fiammetta, Marina Giordano, Vincenzo Guarrasi, Teresa Maranzano, Lucienne Peiry Collaborazione scientifica Roberta Trapani Redazione Sarah Di Benedetto Traduzioni Candido Matasci, Marco Mezzatesta, Roberta Trapani Progetto grafico, copertina e impaginazione Luca Lo Coco Osservatorio Outsider Art www.outsiderartsicilia.com © Glifo Edizioni di Glifo s.r.l.s. via Beato Angelico 53 90145 Palermo (Italia) www.glifo.com – info@glifo.com Rivista dell’Osservatorio Outsider Art, pubblicazione semestrale Autorizzazione del Tribunale di Palermo n. 25 del 6/10/2010 ISSN 2283-6616

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Un nuovo volume Glifo Edizioni ordinalo su www.glifo.com/shop

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indice Editoriale di Eva di Stefano 14 Memorie Tracce tra i muri della Real Casa dei Matti di Palermo di Bebo Cammarata Un secolo di Art Brut all’Istituto psichiatrico San Lazzaro di Alfredo Gianolio 20 28

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Esplorazioni I bissi di Dario Righetti di Daniela Rosi I sogni colorati di due pensionati di Taiwan di Rémy Ricordeau I santuari in pietra di Girolamo Ricci di Giulia Pettinari 34 48 58 68 Hortus Esperideus, Las Vegas Boulevard di Domenico Amoroso Focus Tra magia e meraviglia. SPACES e la documentazione di Art Environments di Jo Farb Hernández 78

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Approfondimenti L’universo fantasmatico di Armand Schulthess di Lucienne Peiry Unica Zürn. I doni della follia di Sarah Palermo Come sotto dettatura. Quello che gli scrittori possono imparare dai matti (e dai pittori naïfs) di Mario Valentini 88 102 112

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Report Glocal: Art Brut nel mondo di Eva di Stefano Eroi in mostra a Bologna di Sara Ugolini Spazio di libertà. L’esperienza del Mattone di Giulia Pettinari Zonacammarata: Cose da Matti di Mosè Previti La cornice di un’estate: il Museo Temporaneo Giovanni Bosco di Valentina Di Miceli 126 132 138 14 4 150

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Note informative Gli autori dei testi 156 158 Crediti fotografici

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T racce tra i muri della Real Casa dei Matti di Palermo di Bebo Cammarata Un fotografo riporta alla luce il palinsesto della memoria nei padiglioni abbandonati dell’ex ospedale psichiatrico di Palermo – Un percorso visivo al di là del visibile tra i graffiti della mente L’ultimo ricoverato della Real Casa dei Matti di Palermo fu dimesso nel 2002, dopo 24 anni dall’entrata in vigore della Legge Basaglia e dopo 178 anni dalla costruzione del Manicomio voluto dal Barone Pietro Pisani. Tra i muri degli immensi edifici di via Pindemonte, centinaia di migliaia di uomini e donne vissero, patirono e morirono, e nessuno ne uscì mai ufficialmente guarito. Da quando per effetto della Legge 180 del 1978 cessarono i ricoveri, i padiglioni dell’ex manicomio cominciarono a subire una trasformazione e molti furono riqualificati, ma l’intonaco, oltre a restaurare, cancella inesorabilmente le tracce e li ha trasformati in un paese fantasma. Per tre mesi, dal novembre del 2013 a fine gennaio del 2014, mi sono aggirato tra i viali e i giardini della Real Casa dei Matti alla ricerca di brandelli di memoria che restituissero ai luoghi la trascorsa presenza di uomini e donne. 20

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Un secolo di Art Brut all’Istituto psichiatrico San Lazzaro di Alfredo Gianolio Le straordinarie collezioni dell’Istituto di Reggio Emilia potrebbero dar vita a un interessante museo di storia della psichiatria e di Art Brut L’abbattimento delle mura dell’Istituto psichiatrico “San Lazzaro” di Reggio Emilia, istituzione manicomiale definitivamente travolta dalle nuove concezioni assistenziali e terapeutiche introdotte dalla Legge Basaglia 180, ha lasciato allo scoperto un patrimonio di inestimabile valore. Accanto a 15.000 volumi di psichiatria, a 5000 riviste di frenologia e a 100.000 cartelle cliniche (tra cui quella di Antonio Ligabue), esistono 15.000 disegni, incisioni, dipinti e sculture di ricoverati. Un’ampia selezione delle loro opere, eseguite dal 1895 al 1985, sono state esposte in importanti rassegne: nel 2004 a Paullo nel Frignano (MO), col catalogo Bagnanti e Cristi che camminano sulle acque; nel 2005 a Reggio Emilia, col catalogo Le Mura di Carta; nel 2011 ancora a Modena col catalogo I colori del silenzio, e, nello stesso anno, a Gualtieri col catalogo Strade Nascoste.

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  Due opere di Dino C.

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di Rémy Ricordeau I sogni colorati di due pensionati di Taiwan Nell’ambito della creazione spontanea l’isola di Taiwan si è fatta conoscere in Europa nel 1997 e nel 1998 quando una grande mostra dal titolo “17 naïfs de Taiwan” fu organizzata alla Halle Saint Pierre a Parigi e al Museo di Louvain-la-Neuve in Belgio. Il pubblico vi scoprì con piacere e stupore delle curiose creazioni contemporanee provenienti da un’area geografica famosa più per le sue prodezze economiche che per l’inventività e l’originalità dei suoi artisti popolari. Per lo più autodidatti, alcuni addirittura analfabeti – come Hung Tung o Lin Yuan, per non citare che i più talentuosi – gli autori esposti erano affini più all’art brut che all’arte naïve1. 1  A Taiwan, e ormai anche nella Repubblica Popolare Cinese, per designare l’art brut si utilizza oggi il termine su ren yi shu (letteralmente “l’arte degli uomini puri”), mentre con tien zhen yi shu si indica l’arte naïve (tien zhen significa infatti “naïf”).

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Cronaca di un viaggio in Estremo Oriente alla ricerca di opere ambientali spontanee e siti outsider – Le risorse creative della terza età e le reazioni della collettività

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