Num.90 - 2014

 

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Il Giornale Italiano

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CESARE AUGUSTO IMPERATORE 14 - 2014 90/2014 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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C E S A R E A U G U S T O I M P E R AT O Roma ha celebrato il bimillenario della morte di Augusto Imperatore tra convegni, libri, card con sconti, nuove app e ampliamenti di percorsi anche per i diversamente abili. tendenza capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zetema progetto cultura, diventa l’occasione per ripercorrere l’opera del primo imperatore di Roma, colui che contribuì a trasformarla in una vera e propria capitale, tanto è vero che Augusto in tarda età dichiarò: “ho ricevuto una Roma di mattoni e ve l’ho lasciata di marmo”. Visite guidate al Mausoleo di Augusto - Sono state organizzate un ciclo di visite guidate nei “luoghi di Augusto” organizzate dalla Sovrintendenza capitolina per il bimillenario. Le mostre di Roma Capitale per il Bimillenario - “L’arte del comando. L’eredità di Augusto” al Museo dell’Ara Pacis è stata una tappa fondamentale per approfondire le principali politiche culturali e di propaganda messe in atto da Augusto nel suo principato e replicate nei secoli per il loro carattere esemplare. Le 12 sezioni della mostra, articolate per temi ed epoche storiche differenti, illustrano in che modo imperatori come Carlo Magno, Federico II, Carlo V o Napoleone, nel corso della storia abbiano reinterpretato “l’arte del comando” di Augusto a volte con formule molto vicine o identiche. La mostra Keys To Rome, ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali dal 24 settembre 2014 al 12 aprile 2015 ha come tema centrale della mostra “Le Chiavi di Roma. La città di Augusto”. L’esposizione, ideata e curata dalla Sovrintendenza capitolina e dal Cnr, è un evento organizzato dalla più grande rete di eccellenza europea sui Musei virtuali, V-Must, coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche. Quattro città forniranno quattro prospettive diverse sulla cultura romana: il cuore di Roma, con il Museo dei Fori Imperiali; Alessandria d’Egitto, nelle splendide sale della Biblioteca Alessandrina; Amsterdam presso l’innovativo Museo Allard Pierson e, infine, Sarajevo all’interno della storica biblioteca, sede del municipio, da poco restaurata. Le quattro città, che simboleggiano i “quattro angoli” del mondo romano, sono alla base dell’idea della mostra europea e saranno un’occasione senza precedenti per guardare all’Impero da punti di osservazione storici, geografici, culturali e umani molto diversi. Al centro dell’esperienza museale, un percorso fatto di filmati, di sistemi di interazione naturale In una delle iniziative che Roma Capitale ha organizzato per festeggiare il bimillenario della morte del grande imperatore Augusto, ci si è potuti emozionare ammirando l’Ara Pacis a colori (foto), attraverso proiezioni di luce sia sul fronte occidentale dell’altare, con i pannelli di Enea e del Lupercale, sia sul fronte orientale, con quelli della Tellus, della Dea Roma e del grande fregio vegetale. Ammirare la mostra “L’arte del comando - L’eredità di Augusto”. La tecnica di proiezione, realizzata in digitale, ha consentito di modificare e modulare i profili e i colori in tempo reale. La scelta delle singole colorazioni dell’Ara Pacis è stata operata sulla base di analisi di laboratorio, confrontati con la pittura romana, specialmente pompeiana, e ricerche cromatiche su architetture e sculture antiche. Il 19 agosto del 14 d.C. Augusto morì a Nola, proprio nella stessa stanza in cui venne a mancare il padre. Il bimillenario della sua morte, celebrato attraverso una serie di iniziative promosse da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica - SovrinPag. 2 90/2014

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ORE, 2000 ANNI - LA MORTE e applicazioni mobili, per permettere al visitatore di ripercorrere la storia romana, grazie a due protagonisti - un vecchio mercante e suo nipote - che dovranno ritrovare gli oggetti appartenuti alla famiglia e svelarne i segreti, usando le chiavi di Roma, nell’unico giorno in cui il dio Giano consentirà di aprire le porte del tempo. Ma si potrà anche “camminare” nella Roma Augustea scoprendo luoghi suggestivi e testimonianze architettoniche importanti dell’azione innovatrice di Augusto Il Foro di Augusto 2000 anni dopo - “Foro di Augusto. 2000 anni dopo”, progetto ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso. Nella passeggiata al Foro di Augusto, attraverso immagini in 3d si potrà ammirare il sito archeologico “ricostruito” e grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori hanno potuto ascoltare la musica, gli effetti speciali e il racconto di Piero Angela in 6 lingue, da via Alessandrina, proprio affacciati sul Foro di Augusto. Il tutto è stato arricchito da filmati e ricostruzioni che mostrano i luoghi così come si presentavano all’epoca. Tyrtarion ai Mercati di Traiano - Uno spettacolo d’eccezione ‘Tyrtarion’ per celebrare Augusto è stato messo in onda nella cornice suggestiva dei Mercati Traiano: i poeti di età augustea “cantati” e musicati dagli studenti dell’Accademia Vivarium Novum. Virgilio, Orazio, Ovidio, Catullo sono tornati per recitare e cantare in onore dell’imperatore Augusto nella lingua dell’antica Roma: il latino. La storia - Augusto, Gaio Giulio Cesare Ottaviano (C.Iulius Caesar Octavianus; imp. Caesar Augustus) Primo imperatore romano - Roma 63 a.C. e Nola 14 d.C., nacque da Gaio Ottavio e Azia, ma Cesare lo adottò nel 45 a.C. Dopo la morte di Cesare, rivendicò i diritti di figlio ed erede del padre adottivo, entrando così in conflitto con Marco Antonio. Ottaviano uccise Marco Antonio sconfiggendolo in battaglia a Modena, assunse il consolato con l’appoggio dell’esercito; poi, per affrontare gli uccisori di Cesare, raggiunse un accordo con Lepido e lo stesso Antonio, formando il secondo triumvirato. Le 90/2014 milizie dei triumviri, agli ordini di Ottaviano e Antonio, sconfissero i cesaricidi, guidati da Bruto e Cassio. Gli accordi presi tra i triumviri stabilivano, che ad Antonio spettasse il controllo dell’Oriente, a Lepido dell’Africa settentrionale e a Ottaviano dell’Italia. Ottaviano, però, dovette affrontare una guerra civile in Italia, provocata da Lucio Antonio (fratello del triumviro) e conclusasi solo nel 40 a.C., con la battaglia di Perugia; dopo affrontò Sesto Pompeo, figlio del Pompeo nemico di Cesare, che controllava la Sicilia e la Sardegna: lo sconfisse a Nauloco, con l’aiuto del suo ammiraglio, Agrippa. Siccome durante le operazioni militari Lepido aveva cercato di impadronirsi della Sicilia, Ottaviano lo inviandolo in esilio al Circeo. Divenne così il padrone dell’Occidente. L’ultimo ostacolo di fronte al dominio assoluto su tutti i territori conquistati da Roma era Antonio, che aveva stretto, intanto, legami profondi con Cleopatra, regina d’Egitto. La guerra era inevitabile. La battaglia definitiva avvenne nelle acque di fronte ad Azio, dove grazie ad Agrippa ebbe nuovamente la meglio sulle flotte congiunte della regina e del triumviro; la vittoria fu completa con la presa di Alessandria, cui seguirono i suicidi di Antonio e Cleopatra. Nel 29, tornato a Roma, celebrò il trionfo e chiuse il tempio di Giano. Divenuto padrone di un impero sterminato, modificò l’assetto costituzionale. Prima di tutto, giustificò il proprio dominio trasformando le magistrature repubblicane senza abolirle formalmente e inserendo al loro interno una sostanza monarchica: l’espressione princeps inter pares, “primo tra pari grado”, rispecchiava questo atteggiamento. Così, prima rivestì la carica di console, quindi si attribuì a vita l’imperio proconsolare, per conservare il comando militare assoluto, e la potestà tribunicia, grazie alla quale, mediante il diritto di veto, poteva mantenere una posizione dominante tra le altre magistrature. Il suo primato si rifletteva nel titolo di Augusto, che assunse nel 27, assieme alla denominazione imperator. Successivamente divenne anche pontefice massimo e pater patriae, “padre della patria”. L’organizzazione dello Stato fu cambiata radicalmente. L’amministrazione fu messa nelle mani di funzionari dipendenti dall’imperatore, burocrati di estrazione equestre. All’imperatore spettava la gestione diretta dell’annona, delle vie, degli acquedotti e delle altre infrastrutture, della zecca. Le province furono divise in senatorie e imperiali. Le prime erano quelle di più antica costituzione e, in quanto ormai pacificate, erano prive di stanziamenti legionari: il loro governo fu affidato a proconsoli, la cui nomina era di competenza del senato. Invece, le province imperiali corrispondevano ai territori di confine e in esse, risiedeva il grosso delle legioni: allo scopo di garantire all’imperatore il controllo sull’esercito, furono affidate a legati Augusti pro praetore, governatori di nomina imperiale. L’Egitto fu lasciato al di fuori di questa organizzazione amministrativa: il suo governo spettava a un prefetto munito di imperium (praefectus Alexandreae et Aegypti), scelto dai ranghi dell’ordine equestre. Sotto il profilo fiscale, i tributi provenienti dalle province senatorie venivano raccolti dai questori e continuavano a confluire nel deposito tradizionale dello Stato romano, l’aerarium; le entrate provenienti dagli altri territori erano affidate al controllo dei procuratores Augusti, di rango Pag. 3

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equestre, e furono convogliate in una cassa di nuova formazione, il fiscus, a disposizione diretta del principe. Il sistema difensivo dell’impero fu a sua volta riformato. Augusto istituì un esercito professionale di volontari stipendiati, che dovevano prestare servizio per venti anni, dopo i quali ricevevano una paga finale e appezzamenti di terreno: proprio per favorire l’insediamento dei veterani furono spesso fondate nuove colonie, che contribuirono molto al processo di romanizzazione. Gli ausiliari, di origine provinciale, divennero parte integrante dell’esercito, inquadrati in unità di cavalleria o in coorti di fanteria; al termine di una ferma di venticinque anni era prevista per loro la concessione della cittadinanza romana. Il numero delle legioni permanenti fu fissato a 25; ogni legione fu divisa in 10 coorti, che al loro interno contavano 3 manipoli o 6 centurie, e il numero degli effettivi aumentò fino a 5500 soldati. La catena di comando fu affidata a ufficiali di carriera, per i quali era previsto un apposito cursus honorum. Per finanziare la macchina bellica, introdusse nuove imposte, tra cui la vicesima populi Romani, una tassa di successione, i cui proventi andavano a una cassa apposita, l’aerarium militare, separato dall’erario ufficiale. Furono introdotti inoltre corpi specializzati per la sicurezza della città di Roma: le coorti urbane, i vigili e la guardia pretoriana, articolata in 9 coorti e agli ordini di un funzionario apposito, il prefetto al pretorio. A questo punto, Augusto si adoperò per consolidare i confini dell’impero. In Oriente i rapporti con le altre potenze furono regolati da una serie di accordi diplomatici: Erode, re di Giudea, divenne così vassallo dei romani; i parti formalizzarono la tregua con Roma (20 d.C.). A Occidente e a Nord furono necessarie spedizioni militari, soprattutto in Germania e nell’area danubiana, al termine delle quali furono assoggettati Rezia e Norico e la regione tra il Reno e l’Elba; dopo la disastrosa sconfitta subita da Varo a Teutoburgo (9 d.C.), tuttavia, il confine dell’impero fu fatto arretrare fino al Reno. Infine, durante un viaggio in Campania, Augusto morì pacificamente a Nola nel 14 d.c. dopo 45 anni di regno incontrastato. La tradizione che Livia, la moglie, l'avesse avvelenato non trova alcun riscontro. Il Senato gli attribuì un funerale magnifico, rendendo alla sua persona, vissuta sempre in semplicità e schiva di pompa, quel culto che, associato al culto della Dea Roma, era destinato a diventare un potente cemento per l'impero. Fu sepolto a Roma nel mausoleo del Campo Marzio. Fu tramandato il nome di Cesare in memoria di lui, in quanto sia Cesare che Augusto furono considerati i migliori uomini e imperatori che Roma potesse desiderare. Nella sua volontà, lasciò 1.000 sesterzi a ogni soldato della guardia pretoriana, 500 per la coorte urbani e 300 a ciascuno dei Legionari. Poiché non aveva avuto figli maschi e ogni nipote che aveva designato come suo erede e successore era morto precocemente, di malattia o in battaglia, a lui subentrò il figliastro Tiberio, adottato nel 4 d.C. Il suo progetto politico fu accompagnato da un’intensa attività edilizia, in ogni città dell’impero e in particolare a Roma, che fu enormemente ingrandita e abbellita, mediante il restauro di vecchi edifici (tra cui la curia e il tempio di Giove sul Campidoglio) e la costruzione di nuovi complessi, come un nuovo foro, o il teatro dedicato a Marcello. Per ampliare il consenso portò avanti un complesso programma culturale, al quale furono chiamati a partecipare alcuni dei più grandi letterati della storia romana, come Virgilio e Orazio. Augusto 90/2014 coltivò anche l’attività letteraria, ma è pervenuto solo l’Index rerum a se gestarum, un elenco delle sue imprese, redatto poco prima di morire e fatto affiggere, in forma di iscrizione, in molte città dell’impero; testimonianza principale ne è la copia accompagnata da traduzione greca rinvenuta nel tempio di Augusto e Roma di Ancira, nota come Monumentum Ancyranum. La Personalità - Dalle “Res Gestae divi Augusti”: “All'età di diciannove anni, con mia personale decisione e a mie spese personali costituii un esercito con il quale restituii a libertà la repubblica oppressa da una fazione”. Così scrisse Ottaviano, un giovane molto determinato, coraggioso e acuto per la sua età, che pur non possedendo l'eloquenza affascinante di Cesare, seppe farsi ben volere dall'esercito e dal popolo, soprattutto per la sua intelligente lungimiranza. Ottaviano era un giovane piuttosto bello e dai lineamenti fini, come si evince dai numerosi ritratti, ma non ebbe fama di libertino, come fu ad esempio Giulio Cesare. Aveva invece, come Cesare, l'arte di farsi benvolere dai soldati, che furono sempre il suo più grande sostegno, perchè generoso e coraggioso nel combattimento e nella remunerazione dei soldati. Molto però era dovuto alla parentela con Cesare, di cui i soldati conservavano un mitico ricordo. “Era di una bellezza notevole e fu ricco di fascino per ogni fase della sua vita, benché fosse indifferente ad ogni forma di attenzione personale; era tanto negligente nella cura dei capelli, che si affidava frettolosamente a diversi parrucchieri e riguardo alla barba ora se la faceva tagliare, ora se la faceva radere e contemporaneamente o leggeva qualcosa o anche scriveva.” (Svetonio, Augustus). Sembra invece tenesse molto al suo aspetto, in questo molto simile a Cesare, perchè Svetonio poi racconta era solito passarsi sulle gambe gusci di noci roventi per ammorbidirne i peli. Era inoltre giocatore accanito, sembra fornisse agli ospiti gruzzoli di denaro per farli giocare con lui. In più, come racconta ancora Svetonio, fece scandalo rasentando il sacrilegio, una sua cena privata in cui i convitati si erano vestiti da Dei e Dee con i relativi attributi e in cui Ottaviano stesso personificò Apollo. Festina lente, cioè “affrettati lentamente” era un motto spesso impresso sulle monete romane del I sec. d.c., forse perchè molto caro ad Augusto. Svetonio e Aulo Gellio raccontano infatti che l'imperatore, comandante saggio e prudente, lo scelse come filosofia di vita ed amava ogni tanto ripeterlo in greco. Il suo carattere ebbe molte sfaccettature, spesso clemente e tollerante, talvolta spietato. In ogni caso fu lungimirante, intelligente e coraggiosamente innovativo, tanto che le sue leggi sopravanzarono di gran lunga i tempi si da essere riapplicate alcune in epoca moderna, come ad esempio nel diritto di famiglia. Monete e circolazione - Augusto, creò una zecca propria per coniare oro e argento. Questa zecca, per ragioni di riguardo verso il senato che aveva avuto sempre la prerogativa dell'emissione, fu posta a Lugdunum; ma fornì tutta la valuta necessaria all'impero, riducendo a quasi niente il diritto di coniazione del senato. La più antica tradizione repubblicana limitava la coniazione al bronzo: questa tradizione fu rispettata, e al senato rimase quindi questa facoltà di emissione, che rappresentava, la moneta divisionaria. Le monete augustee portano quasi sempre la testa dell'imPag. 5

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perator, però sulle monete divisionarie di bronzo permane la sigla senatoria S. C. La circolazione aurea era distribuita nelle varie parti dell'impero ed a Roma. Le provincie che, avevano l'uso della circolazione fiduciaria, usavano poco oro, ma ne dovevano comprare per il commercio con altre parti dell'impero; i Germani invece, preferivano l'argento, e la circolazione aurea era nei loro mercati molto difficile. Gli scritti - “Narrazione dei fatti del divino Augusto attraverso i quali sottomise tutto il mondo al potere del popolo romano, e del denaro che spese per la Repubblica e per il popolo romano, come sta scritto in due stele di bronzo a Roma” (Augusto, Res Gestae). Scrisse i Commentarii de vita sua, in 13 libri, una Descriptio Italiae, il poemetto Sicilia, in esametri, una Vita di Druso, epigrammi e saggi filosofici. Tutte opere andate perdute; rimangono invece le Res gestae divi Augusti, la monumentale iscrizione cui affidò nel 14 dc, per i contemporanei e i posteri, il racconto delle proprie imprese. “Mandai in esilio quelli che trucidarono mio padre punendo il loro delitto con procedimenti legali; e muovendo poi essi guerra alla repubblica li vinsi due volte in battaglia.” (Augusto, Res Gestae). Le Res gestae sono il capolavoro della diplomazia e della propaganda augustea, con un'interpretazione mitico-religiosa del principato che fu fatta propria dai suoi successori. L'originale andò perduto ma se ne ritrovarono diverse copie: quelle da Ankara (in latino e in greco), da Antiochia (in latino) e da Apollonia (in greco). Nella precedente teca che custodiva l'Ara Pacis, erano raccolte sulle pareti esterne le Res Gestae in cubitali lettere di bronzo applicate sul travertino, ma sia il travertino, sia le lettere bronzee son sparite. Ancora una volta l'ignoranza popolare ha distrutto le Res Gestae. ionico con sculture sul tetto, sul basamento e sul frontone, decorato con ghirlande. Antonino Pio dovette modificarlo molto, perchè nelle sue monete appare come tempio ottastilo in stile corinzio, contenente due statue, di Augusto e Livia. Oltre alle statue di Augusto e di Livia, il tempio conteneva probabilmente anche quelle degli altri imperatori divinizzati, come suggerito dal fatto che una aedes Caesarum sia stata colpita da un fulmine nel 69. Tiberio lo decorò con un famoso dipinto, opera di Nicia di Atene, IV sec. a.c., raffigurante Giacinto. Il Tempio di Augusto - Il tempio di Augusto, templum Divi Augusti, era dedicato ad Augusto divinizzato, nel Foro Romano a Roma. Fu detto anche templum novum, “tempio nuovo”. Probabilmente si trova sotto le costruzioni alle spalle della Basilica Giulia, in zona non scavata al di sotto dell'exospedale della Consolazione. Fu edificato da Tiberio, figlio adottivo e successore di Augusto, o da Tiberio e Livia Drusilla, terza moglie di Augusto e imperatrice; venne completato da Caligola o da Tiberio stesso, che però non lo dedicò. Tiberio costruì anche una biblioteca che dal tempio prese il nome di Bibliotheca Templi Novi o Templi Augusti. Il tempio fu distrutto da un incendio, poco prima del 79, poi restaurato da Antonino Pio. L'ultima testimonianza dell'esistenza del tempio risale al 248 d.c. Nelle monete appare come tempio in stile Pag. 6 Il Mausoleo di Augusto - È chiamato nell'antichità Mausoleum (Svetonio e le epigrafi), Tumulus Augusti o Caesarunt (Tacito), Sepulcrum Augusti (Aurelio Vittore), (Strabone), (Dione Cassio). Fu fatto costruire da Augusto per sé, per la sua famiglia e per i suoi successori nella parte nord del Campo Marzio, fra il Tevere e la Via Flaminia, una tomba di grandezza e magnificenza unica. Dai resti esistenti si è potuto calcolare che la base dell'immenso monumento raggiungesse, con i rivestimenti, un diametro di 90 metri circa; non è stato invece possibile stabilirne esattamente l'altezza, sembra avesse avuto un'altezza di 12 metri circa. La porta del mausoleo si apriva verso sud e presso di essa, dopo la morte d'Augusto, furono erette o affisse le grandi stele o tavole di bronzo contenenti l'index delle cose compiute dal grande imperatore; il testo di esse ci è conservato attraverso le copie che le città asiatiche avevano fatto incidere sulle pareti dei proprî templi. Più tardi, pure ai lati dell'ingresso, furono elevati due obelischi di mediocre grandezza che, ritrovati nel Rinascimento, furono eretti l'uno dietro l'abside di S. Maria Maggiore, l'altro sulla Piazza del Quirinale. L'area intorno al monumento, costituente un quadrato di circa 120 metri di lato, era recinta da cippi congiunti da sbarre metalliche. Il grandioso gruppo sepolcrale era completato, oltre che dal retrostante parco, dall'ustrinum, che elevava presso la via Flaminia il suo recinto circolare di pietra piantato all'interno di pioppi. Le proporzioni del monumento dettero al Mausoleo una struttura quanto mai singolare, che però s'inquadra nei canoni dell'architettura romana contemporanea. Il monumento ha un'ossatura formata da cinque muri concentrici di fortissimo spessore e da un pilone centrale, che costituiva l'asse della costruzione e il sostegno della statua, che si ergeva alla sommità del tumulo. I muri s'innalzavano ad altezze diverse, degradanti dal centro verso la periferia, ed erano collegati tra loro da una organica serie di vòlte, speroni e contrafforti che, mentre servivano a sostenere, trasmettere e ripartire il carico, dividevano la massa in un gran numero di 90/2014

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elementi, e formavano nel tempo stesso l'ambiente sepolcrale vero e proprio, e i suoi accessi. Le parti perimetrali, chiuse e inaccessibili, erano probabilmente a un solo piano, quelle centrali ne avevano certamente due o più. Le sepolture occupavano solo il piano inferiore delle parti centrali, mentre tutte le altre parti dovevano forse soltanto servire a costituire la massa resistente e vuota del colossale monumento. Per accedere alla cripta si attraversavano gli elementi perimetrali mediante un ambulacro rettilineo, che aveva gradini all'inizio e poi pavimento in leggiera salita; oltrepassato il terzo muro anulare, si sboccava in un primo corridoio, e da questo, attraverso due porte, in un secondo corridoio, e quindi per una sola porta, che si trovava nuovamente sull'asse dell'ambulacro rettilineo, nella cripta. Nella parete esterna di essa, in corrispondenza degli assi, si aprivano tre grandi nicchie rettangolari, entro le quali erano poste alcune custodie sepolcrali, probabilmente quelle di Augusto e dei suoi più cari famigliari; le altre tombe invece, con le statue dei defunti, dovevano affollarsi all'intorno, estendendosi forse anche nel limitrofo corridoio. La muratura era in opera reticolata, meno alcune parti interne rivestite d'opera quadrata a blocchi di travertino; similmente in opera quadrata erano, per ovvie ragioni costruttive, il nucleo e il rivestimento del pilone centrale. Sul travertino era steso un intonaco o, nelle nicchie della cripta, un rivestimento di marmo. Le custodie, entro le quali i preziosi vasi contenenti le ceneri dei defunti stavano racchiusi, erano formate tutte o quasi tutte di un semplice blocco marmoreo, cui solo ornamento erano i nomi incisi in magnifici caratteri lapidari sulla faccia anteriore. Dopo il 14, fu moglie dell’imperatore romano Augusto e Augusta dell’Impero con il nome di Giulia Augusta. Fu la madre di Tiberio e di Druso maggiore, nonna di Germanico e Claudio, nonché bisnonna di Caligola e trisavola di Nerone. Fu divinizzata da Claudio. Famiglia - Livia era figlia di Marco Livio Druso Claudiano e della moglie Alfidia, a sua volta figlia del magistrato italico Marco Aufidio Lurcone. Il diminutivo “Drusilla” suggerisce che fosse la seconda figlia della coppia. All’età di sedici anni, nel 42 a.C., sposò il cugino patrizio Tiberio Claudio Nerone, il quale combatteva assieme a Claudiano nel partito dei congiurati, comandato da Gaio Cassio Longino e da Marco Giunio Bruto, il quale era in lotta contro Ottaviano e Marco Antonio. Quando l’esercito dei congiurati fu sconfitto nella battaglia di Filippi (42 a.C.), Claudiano seguì l’esempio di Cassio e di Bruto e si suicidò, mentre il marito di Livia continuò a combattere contro Ottaviano, passando dalla parte di Marco e Lucio Antonio. Nel 40 a.C. la famiglia di Livia fu costretta ad abbandonare l’Italia peninsulare, per evitare la cancellazione dichiarata da Ottaviano, e raggiunse prima la Sicilia, sotto il controllo di Sesto Pompeo, e poi la Grecia. Matrimonio con Ottaviano - Quando fu decretata una amnistia generale dei proscritti, Livia tornò a Roma, dove conobbe Ottaviano nel 39 a.C. All’epoca del loro incontro, Livia aveva già avuto dal marito il primo figlio, Tiberio, ed era incinta di Druso. Malgrado questo, e nonostante Livia fosse sposata 90/2014 LIVIA DRUSILLA CLAUDIA a Nerone e Ottaviano a Scribonia, il futuro primo imperatore decise di divorziare, nello stesso giorno in cui la moglie dava alla luce la loro figlia Giulia, e convinse Nerone a fare lo stesso con Livia. Druso nacque il 14 gennaio 38 a.C., mentre Livia e Ottaviano si sposarono tre giorni dopo: al matrimonio era presente Nerone, il quale presentò la sposa come avrebbe fatto un padre. Sebbene sia stata tramandata la storia che Ottaviano si innamorò immediatamente non appena incontrò Livia e volle subito sposarla, in realtà forse il loro veloce matrimonio è stato voluto da convenienze politiche: a Ottaviano faceva infatti comodo il sostegno della gens patrizia dei Claudii; allo stesso tempo, i compromessi Claudii Nerones necessitavano del sostegno del promettente Ottaviano per sopravvivere politicamente. Malgrado il loro matrimonio fosse quindi dovuto a considerazioni politiche, Livia e Ottaviano rimasero sposati per 51 anni, a dispetto del fatto che non ebbero figli propri; inoltre Livia venne tenuta in grande considerazione dal marito, presso il quale presentava petizioni e che consigliava nelle sue politiche. Dopo la morte di Marco Antonio (31 a.C.), Ottaviano non ebbe più rivali, divenendo il padrone incontrastato di Roma e iniziando la transizione dalla Repubblica all’Impero. Livia fu sempre al fianco del marito, formando insieme il modello per le famiglie romane. Malgrado la loro ricchezza e il loro potere, Ottaviano e Livia continuarono a vivere modestamente nella loro casa sul Palatino. Livia, modello per le matrone romane, non indossava gioielli costosi né vestiti sgargianti, si prendeva cura personalmente della casa e del marito, cucendogli persino Pag. 7

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IMPORTANTE COMUNICAZIONE PER I PAGAMENTI DI LUGLIO ED AGOSTO 2014 PER QUEI PENSIONATI CHE NON HANNO COMPLETATO IL CERTIFICATO DI ESISTENZA IN VITA Il gruppo bancario Citi ha fissato la data di scadenza del 03/06/2014 per la presentazione del certificato di esistenza in vita da parte del pensionato. Nel caso in cui il pensionato non abbia compilato con successo il suddetto certificato entro questo termine, INPS ha valutato insieme a Citi la possibilità, per quei pensionati aventi diritto, di far recapitare i pagamenti relativi ai mesi di luglio ed agosto 2014 tramite le agenzie di Western Union. La rata pensionistica di luglio e agosto 2014 potrà essere ritirato solamente dal titolare e la riscossione costituirà anche idonea prova di esistenza in vita evitando la sospensione dei successivi pagamenti della pensione. In tal caso la riscossione personale del pagamento da parte del pensionato avrà valenza di prova di esistenza in vita. I pensionati riceveranno una lettera informandoli della disponibilità del pagamento presso Western Union; tale lettera fornisce anche istruzioni per il ritiro del pagamento. Qualora a partire da luglio la rata pensionistica fosse disponibile presso Western Union, al pensionato verrà data la possibilità di riscuotere il proprio pagamento entro 90 giorni e validare cosí la propria esistenza in vita. In alternativa il pensionato potrà inviare in qualsiasi momento la normale documentazione di esistenza in vita e sollecitare successivamente il reintegro dei pagamenti alla sede INPS di competenza. Se la riscossione del pagamento non avverrà prima del 19 luglio 2014 (termine ultimo per il pagamento della rata di luglio ed il conseguente ripristino della rata di agosto) la gestione dei pagamenti pensionistici si articoleranno come segue: Nel caso in cui il pagamento di luglio ed agosto venga riscosso dal 19 luglio al 20 agosto 2014, il ripristino del metodo di pagamento usuale sarà effettivo a partire dal pagamento della rata corrispondente di settembre 2014; Se il ritiro dei pagamenti di luglio ed agosto avvenisse dal 20 agosto al 19 settembre 2014, il ripristino del metodo di pagamento ed i pagamenti pensionistici avverrà a partire dall’ottobre 2014 e dovrà essere sollecitata la riemissione della rata di settembre presso la sede INPS competente; Se il ritiro della rata di luglio e/o agosto venisse effettuato dopo il 24 settembre 2014, il ripristino del metodo di pagamento ed i pagamenti pensionistici avverrà da novembre 2014 e si dovrà sollecitare presso la sede INPS competente la riemissione delle rate di settembre ed ottobre; Qualora i pagamenti della pensione fossero stati disposti unicamente con il cognome da nubile e la pensionata fosse sprovvista di un documento in corso di validità indicante il cognome da nubile della stessa, sarà possibile contattare il Servizio di supporto Citi ai Pensionati Inps che le fornirà assistenza a riguardo.

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i vestiti, e fu sempre leale e premurosa verso di lui, malgrado le voci sulle avventure galanti di lui. Già nel 35 a.C. Ottaviano le aveva concesso l’onore di gestire le sue finanze personali, dedicandole anche una statua in pubblico. Livia aveva anche il proprio circolo di clientes e, utilizzò la propria influenza per mettere i propri protetti nei posti pubblici, tra cui il futuro imperatore Galba e il nonno del futuro imperatore Otone. La coppia non ebbe figli propri, quindi Giulia maggiore, la figlia di Ottaviano e Scribonia, era l’unica erede di Augusto. Livia mise in atto una politica volta a garantire ai propri figli, avuti da Nerone, un futuro politico. Alcune voci, riportate da Cassio Dione Cocceiano, insinuarono che vi fosse Livia dietro la morte di Marco Claudio Marcello, il nipote favorito di Augusto, morto nel 23 a.C. Vero è che uno a uno i figli di Giulia maggiore e di Marco Vipsanio Agrippa morirono tutti: prima Lucio, poi Gaio Cesare, entrambi adottati da Augusto, morirono di morte naturale; infine Agrippa Postumo, anch’egli adottato da Augusto, venne incarcerato e ucciso. Dei figli di Livia, invece, Druso sposò Antonia minore, la nipote preferita di Augusto, e intraprese una brillante carriera militare. Nell’11 a.C. Tiberio sposò Giulia maggiore, la figlia di Augusto che aveva già sposato il collaboratore del padre, Marco Vipsanio Agrippa; Tiberio venne infine adottato dall’imperatore nel 4, divenendone l’erede. Tacito e Cassio Dione dichiararono che Livia non fosse estranea a questi decessi. In difesa di Livia va ricordato che Tacito e Cassio Dione riferiscono anche l’improbabile accusa nei suoi confronti di aver assassinato Augusto. Dopo la morte di Augusto - Il testamento di Augusto, morto nel 14, conteneva il provvedimento di adozione di Livia. Questo atto, che la rendeva figlia del proprio marito, aveva lo scopo di permettere a Livia di entrare a far parte in pieno diritto della gens patrizia dei Iulii. Il testamento, oltre a garantirle un terzo del patrimonio di Augusto (gli altri due terzi andarono a Tiberio), le riconosceva il titolo di “Augusta”. Sfruttando la sua notevole popolarità, contribuì all’elezione di Tiberio al rango di imperatore. Per un certo periodo, Livia, ora nota col nome ufficiale di Giulia Augusta, andò d’accordo col figlio imperatore: Tiberio fece passare nel 20 una legge che equiparava al tradimento la diffamazione nei confronti della madre, cui garantì nel 24 un posto a teatro tra le Vergini vestali. Questa situazione fece sì che Livia divenisse molto potente, fino a far scagionare la sua amica Urgulantia e Plancina, sospettata dell’assassinio di Germanico. Nel 22 giunse ad erigere una statua ad Augusto nella cui dedica il suo nome veniva prima di quello di Tiberio. Di conseguenza i rapporti tra madre e figlio deteriorarono, in quanto Tiberio divenne geloso del potere della madre, ma soprattutto del fatto che Livia gli ricordasse di essere divenuto imperatore per suo merito. Tra gli altri atti, mise il veto alla decisione del Senato di conferire a Livia il titolo di Mater Patriae, “Madre della Patria”. Sembra anche che Tiberio si ritirò a Capri proprio per allontanarsi dall’influenza della madre. Nel 22 Livia si ammalò: il figlio la raggiunse da Capri per starle vicino; quando però nel 29 si ammalò nuovamente, Tiberio rimase a Capri. Il corpo di Livia venne seppellito con parecchi giorni di ritardo aspettando Tiberio. L’orazione funebre fu pronunciata dal nipote Caligola, che, 90/2014 dopo la caduta in disgrazia della madre Agrippina maggiore, aveva vissuto con l’Augusta. Come per lasciare insoddisfatti i desideri della madre, Tiberio non volle divinizzarla, come era invece successo per Augusto. Mise il proprio veto a tutti i titoli che il Senato aveva intenzione di conferirle dopo la morte, e giunse persino ad annullare il testamento di Livia. Fu poi Claudio, nel 42, a divinizzare la propria nonna. La Diva Augusta (“Divina Augusta”) veniva onorata in occasione dei giochi pubblici da un carro trainato da elefanti che portava la sua immagine; nel tempio di Augusto le venne dedicata una statua; corse di carri vennero indette in suo onore, mentre le donne dovevano nominarla nei loro giuramenti. Villa Livia - Nella zona di Prima Porta (periferia a nord di Roma) nel 1863 iniziarono gli scavi che portarono alla luce la Villa di Livia. Nell’ambito di questa operazione, venne rinvenuta la statua di Augusto detta “di Prima Porta”, ora nei Musei Vaticani. Nel 1951 anche le pitture della sala sotterranea vennero distaccate e trasferite nel Museo nazionale romano di Palazzo Massimo. TIBERIO - nacque a Roma il 16 novembre del 42 a.C. dall’omonimo Tiberio Claudio Nerone, cesariano, pretore nello stesso anno, e da Livia Drusilla, di circa trent’anni più giovane del marito. Tanto dal ramo paterno che da quello materno apparteneva alla gens Claudia, un’antica famiglia patrizia giunta a Roma nei primi anni dell’età repubblicana e distintasi nel corso dei secoli per il raggiungimento di numerosi onori e alte magistrature. La gens Claudia si era divisa in numerose famiglie, tra le quali si distinse quella che assunse il cognomen Nero (Nerone, che in lingua sabina significa “forte e valoroso”), a cui apparteneva Tiberio. Il padre era stato tra i più ferventi sostenitori di Gaio Giulio Cesare e, dopo la sua morte, si era schierato dalla parte di Marco Antonio, Pag. 9 I figli dell’Imperatore Cesare Augusto

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luogotenente di Cesare in Gallia, entrando in contrasto con Ottaviano, erede designato dallo stesso Cesare. Dopo la costituzione del secondo triumvirato tra Ottaviano, Antonio e Marco Emilio Lepido e le conseguenti proscrizioni, i contrasti tra i sostenitori di Ottaviano e quelli di Antonio si concretizzarono in una situazione di conflitto, ma il padre di Tiberio continuò ad appoggiare l’ex luogotenente di Cesare. Allo scoppio del bellum Perusinum, suscitato dal console Lucio Antonio e da Fulvia, moglie di Marco Antonio, il padre di Tiberio si unì dunque agli antoniani, suscitando il malcontento che stava nascendo in molte regioni d’Italia. Dopo la vittoria di Ottaviano, che riuscì a sconfiggere Fulvia asserragliata a Perugia e a restaurare il proprio controllo su tutta la penisola italica, egli fu costretto a fuggire, portando assieme a sé la moglie e il figlio omonimo. La famiglia si rifugiò dunque a Napoli, e partì poi alla volta della Sicilia, controllata da Sesto Pompeo. I tre furono poi costretti a raggiungere l’Acaia, dove si stavano radunando le truppe antoniane che avevano lasciato l’Italia. Il piccolo Tiberio, costretto a prendere parte alla fuga e a patire le insicurezze del viaggio, ebbe dunque un’infanzia disagevole e agitata, fino a quando gli accordi di Brindisi, che ristabilivano una pace precaria, permisero agli antoniani fuoriusciti di fare ritorno in Italia. Nel 39 a.C. Ottaviano decise di divorziare da sua moglie Scribonia, dalla quale aveva avuto la figlia Giulia, per prendere in sposa la madre del piccolo Tiberio, Livia Drusilla, della quale era sinceramente innamorato.[11] Il triumviro chiese per le nozze l’autorizzazione del collegio dei pontefici, dal momento che Livia aveva già un figlio ed era in attesa di un secondo. I sacerdoti acconsentirono al matrimonio tra i due, ponendo, come unica clausola, che fosse accertata la paternità del nascituro. Il 17 gennaio del 38 a.C., dunque, Ottaviano sposò Livia, la quale dopo tre mesi partorì un figlio a cui fu imposto il nome di Druso. La questione della paternità, in realtà, rimase incerta: alcuni sostenevano che Druso fosse nato da un rapporto adulterino tra Livia e Ottaviano, mentre altri lodavano il fatto che il neonato fosse stato generato nei soli novanta giorni che erano intercorsi tra il matrimonio e la sua nascita. Si poté in un secondo momento accertare come la paternità di Druso dovesse spettare al padre di Tiberio, poiché Livia e Ottaviano non si erano ancora incontrati nel momento in cui il bambino fu concepito. Mentre Druso fu allevato dalla madre nella casa di Ottaviano, Tiberio rimase presso l’anziano padre fino all’età di nove anni: nel 33 a.C. quest’ultimo morì e fu il giovanissimo figlio a pronunciarne la laudatio funebris dai rostri del Foro. Tiberio si trasferì dunque nella casa di Ottaviano assieme alla madre e al fratello, proprio mentre le tensioni tra Ottaviano e Antonio sfociavano in un nuovo conflitto, che si concluse nel 31 a.C. con lo scontro decisivo di Azio. Nel 29 a.C., durante la cerimonia del trionfo di Ottaviano dopo la definitiva vittoria su Antonio ad Azio, fu Tiberio a precedere il carro del vincitore, conducendo il cavallo interno di sinistra, mentre Marcello, nipote di Ottaviano, montava quello esterno di destra, trovandosi dunque al posto d’onore. Diresse in seguito anche i giochi urbani e prese parte a quelli troiani, tenuti nel circo, come capo della squadra dei fanciulli più grandi. All’età di quindici anni fu vestito della toga virile, e fu dunque iniziato alla vita civile: si distinse come difensore ed accusatore in numerosi processi giudiziari, e si dedicò contemporaneamente all’apprendimento dell’arte militare, distinguendosi in particolare per la sua abilità nell’equitazione. Si dedicò inoltre, con grande interesse, a studi di oratoria latina, retorica greca e diritto; frequentava i circoli culturali legati ad Augusto, dove si parlava tanto in greco quanto in latino: conobbe dunque Gaio Cilnio MePag. 10 cenate e gli artisti che egli finanziava, come Quinto Orazio Flacco, Publio Virgilio Marone e Sesto Properzio. Si dedicò con altrettanta passione alla composizione di testi poetici. GAIO CESARE - nome completo Gaio Giulio Cesare, era il figlio maggiore di Marco Vipsanio Agrippa e di Giulia maggiore. Fu quindi membro della Dinastia giulio-claudia dell’Impero romano. Gaio Cesare nacque con il nome di Gaio Vipsanio Agrippa (Gaius Vipsanius Agrippa), ma quando fu adottato dal nonno materno, l’imperatore Augusto, ne prese il nome. Gaio fu adottato con il fratello Lucio Cesare nel 17 a.C. da suo nonno materno, l’imperatore Augusto, che li nominò suoi eredi. Nel 6 a.C. Gaio fu eletto console all’età di circa quattordici anni, ma Augusto non permise che ciò avvenisse, concedendo comunque al giovane principe una carica sacerdotale, il pontificato. Nel 5 a.C. Gaio assunse la toga virilis e fu annoverato tra gli adolescenti, Augusto, eletto console per l’occasione, lo ammise in senato e lo designò princeps iuventutis nonché console per l’anno 1; nel 2 a.C. gli stessi onori furono decretati per Lucio. Molte statue furono erette in loro onore (come nella Maison Carrée a Nimes). Nel 1 a.C. a Gaio venne affidata la missione orientale. Quello stesso anno, infatti, Artavaside III, re d’Armenia filo-romano, era stato eliminato dall’intervento dei Parti e dal pretendente al trono Tigrane IV. Questo grave affronto al prestigio romano costrinse Augusto, non potendo più contare sulla collaborazione di Tiberio (andato in ritiro volontario a Rodi) e di Agrippa ormai morto da oltre un decennio, ad inviare il giovane nipote Gaio Cesare a trattare la questione armena, conferendogli poteri proconsolari superiori a quella di tutti i governatori provinciali d’Oriente. Ad accompagnarlo fu mandato anche Marco Lollio, che aveva fatto esperienza in Oriente alcuni anni prima, al momento di dover riorganizzare la neo provincia di Galazia. Gaio Cesare raggiunse la Siria agli inizi dell’1 e qui iniziò il suo consolato (insieme a Lucio Emilio Paolo che era rimasto a Roma). Quando Frate V, re di Partia, venne a conoscenza della missione del giovane principe, ritenne sarebbe stato più conveniente negoziare, piuttosto che affrontare la crisi con durezza, rischiando una nuova guerra. Egli chiese, in cambio della sua disponibilità a trattare, il ritorno dei suoi quattro fratellastri che abitavano a Roma e che costituivano una potenziale minaccia alla sua futura sicurezza. Augusto, ovviamente, non poteva che rifiutarsi di cedere famigliari così importanti per la causa orientale. Al contrario gli intimò di lasciare l’Armenia. Frate V si rifiutò di lasciare il controllo dell’Armenia nelle mani dei Romani, e continuò a mantenerne la sua supervisione sopra il nuovo re, Tigrane IV, il quale, però, mandò a Roma alcuni ambasciatori con doni, riconoscendo ad Augusto la potestà sul suo regno, e chiedendogli di lasciarlo sul trono. Augusto, soddisfatto di questo riconoscimento, accettò i doni, ma chiese a Tigrane di recarsi presso Gaio in Siria per trattare la sua possibile permanenza sul trono d’Armenia. Il comportamento di Tigrane III 90/2014

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indusse Frate V a cambiare idea, costringendolo a venire a patti con Roma. Rinunziò alle sue pretese di veder tornare i suoi fratellastri, e si dichiarò pronto a porre fine ad ogni interferenza in Armenia. Questo stesso anno venne concluso un patto tra il giovane principe romano Gaio Cesare, ed il gran re dei Parti, in territorio neutrale su di un’isola dell’Eufrate, riconoscendo ancora una volta questo fiume come confine naturale fra i due imperi. Tale incontro sanciva il reciproco riconoscimento tra Roma e la Partia, di Stati indipendenti con uguali diritti di sovranità. Prima di accomiatarsi, il sovrano parto Frate V, informò Gaio che Marco Lollio aveva abusato del suor ruolo ed aveva accettato compensi da potenti re di stati orientali. L’accusa era vera e Gaio, dopo aver esaminato le prove, allontanò Lollio dal suo seguito. Pochi giorni dopo Lollio morì, probabilmente suicida, e venne sostituito nel ruolo di consigliere del principe da Publio Sulpicio Quirinio, soprattutto per le sue doti militari ed esperienze diplomatiche maturate nella precedente carriera. Sempre nell’1 d.C. Gaio Cesare sposò una sua parente, Livilla, figlia di Druso maggiore e Antonia minore. Nel frattempo Tigrane IV era stato ucciso nel corso di una guerra, forse contrari alla sottomissione a Roma. La morte di Tigrane fu seguita dall’abdicazione di Erato, sua sorellastra e moglie, e Gaio, in nome di Augusto, diede la corona ad Ariobarzane, già re della Media dal 20 a.C. Il partito antiromano, rifiutandosi di riconoscere Ariobarzane quale nuovo re d’Armenia, provocò disordini ovunque, costringendo Gaio Cesare ad intervenire direttamente con l’esercito. Il principe romano, poco prima di attaccare la fortezza di Artagira, fu invitato ad un colloquio con il comandante del forte, un certo Addon, il quale sembra volesse rivelargli importanti dettagli sulle ricchezze del re dei Parti. Ciò si rivelò, però, una trappola, poiché al suo arrivo Addon e le sue guardie tentarono di uccidere il principe romano, che riuscì a sopravvivere all’agguato pur rimanendo ferito gravemente. Il forte fu, in seguito a questi fatti, assediato ed espugnato dopo una lunga resistenza e la rivolta fu sedata, ma Gaio non si rimise più dalla ferita. Morì due anni più tardi, nel 4 d.C. in Licia a Limyra all’età di soli 24 anni. Questo fu il tragico epilogo di anni di trattative, che portarono ad un nuovo modus vivendi tra la Partia e Roma, e dove quest’ultima stabiliva la sua supremazia sull’importante stato armeno. Fu sepolto con il fratello nel mausoleo di Augusto. Svetonio aggiunge che, quando Augusto seppe che il precettore e i domestici del figlio Gaio, avevano approfittato della sua malattia e della morte, mostrando tutta la loro avidità, li fece gettare in un fiume, con grosse pietre attaccate al collo. GIULIA MAGGIORE - era la figlia di Augusto, l’unica naturale, e della sua seconda moglie Scribonia. Giulia nacque il giorno stesso in cui il padre, allora noto come Ottaviano, divorziò dalla seconda moglie Scribonia, madre di Giulia, per sposare tre giorni dopo Livia Drusilla. Secondo la legge romana, Ottaviano ottenne la piena potestà sulla bambina, 90/2014 che tolse alla madre naturale; quando poi raggiunse l’età giusta, fu inviata dalla matrigna Livia per ricevere l’educazione di una ragazza romana aristocratica, che Ottaviano volle fosse esemplare. Le fu persino insegnato a lavorare la lana, un’attività adatta alle antiche matrone. Ricevette, per volere del padre, i migliori insegnanti. Sebbene la sua vita sociale fosse tanto controllata che poteva parlare solo con alcune persone autorizzate dal padre, Giulia era una bambina molto attraente, e le fu difficile evitare l’attenzione della gente. Ottaviano aveva un grande amore per la figlia, e Macrobio riferisce un suo commento: “Augusto affermò dinanzi ad alcuni amici che aveva due figlie dilette di cui occuparsi: la Repubblica e Giulia”. LUCIO GIULIO CESARE - conosciuto comunemente come Lucio Cesare, era il secondo figlio di Marco Vipsanio Agrippa e di Giulia maggiore. Lucio nacque con il nome di Lucius Vipsanius Agrippa, ma quando fu adottato dall’imperatore Ottaviano Augusto, il suo nome cambiò in Lucius Iulius Caesar Vipsanianus. L’anno della morte di suo padre (12 a.C.), suo nonno materno, Augusto lo adottò insieme al fratello Gaio Cesare. Essi crebbero e furono educati dai nonni. Dal momento che Lucio e Gaio erano i soli eredi di Augusto, ebbero una florida carriera militare e politica. Lucio morì a Massilia in Gallia per una malattia nel 2 d.C., 18 mesi prima della morte del fratello Gaio. Tiberio fu dunque adottato in seguito come erede di Augusto. MARCO VIPSANIO AGRIPPA POSTUMO - era un nipote di Augusto, in seguito adottato da quest’ultimo, ed esponente della dinastia giulioclaudia. Agrippa era il figlio di Giulia maggiore, figlia di Augusto, e Marco Vipsanio Agrippa. Nacque il 12 a.C. poco dopo la morte del padre; Augusto, per onorare il genero, lo chiamò Agrippa Postumo proprio perché nato dopo la morte di Agrippa (13 a.C.). Aveva due fratelli maggiori: Gaio Cesare e Lucio Cesare, e due sorelle maggiori: Giulia minore e Agrippina maggiore. Come quella dei fratelli la sua educazione fu curata dallo stesso Augusto. Nel 2 a.C. fece il suo debutto in società partecipando ai lusus Troiae (giochi troiani) organizzati in occasione della consacrazione del Tempio di Marte Ultore. Pag. 11

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MADRID di Paola Lungarini ISTITUTO ITALIANO CULTURA CONFERENZA “SALUS PER CIBUM” Mercoledì 8 ottobre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid si è svolta la conferenza "Salus per Cibum" España e Italia: dos países amigos, una filosofía sobre alimentos y salud. L’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha aperto i lavori che hanno registrato la partecipazione, in tre panel, di numerosi esperti italiani e spagnoli su temi quali la sicurezza alimentare, i corretti stili di vita, l'alimentazione sana, la dieta mediterranea, gli sprechi alimentari e la solidarietà. Il simposio ha offerto inoltre la possibilità di dedicare ampio spazio al tema della prossima Expo di Milano 2015 “Nutrire il Pianeta; Energia per la vita”. Sono intervenuti tra gli altri Padre Ángel García Rodríguez, di Mensajeros de la Paz - Banco Solidario, Oscar Farinetti, Fondatore di “Eataly”, Piero Sardo, Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid che ha parlato dell’alimentazione degli sportivi ieri ed oggi. Qui di seguito le segnalo un link ad una selezione di immagini scaricabili dell’evento (e tra queste numerose nelle quali appare l’Ambasciatore con le personalità invitate). Le copio anche un Agenzia ANSAMED uscita sul tema e riallego la nota in spagnolo con le tracce concettuali. Un “momento di dolcezza” nella Scuola Italiana di Madrid La Camera di Commercio è stata ospite della Scuola Italiana di Madrid. “Ad accompagnare” la delegazione della CCIS, una gradita sorpresa per gli studenti della scuola grazie alla generosità di FERRERO IBERICA, membro del Consiglio Direttivo della Camera, il Segretario Generale Giovanni Aricò ha consegnato il Maxi Barattolo di 5 Kg di Nutella, simbolo senza dubbio nell'immaginario collettivo di noi italiani di una delle eccellenze alimentari del nostro paese, apprezzato dai giovani...e meno giovani di tutto il mondo. “Addolcito” dal gradito omaggio, il preside, Cosimo Guarino, organizza, con la collaborazione dell'incaricato della mensa scolastica Mario, un Nutella Party per i piccoli allievi della scuola materna. Pensando già all’entusiasmo con cui il dolce omaggio sarà accolto dagli studenti, Cosimo Guarino ci racconta brevemente la sua esperienza da Preside della Scuola Italiana di Madrid. Da una parte sottolinea la grande responsabilità che comporta la direzione di uno dei più prestigiosi istituti formativi della capitale. Dall’altra le non poche fatiche per gestire contemporaneamente i quattro ordini formativi, dalla Scuola dell’Infanzia al Liceo, con alcune inevitabili difficoltà a livello organizzativo. Tuttavia, ci tiene a ribadire la sua personale soddisfazione nel vedere i ragazzi del Liceo terminare il loro percorso di studi con un importante bagaglio di competenze, apprezzato sia in Spagna che in Italia. “Sforniamo menti preparate e aperte” afferma con orgoglio prima di fare una riflessione sulle diversità rispetto al sistema scolastico in Italia. “L’apprendimento di tre lingue: l’italiano, lo spagnolo e l’inglese, arricchisce enormemente gli studenti della nostra Scuola, dotandoli di maggiore flessibilità, apertura mentale e interesse nelle differenti culture”. Caratteristiche indispensabili per poter afrontare con successo le sfide di un mercato del lavoro sempre più competivo ed esigente. Al Preside Guarino, allo staff direttivo, al corpo docente e agli alunni della Scuola Italiana, la CCIS ha augurato un buon anno scolastico. L'Ambasciatore Sebastiani ha introdotto i lavori L’intervento del Professor Ramón Estruch Da sinistra: Carlo Ancelotti, Piero Sardo, Padre Ángel García, Oscar Farinetti. Da sin.: L’Ambasciatore Pietro Sebastiani, Padre Ángel García di Mensajeros de la Paz e Ángela López de Sá, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Spagnola per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione Il Preside Cosimo Guarino (sin.) con il Segretario Genarale della CCIS, Giovanni Aricò. I dati provvisori relativi al primo semestre del 2014 confermano il progressivo rallentamento dell’export locale già evidenziatosi negli ultimi due anni. Infatti, fino a giugno 2014 le vendite spagnole sono cresciute dello 0,5%, contro il 4,8% dello stesso periodo del 2013. Le importazioni hanno registrato, invece, un incremento del 5,3%, attestandosi sui 131,1 milioni di euro. Questo incremento dell’import riveste particolare importanza, dopo le flessioni subite negli ultimi due anni, e risponde all’incipiente recupero della domanda interna. Il deficit della bilancia commerciale spagnola è passato dai 5,8 miliardi di euro del periodo gennaio/giugno 2013 agli attuali 11,9 miliardi di euro ed i tasso di copertura si è ridotto di 4,4 punti percentuali (90,9% contro il 95,3% dei primi sei mesi di 2013). Nel periodo in esame, i principali clienti dell’export spagnolo sono stati Francia (18.882 mln €), Germania (12.758 mln €), Portogallo (8.690 mln €), Italia (8.397 mln €) e Regno Unito (8.383 mln €). Per quanto riguarda le importazioni spagnole, il ranking dei fornitori è capeggiato da Germania (15.964 milioni di euro) e Francia (14.800 milioni di euro), seguono la Cina (9.007 mln €), l’Italia (7.827 mln €) e gli Stati Uniti (5.321 mln €). Il trend è stato positivo per questi cinque partner con aumenti del 16,3% per la Germania, del 6,9% per la Francia e dell’11,4% per la Cina. L’Italia e gli Stati Uniti hanno segnato crescite del 7,1% e del 6,6% rispettivamente. L’interscambio commerciale italo/ spagnolo, sulla base dei dati provvisori pubblicati da fonte spagnola, indica un deficit per l’Italia di 570 milioni di euro (differenza tra i 7.827 milioni di euro dell’import locale di prodotti italiani e gli 8.397 milioni di euro dell’export verso il mercato italiano), valore che è quasi dimezzato rispetto a quello dello stesso periodo 2013 (-1.091 mln €). L’incremento delle vendite italiane ha favorito soprattutto le materie prime, i prodotti industriali e i beni strumentali che, con un valore di 5.360 milioni di euro, hanno segnato un aumento del 7,6%, tasso che interrompe il trend negativo che ha colpito questo comparto nel primo semestre degli ultimi due anni. Positivi sono stati anche i risultati ottenuti dai beni di consumo che hanno raggiunto i 1.928,6 milioni di euro, incrementando del 7% i valori dello stesso periodo 2013 (1.801,7 mln €). Il comparto agroalimentare (bevande incluse) ha segnato una crescita molto più contenuta (+1,7%), attestandosi sui 538 milioni di euro. Le principali voci dell’export italiano al mercato spagnolo sono state: prodotti chimici (1.172,8 mln €/+2,3%), apparecchiature e componenti per veicoli (795 mln €/+22,3%), prodotti siderurgici (545 mln €/+12,6%), combustibili e lubrificanti (426 mln €/-27,6%) e veicoli da trasporto (321 mln €/+58,9%). Da evidenziare il recupero dell’export italiano del settore automotive dopo le flessioni subite negli ultimi due anni. Altre voci che hanno avuto andamenti positivi sono state le materie tessili (246 mln €/+8,8%) , i macchinari e materiale elettrico (214 mln €/+6,5%) ed i prodotti semilavorati metallici non ferrosi (204 mln €/+10,9%). COMMERCIO ESTERO SPAGNOLO NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2014 Pag. 12 90/2014

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BARCELLONA di Maria Santini "I VACCINI PER LE INFEZIONI RESPIRATORIE: VERITÀ E SMENTITE" ISTITUTO ITALIANO CULTURA Presso il Salone della Casa degli Italiani inizia un ciclo di conferenze del Centro Medico Italo Catalano: l'inaugurazione è affidata alla Dott.ssa Eva Polverino, responsabile dello stesso ItaCa, con "I vaccini per le infezioni respiratorie, influenza e polmonite: verità e smentite". L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che i vaccini evitano ogni anno dai 2 ai 3 milioni di morti. Nonostante ciò una serie di falsi miti circolano ancora sui vaccini limitando il loro uso nella popolazione: “i vaccini non sono sicuri, non sono necessari, provocano malattie, contengono prodotti potenzialmente nocivi per la salute, ecc.”. Affronteremo l’argomento dei vaccini per l’influenza e la polmonite per capire come come vengono prodotti, come funzionano e che vantaggi realmente offrono. EVA POLVERINO - Specializzata in malattie dell’apparato respiratoria, dottore (PhD) presso l’Università di Pisa in Fisiopatologia Respiratoria, ricercatrice presso l’Hospital Clinic de Barcelona-Universidad de Barcelona. Autrice di oltre 30 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali; Presidente del gruppo di ricerca sulle infezioni respiratorie della Società Europea di Pneumologia (ERS). Esperta nel campo delle infezioni respiratorie lavora da molti anni nel campo della ricerca per migliorare il trattamento delle infezioni piu comuni (polmonite, ecc), per comprendere i fattori di rischio (comorbilità, età, fumo, ecc.) e le strategie per prevenirle (vaccini, ecc.). Medico del Consolato Italiano in Barcellona, Coordinatrice del Centro medico ItaloCatalano (ItaCa), rete di specialisti sanitari a Barcellona (www.centromedicoitaca.com). lunedì 20 ottobre 2014 - Presentazione libro Il teatro per immagini. Le stagioni teatrali nel Teatro Comunale di Ferrara (1964-2012) La XIV Settimana della Lingua Italiana nel mondo si apre con la presentazione del libro Il teatro per immagini. Le stagioni teatrali dall’Archivio fotografico del Teatro Comunale di Ferrara (1964-2912) - Editrice Compositori, Bologna 2013 a cura di Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, con un’introduzione di Claudio Abbado - e l’inaugurazione della mostra fotografica in scena. Il libro offre un’ampia selezione di fotografie scelte dal fotografo Marco Caselli Nirmal, fra le oltre duecentocinquantamila immagini scattate dal 1964 al 2012 e conservate negli archivi del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara. La mostra fotografica propone trentadue scatti che ci regalano istanti unici in un intreccio di gesti, luci, sguardi e spazio scenico. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2014. CINEMA E PSICOLOGIA - "LA STANZA DEL FIGLIO" Anche per la stagione autunnale ritorna Cinema e Psicologia, la rassegna organizzata dalla Casa degli Italiani in collaborazione con il Centro Dendros - Servizi di Psicologia per Italiani. Il 13 Ottobre è stato proiettato “La stanza del figlio”, un film di e con Nanni Moretti. Diretto da Nanni Moretti, il film racconta la vita di una famiglia come tante altre: Giovanni é uno psicoanalista mentre la moglie, Paola, gestisce una casa editrice; hanno due figli, Irene e Andrea, e con loro la vita scorre nell’ordinaria tranquillità di Ancona, città di provincia del Centro Italia. Il ritratto di una famiglia serena che viene però sconvolta dalla morte del figlio Andrea, avvenuta per un’embolia durante un’immersione subacquea di domenica pomeriggio. Da questo momento in poi Giovanni viene logorato dai sensi di colpa perché quella domenica aveva proposto al figlio di trascorrere il pomeriggio facendo jogging insieme, ma la proposta si annulla alla richiesta di un paziente di essere visitato urgentemente. Giovanni ha dei rimorsi per aver preferito il suo paziente al pomeriggio con il figlio. Il film svela le sofferenze di ciascuno dei componenti della famiglia, la crisi che vivono individualmente e nel rapporto tra di loro. Una crisi che peró viene messa in luce con una certa sobrietà: i momenti tragici di sofferenza – un dolore che non unisce i componenti della famiglia, ma inizialmente li porta a dividersi - sono infatti raccontati con una certa crudezza, che però rimane sempre molto composta. La Stanza del figlio ritrae il doloroso percorso di elaborazione del lutto di una famiglia, alla ricerca di una nuova vita. mercoledì 22 ottobre 2014 - Presentazione libro Le rose di Cordova, di Adriana Assini Interverranno le professoresse Mercedes González de Sande dell’Università di Oviedo, traduttrice del romanzo, Mercedes Arriaga Florez, ordinario dell’Università di Siviglia e di David Vieira Fernandez, autore di una tesi su Adriana Assini. Il romanzo è dedicato alla figura e alla vicende di Giovanna I di Castiglia. giovedì 23 ottobre 2014 - Presentazione libro Il pinguino senza Frac, di Silvio D’Arzo Presentazione delle due edizioni in italiano e catalano del libro “Il pinguino senza frac” di Silvio D’Arzo, scomparso nel 1952. Illustrazioni di Elisa Pellacani. Editrice Consulta, librieprogetti. Presentazione a cura del Prof. Andrea Briganti (Università di Parma); interverranno Elisa Pellacani e la traduttrice Ariadna Goberna. Saranno esposte le tavole originali che illustrano il volume. Definito da una parte della critica contemporanea il più bel libro per ragazzi dopo Pinocchio, l’opera non ha riscosso alla sua prima pubblicazione nel 1978 la fortuna editoriale che meritava. Questa nuova edizione vede la luce più di trent’anni dopo, arricchita dalle illustrazioni di Elisa Pellacani, frutto di un lungo studio di interpretazione critica, che presenta soluzioni figurative di grande impatto, non solo descrittivo ma anche emozionale. Pag. 13 90/2014

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RINNOVO COMITES MADRID E B Per il rinnovo dei COMITES di madrid e Barcellona sono state presentate queste liste che dovevano raccogliere 200 firme ognuna per potersi poi candidare alle elezioni. Al momento della stampa del Giornale non sappiamo quali di esse avrà i requisiti richiesti dalla legge per poter partecipare. Il 19 settembre scorso sono state indette le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites), gli organi che rappresentano i cittadini italiani residenti all’estero nei rapporti con gli Uffici consolari. In Spagna si procederà al rinnovo dei Comites di Madrid e di Barcellona. I componenti del Comites saranno eletti sulla base di liste di candidati sottoscritte dai cittadini italiani residenti nelle due circoscrizioni consolari. Le liste potranno essere presentate - entro il 19 ottobre 2014 - rispettivamente alla Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Madrid e al Consolato Generale a Barcellona. Potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni alla data del 19 dicembre 2014, che sono iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che sono residenti nella circoscrizione consolare da almeno sei mesi e che godono dei diritti politici. CHI INTENDE VOTARE DOVRÀ FAR PERVENIRE ALL’UFFICIO CONSOLARE COMPETENTE (Cancelleria Consolare a Madrid o Consolato Generale a Barcellona) UNA DOMANDA FIRMATA DI ISCRIZIONE NELL’ELENCO ELETTORALE, ALLEGANDO FOTOCOPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITÀ. LA DOMANDA E’ INDIVIDUALE, OGNI ELETTORE DEVE INVIARE LA PROPRIA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL VOTO. I modelli di domanda potranno essere scaricati dai siti web www.consmadrid. esteri.it (per i residenti nella circoscrizione consolare della Cancelleria Consolare dell’Ambasciata a Madrid) o www.consbarcellona.esteri.it (per i residenti nella circoscrizione consolare del Consolato Generale a Barcellona) o richiesti ai Consolati Onorari. Saranno accettate anche domande redatte in forma libera, purché riportino nome e cognome, data di nascita e indirizzo aggiornato del richiedente, esprimano l’intenzione di votare per l’elezione del Comites, siano firmate ed accompagnate da fotocopia di un documento personale. LA DOMANDA DEVE ARRIVARE ALL’UFFICIO CONSOLARE COMPETENTE (Cancelleria Consolare a Madrid o Consolato Generale a Barcellona) ENTRO IL19 NOVEMBRE 2014. Entro il 29 novembre prossimo gli Uffici consolari invieranno per posta ai soli elettori che lo abbiano richiesto il plico elettorale, contenente la scheda per il voto e una busta preaffrancata per la sua restituzione. Maggiori informazioni sul procedimento elettorale e sulle modalità di invio della richiesta di ammissione al voto sono disponibili nei siti web della Cancelleria Consolare a Madrid www.consmadrid.esteri.it e del Consolato Generale a Barcellona www.consbarcellona.esteri.it. COMITES MADRID Lista Elettorale Madrid Álvaro Cicco ( Nettuno RM 7-031969): residente in Spagna dal 1995- Ha svolto attività di imprenditore nel settore dello sviluppo franchising La sua attività lavorativa ha proseguito nel settore inmobiliario.e finanziario. Attualmente è impegnato nel Real estate.Italiano •”fervente” ha deciso di presentare la lista “SI ITALIA” che è composta da professionisti italiani che da anni fanno e hanno fatto onore con il loro lavoro all’ Italia. Il COMITES per lui è e deve essere un profondo e vero collegamento di italiani e fra italiani che lavorano e vivono a Madrid e nella sua circoscrizione. Pierluca Filippi (San Vito al Tagliamento 25-11-1965): Residente dal 1996 a Madrid Titolo di studio Tecnico di Laboratorio Chimico-Biologico A Madrid diventa imprenditore immobiliario. È tutto "italiano" legge solo libri italiani di avventura, ama solo la musica italiana e fa volontariato con le persone anziane. Fa eccezione nella musica quando insegna a ballare alle signore "grandi" i balli latino da sala ed il zumba -gold per renderle allegre (avendo fatto competizioni in Italia). Miriam Capri ( Colleferro 28-01-1969): Maestra e studiosa di Scienze Politiche Attualmente lavora come imprenditrice nel settore immobiliare. Si dedica in particolar modo ed in modo molto presente alla educazione dei suoi due giovani figli maschi. Maria Procopio ( Moncalieri TO 2809-1963): professione, Naturopata dall'anno 1999 - ho lavorato presso lo studio medico Salus Project di Rivoli, occupandomi di Naturopatia, gestione delle intolleranze alimentari, e di educazione alimentare. Mi sono sempre impegnata nel volontariato attivo con madri con bambini a carico,in situazioni di difficoltà presso enti. Sposata con Jaime Revilla Arroyo, presidente e amministratore delegato di Iveco Spagna. Madre di due figli, è una nipotina. A Madrid mi occupo di volontariato, di arte e pittura. Dipingo nel tempo libero e tra i miei hobby ci sono studi di tipo psicospirituali. Mauro Scardala ( Roma 10-101959): da 20 anni resiede a Madrid. Imprenditore nel ramo tessile di prodotti di alta qualità da uomo e da donna, importati direttamente dall'Italia per la vendita al dettaglio e all'ingrosso 90/2014 COSA SONO I COMITES? - I ComItEs sono organismi apartitici rappresentativi di tutta la collettività italiana, eletti direttamente dagli italiani residenti all’estero, composti da 12 o 18 membri a seconda delle dimensioni della Circoscrizione Consolare. COSA FANNO I COMITES? - Hanno funzione di informazione, collegamento e comunicazione per tutti gli italiani che risiedono all’estero nonchè di allerta, ovvero segnalano alle autorità competenti problematiche e situazioni peculiari della vita dell’emigrante (pagamento delle imposte, pensioni, IMU, chiusura istituti culturali ed antenne consolari etc.); Rappresentano le istanze della collettività italiana residente nella circoscrizione presso le Autorità Italiane e le Istituzioni locali; Collaborano con gli enti per individuare le necessità di natura sociale, culturale e civile della collettività italiana e mettono in opera azioni per soddisfarle; Hanno funzione consultativa per emanazioni di leggi per gli italiani residenti all’estero tramite un dialogo con uffici consolari e deputati circoscrizione esteri; In conclusione: la loro attività consiste nel tentativo di soddisfacimento di tutte le principali necessità degli italiani all’estero, dall’ascolto alla concreta ricerca di soluzioni ed indicazioni, relative per esempio, alla documentazione necessaria per vivere e lavorare in Spagna, alle informazioni per trasferirsi, cercare lavoro, aprire delle attività commerciali, ottenere assistenza sanitaria, pensionistica, alla segnalazione delle problematiche dei connazionali residenti all’estero alle autorità competenti, in stretta collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Spagna e la Cancelleria Consolare. Per queste ed altre ragioni la loro esistenza e il loro rinnovo attraverso le elezioni è estremamente importante. PERCHÉ VOTARE? - È fondamentale la partecipazione al voto affinché i Com.It.Es. non scompaiano, si rinnovino e siano espressione delle differenti anime della comunitá Italiana in Spagna. Perché se il numero di votanti sarà basso, il messaggio che verrà comunicato alle Istituzioni Italiane sarà che i cittadini italiani espatriati, ancor più se privati di un organo di rappresentanza ufficiale, non meritino eventuali sforzi ed azioni e lo stesso diritto di voto per il parlamento potrebbe essere messo in discussione. PROCESSO ELETTORALE - Le liste, presentate alla Cancelleria Consolare, devono essere validate da MINIMO 200 ITALIANI, iscritti all’Aire, residenti nella Circoscrizione Consolare di Madrid da almeno 6 mesi e con un documento italiano valido. Pag. 14

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BARCELLONA 19 DICEMBRE 2014 Alessandro Miniggio ( Biella 1909-1972): residente in Spagna (Alcalá de Henares) dal Giugno 2000. Sposato con 3 Figli. Diplomato in Chimica. Direttore Clienti in una grande Multinazionale Americana. Esperienza come Presidente di una Associazione Culurale Giovanile. Patriota, Difensore della Famiglia e di un Sistema Sostenibile basato su Integritá e Solidarietá. Lara La Fontana: Avvocato dal 2003. Ha svolto la professione dapprima in Italia e dal 2006 esercita in territorio spagnolo.Ha il proprio studio professionale in Lanzarote ( Isole Canarie). Come uno degli Avvocati di riferimento del Consolato d'Italia a Las Palmas di Gran Canaria, ha prestato servizi in favore dei cittadini italiani residenti e non sul territorio e ne concosce bene le esigenze. Amante del proprio lavoro , fermamente convinta della grande forza della comunitá italiana sul bacino canario e della necessitá di dar voce e rappresentanza ai numerosissimi connazionali presenti sul questo territorio, ha deciso di intraprendere questa nuova avventura. Con grandissimo entusiasmo e motivazione, si presenta come candidata nella lista Si Italia, fermanete convinta di poter dare un efficace contributo al lavoro del COMITES Madrid... Franco Savoia (Bari 25-07-1944): studi universitari in Scienze Politiche. Imprenditore nel settore del riscaldamento domestico,inizio ad esportare in tutto il Medio Oriente nel lontano 1970; Arrivo in Spagna nel 1984 impiantando una fabrica di radiatori per riscaldamento e da qui curando vari mercati tra i quali oltre la Spagna, la Francia,l’Inghilterra, l’Argentina,il Cile, il Portogallo,la Turchia ecc. DOMENICO MAGGI (nato a Bari il 31/7/1942): laureato in Economia e Com mercio presso l'Universita' di Bari. Residente a Madrid dal 1970, perché trasferito da una importante fabbrica multinazionale italiana di trattoridal 1977 ha operato e continua ad operare in tutta la SPAGNA, tramite societa' di sua propietá, come importatore esclusivo per la Spagna di macchine agricole e industriali varie fabbricate da piccole e medie aziende italiane Marco Fiore ( Varese 04-07-1963): laureato in Scienze dell'Informazione nel '90 presso l'Università Statale di Milano, si dedica al analisi e gestione di progetti informatici. Da 20 anni residente a Madrid, ha preso parte e diretto progetti informatici per diverse ditte spagnole nel settore Ban90/2014 ca, Industria, Assicurazioni, Turismo. Parla Inglese, Francese, bilingue Spagnolo. E' esperto in organizzare e rendere facilmente accessibili le informazioni per uso aziendale. Antonello Corrado ( Savona 1967): si è trasferito qui in Spagna a gennaio del 1998 per amore. Lavora dal maggio del 2005 in una multinazionale francese che si chiama STEF e si occupa di logistica a temperatura controllata. socia del Circolo Sardo Ichnusa dal 1996. Calogero Grifasi (Catania, 1974): Risiede in Spagna dal 2006 e svolge l’attività di investigatore nel campo della metafisica. Pubblica i suoi lavori in rete in lingua italiana e spagnola e recentemente anche in inglese e francese. Debora Marchesiello (Foggia, 1973): Si trasferisce a Madrid nel 1999 per amore e intraprende vari business legati al mondo dello sport e della moda. Attualmente Segretaria di Direzione. Tommaso Gervasini (Varese, 1979): È un imprenditore che vive a Madrid dal 2011 e che nel 2009 ha creato Dropscom – Hinchables de nueva generaciòn, che è una società spagnola con sede a Madrid che vende strutture gonfiabili per pubblicità ed eventi. Alessandra Pettinau (Cagliari, 1982): Lavora in una multinazionale statunitense ed è responsabile del recupero crediti per la clientela italiana. Parla inglese, spagnolo e francese ed ha vissuto a Dublino. Gabriele Hoffman (Firenze, 1973): vive a Madrid dal 2004, svol gendo la professione di avvocato. Dal 2013 ha il proprio studio assieme a 3 soci e presta consulenza in diritto societario, M&A, contrattualistica commerciale e diritto finanziario. Ha ultimamente assistito Fonders, Business Angels e fondi di venture capital. Saverio Ruggeri (Taranto, 1971): Si trova in Spagna dal 2001, anno in cui si è trasferito a Cordoba come Professore d’Orchestra. Dal 2011 collabora con l’Orchestra Internazionale d’Italia in occasione del Festival della Valle d’Itria, mantenendo un forte legame con l’Italia. Giuseppe Stabile (Catania, 1979): Vive a Tenerife ed è laureato in legge. Parla inglese, francese, tedesco e spagnolo è Commissario del Quinto Centenario della Parrocchia San Marco Evangelista di Icod de Los Vinos. Franco Voli (Roma, 1928): Presidente onorario dell’ ONG Instituciòn de Asuntos Culturales de España, risiede in Spagna da 50 anni ed è psicoterapeuta, giornalista, pedagogo. Ha inoltre pubblicato vari libri sulla crescita personale. Pag. 15 D E BARCELLONA 2014: LISTA DEI CANDIDATI Lista Elettorale Madrid Pietro Mariani (Cagliari, 1958): Ha ricoperto la carica di consigliere dal 1994. È fondatore e presidente del circolo del PD a Madrid. Ha partecipato come delegato dalla Spagna alla costituzione del Partito Democratico nel 2007. Socio-fondatore del Circo lo Sardo Ichnusa a Madrid e della Associazione culturale Sandro Pertini. Andrea Lazzari (Roma, 1964): Imprenditore in campo turistico che grazie al suo lavoro ha potuto avere esperienze internazionali. A Madrid si sta dedicando al franchising ed è il presidente del premio “Best Franchisee in the World”. Giovanni Simone (Roma, 1970): Si trova in Spagna dal 2000 ed è un Consigliere Esecutivo uscente del ComItEs. Ha basato la sua carriera sul campo dell’aviazione ed è attualmente il Direttore Relazioni Commerciali di una multinazionale di sistemi informativi nel settore compagnie aeree e ferroviarie. Francesca Nuzzaco (Acquaviva delle Fonti, 1981): È a Madrid dal 2008, dove ha svolto un master alla Complutense. Lavora nel campo del marketing online e gestisce il blog “Vivere a Madrid”. Ha scritto il libro “Madrid fuori circuito”, destinato a chi vuole avere informazioni di ogni tipo su questa splendida città. Andrea Betti (Bologna, 1982): Lavora a Madrid da 3 anni come professore di Relazioni Internazionali e collabora con Huffington Post per un blog di analisi della politica italiana. Marcella Giglio (Cagliari, 1966): risiede a Madrid dal 1993. Lavora da più di 15 anni per Italtel Spa, dove ricopre il ruolo di Contract Manager per Telefonica. È

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