Mr. Magazine Settembre/Ottobre 2014

 

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Mr. Magazine Settembre/Ottobre 2014

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LETTERA APERTA AL RAGAZZO D'ORO "Transizione all'italiana" .................................................... IL RUOLO DEL SUD NEL FUTURO DELL'ITALIA Nell'attuale crisi economica e sociale dell'Italia All'interno dell'economia TRASFERIMENTO DELLE INNOVAZIONI DI PROCESSO ............................................. I PROBIOTICI C'ERA UNA VOLTA L'AUTUNNO Autunno e dintorni ANNO IV - N.5 - SETT/OTT 2014 ........................................... TERZA EDIZIONE PREMIO ALFERANO A Cstellabate perla del Cilento C'era una volta l'autunno

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EDITORIALE DO UT DES LE CRICCHE DELLA CORRUZIONE egli scenari veramente tristi della nuova Italia, al primo posto c’è la confusione. È tanta e tale da poter tranquillamente parlare di “Italia, Paese confuso”. Una condizione veramente triste che riguarda sia il Sud che il Nord; nella confusione sovrana c’è l’espressione veramente forte della grande unità italiana. Con tanta sofferenza nel cuore, c’è da riconoscere la condizione triste di un’Italia confusa. È confusa, prima di tutto, nella testa della gente, dove regna sovrano un forte vuoto identitario di cultura, di valori, di umanità e di impegno solidale finalizzato al bene comune. Purtroppo, niente di tutto questo; c’è solo un assordante vuoto istituzionale ed un falso mondo antropico dove a dominare è un titanico ed egoistico mito di se stessi, per effetto del quale e sempre più, ciascuno si sente padrone del mondo, scavalcando tra l’altro anche i confini di quell’istituto importante che è la Famiglia, oggi in forte crisi e sempre più indifferente all’umanità italiana che ha al primo posto il mito assorbente di se stessa, facendosi e facendo tanto male a quell’insieme sociale che ormai non c’è più; che ormai è scomparso perché cancellato. Partendo da qui c’è da considerare il grave male oscuro della confusione della politica, delegittimata ad un punto tale da non interessare più nessuno. Non c’è identificazione; non c’è appartenenza; non c’è insieme di idee e di confronto delle idee per costruire insieme un progetto di vita basato sulla condivisione e sul protagonismo delle idee, dai più considerate in modo suicida, un optional di cui si può fare assolutamente a meno. E così il lungo elenco della confusione italiana può continuare all’infinito; ne sono attivi protagonisti i diversi spaccati della società italiana che oggi eccelle per confusione, con un primato assolutamente imbattibile. L’Italia è confusa perché così vuole chi la governa; perché così hanno deciso PaduanoEditore cità italiana a progettare il futuro come obiettivo primario di un Paese che vuole continuare a garantire il cammino umano anche alle future generazioni. Per l’Europa la progettazione italiana 2014 - 2021 è spenta; senza idee; senza presupposti innovativi e creativi; senza prospettive di sviluppo e senza quella spinta vitale per un lavoro utile, per un lavoro possibile per il mondo giovanile che in modo devastante e sempre più abbandonato a se stesso e quindi dal futuro negato. Di questo male italiano soffre la falsa progettazione per i venti miliardi di euro che l’Europa dovrebbe dare al nostro Paese; risorse importanti che sono a rischio per mancanza di intelligenti proposte programmatico-progettuali. Se mancheranno al prossimo futuro italiano, saranno un ulteriore danno italiano, dovuto alla confusione sovrana che regna nel nostro Paese all’inizio del Terzo Millennio. perché tutto questo? Perché tanta confusione nella vita del nostro Paese, per altro, a sovranità sempre più limitata? Perché, come ha evidenziato il sociologo Domenico De Masi nel suo libro “Mappa mundi”, l’Italia è orfana di un modello di vita. In modo assorbente la classe politica, ha pensato di dover essere referente unico di un falso modello di vita italiano; purtroppo, la cosa non ha funzionato; né poteva funzionare, perché trattavasi di un falso modello di vita. E così di anno in anno per decenni, l’Italia ha pagato il suo crescente debito dovuto alla mancanza di un modello guida di vita a cui necessariamente potersi riferire tutti gli italiani. Un vero modello di vita che purtroppo non c’era e non c’è; da qui l’appello di Domenico De Masi agli intellettuali italiani che inopportunamente si sono messi da parte affinché, tornando da protagonisti sulla scena, dettino le linee guida per quel coinvolgente modello di vita italiana senza il quale non si va da nessuna parte, in quanto c’è solo il vuocontinua a pagina 7 N quelli dei poteri forti, che nella confusione generale possono fare meglio i propri innominabili affaracci. È confusa perché confusa è la sua burocrazia; la sua dirigenza e tutta quell’area fluida e melmosa dei poteri occulti e meno occulti la cui sovranità assoluta è nelle mani dei boiardi di Stato. L’Italia è il paradiso terrestre della confusione; confusa è la Scuola, non più palestra di formazione umana e professionale; non più fucina di saperi e di conoscenza per costruire il futuro. È confusa per la sua crisi identitaria e per quel suo crescente vuoto di diritti fondamentali del cittadino, in quanto uomo. È confusa perché ha smesso di pensare al futuro, manifestandosi indifferente al mondo giovane, un mondo sempre più dal futuro negato. È confusa perché tutto è concentrato sul presente; un presente materializzato nella quotidianità di un egoistico consumismo basato sul tutto per sé. È confusa perché non sa conservare le sue ricchezze passate, patrimonio di un lontano mondo culturale che, nell’indifferenza di chi dovrebbe adoperarsi per una loro saggia conservazione, va in rovina lasciando al futuro le sole macerie di disastri umanamente annunciati. È confusa perché è ormai ferma su se stessa; perché si è appiattita su di un presente indifferente al sapere, alla conoscenza, alla comunicazione autentica, al dialogo umanamente vivo, sempre più trasferito al web ed al mondo degli invisibili con i quali dialogano (si fa per dire dialogano) tanti italiani, soprattutto giovani, purtroppo con la testa nel pallone; purtroppo dal protagonismo spento e quindi dal futuro negato. Sono questi ed altri l’insieme dei tanti mali d’Italia; sono questi i segni crescenti di un futuro dalle porte chiuse, perché privo di idee, di conoscenze, di capacità innovative, ideative e creative così come ci rimprovera anche l’Europa che mette il dito sulla piaga dell’incapa-

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distribuzione gratuita MISTER MAGAZINE ANNO IV - N.5 - SETTEMBRE/OTTOBRE 2014 08 | LETTERA APERTA AL RAGAZZO D'ORO "transizione all'italiana" 10 | IL RUOLO DEL SUD NEL FUTURO DELL'ITALIA nell'attuale crisi economica e sociale 14 | I SOGGETTI DEDITI AL GIOCO D'AZZARDO 15 | VALORIZZAZIONI ECCELLENZE LOCALI de.co e marchio d'area potranno essere coadiuvati dall'amministratore di sostegno 16 | TRASFERIMENTO DELLE INNOVAZIONI DI PROCESSO all'interno dell'economia 18 | CRISI ECONOMICA +35 % di fallimenti di azienda una chance per le società innovative dei paesi extra-ue" la pubblica amministrazione e la sanità digitali per l'eterna giovinezza 20 | ITALIA START-UP VISA 22 | LA TECNOLOGIA NELLA NOSTRA SOCIETÀ 26 | OSSIGENOTERAPIA SOMMARIO 27 | LA CALENDULA 28 | I PROBIOTICI la pianta che ama il sole batteri a favore della vita autunno e dintorni settembre 2014 Paduano S.r.l. EDITORE DIRETTORE EDITORIALE Francesco Paduano 30 | C'ERA UNA VOLTA L'AUTUNNO 34 | XXII EDIZIONE PULIAMO IL MONDO 36 | L'AZIENDA VITIVINICOLA CILENTANA BARONE si apre al biologico e al riciclo DI RETTORE RESPONSABILE Giuseppe Lembo CAPO REDATTORE Carmen Lotoro 37 | ITE G.B. VICO DI AGROPOLI 38 | MISSION POSSIBLE 40 | PAOLO SERRA leader sul territorio nella realizzazione di progetti europei laboratorio didattico e fablab oasi fiume alento un uomo di grande umanità REDAZIONE Annalisa Botti Danilo Perillo 42 | A CASTELLABATE, PERLA DEL CILENTO la terza edizione del premio pioi alferano HANNO COLLABORATO: D. Corsini, P. Cusati, L. De Valeri, F. Di Lorenzo, A. D'Antuono F. Di Vita, M. E. Ferrara, G. Ianniello, P. La Palomenta, D. Pandolfo, G. Petrizzo, A. Pintau, E. Serra 45 | I RITI DEL CUORE 47 | "BUTTERFLY EFFECT" 51 | LA BARBA che passione! di antonio giordano e giulio tarro il nuovo album degli ...a toys orchestra PUBBLICITÀ & MARKETING Carmen Lotoro 54 | CAMPANIA, TERRA DI VELENI 56 | CUCINARE A KM 0 58 | MR. MOVIES l'uomo senza volto WEB & GRAFICA Danilo Perillo Tipografia CGM srl www.tipografiacgm.com - 0974 844039 www.mistermagazine.it STAMPA Testata Mr. Magazine Free Press | Iscritta registro della stampa periodica n. 21/2011-885/011 R c/o Tribunale di Salerno. Paduano S.r.l.| Via G. B. Vico, 2 - 84043 Agropoli (SA) P.IVA 04658650652 Tel. 0974.827010 pbx | info@mistermagazine.it È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti. Questo periodico è aperto a quanti desiderano collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti, articoli e note sono subordinata all’insidacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione commerciale/professionale con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo esclusivamente gratuito. Ai sensi della legge 196/2003 e successive modifiche l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico e/o di comunicazioni promozionali anche via web. Ai sensi degli art. 7 e 10 ai suddetti destinatari è data facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione all’Editore info@mistermagazine.it. Per eventuali rapporti di collaborazione convenuti si conviene il foro competente esclusivo è quello di Vallo della Lucania (SA).

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to; il vuoto esistenziale di pensiero e di azioni finalizzate al bene comune, con alla base gli insostituibili presupposti dell’essere oggi oscurati da un sempre più invadente apparire, dove regna sovrana la confusione umana e l’idiotismo italiano da cui bisogna assolutamente guarire per non morire. Le nostre debolezze ci riportano alla radice dei problemi di cui soffre l’Italia, dove oggi, al primo posto, c’è la confusione; c’è tanta, tanta confusione alla base dei gravi problemi di cui soffre l’Italia; tanto, alla base dei mali di cui soffre il nostro confuso Paese, con prospettive negative non solo nel presente, ma proiettate anche nel futuro di breve e lungo periodo. Se vogliamo salvarci e quindi salvare il nostro Paese, bisogna cambiare; è questa, una necessità assolutamente da porre in essere subito. Basta con l’inerzia italiana! Basta con l’inerzia degli italiani, ormai svuotati di quell’impegno al fare, senza il quale non si va da nessuna parte! Basta con l’inerzia riformatrice! Basta con l’indifferenza per le innovazioni necessarie per rimettere in moto il Paese, producendo quell’energia positiva necessaria al vivere umano; alla sua rigenerazione ed al suo cambiamento, evitando situazioni stagnanti, espressioni di quel male oscuro di cui soffre molto il nostro maltrattato Paese! Occorre rimetterci in moto, dando la spinta necessaria per riformare e quindi cambiare il Paese che chiede di non morire; che chiede di essere aiutato per quel futuro possibile, un dovere dell’Italia adulta nei confronti dell’Italia giovane. Occorre riformare ed innovare l’Italia; tanto, partendo dalle riforme economico-strutturali, necessarie al futuro italiano; assolutamente necessarie per la crescita italiana; per il lavoro italiano, soprattutto giovanile, senza il quale come ha detto in modo allarmato il Presidente Giorgio Napolitano, per l’Italia è finita; senza il lavoro, l’Italia è senza futuro, mancando i necessari presupposti per la crescita e per il lavoro da cui dipende il futuro dei giovani. Occorre cambiare; occorre osare sfidando anche l’impossibile. Siamo di fronte ad una grande sfida; una sfida da non mancare perché rappresenta l’ultima possibile opportunità di rinascita italiana; bisogna uscire dalla confusione che, così com’è, rappresenta l’inizio della fine. Il nostro Paese è ormai piombato in una crisi profonda; l’Italia, il nostro Paese, non può morire. È il nostro un Paese importante per l’Europa e per il mondo; deve necessariamente salvarsi; deve uscire dal tunnel; deve, conservando la sua sovranità, riprendersi il suo giusto posto nel consesso dei più importanti e civili Paesi del mondo. Tanto, per quello che è stato; tanto per quel suo ruolo di faro di civiltà che ha avuto nella storia. Nonostante i limiti ed i difetti della politica del momento, ha ragione il Premier Renzi a rivendicare l’orgoglio italiano di decidere in autonomia del proprio futuro. Condivido il principio intoccabile della sovranità italiana; ciò che dobbiamo fare, come italiani, “lo decidiamo noi”. È un impegno tutto italiano decidere anche in momenti di grave crisi e di altrettante gravi difficoltà il da farsi italiano. Con l’orgoglio italiano dobbiamo liberarci della confusione e saggiamente nel rispetto dei trattati e dei mercati a cui siamo vincolati, incamminarci per strade nuove che portino ad un mondo nuovo, dove certamente prevarrà non la forza, ma soprattutto la saggezza dei popoli, globalmente in cammino verso quell’insieme di diversità-ricchezza a cui non servono assolutamente le furbizie degli uni a danno degli altri, ma un fare umanamente solidale per l’uomo della Terra che ha davanti a sé scenari nuovi fatti da mondi nuovi mai prima conosciuti dall’uomo oggi in cammino verso una mondialità che porta all’incontro-confronto di tutte le diversità umane, un passaggio importante per quella saggezza che serve a garantire ovunque l’uomo della Terra, trasformandola da Terra senza diritti, da Terra dai diritti negati, in Terra dei diritti umani per tutti, governati dalla saggezza degli uomini giusti, le colonne portanti dell’umanità presente e futura. Giuseppe Lembo Direttore Responsabile cerchiamo collaboratori commerciali ARKET R - SHO BA service POINT P- ELETT M P.O.S. Service Pack | incassi carte di credito P.O.S. TLC | ricariche telefoniche e carte servizi ENICOM Italia voce | dati | web RO NICA freeA gen t Paduano consulting MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014 7

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ATTUALITÀ LETTERA APERTA AL RAGAZZO D'ORO "TRANSIZIONE ALL'ITALIANA" (parte prima) vvolto, quasi a difendersi, dalla sua camicia bianca, si nasconde un oratore. Di quelli nuovi di zecca, di ultima generazione. Fatti ad hoc. Il Ragazzo d'Oro. Rassicurante, sveglio, scaltro e affascinante parla agli italiani con aria da saccente “Non vi preoccupate” , dice, “Sono io il comandante vigoroso della nave alla deriva”. D'improvviso si ferma, ti guarda. Sfoggia un sorriso di quelli già visti in venti anni di governo precedente. Guarda te, italiano sfiduciato. Magari sei a pranzo con la tua famiglia, ritornato stravolto dalla tua giornata di lavoro e cerchi in tutti i modi di far capire a tuo figlio che l'Italia, quella bella, quella degli eterni sognatori e abili lavoratori non è mica diventata la casa di cialtroni e fuorilegge. D'un tratto, Tac. Mody's. La società privata che detiene il monopolio in materia di ricerche finanziarie, avverte : “Il prodotto interno lordo contrarrà dello 0,1% anzicchè salire dello 0,5%”. Economia, pura semplice economia. Resti sempre li, seduto. Sei ormai arrivato alla frutta, per fortuna. Capisci che qualcosa in realtà non sta andando nel verso giusto. Il governo sta di nuovuo mettendoci i paraocchi? Ci stanno illudendo in questa farsa teatrale dove “Va tutto bene, spendete!” ma poi perchè la ricrescita di un paese debba essere basata sull'economia? Le domande purtroppo sono le classiche, quelle che scambi abitualmente in ufficio, alla catena di montaggio, con i soliti quattro colleghi. Disperati, alcuni. Politici mancati, altri. Il signore ha finito di pranzare, il figlio si è alzato, per fortuna. Ma senza una risposta. È diventato oramai complicato riuscire a far capire ad un giovane adolescente che forse lui ce la farà a godersi un'Italia giusta, meritocratica e perchè no, stracolma nuovamente di poeti e sognatori. Difficile. Potresti, con facilità, congedare il discorso con un semplice “Figlio mio, è tutto un puttanaio!”. Ma lui , italiano sfiduciato non vuole, non può deludere le aspettative di un sedicenne che ha tutto, ma in re- A altà non possiede futuro. Così si ferma, il padre sfiduciato. Pensa. Si ferma a formulare una risposta giusta. Spagna, in preda al declino finanziario ha apportato misure “poco drastiche” che hanno visto una crescita minima progressiva alquanto notevole, dove nel secondo trimestre del 2014 cala il tasso di disoccupazione al 24,5% aumentando l'occupazione dell'1,03% dal trimestre precedente, consolidando così la lenta ma pur sempre ripresa dove lo spread è migliore di quello dell'Italia. Effetti della Troika europea? In realtà la Spagna un tempo basava la sua economia sul mercato immobiliare e bancario ora, si sta rivolgendo all'export. Grecia, quella delle divinità. Zeus impedì la guerra civile, quella della moneta, fatta dalla povera gente. Oggi guerra di albergatori in cerca di strutture più moderne ed adeguate per favorire il turismo in crescita. SETE, l'Associazione degli Operatori Turistici della Grecia ha stimato che 19 milioni di turisti stranieri visiteranno il paese entro la fine dell'anno, soprattutto diretti verso la capitale, Atene. “Sono davvero ottime notizie per la città che è molto bella ma che ha sofferto tanto a causa delle manifestazioni, dei problemi di sicurezza e così via. Insomma, per la sua cattiva reputazione” dice il presidente Andreas Andreadis. Il turismo vede dunque Spagna e Grecia in netta crescita tant'è che secondo i dati Frontur, diffusi dal Governo di Madrid, a giugno quasi 6,6 milioni di turisti stranieri hanno visitato la Spagna, con un aumento del 4,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Effetti della Troika Europea? E poi c'è l'Irlanda, altro paese che segna un boom nella ricrescita dopo un tragico 2013. In tutto questo immenso spettacolo di fuochi d'artificio eurepei restano in disparte Italia e Francia. L'ultima che continua a fare l'arrogante cercando di stare fuori dai riflettori, la prima, invece che mostra il marcio. Ecco, siamo divenuti il paese dove non esisteste più democrazia madre fonda- trice di tutti i più grandi Stati. Soprattutto è venuta a mancare la libertà per un cittadino di poter scegliere gli amministratori della sua Terra. Siamo il paese che non ha scelto, che non ha libertà di scelta. Dal Professor Bocconiano Mario Monti sino all'Ex sindaco di Firenze non abbiamo avuto modo di scegliere i protagonisti della nostra Italia. Magnifica incarnazione del sistema che continua a minacciarci. Il popolo in questi anni ha visto solo cambiare Governi, senza riforme concrete e con una legge elettorale, il famoso Porcellum, giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale. I primi ministri non sono stati eletti dal suffragio popolare ma bensì dai famosi giochi politici, “Scegliamo noi, voi, forse, non siete ancora in grado”. Ora, ci ritroviamo in quell'immenso teatro di promesse le solite 5 facce, il resto un mucchio di figuranti. Questa volta però i figuranti cercano di non rispettare il copione per dare uno spettacolo un pò diverso, ma che in realtà di diverso non ha proprio nulla. Cravatte mancate, insulti gratuiti, proteste. “La democrazia e il rispetto per le istituzioni, sono andati a puttane figlio mio”. Chissà se l'architetto Eugenio Basile durante i lavori per la costruzione dell'aula di Montecitorio avesse mai immaginato di vedere degli attori stanchi, indaffarati in altre faccende e cattivi. Sempre lì pronti ad alzare la voce e puntare il dito contro le loro stesse scelte. Stanchi, anche loro di credere alla ripresa. Sarà la famosa Riforma del Senato a riportare lo stivale a risplendere di luce propria? O magari il mastodontico Expo, protagonista di mille intrighi e sottobanchi. Il Ragazzo d'Oro in camicia bianca dovrà darsi da fare. Una volta rassicurati, con i suoi modi, gli italiani, dovrà impegnarsi a rassicurare loro. Quelli che ogni giorno cercano in tutti i modi di disonorare la nostra Italia. Il Ragazzo d'Oro dunque, dovrà mettersi lì a ricordare ai suoi colleghi che l'Italia nel 2013 era considerata per il Word Travel and Turism Concil il quinto paese più visitato al mondo, il 10% del PIL, creando 2,5 milioni di posti di 8 MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014

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ATTUALITÀ lavori. Dovrà ricordare ai suoi colleghi, magari davanti ad un caffè a Napoli, che fino all'arrivo di società straniere l'Italia aveva le più grandi aziende tessili, quelle rismaste, purtroppo, in preda a costi altissimi per la sopravvivenza, fuggono altrove. Dovrà ricordargli che Enzo Ferrari, Tonino Lamborghini, Alfiero Maserati e molti altri hanno realizzato un sogno nel nostro paese. Che Fellini, Pasolini, De Sica, Rota, Morricone e moltissimi altri hanno permesso e permettono ancora a tante persone di sognare. Che la celebre Fabbrica Italiana Automobili Torino non è più tanto italiana, ma soprattutto è divenuta celebre per altro. Che Michelangelo Bonarroti dipingeva anche di notte per creare quella che è oggi un'opera spettacolare “La Cappella Sistina”. Dovrà ricordarsi che il potere appartiene al popolo, che lo esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. E quindi ricordarsi che il popolo non è stupido, ma può prendere decisioni interessanti e giuste. È il momento del voto. Una volta ricordato tutto questo, lui, il Ragazzo d'Oro dovrà conquistare la fiducia più importante, quella del popolo italiano. di Giuseppe Ianniello Perchè questa volta saranno i cittadini a dover cambiare, per scegliere una buona transizione all'italiana. Finisce i suoi pensieri, stizzito, si alza. Si ricorda che l'Art. 1 della costituzione recita “L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro” e non “ L'Italia sceglie per te, se hai un lavoro ringrazia Dio”. Fortunamente, prende la giacca, ringrazia Dio e va a lavorare. Spero che lui, italiano sfiduciato, durante il tragitto, continuerà a pensarci e magari tra qualche giorno, a pranzo, tornato dall'ennesima stancante giornata di lavoro riesca a sfoggiare un bel sorriso, di quelli rassicuranti, riuscendo così a donare una risposta al caro figlio, un figlio come tanti altri, un semplice adolescente sfiduciato. Giuseppe Ianniello gioianniello1@gmail.com Via A. De Gasperi, 22 - 84043 Agropoli (SA) - Tel. & Fax. 0974 828049 www.ottica-focuspoint.it O T T I C A FOCUS POINT centro applicazioni - lenti a contatto MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014 9

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ATTUALITÀ di Giuseppe Lembo IL RUOLO DEL SUD NEL FUTURO DELL'ITALIA NELL'ATTUALE CRISI ECONOMICA E SOCIALE l Sud non è assolutamente una realtà geografica sussidiaria e/o del tutto secondaria rispetto al resto del Paese. Chi ha pensato questo facendo apparire il Mezzogiorno d’Italia come solo paradiso terrestre dell’assistenzialismo diffuso, ha commesso un grave errore di prospettiva; ha commesso un vero e proprio crimine nei confronti del Paese che, oggi senza ulteriori deroghe, ha assolutamente l’obbligo morale di cancellare la falsa immagine di un Sud appendice dell’Africa da assistere usando malamente le risorse del Paese prodotte altrove. Se si è pensato così, da parte di politici maledetti che così facendo, hanno cancellato il futuro possibile del Sud, è stato fatto purtroppo un errore gravissimo; si è commesso un abuso che ha fortemente e prima di tutto, danneggiato il futuro del Sud, fatto apparire come piagnone, come accattone dalla mano sempre tesa in attesa di ricevere da altri l’obolo della sopravvivenza per vivere da assistiti. Purtroppo siamo di fronte ad errori gravissimi; siamo a leccarci le ferite sanguinanti, soprattutto al Sud per le condizioni diffuse di un sottosviluppo inventato perché così doveva essere; perché così doveva essere fatto per depauperare al massimo il mondo meridionale, soprattutto e prima di tutto, dal punto di vista antropico e poi conseguentemente dal punto di vista economico-sociale. E così in decenni di default meridionale, fortemente complice il potere di rappresentanza politica del Sud, si è assistito ad una vera e propria cancellazione identitaria del povero ed abbandonato Mezzogiorno d’Italia, con una crescente fuga biblica dei tanti giovani in cerca di pane e lavoro altrove; conseguente a tutto ciò è stato lo scivolamento a valle dei territori, ormai privi dei suoi guardiani naturali del vecchio mondo contadino che nella loro semplicità di vita, nella loro povertà diffusa, avevano avuto da sempre un grande I amore per la propria madre Terra; un amore che veniva trasmesso in eredità da una generazione all’altra, diventando così parte del proprio DNA e di quella mutazione di cui si ritrovano gli elementi caratterizzanti dei codici genetici nel passaggio da padre in figlio. E così di decennio in decennio, di anno in anno, il Sud, purtroppo una realtà maledetta per colpa degli uomini, si è andato sempre più impoverendo; la prima espressione di questo impoverimento è stata di tipo antropico, per la fuga di quel mondo giovane costretto a fuggire per non morire, portandosi con sé non solo le braccia per lavorare, ma anche i cervelli, tra l’altro, professionalmente formati, per pensare, per ideare, per creare, per lavorare, restando nei luoghi di partenza, oggi ridotti in condizioni sempre più tristi, da veri e propri sepolcri imbiancati. Oggi è arrivato il momento di dire basta. Il Sud con dignità deve riprendersi come si conviene il ruolo di protagonista, cancellando dal proprio DNA quella sussidiarietà imposta e quindi in silenzio subita dalla gente meridionale, che tanto male ha fatto al mondo meridionale e più in generale all’Italia con una palla al piede di una sua realtà territoriale in condizioni diffuse di mancato sviluppo, perché così e solo così doveva essere; perché così avevano deciso quelli della politica e dei poteri forti che vedevano la sussidiarietà del Sud funzionale al governo del Paese fortemente espresso dal Nord politicamente importante, in quanto economicamente importante e primo della classe rispetto al resto del Paese. È ora, è assolutamente ora, di dire basta; è ora di invertire le condizioni imposte che hanno fatto tanto male all’umanità meridionale, purtroppo inopportunamente sottomessa e priva della forza di pensiero e di azione per diventare protagonista di se stessa. Niente di tutto questo! Altri erano gli obiettivi! Mentre si decidevano altrove i destini meridionali, dal suo interno che faceva mai il Sud e la sua gente? In silenzio e ben allineata contribuiva al bel capolavoro di un disastro annunciato di cui oggi si è costretti a leccarsi le sanguinanti ferite ed a gridare a viva voce, basta, basta, basta. Bisogna urgentemente cambiare; bisogna, prima di tutto, ridare al Sud la sua dignità perduta. Bisogna rimettere ordine al disordine, partendo prima di tutto, dalle condizioni antropiche dove è crescente la volontà a volte inconsapevole di fare male per farsi male. La prima grave sofferenza del Sud è di tipo antropico; occorre mettere un punto fermo e stopparla. È necessario mettere in moto le leve del cambiamento possibile e ridare al Sud l’orgoglio dell’appartenenza; tanto, restituendo alla gente una forte carica di autostima per se stessi ed una necessaria fiducia nel futuro che non c’è perché non c’è più la speranza di una vita umanamente, socialmente ed anche economicamente diversa. Occorre partire da qui; occorre darsi, costruendolo insieme, quel modello di vita che non c’è; un problema grave come ha recentemente denunciato in un suo libro “Mappa mundi” il sociologo Domenico De Masi. Un danno per l’Italia e per il Sud in particolare. Basta quindi con la falsa sussidiarietà meridionale; basta con i falsi stereotipi meridionali che non portano a niente. Continuando a farli propri non si fa altro che allungarne l’agonia e ridurre il Sud in un deserto di falsi miti e di sempre più false presenze di protagonismi paesani che tanto male fanno ad un possibile Progetto Sud tendente a cambiare; tendente a dare quel protagonismo che non c’è, perché non c’è assolutamente sviluppo, ma solo un diffuso scenario di sottosviluppo dei territori, radicato tra l’altro, nelle coscienze abbandonate della gente che gode a farsi male; gode ad assumere un ruolo talebano delle “cape toste”, ostinatamente in prima linea a darsi ferocemente battaglia degli uni contro gli altri; tanto, in difesa del 1 0 MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014

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ATTUALITÀ proprio tribale spirito paesano. Mentre dall’esterno i mali meridionali sono dovuti a combriccole di poteri che, operando da monarchi assolutistici, sono di fatto i veri padroni d’Italia, nell’interno dell’inferno meridionale che ancora qualche solo fanatico con i paraocchi proclama paradiso del bel vivere, si agisce maledettamente contro le varie stratificazioni sistemiche della società meridionale; così facendo i meridionali si fanno sempre più male e fanno male, tanto male agli altri. Fa sicuramente male chi irresponsabilmente avvelena ed inquina; la realtà della Terra dei fuochi è purtroppo una realtà di gran parte del Sud, mare compreso. Con superficiale tolleranza e complicità omertosa si fa finta di niente; ci si volta con lo sguardo dall’altra parte, così fingendo di non vedere; ma per il senso egoistico del proprio quiete vivere oltre a non vedere nelle grandi e piccole realtà del Sud, ognuno credendo di doversi fare i fatti propri, finge anche di non sentire; il mutismo e la sordità, nonché la finzione di essere ciechi è una componente antropica sempre più diffusa al Sud; sempre più parte di un insieme umano ormai cancellato da un fare che da comune si trasforma in un disperato isolamento che uccide sia l’individuo che la comunità, ormai cancellata da un sempre più falso modo di intendere se stessi e gli altri. Chi produce tutto questo? È homo faber di tanta irresponsabile umanità d’insieme prima di tutto la famiglia che si è del tutto delegittimata nel ruolo fondante di primo e fondamentale impianto, presupposto e base di ogni società. Oltre al mal funzionamento o addirittura per niente funzionante, il ruolo della famiglia non è più centrale e tanto meno di riferimento al vivere solidale d’insieme; tra l’altro, c’è il mancato ma importante ruolo della Scuola che, con superficialità di intenti, oltre all’ordinarietà delle poche cose da apprendere, non produce quei saperi e quella conoscenza senza la quale l’uomo e la sua società di riferimento è nel culo del sacco. Purtroppo è un’agenzia sempre più vuota di contenuti culturali; sempre più priva di stimoli formativi e conoscitivi. Stancamente funziona affidandosi al miracolo delle tecnologie (lavagna luminosa, tablet) utili strumenti per arricchire le proprie conoscenze, ma assolutamente non sostitutivi di quel sapere della mente che appartiene come sempre, al solo pensiero umano. E così dalla famiglia alla scuola, la sofferenza antropica del nostro tempo meridionale, un tempo sempre più privo della scrittura, del comunicare scrivendo una delle più antiche tecnologie, universalmente condivise, si consuma nell’incertezza e nella precarietà di una società in un continuo divenire, sempre più silenzioso ed indifferente ai saperi, una società dal sociologo Bauman definita società liquida, con un fare liquido che entra sempre più a grande velocità nei meandri di una profonda crisi umana, con un comportamento antropico, in forte sofferenza, con influssi crescenti sugli ambienti di vita sempre più degradati e sempre più abbandonati a se stessi. Al Sud si produce male e poco, consumando tra l’altro, soltanto cibi spazzatura di cui abbondano oltre che gli scaffali dei supermercati meridionali le stesse dispense e le stesse cucine della gente del Sud, Terra della tanto pubblicizzata dieta mediterranea di cui purtroppo non è rimasto altro che la sola suggestione, mancando del tutto la produzione delle materie prime come il grano per la buona farina (proviene dai silos dove è scaricato da navi container di tutto il mondo) che non ritroviamo più nel buon pane del Sud e della Campania in particolare. E così pure l’oro rosso, un tempo legato al tipico soprattutto campano; tante aziende del settore preferiscono lavorare le passate cinesi, con false filiere di solo scatolamento. Povero oro rosso! Povero oro bianco! C’è, purtroppo, da dover anche dire, povero oro verde! La buona Terra del Sud, scarsamente coltivata, pur conservando le sue caratteristiche e le sue potenzialità per prodotti di grande qualità e per questo, con riconosciuti valori salutistici, è sempre più maltrattata dall’uomo dei nostri giorni che, così facendo, si fa male, pregiudicando tra l’altro, al massimo il futuro dei propri figli che, oggi più che mai, vogliono vivere non da straccioni assistiti, ma da cittadini protagonisti ed attori di crescita e di sviluppo nelle Terre dei loro padri, Terre per altro magiche e ricche di un fascino antico che ti prende e non ti lascia più; che prende, senza lasciare l’animo di ciascuno che le abita e che vuole viverle nel rispetto della natura per poi trasferirle come eredità ricevuta in consegna dai padri al fine di trasferirle ai loro figli, senza inopportunamente abusarne. E così il tradimento umano interno ed esterno verso il Sud di questo inizio di Terzo Millennio non conosce limiti; in tale percorso c’è da registrare anche la negativa scomparsa dei tanti antichi mestieri fortemente legati al mondo della civiltà contadina; un mondo che nessuno intende ricordare nostalgicamente per farlo tornare così com’era, ma solo per le sue tante positività ed i suoi tanti buoni insegnamenti umani per l’uomo, per le famiglie e per le comunità di appartenenza che hanno ormai perso la propria identità, le proprie radici, i propri valori antichi, facendo precipitare l’uomo, in questo caso l’uomo del Sud d’Italia in una condizione da vero e proprio disastro, per altro annunciato, da cui è difficile se non impossibile uscirne. Povera Italia nostra! Povero Mezzogiorno abbandonato a se stesso! MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014 11

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ATTUALITÀ Occorre, correre da subito ai ripari; occorre pensare alla rinascita, tanto per non morire; tanto per non creare disperazione e crisi esistenziale sempre più diffusa, dove un se stesso in solitudine non ha più la forza e tanto meno la capacità di sfidare la grande rivoluzione di una inarrestabile globalizzazione con una interconnessione planetaria che ha ormai cancellato i contesti locali con le loro tradizioni e le loro forme di vita, senza dare l’alternativa di nuovi e possibili modelli del proprio vivere all’uomo in tutti i contesti che oggi sono sempre più virtuali; sempre meno reali e capaci di produrre in ciascuno il legittimo diritto all’autodeterminazione, una condizione umana purtroppo, sempre più negata. Il Sud per salvarsi deve assolutamente sapersi rigenerare; il faticoso percorso di una possibile rinascita meridionale passa attraverso la rigenerazione umana che comprende sia le comunità che la società più in generale. Attraverso questo processo antropicamente costruttivo si può pensare a costruire le necessarie ed assolutamente insostituibili istituzioni capaci di favorire quelle concrete dinamiche di solidarietà e di tutela della dignità della persona, senza le quali viviamo di sole negatività, come per le attuali condizioni di sofferenza umana e di malessere antropico-sociale diffuso, da cui bisogna assolutamente uscirne per non morire; da cui bisogna liberare il Sud per evitargli una morte sicura da profondo appiattimento e da sudditanza nella perversa logica dell’uomo mondializzato sempre più schiavo dell’apparire al posto dell’essere e dell’avere come principio unico, un feticcio ideologico che segna sempre più la persona umana in tutti i luoghi della Terra, nessuno escluso. Meridionali se ci siete battete un colpo! Svegliatevi! Uscite dalla confusione delle vostre menti e delle vostre coscienze! Costruitevi insieme quel percorso di vita virtuoso da cui dipende non solo il vostro presente, ma soprattutto il futuro dei vostri figli che, con il vostro fare carico di negatività, diventa purtroppo un futuro sempre più negato. Meditate gente! Meditate! La determinazione della vostra saggia umanità presente e futura è nelle vostre mani; è nei vostri cervelli; è nei vostri cuori. Non è possibile tradire le attese di futuro, di un futuro di pace. Questo è un dovere cilentano imposto dalle proprie lontane origini; da quel mondo dei saperi dell’essere di cui noi tutti dobbiamo renderci attivi protagonisti per evitare che l’invadente mondo dell’apparire possa compromettere il futuro del mondo, disumanizzandolo al massimo, o peggio ancora distruggendolo, attraverso la distruzione della sua specie umana che cammin facendo e da troppo tempo, si è ormai spogliata, decidendo di suicidarsi, del bene dell’intelletto, un bene di cui l’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi non può fare assolutamente a meno. Giuseppe Lembo www.giuseppelemboscrittore.it lembo.giuseppe@alice.it Ripresa Corsi dal 26 settembre 2014 in via Filette, Omignano Scalo Liscio Unificato - Danze Standard -Latino Americano Ballo da sala - Tango Argentino - Hip Hop Choreagraphic Team - Balli di gruppo LEO DANCING CLUB cell. 340 48.02.832 (Rosario) cell. 340 22.82.330 (Antonio) 1 2 MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014

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ECONOMIA E FINANZA di Pietro Cusati I SOGGETTI DEDITI AL GIOCO D'AZZARDO POTRANNO ESSERE COADIUVATI DALL'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO soggetti dediti al gioco d’azzardo potranno essere coadiuvati dall’Amministratore di sostegno; infatti, l'amministrazione di sostegno è un istituto giuridico per la tutela di soggetti con patologie che li rendono, in via temporanea o permanente, invalidi, parzialmente o totalmente, e non in grado di badare a se stessi e ai loro interessi, anche patrimoniali: anziani, disabili fisici o psichici, malati gravi e terminali, persone colpite da ictus, eccetera. L’amministratore di sostegno mira a proteggere le persone che, per infermità o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee, hanno una ridotta autonomia nella loro vita quotidiana. Alle persone disabili, quindi, sono riconosciute delle misure di protezione flessibili, adattabili nel tempo alle diverse e svariate esigenze, in modo tale da consentire una protezione del soggetto debole, senza mai giungere ad una totale esclusione della sua capacità di agire. In pratica l’amministrazione di sostegno è come un vestito su misura I che si adegua alla condizione di disagio della persona, riducendo al minimo i suoi impedimenti ed esaltando al massimo le sue potenzialità. La persona dedita al gioco d’azzardo che colpita da un qualsiasi impedimento di tipo psicologico, potrà essere coadiuvato da un amministratore di sostegno, senza che per questo venga meno la sua possibilità di far valere la sua volontà nelle materie in cui egli sia autonomo. La legge prevede che possa essere designato l’amministratore di sostegno, tramite il notaio, anche per il caso di una futura eventuale incapacità. In questo modo, si fa prevalere, rispetto all’autorità ed ai terzi, la volontà della persona che dovesse essere colpita da un qualsiasi evento che la renda parzialmente incapace di provvedere ai propri interessi. Lo scopo della legge è di riconoscere gli stati di incapacità, apprestando strumenti con i quali sopperirvi, limitando al minimo possibile la capacità d’agire del beneficiario. L’amministrazione di sostegno, applicabile nei riguardi di infermità o me- nomazione, non prevede l’incapacità assoluta per il beneficiario, salvaguardandone così i diritti umani in ambito civilistico. Il ricorso deve essere presentato al Giudice Tutelare del Tribunale, del luogo in cui l’eventuale beneficiario ha la residenza o il domicilio. Il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, oppure dal genitore, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente e dal pubblico ministero. I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento d’amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre il ricorso per la sua nomina o a fornire comunque notizia al pubblico ministero. La legge dispone che l’amministratore di sostegno debba informare tempestivamente il beneficiario circa gli atti da compiere, il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario. Pietro Cusati Direttore Amministrativo del Ministero della Giustizia Giudice Tributario Giornalista - Pubblicista pietrocusati@tiscali.it + RICARICHI + GUADAGNI p.o.s. FULL p.o.s. WEB per informazioni 0974.82.70.10 *attività soggetta a requisiti e convenzione contrattuale specifiche www.enicomitalia.it | info@enicomitalia.it GruppoPA DUANO 1 4 MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014

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ECONOMIA E FINANZA di Giovanni Moccia VALORIZZAZIONI ECCELLENZE LOCALI DE.CO E MARCHIO D'AREA o sviluppo locale, ovverosia la crescita delle comunità locali, passa attraverso l’interazione pubblicoprivato. In questa ottica, le amministrazioni locali hanno a disposizione due importanti strumenti che possono contribuire alla crescita socio-economica del territorio: La De.Co. e il Marchio Territoriale d’Area. La De.Co. (Denominazione Comunale) è si un concreto strumento di marketing territoriale, ma è soprattutto una importante opportunità per il recupero e la valorizzazione delle identità locali. L’Italia, è il “paese dei Comuni”; ognuno di essi è un’occasione, di turismo, di cultura, di sapore… di unicità. Questo metodo è l’unico riconosciuto dall’ASSODE.CO. che raggruppa i Comuni a Denominazione Comunale. La rigorosa individuazione dei prodotti DE.CO. è fondamentale ai fini dell’attuazione della Denominazione Comunale, che viene istituita attraverso una delibera in cui è contenuto anche il disciplinare di produzione. L'implementazione di un Marchio d'Area (MdA), invece, parte dall'individuazione di un'area territoriale che si impegna a realizzare una rete di servizi, sia pubblici e privati, tra loro omogenei, L coordinati e complementari, non sovrapponibili e non concorrenziali. La progettazione e realizzazione di Marchi d'Area permette di dare supporto ai Soggetti locali presenti in un territorio, siano essi pubblici o privati, di valorizzare e promuovere quegli aspetti che costituiscono le tipicità e i "tesori" di una località. I Marchi d'Area possono quindi essere legati a caratteristiche: Ambientali, come paesaggio, flora, fauna; Economiche, come attività agricole, industriali e di servizi; Culturali e sociali, come eventi storici, espressioni artistiche, tradizione e folklore, abitudini religiose; Agroalimentari, come produzioni tipiche. La creazione di un MdA permette di valorizzare gli aspetti positivi che un territorio offre a chi lo visita e richiede il coinvolgimento attivo dei principali stakeholders del comparto turistico, ovvero di tutti coloro che portano e traggono interesse da questo settore. L'aspetto strategico nella creazione di un MdA è la capacità, attraverso un percorso impegnativo e fortemente coinvolgente, di creare una rete di comunicazione e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Questo permette di organizzare in modo efficiente ed efficace "l'offerta territoriale", con il vantaggio di poter considerare non soltanto le esigenze dei turisti, ma anche le attrattive turistiche della zona e i servizi che l'intero territorio è in grado di offrire. Il MdA può diventare anche un importante strumento di gestione territoriale. Per la sua valenza di coordinamento di tutte le attività di promozione turistica, consente infatti di razionalizzare e indirizzare le strategie, sfruttando le sinergie dei diversi possibili interventi e pianificandoli in modo integrato. Infine, il MdA è un indubbio strumento di posizionamento sul mercato: la caratterizzazione di un territorio attraverso la creazione di un MdA permette infatti a tutti i suoi operatori di identificare e conoscere in profondità le aspettative dei turisti, attraverso la conoscenza delle potenzialità del proprio territorio. La creazione di un MdA è quindi un efficace strumento di marketing: la conoscenza delle tipicità territoriali permette di offrire ai turisti nuove dimensioni dello spazio turistico e quindi di scoprire nuove opportunità ed esperienze. Giovanni Moccia giovanni@mocciaconsulenze.it MR. MAGAZINE | settembre/ottobre 2014 15

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