Giornalino mese Novembre 2014

 

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giornalino mese di Novembre 2014 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIII - n. 11 - Novembre 2014 Paolo VI: Beato! di fr Venanzio Ferraro Ex FIAT, posti di lavoro salvi? pag. 2 pag. 4 pag. 5 IN QUESTO NUMERO Avvento 3-2-1 ... Si Riparte di Valentina Montalto Un altro anno fraterno in Gi.Fra. pag.10 pag.10 pag.11 pag.11 di Enzo Giunta Trattamento di fine rapporto di fr. Agostino B. Gatto Capitolo Ordinario pag. 7 pag. 8 pag. 9 di Martina La Rosa La ricetta del mese di Enzo Giunta La Commemorazione dei Defunti di Salvatore Medica da Arcidiocesi News di Mariella Campagna Da parte nostra ... Testimonianza di Gianna Emanuela Molla di Antonio e Melania Papania pag. 6 Diac. Pino Grasso Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali Arcidiocesi di Palermo a Chiesa di Cristo è al servizio di ogni uomo, non ha paura e ha le porte spalancate a tutti”. È in sintesi ciò che il Santo Padre Francesco ha detto, a conclusione dei lavori della III Assemblea Generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sulla famiglia, durante i quali ci sono stati momenti di tensione e di tentazioni, ma anche la grazia e la bellezza del confronto. Il Papa ha poi citato la “tentazione di trasformare la pietra in pane per rompere un digiuno lungo”, ma anche “di trasformare il pane in pietra” “L

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pag. 2 NOVEMBRE 2014 e scagliarla contro i peccatori, trasformarlo in “fardelli insopportabili”. Quindi la tentazione di scendere dalla Croce: “... per accontentare la gente, e non rimanerci per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio”. Infine, la tentazione di “trascurare il depositum fidei considerandosi non custodi ma proprietari e padroni” o, dall’altra parte, “la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa per dire tante cose e non dire niente”. Un aspetto che salta all’attenzione di tutti è che il Sinodo celebrato a Roma, non ha mai messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio, ovvero: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e la procreatività, ossia l’apertura alla vita. “La Chiesa – ha detto sempre il Papa - non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l’olio e il vino sulle ferite degli uomini, una Chiesa che non guarda l’umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone”. Per Papa Francesco la Chiesa è Una, Santa, Cattolica, Apostolica e composta da peccatori, bisognosi della misericordia divina. “Questa è la Chiesa, la vera sposa di Cristo, che cerca di essere fedele al suo Sposo e alla sua Dottrina. È la Chiesa che non ha paura di mangiare e di bere con le prostitute e i pubblicani (cf. Lc 15). La Chiesa che ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti. Una Chiesa – ha proseguito - che non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo, anzi, si sente coinvolta e quasi obbligata a rialzarlo e a incoraggiarlo a riprendere il cammino e lo accompagna verso l’incontro definitivo, In Fraternità con Francesco con il suo Sposo, nella Gerusalemme Celeste”. Dalla “Relatio Synodi”, la relazione conclusiva dei lavori dell’assemblea sinodale emergono i punti relativi alla comunione per i divorziati risposati e all’omosessualità che non hanno raggiunto la maggioranza qualificata, ma solo quella assoluta. I paragrafi che non hanno raggiunto la maggioranza dei due terzi sono relativi alle diverse posizioni sull’accostamento dei divorziati risposati all’Eucaristia, sulla proposta della comunione spirituale - per la quale si rimanda ad un ulteriore approfondimento - e sulle unioni omosessuali, che vengono respinte, benché si dica che gli uomini e le donne con tali tendenze vanno accolti con “rispetto e delicatezza”. La Relatio Synodi inoltre, non fa più riferimento alla legge di gradualità, non parla di bambini che vivono con coppie dello stesso sesso e ribadisce con più forza che le unioni omosessuali non sono paragonabili al matrimonio tra uomo e donna, sottolineando che non sono accettabili pressioni sui vescovi relative a questo punto. Ulteriori temi vengono aggiunti rispetto al documento precedente: ad esempio, l’auspicio che i processi per nullità matrimoniale siano gratuiti, l’attenzione per le adozioni, l’allarme per la pornografia, per l’uso distorto del web e per le donne ed i bambini vittime di sfruttamento sessuale. Il Sinodo straordinario sulla famiglia si conclude, dunque, ma il cammino sinodale prosegue verso l’Assemblea ordinaria dell’ottobre 2015, che sarà sempre dedicata alla famiglia e per la quale la Relatio Synodi attuale servirà da documento preparatorio. PAOLO VI: BEATO! opo la canonizzazione dei Santi Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, la Chiesa, il 19 Ottobre, ha proclamato Beato un altro Sommo Pontefice che ha illuminato di Vangelo il nostro recente passato. Papa Francesco, personalmente, ha beatificato uno dei suoi ultimi predecessori sulla Cattedra di Pietro: il Papa Paolo VI: Uomo di Dio, che portò a felice conclusione il Concilio Ecumenico Vaticano II, iniziato da S. Giovanni XXIII. Un Pontefice, Paolo VI, che ha sentito e vissuto in maniera profonda e sofferta i problemi della Chiesa, dell’umanità e del mondo contemporaneo. D Alla Chiesa dedicò la sua prima Lettera enciclica, “Ecclesiam suam”, pubblicata cinquant’anni or sono, auspicando per la Chiesa stessa una sempre maggior presa di coscienza della sua vita e della sua missione e invitandola a confrontare la sua immagine ideale con il suo volto reale e ad aprirsi a un sereno e franco dialogo con il mondo. Ancora oggi, rileggendo gli insegnamenti di un grande Maestro e innamorato della Chiesa, quale Egli fu, siamo tutti invitati ad amare la Chiesa e a sentirci felici e onorati di farne parte. Paolo VI, che amò la Chiesa e la condusse con

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 3 sicurezza e mediante il suo illuminato Magistero, E in questa prospettiva, la preghiera si concludi cui rimane particolare testimonianza, tra l’altro, deva chiedendo aiuto a S. Francesco, perché nel modo con cui guidò la fase conclusiva nell’uso delle cose terrene trovassimo una via per dell’ultimo Concilio Ecumenico, ebbe grande alodare la Provvidenza di Dio, che viene incontro pertura e simpatia per il mondo, i cui problemi ealle necessità della vita dell’uomo sulla terra. La gli percepiva e assumeva nel suo spirito, spesso in preghiera, dunque, rivolta da Montini a S. Francemodo sofferto e drammatico, com’era possibile sco si concludeva così: “Così insegnaci, così aiucogliere dal suo atteggiamento e dal suo stesso taci Francesco, ad essere poveri, cioè liberi, stactono di voce, in certi momenti crocifissi e dolocati, e signori, nella ricerca e nell’uso di queste ranti del suo pontificato. cose terrene, pesanti e fuÈ conosciuta la sua agaci, perché restiamo uopertura e comprensione mini, restiamo fratelli, reverso il mondo e i suoi stiamo cristiani”. problemi, ma senza che Non possiamo non revenisse mai meno la sua gistrare la sapiente visioattenzione vigile nel tutene del Santo Pontefice, lare e proporre in maniera che riesce a mettere fedele i valori della fede d’accordo la povertà del che ci guida e ci sostiene. Vangelo e i beni di questo Di lui ricordiamo anche mondo, nella evangelica una memorabile visita alla prospettiva della difesa tomba di S. Francesco, in dei valori autenticamente Assisi, il 4 Ottobre del umani, fraterni e cristiani, 1958, quando ancora si ai quali devono sottostare e servire i “beni della tertrovava alla guida ra, che sono opera di Didell’Arcidiocesi di Milano. o”. In quella occasione, La lezione del nuovo l’allora Card. Gianbattista Beato ci guidi, come cristiani e come francescani, Montini, rivolse a S. Francesco d’Assisi una preghiera che cercava di illuminare, con la luce che verso un uso illuminato e corretto di quanto abbiemana dall’esperienza di vita del Poverello Fransogniamo nella nostra vita sulla terra, senza che cesco, i problemi della vita di ogni giorno che tutveniamo meno alle urgenze della carità e alla liti viviamo, specialmente in ordine alla relazione bertà con cui dobbiamo guardare alle richieste di che abbiamo tutti bisogno di mantenere con i proDio, del suo Regno, del suo Vangelo, nella problemi dell’economia e del denaro, così intrecciati spettiva della sua provvidenza che, senza disprezcon la vita di ogni uomo. zare nulla, ci apre alla libertà del cuore e ci fa Nella preghiera rivolta a S. Francesco, l’allora cercare prima di tutto il Regno di Dio e la sua Cardinale Montini, in dialogo interiore col Santo giustizia, certi che Egli non farà mancare mai nulla di quanto noi suoi figli potremo necessitare; di Assisi, si chiedeva: «È possibile, Francesco, noi, che davanti ai suoi occhi e al suo cuore di maneggiare i beni di questo mondo, senza restare Padre valiamo molto di più dei passeri che volano prigionieri e vittime? È possibile conciliare la nonel cielo (cf. Mt 6,25-34); noi, ai quali Gesù ha stra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e l’amore? È possibile una grande insegnato a chiedere con fiducia il pane quotidiaamicizia fra “madonna economia” e “madonna no (cf. Mt 6,11); noi, ai quali il Signore insegna a povertà”»? condividere il pane della nostra tavola e l’amore Nella sua bellissima preghiera a S. Francesco, del nostro cuore con quei fratelli provati dalla vita il futuro Pontefice Card. Montini, chiedeva luce che si aspettano da noi amicizia e cuore aperto, sul come potere instaurare una convivenza ordiche li aiutino a ritrovare sul loro cammino la prenata e pacifica, certo non sempre facile, tra la senza di Dio Padre che li ama e scende incontro “Beatitudine della povertà” (cf. Mt 5,3) e i “beni alla loro fame, alla loro povertà, al loro bisogno di questo mondo da maneggiare sapientemente, di fraternità e di amore. fra Venanzio Ferraro senza restare prigionieri e vittime”.

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pag. 4 NOVEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco a notizia che la Fiat è in procinto di cedere lo stabilimento termitano a una società che farebbe salvi i posti di lavoro ha fatto tirare un sospiro di sollievo a 760 famiglie siciliane. Sono tanti, infatti, i lavoratori ex Fiat e Magneti Marelli, in cassa integrazione, che a regime (forse nel 2018) potrebbero riprendere l’attività lavorativa. Di contro, altri 300, già impegnati nell’indotto, sembrano avviati al triste destino della mobilità e, successivamente, alla disoccupazione. Ma chi è questa società “Grifa” che acquisirà lo stabilimento imerese? Chi ci sta dietro? Sembra che la società abbia due soci (ma uno avrebbe già smentito): uno statunitense e l’altro brasiliano e sia finanziata da una banca brasiliana. Tuttavia, le maggiori risorse sono quelle messe a disposizione da Invitalia, cioè dal governo italiano. E cosa si produrrà nel rinato stabilimento? Un’auto elettrica che, in un secondo momento, avrà la versione ibrida (elettrica e a gas). Allo stato, non è dato sapere quale sia il piano economico e finanziario e quali ricerche di mercato hanno garantito l’assorbimento del prodotto (è prevista una produzione di 35.000 auto l’anno). Come al solito, si riscontrano dichiarazioni soddisfatte da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di alcuni sindacati, mentre altri suggeriscono cautela e sollecitano notizie più concrete. Ma la Fiat sembra che non sia del tutto assente dall’operazione, se è vero, come sembra, che sarà il fornitore privilegiato della struttura dell’auto. Dei progetti faraonici di cui si è largamente parlato in passato non si sa più nulla, così come sembrano sparite le varie aziende che avevano chiesto di subentrare in una parte dello stabilimento per svolgervi attività varie e comunque diverse dalla produzione di automobili. In tutto questo, anche gli operai vivono sentimenti diversi. Gli ex Fiat e Marelli fiduciosi nel futuro mentre gli altri (abbiamo detto che sono circa 300) disperano di essere recuperati. Una bella EX FIAT, POSTI DI LAVORO SALVI? L sconfitta per il governo e le istituzioni in genere. Oggi, forse, ci si rende conto di quanto sia stato errato consentire alla Fiat di essere l’unico (o quasi) protagonista dell’agglomerato industriale termitano e come il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale non abbia agevolato l’insediamento di imprenditori di settori diversi. A questo punto, con la Regione perennemente in crisi politica, ai trecento si prospetta un avvenire meno nefasto soltanto se si confrontano ai pari numero delle Termopili o con quelli del più recente avvenimento storico descritto nella “Spigolatrice di Sapri”. Peraltro, oggi non esiste neanche la prospettiva della ricerca del lavoro all’estero. Cosa fare? Anzitutto è auspicabile che il governo vigili affinché le risorse economiche che intende investire in questa nuova avventura non si disperdano o siano improduttivamente saccheggiate. Del pari, è doveroso individuare soluzioni di salvaguardia del posto di lavoro anche agli operai dell’ex indotto. Nell’occasione, sovviene quanto abbiamo scritto, in questo stesso numero, in ordine al progetto del governo, in base al quale il T.F.R. sarebbe anticipato ai lavoratori dipendenti del settore privato per incrementare i consumi. Niente di peggio per chi è a rischio disoccupazione, non potendo contare nei momenti bui su tale accantonamento di una parte del salario. Enzo Giunta

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 5 TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO INCENTIVO ALLA SPESA O ALLO SPRECO a crisi economica che ha investito l’Italia e soprattutto il Meridione induce il governo a cercare soluzioni per contribuire alla ripresa. In particolare, si è rilevato che la stagnazione è causata dalla mancata circolazione di capitali e dal rallentamento della spesa privata. A tal fine, è stato varato un decreto per sbloccare l’apertura dei cantieri di importanti opere pubbliche (in Sicilia si parla del progetto per rendere competitiva la linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina). Anche la concessione di 80 euro mensili ai lavoratori dipendenti a basso reddito avrebbe dovuto incrementare la spesa. Ma tale provvedimento, che ha comportato un notevole esborso per lo Stato, non ha prodotto i risultati auspicati. Di contro, ha lasciato amarezza fra i pensionati a basso reddito, esclusi dal beneficio. A questo punto il governo, non avendo altre risorse disponibili, sta pensando bene di spingere i cittadini a dare fondo ai propri risparmi. E fra i “risparmi” è sicuramente da classificare il T.F.R. (Trattamento di Fine Rapporto), cioè quella parte di retribuzione che i lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro accantonano mensilmente e che viene corrisposta al lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. E qui sorgono notevoli perplessità. Fermo restando che il T.F.R., in base alla vigente normativa, può essere anticipato in larga misura per esigenze specifiche del lavoratore (per esempio per motivi di salute o per l’acquisto della casa di abitazione), appare poco etico che lo Stato, pur di sostenere la produzione, contribuisca a bruciare risorse che potrebbero essere ben utili in età avanzata ovvero, a maggior ragione, nel caso in cui L il lavoratore perda l’impiego e non riesca a ricollocarsi. Non è questo, a mio modesto avviso, il sistema migliore per rilanciare l’economia, quando ancora si può e si deve intensificare la lotta all’evasione, specie quella ai grandi evasori, facendo pagare le tasse a tutti e non soltanto ai pensionati e ai lavoratori dipendenti. Occorre, altresì, combattere con più efficacia la illegalità e l’accumulo dei patrimoni da parte della criminalità organizzata. Occorre, infine, estirpare la mala pianta dell’usura e ridurre i margini di operatività del gioco, anche quello gestito dallo Stato. Ma c’è ancora molto da fare in positivo, abbattendo le barriere della burocrazia, introducendo criteri di vera liberalizzazione nelle attività produttive, parificando i contratti di lavoro dei dipendenti pubblici a quelli del settore privato. Infine, in particolare in Sicilia, occorre spendere – e saggiamente – i fondi europei, anche scavalcando il pantano della Regione che si è dimostrata incapace di metterli a frutto, perdendo l’occasione di ridurre il gap con il “continente” e di fornire agli imprenditori e ai Cittadini validi strumenti di crescita. Enzo Giunta

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pag. 6 NOVEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI 2 Novembre a Commemorazione dei defunti è una liturgia ancora molto sentita sia nel Sud che nel Nord Italia; anche se negli ultimi tempi si parla di Halloween e la gente è affascinata da tutto ciò che crea divertimento, confusione e disorientamento, tanto da pensare che Halloween abbia avuto origine con la festa di Ognissanti. Ma ciò non è vero. Ognissanti, che ha avuto origine nella Chiesa cattolica, veniva inizialmente celebrata in maggio. Nell’anno 834 venne spostata da maggio a ottobre al fine di sovrapporsi a un’antica festa druidica che aveva luogo l’ultimo giorno di quel mese. Infatti le origini di Halloween risalgono agli antichi druidi celti, circa 2000 anni fa’. I Celti vivevano nelle zone corrispondenti oggi alla Francia, all’Inghilterra, al Galles e alla Scozia, e celebravano la vigilia del nuovo anno, il 31 ottobre, in onore di Samhain, il principe della morte. I Celti credevano che in questo giorno gli spiriti malvagi dei morti ritornassero per creare confusione e caos fra i viventi. La festa doveva placare Samhain e gli spiriti dei defunti. La vigilia di Samhain e altre pratiche occulte hanno dato origine a molte delle tradizioni che oggi fanno parte di Halloween. Tutte queste feste pagane procurano all’uomo un piacere momentaneo occultando il vero significato che deve essere dato alla liturgia della Commemorazione dei Defunti, che ebbe origine nel sec. X nel monastero benedettino di Cluny. Papa Benedetto XV, al tempo della prima guerra mondiale, giunse a concedere a ogni sacerdote la facoltà di celebrare «tre messe» in questo giorno. Oggi la Chiesa dedica la Liturgia al ricordo di coloro che, con la morte, ci hanno preceduto nel Regno dei cieli. Non è un giorno da vivere nel lutto e nel dolore, ma per noi è un giorno all’insegna della speranza. Speranza in una vita che non muore. Oggi celebriamo soprattutto il mistero pasquale dove la morte è vinta dalla Vita. Siamo chiamati da Cristo a rinnovare la fede nella risurrezione e a pregare per i nostri morti, che un giorno riabbracceremo nella gioia che non avrà più fine. Ricordando coloro che ci hanno preceduto nel cammino della vita e ora godono il sonno della pace, prepariamoci a vivere quel momento di gra- L zia che è il passare da questo mondo al Padre, dove Dio ci giudicherà con Amore e ci ammetterà al banchetto preparato per tutti in cui la morte è distrutta per sempre. Umanamente la morte è una tragedia: segna la fine di una vita, il distacco da tutti coloro che si sono amati. Cristianamente la morte è una nascita: la nascita alla vita piena, eterna, vissuta in comunione con Dio. La parola del Signore, ci rivela anche un altro volto della morte, il volto di una “sorella” (S. Francesco). Ci assicura, infatti, che la morte non è il naufragio senza scampo di un’esistenza, la disfatta totale di una persona, che precipita in un baratro senza fondo perdendosi nel nulla. Non è il male assoluto dell’uomo. Ma è il varco attraverso il quale una persona passa da una forma di esistenza, che ci è abbastanza nota, a un’altra forma inedita, nuova, immensamente superiore alla presente. È nel clima della Pasqua e della Risurrezione di Cristo che questa celebrazione va ambientata, preparata e vissuta. Tutta la vita umana può già essere un evento pasquale, un’Eucaristia: se vegliamo e teniamo le nostre lucerne accese, sapremo riconoscere il Signore che passa e viene in ogni momento. Usiamo bene il nostro tempo ricordando di lucrare un’Indulgenza plenaria per le anime dei defunti alle seguenti condizioni: - visita di una chiesa - recita del Pater e del Credo - confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi) - comunione - preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave e Gloria). DAL 1 all’8 NOVEMBRE Alle solite condizioni, i fedeli possono lucrare (una volta al giorno) una Indulgenza Plenaria applicabile alle anime del Purgatorio: - visitando il cimitero - pregando per i defunti. Antonio e Melania Papania

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 7 AVVENTO Avvento è il tempo liturgico che ci fa celebrare Gesù Cristo che è venuto, che viene e verrà. Il nome Avvento viene da latino «adventum» che significa venuta. Tale termine è stato mutuato da una terminologia pagana latina che indicava un arrivo, una venuta, l’anniversario della venuta di una persona importante (re o imperatore), inglobando anche gli atteggiamenti di attesa e preparazione. In questo tempo ci prepariamo a far rinascere Cristo nei nostri cuori come fece San Francesco a Greccio. L’Incarnazione per San Leone Magno è, infatti, l’inizio della nostra redenzione che si compirà nel mistero pasquale e in maniera definitiva alla fine dei tempi quando il Cristo ritornerà glorioso «e ci chiamerà a possedere il Regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa» (Prefazio Avvento I). L’Avvento conta una struttura di quattro domeniche e può essere diviso in due periodi. Il primo periodo va dall’inizio – e l’inizio può oscillare tra il 27 novembre e il 3 dicembre- fino al 16 dicembre. Si evidenzia, in tale periodo, l’aspetto escatologico e la seconda venuta di Gesù. Il secondo periodo che va dal 17 al 24 dicembre tende a sottolineare l’aspetto storico relativo alla prima venuta di Gesù. Le prime letture delle Quattro domeniche sono tratte dal profeta Isaia e le seconde dalle epistole di San Paolo. I Vangeli conferiscono il contenuto di ogni Domenica. La prima Domenica ha un carattere escatologico e il tema è quello della vigilanza. La seconda Domenica ha un carattere penitenziale e il tema è quello della conversione. La terza Domenica, detta anche «gaudete», ha un carattere gioioso e il tema è quello della gioia per il compimento dei tempi messianici con la possibilità dell’uso delle vesti liturgiche rosacee. La quarta Domenica ha un carattere natalizio e il tema è quello dell’Annunciazione. Ogni domenica di Avvento, così, è legata all’altra non solo come filone tematico, ma anche come progresso: dalla seconda venuta di Gesù, sottolineando sempre di più la nascita di Cristo, fino ad arrivare all’Incarnazione di Cristo. L’Avvento ci dona anche i suoi personaggi. Il Figlio di Dio che si fa uomo, è preceduto e seguito da una serie di personaggi: i profeti, Giovanni il Precursore e la Vergine Maria; come sottolinea il Prefazio dell’Avvento II. L’ Il Profeta Isaia, l’uomo in cui, più degli altri profeti, si trova un’eco forte della grande speranza che ha confortato il popolo di Israele durante l’esilio, speranza di liberazione e redenzione definitiva. Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti e anello di congiunzione tra Antico e Nuovo Testamento. Egli riassume tutta la storia precedente mentre essa sta per sfociare nel suo compimento che è Cristo. Giovanni Battista è icona della venuta di Cristo. É il modello di coloro che Dio chiama a preparare le sue vie e di quanti scuotono le coscienze assopite degli uomini. Maria è “icona per eccellenza del tempo di Avvento”, come ebbe a dire Paolo VI nella Marialis Cultus al n. 4, collocandola giustamente all’interno del piano cristocentrico della salvezza. Nell’Avvento, Maria, rappresenta il culmine della cooperazione al mistero della redenzione. Questa importanza di Maria è sottolineata soprattutto dall’inserimento in Avvento della solennità dell’Immacolata Concezione. La Teologia dell’Avvento ha tre aspetti. Il primo è quello Storico – sacramentale, ovvero l’intervento concreto di Dio nella storia, il Dio che in Cristo si è fatto tempo per incontrare l’uomo che vive nel tempo. Il secondo è quello Escatologico, perché tutta la storia, luogo dell’attuazione delle promesse di Dio, è protesa verso il “giorno del Signore”, e la Chiesa vive già gli ultimi tempi anche se non ancora in maniera

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pag. 8 NOVEMBRE 2014 definitiva. Infine, il terzo aspetto, è quello dell’impegno nel presente perché la missione della Chiesa si fonda sulla venuta permanente di Gesù. L’avvento è il tempo che ci dona di vivere la grazia dell’attesa attraverso degli atteggiamenti. • Attesa vigilante e gioiosa non solo del Cristo che viene perché nasce o del Cristo che verrà glorioso alla fine del tempo, ma soprattutto del Cristo che viene nella vita dell’uomo. • Speranza nell’uomo e nella sua capacità in quanto il Cristo che è venuto, che viene e verrà è uomo. In Fraternità con Francesco • Conversione, perché se Cristo viene in ogni giorno della vita, questa venuta non può lasciarci indifferenti ma deve cambiare le nostre persone. L’atteggiamento principale da custodire sempre è quello del bambino. Sì, quello dei «parvuli» - i nostri fratelli e sorelle più piccoli- che insegnano a noi, che ormai siamo o ci sentiamo grandi, a saper attendere. Impariamo da loro e da Maria, la Donna, che ha custodito il frutto dell’Avvenire eterno: Gesù Cristo nostro Signore, il Veniente. fra Agostino Benedetto Gatto CAPITOLO ORDINARIO DELL’ORDINE FRANCESCANO DI SICILIA ella bella cornice dell’Oasi Francescana di Pergusa (EN) ed in un clima di fraterna comunione si è svolto il Capitolo Ordinario dell’Ordine Francescano di Sicilia – Fraternità “Immacolata Concezione”, a cui hanno partecipato i ministri, viceministri e loro delegati provenienti da tutte le fraternità OFS locali di Sicilia, nonché il neoeletto Consiglio Regionale. Il Capitolo Ordinario rappresenta un momento importante della vita dell’Ordine Francescano Secolare in cui non solo si sperimenta la gioia dell’incontro fra fratelli e sorelle che condividono il medesimo itinerario di vita, ma si riflette e si discute sullo stato della Fraternità, ponendo le basi per il suo governo futuro. La giornata è stata ricca di spunti e di confronto e si è potuto notare come il Consiglio Regionale abbia già ben lavorato per animare e guidare nel migliore dei modi la Fraternità regionale. Dopo la liturgia di accoglienza, presieduta dall’Assistente regionale fra Salvatore Corsaro ofm conv, il Ministro Nino Calderone ha salutato affettuosamente l’assemblea ed ha incoraggiato tutti a vivere il proprio servizio con grande senso di responsabilità. In seguito ha preso la parola la Viceministra Annapia Viola, la quale ha illustrato la nuova N suddivisione per zone della Fraternità regionale che sono state portate a nove al fine di eliminare un eccessiva frammentazione e quindi favorire una migliore organizzazione delle attività zonali. Dopo ha parlato Lucio Barone, delegato per la Presenza nel Mondo (GPSC), che ha esposto l’intento del Consiglio regionale di portare avanti un progetto per l’affido di migranti minori non accompagnati, cercando così di dare una risposta ad un’emergenza che vede sempre più coinvolta la Sicilia e che interpella ogni cristiano e conseguentemente ogni francescano secolare su come possiamo aiutare questi fratelli “ultimi fra gli ultimi”. La Responsabile Chiara Simone Vullo ha invece esposto il testo di formazione predisposto dalla Fraternità nazionale, sottolineando la sua importanza come strumento di lavoro ed approfondimento per la formazione permanente. Terminati gli interventi, si è aperto il dibattito libero, moderato da Annapia Viola, in cui ciascuno dei partecipanti ha espresso suggerimenti, opinioni e richieste di chiarimenti su quanto proposto dal Consiglio regionale. Il dibattito è proseguito dopo il pranzo e la giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica. Salvatore Medica

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 9 TESTIMONIANZA DI GIANNA EMANUELA MOLLA, FIGLIA DI SANTA GIANNA BERETTA MOLLA A CACCAMO a Comunità Ecclesiale di Caccamo ha risposto con grande entusiasmo all’iniziativa del parroco don Giuseppe Calderone che ha organizzato un incontro testimonianza con Gianna Emanuela Molla, figlia di Santa Gianna Beretta Molla. L’incontro svolto in coincidenza della celebrazione del sinodo straordinario sulla famiglia in corso di svolgimento a Roma era rivolto alle coppie di sposi, fidanzati e giovani. Nel corso della serata Gianna Emanuela Molla ha ricordato la figura della mamma considerata una delle patrone dei movimenti antiabortisti in Italia e canonizzata nel 2004 da Papa Giovanni Paolo II. Con la voce rotta dall’emozione ha ricordato i momenti più belli dell’incontro dei genitori con la densa corrispondenza che avevano iniziato prima di sposarsi ed anche dopo il matrimonio e gli anni felici con i figli. Santa Giovanna Beretta Molla così diceva al marito Pietro: “Vorrei proprio farti felice ed essere quella che desideri: buona, sensibile, amabile e intendo donarmi a te per tutta la vita”. Il loro amore era così grande e profondo perché c'era stato l'intervento divino che condividevano nella preghiera. Tutta la vita di Santa Giovanna Beretta Molla è stato un inno alla vita. Ha donato se stessa al marito e ai figli interamente, vivendo la normalità della vita quotidiana. Nel 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, Gianna fu colpita da un fibroma all’utero. Prima dell’intervento operatorio di asportazione della massa tumorale, pur rimanendo consapevole dei rischi e dei danni che sarebbero potuti insorgere durante la gravidanza, chiese al chirurgo di salvare la vita che portava in grembo, anche a scapito della sua, affidandosi alla preghiera e alla Provvidenza. Il 21 aprile 1962, presso l’Ospedale di Monza, partorì Gianna Emanuela per via cesarea e L per Gianna iniziarono lunghe sofferenze. Già dopo qualche ora dal parto le sue condizioni si aggravarono e, nonostante le cure praticate, le sue condizioni peggiorarono. Il 28 aprile venne riportata nella sua casa di Pontenuovo di Magenta, ove vi morì quello stesso giorno a soli 39 anni. “Il suo messaggio di madre che ha fatto dono di sè per farmi nascere mi riempie di gioia – ha detto Emanuela - essere figlia di una santa per me è una grande responsabilità e ogni giorno chiedo al Signore di essere il meno indegna possibile”. Emanuela inoltre, nel corso del suo intervento, ha anche indicato la mamma come esempio agli sposi, ai giovani e ai medici che stanno a contatto con gli ammalati. “Ha vissuto la sua professione di medico come una vocazione e una missione – ha aggiunto - servendo i malati come se fossero Gesù stesso. È stata sempre molto devota alla Madonna e recitava ogni giorno il Santo Rosario dicendo che senza la preghiera non si va in Paradiso”. Al termine della serata è seguito un intenso momento di preghiera che si è concluso con l’esecuzione dell’Inno a Santa Gianna composto da Mauro Visconti maestro di Cappella della Cattedrale di Palermo a cura dal coro Sancte Joseph. da Arcidiocesi News

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pag. 10 NOVEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco 3-2-1 ... SI RIPARTE C arissimi fratelli e sorelle, il Signore vi dia Pace! Quest’anno il nostro cammino di fraternità ha avuto inizio con un weekend molto particolare, ovvero una Scuola di formazione Regionale che si è svolta dal 10al 12 ottobre presso il Convento dei cappuccini “Madonna della Catena”. La scelta di iniziare l’anno fraterno con una scuola di formazione nasce dalla richiesta di molti gifrini, perché prima di formare bisogna essere FORMATI. Durante questo weekend abbiamo avuto molti formatori, tra cui la Dott.ssa Lisi, psicoterapeuta, che ci ha illustrato i vari profili dell’adolescente, del giovane e del giovane adulto di oggi in relazione alla società, e come essere educatori. Prima di essere educatori bisogna entrare in relazione con gli adolescenti, perché hanno bisogno di essere ascoltati nelle loro diversità e nelle loro ricerche, non hanno bisogno di certezze che li confondono, né di sicurezze, ma hanno solo bisogno di sperimentare il loro essere e di vivere con fiducia-forza e paura. Inoltre dobbiamo riconoscere cosa stanno provando e non dobbiamo scendere al loro livello e nemmeno assecondarli. L’identità degli adolescenti è ancora in definizione, infatti non tollerano la superficialità di chi dà definizioni troppo veloci. La cosa più importante da fare per educarli è ascoltarli senza scendere al loro livello e assecondarli. Il nostro percorso formativo si è concluso con un momento di preghiera sul “SERVIZIO” con un gesto molto importante la “Lavanda dei piedi” perché noi dobbiamo essere servi gli uni gli altri come Gesù. Vogliamo dare un caloroso augurio di buon cammino e servizio alla nostra consigliera regionale Maria Chiara Libreri, della fraternità di Caccamo, che in quei giorni è stata chiamata al servizio della fraternità regionale. Valentina Montalto UN ALTRO ANNO FRATERNO IN GI.FRA. ella giornata di domenica 19/10/2014 si è tenuto il ritiro per l’inizio del nuovo anno fraterno. Nel corso di questo ritiro abbiamo analizzato, con l’aiuto di fra Agatino, 3 punti fondamentali: l’appartenenza, l’ascolto e il servizio. Appartenere a Dio e quindi alla fraternità significa ammettere di aver bisogno di quella/e persona/e e non poterne farne a meno, ma anche sentirsi dono per l’altro e quindi prendersi cura dell’altro; Dobbiamo ascoltare con attenzione la parola di Dio per cercare di cogliere il suo richiamo nei nostri confronti, come ha già fatto in passato con Sant’Agostino, ad esempio. Dio è nel nostro cuore basta metterci attenzione e ascoltarlo come ci ricorda il libro del Deuteronomio. Però prima di ascoltare si deve amare, perché solo con l’amore si può davvero ascoltare. La parola ascoltare è strettamente legata al termine attirare. Attirare a sé una persona nella Bibbia significa fidanzarla. In essa il deserto è descritto come N un luogo arido dove non cresce nulla; questa è una metafora e il deserto siamo noi, circondati però da Dio che ci rende terra feconda. L’’ultimo punto su cui è stata posta la nostra riflessione è stato il servizio. Vivere è servire, perché Gesù si è fatto servo di tutti noi, Egli è il servo per eccellenza, e da quel momento noi siamo diventati suoi amici. Quindi il più grande è chi sa servire come fa Gesù nella lavanda dei piedi e dobbiamo imparare a essere servi gli uni degli altri e cioè dare anima e corpo alla persona o alla causa in cui crediamo. La giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica, nella quale il passo del Vangelo ci ha permesso di riflettere nuovamente sul senso dell’appartenenza e del dare a Dio quello che è di Dio. È stata una giornata indimenticabile e piena di messaggi. Martina La Rosa

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 11 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, la ricetta che vi suggerisco in questo mese è il Castagnaccio, un dolce autunnale tipico della cucina toscana, a base di farina di castagne. La farina di castagne è un alimento importante in termini nutrizionali, perché è fonte di proteine, zuccheri e sali minerali. Una ricetta semplice e facile da preparare e buonissima da mangiare. Castagnaccio Ingredienti per 10 persone: 500g di farina di castagne, 100g di pinoli, 100g di noci, 750ml di acqua, rametti di rosmarino q.b., sale fino q.b., olio extravergine q.b. Procedimento: In una ciotola capiente, mescolate la farina di castagne con un pizzico di sale. Versate un po’ alla volta l’acqua e lavorate energicamente con una frusta. Unite 4 cucchiai di olio extravergine e continuate a mescolare fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo. Unite le noci tritate grossolanamente. Versate il composto in una teglia bassa da 40cm di diametro, ben unta con olio extravergine. Cospargete la superficie con gli aghi di rosmarino, i pinoli e irrorate con due cucchiai di olio extravergine. Infornate per circa 10 minuti a 280° nel forno già preriscaldato. Dopo dieci minuti abbassate la temperatura a 180° e lasciate finire la cottura per circa 30 minuti. Lasciatelo raffreddare e servitelo. Ciao, al prossimo mese ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri: • al nostro amico e collaboratore diacono Pino Grasso, direttore dell’Ufficio stampa dell’Arcidiocesi di Palermo, che ha ricevuto una menzione in occasione dell’assegnazione del premio “Addetto Stampa 2014”, che si è svolto a Bagheria; • al nostro confratello Nino Calderone e alla moglie Anna, per il 25° anniversario del loro matrimonio, che hanno celebrato il 28 settembre; • a Giuseppina Aglieri Rinella e famiglia per il matrimonio del figlio Agostino. Sentite condoglianze: • ai nostri confratelli Giuseppe e Agostino Marsala e famiglie per la morte della mamma; • alla nostra consorella Anna Maria Sciortino e famiglia per la morte della cognata; • alla nostra consorella Anna Bondì e famiglia per la morte del fratello a Novara. Proposta per un cammino di fede per giovani e adulti Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi È un percorso formativo di sette incontri aperto a tutti, per aiutarvi a comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e nel contempo conoscere Francesco, la Fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento nell’Ordine Francescano Secolare o nella Gioventù Francescana. Gli incontri inizieranno a novembre, per informazioni e iscrizioni rivolgetevi a fra Agatino, al Ministro dell’OFS Giusy Fusco o alla redazione del Giornalino. Ricordiamo che tutti i giovedì alle ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle 17.30 Celebrazione del Vespro, Benedizione Eucaristica e a seguire la Celebrazione Eucaristica. Avvisiamo che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino.

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pag. 12 ________________ NOVEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa di San Francesco. Anche quest’anno, tutta la comunità si è impegnata per i festeggiamenti in onore del nostro Serafico Padre S. Francesco. Come avviene ormai da diversi anni la Novena è iniziata al Monastero S. Chiara. Sabato 27 settembre con un pellegrinaggio abbiamo trasferito i simulacri dei Santi Francesco e Chiara in Convento dove è continuata la Novena, predicata quest’anno dai Frati che in passato hanno svolto servizio pastorale nella nostra comunità: fra Attilio Bua, fra Lorenzo Iacono, fra Salvatore Frasca, fra Domenico Gulioso e fra Giuseppe Di Miceli. Nelle sere del 29 settembre e 1 ottobre ci siamo ritrovati in Chiesa per due appuntamenti, il primo, un momento di preghiera con la testimonianza di fra Giuseppe Maggiore ofm, che svolge il servizio a Favara presso “La tenda di Abramo”, il secondo, un concerto di fra Giuseppe Di Fatta ofm. La sera del 30 settembre l’Associazione Italiana Persone Down di Termini Imerese ha proposto una divertente commedia in dialetto “Quannu a fami si marita cu pitittu”. Come tradizione, nella Celebrazione del Transito, presieduta dal Guardiano fra Giacomo Reginella, il Sindaco della nostra città ha acceso la lampada votiva a nome della cittadinanza. Giorno 4 numerosi fedeli hanno partecipato alle celebrazioni, la processione rinviata per la pioggia si è svolta in forma breve domenica 5 ottobre. “La Colletta Alimentare”. Si svolgerà in tutta Italia sabato 29 novembre, iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. Anche noi come fraternità parteciperemo a questa iniziativa andando nel supermercato assegnatoci per la raccolta viveri destinate alle famiglie in difficoltà. Quanti sono disponibili a svolgere questo servizio volontario, devono dare comunicazione al più presto al confratello Antonio Liotta. La nostra Fraternità a Capitolo. Sabato 25 ottobre si è celebrato il Capitolo elettivo della Fraternità, presieduto dal Consigliere Regionale Lorenzo Landino. Il momento elettivo s’é concluso con l’elezione del nuovo consiglio che guiderà ed animerà la Fraternità per il prossimo triennio che risulta così composto: Giusy Fusco, Ministra; Ignazio Cusimano, Vice-Ministro;Angela Giardina, Mimmo Palmisano, Giuseppe Aglieri Rinella e Nicasio Calcara, Consiglieri. Al nuovo Consiglio fraterni auguri di buon lavoro e buon servizio, ringraziamo i consiglieri uscenti: Enza Borzelliere, Antonio Liotta e Nino Calderone per il servizio svolto alla fraternità. Al Capitolo ci siamo preparati con un ritiro spirituale il 16 ottobre e con l’assemblea pre-capitolare il 22 ottobre. Incontro zonale delle fraternità OFS. Il Consiglio Regionale ha programmato per domenica 16 novembre gli incontri zonali delle Fraternità locali. Al momento non è stata inviata la circolare dal parte del Consiglio Regionale con i dettagli dell’incontro, avviseremo i fratelli e le sorelle della Fraternità per tempo. Incontro settimanale. Ricordiamo a tutti i confratelli e le consorelle che l’incontro settimanale a partire da questo mese si svolgerà ogni lunedì. Ci ritroveremo tutti alle ore 17.30 in Chiesa per celebrare il Vespro e l’Eucarestia, a seguire l’incontro di formazione permanente. Novembre 2014 Valenti Pettino Francesco Franco Ilaria Li Causi Francesca Romano Ignazia Grigoli Caterina Elena Lo Bello Rosa Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 2 4 6 7 7 Rosso Roberto Spalla Antonio Campagna Vincenza Liotta Maria Purpura Provvidenza Volo Giovanna giorno giorno giorno giorno giorno giorno 10 12 13 18 21 23 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 11 - Novembre 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Diac. Pino Grasso, Enzo Giunta, Antonio e Melania Papania, fr. Agostino Benedetto Gatto, Salvatore Medica, Arcidiocesi News, Valentina Montalto, Martina La Rosa, Mariella Campagna.

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In Fraternità con Francesco NOVEMBRE 2014 pag. 13 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI NOVEMBRE 2014 Sabato 1 Domenica 2 Dal 3 al 8 Solennità di tutti i Santi (Celebrazione come la domenica) Commemorazione di tutti i defunti ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Cimitero Ottavario dei defunti ore 16.00 Celebrazione Eucaristica al Cimitero ore 18.00 Celebrazione Eucaristica in Convento Adorazione Eucaristica ore 16.45 Esposizione ore 17.30 Vespro e celebrazione Eucaristica Giornata di preghiera per tutti i sacerdoti defunti che hanno prestato il loro servizio pastorale nella nostra comunità Ecclesiale ore 18.30 Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Santa Croce al Monte Conclusione dell’Ottavario ore 16.00 Celebrazione e processione Eucaristica per i viali del Cimitero Adorazione Eucaristica ore 16.45 Esposizione ore 17.30 Vespro e celebrazione Eucaristica Triduo a S. Elisabetta d’Ungheria patrona dell’OFS ore 17.00 Santo Rosario, coroncina e celebrazione del Vespro ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 18.00 70° Anniversario di professione all’OFS di D’Acquisto Grazia 50° Anniversario di professione all’OFS di: Saccuzzo Sebastiana, Guagliardo Francesca, Palumbo Teresa, Li Causi Francesca, Liotta M. Assunta e Bondì Antonina 25° Anniversario di professione all’OFS di Di Francesca Maria ore 16.00 Celebrazione Eucaristica presso la Cappella dell’Ospedale e rinnovo del mandato dei volontari della missione di S. Elisabetta ore 9.00 Ritiro zonale OFS ore 19.00 Celebrazione Eucaristica Festa di S. Elisabetta d’Ungheria ore 18.00 Solenne Celebrazione Eucaristica, professioni all’OFS e rinnovo dei Consigli Evangelici dei Professi all’OFS Adorazione Eucaristica ore 16.45 Esposizione ore 17.30 Vespro e celebrazione Eucaristica Adorazione Eucaristica ore 16.45 Esposizione ore 17.30 Vespro e celebrazione Eucaristica Giornata nazionale per la “Colletta Alimentare” Raccolta viveri nei supermercati Veglia di Avvento ore 21.30 alla Maggior Chiesa Giovedì 6 Venerdì 7 Domenica 9 Giovedì 13 dal 14 al 16 Venerdì 14 Sabato 15 Domenica 16 Lunedì 17 Giovedì 20 Giovedì 27 Sabato 29

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