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#9 sb super settimanale anno xxxiv 1-7 marzo 201 1 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 1 lo/mi in caso di mancata consegna inviare a ufficio bologna cmp per la restituzione al mittente che si impegna a versare la dovuta tassa storia di una settimana folle tra trasferimenti voci e 30 punti le imprese continuano e ora la sfida proibita all olympiacos issn 0393-7852 gallinari siena 10009 3,00 it basket il tris di veroli nelle final four legadue i grandi momenti del ventennio magico targato benetton treviso il georgiano volante esalta la virtus dopo pesaro ha il 2-0 anche su caserta ora è una stella sanikidze 9 770393 785006
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inchiesta nemanja aleksandrov bobby jones mike hall olumide oyedeji e charles smith sono le cinque più fragorose delusioni dell anno chi per il ruolo che era stato assegnato chi per l ingaggio i casi milano bologna brindisi e gli altri sul filo di stefano valenti caserta 1 settembre «mi scuso molto per il ritardo per me è una grande opportunità essere qui in una squadra dove c è grande organizzazione il mio obiettivo è mettermi al passo con i compagni ho visto cosa la squadra ha fatto l anno passato voglio arrivare a quei livelli e fare meglio» olumide oyedeji al passo con i compagni il nigeriano non è mai riuscito a mettersi e si è scelto di tagliarlo quando alla juve si sono convinti che stavano solo perdendo tempo e partite quella di oyedeji è stata a prima testa a cadere della nuova stagione primo esempio di come quel che si pensa si dice si spera possa naufragare anche nel giro di un mese «la medicina è scienza inesatta figuriamoci mettere assieme una squadra di basket» dice uno di quelli che quest anno flop 5 aleksandrov non lo tagliano ma hanno preso melli jones forse a fine corsa hall tagliato oyedeji tagliato smith alla riprova dei fatti una follìa per essere cambio dell ala piccola a roma 26
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si era immaginato una cosa ma se ne è ritrovata davanti un altra riteniamo errato limitarsi alla frase gettonatissima tutta colpa della bosman no la bosman è stata una rivoluzione inevitabile come tante altre al mondo vero invece che ha complicato il lavoro soprattutto a chi si è trovato spiazzato dall improvvisa possibilità quasi illimitata di ricorrere al mercato la bosman ha reso difficile la vita a chi non si è saputo adeguare a chi s è ritrovato con la lettera 32 tra le mani mentre all orizzonte si profilavano i palmari fare mercato cioè creare dal nulla una squadra è sempre stata una piccola goduria per chi aveva posto e soldi a quel tavolo e il fantabasket con la differenza che in quello vero c è l eccitazione data dal rischio reale che si corre una volta era la data del 7 luglio la chiusura delle trattative i box al carlton di bologna i fax spediti sul filo oggi è il mercato sempre aperto che elettrizza ma al tempo stesso non mette mai il cuore in pace il prodotto finito non esiste più se un giocatore fallisce se ne prova un altro se uno va benino forse con un altro si può far meglio tutti abbiamo giocato con le figurine ma qui c è da mettere assieme gente in carne ed ossa però non è un ufficio dieci tavoli dieci computer dieci lavoratori quelli del basket sono estranei che vivono assieme nove mesi che sul campo devono correre e saltare difendere ed attaccare e farlo tutti assieme e fuori dal campo dividere viaggi hotel camere non ci si saluta alle sei qui staccare è complesso e non si può essere solo colleghi di lavoro altrimenti se non c è chimica non c è risultato 27
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l intervista nicolo melli la panchina può attendere «per stare a guardare c è sempre tempo ora voglio giocare a fine anno tornerò a milano il mio errore è stato accettare ruoli che non sentivo miei solo per andare in campo invece vorrei essere un ala completa la nazionale mi accontento della under 20 per ora» di francesco carotti crescere vuol dire fare delle scelte rischiare anche di sbagliare ma provare a cambiare per migliorare lo stato delle cose magari lasciando una grande squadra dove non si riesce ad avere spazio per rimettersi in gioco altrove senza pensarci troppo quello che ha fatto nicolò melli che tutto sembra fuorché un ventenne sbarbatello a parlarci non gli dareste l età che ha perché dimostra una maturità che fa invidia a molti idee chiare prima di tutto sa chi è e cosa vuole diventare ma sa anche che per farlo ha bisogno di stare in campo di giocare e perché no di sbagliare per questo ha preferito i minuti di pesaro alla lussuosa panchina milanese approdando in una squadra che in quanto a gioventù ed italianità non è seconda a nessuno cose che sicuramente hanno influito nella scelta di nicolò era arrivato a milano con grandi aspettative l armani jeans l aveva acclamato come un simbolo di un nuovo progetto promettendogli spazio e minuti tutte cose che poi si sono scontrate con la quotidianità di una squadra lunghissima e costretta a vincere risultato nicolò non ha mai avuto spazio per dimostrare il suo valore schiacciato da un roster chilometrico e da logiche di immediatezza che non hanno aiutato un ragazzo giovanissimo e allora ecco che la strada di pesaro si è aperta in un attimo schiarendo un cielo che sembrava onestamente opaco per una speranza del nostro basket restare in panchina «macché io voglio giocare per stare seduto il tempo c è sempre quando giocavo a reggio e guardavo la serie a in tv mi chiedevo come alcuni miei colleghi giovani potessero sopportare di stare seduti ecco io ho fatto questa scelta quando avrò 40 anni starò a guardare in panchina oggi no» lo dice con una naturalezza ed una spontaneità che non può non esser condivisa anche perché a livello economico ci ha perfino rimesso del suo melli cosa significa per lei questa tappa pesarese «e prima di tutto una grande opportunità per questo ringrazio la società che ha fatto uno sforzo grande per prendermi e come ha detto coach dalmonte questo dovrà essere una sorta di cambio merce loro danno a me spazio per giocare io darò loro qualcosa per far si che la squadra faccia un ulteriore salto di qualità in questo momento ho voglia di giocare e di sentire calore attorno a me non che a milano non lo avessi ma pesaro ora racchiude al meglio ciò di cui avevo bisogno il basket giocato e la passione per questo sport» le prime sensazioni in biancorosso «già al primo allenamento ho sentito un aria di positività condita da entusiasmo ma anche tranquillità e un gruppo giovane con molti italiani e questo aiuta molto la squadra sta facendo un ottimo campionato e io darò il 110 per provare a centrare i playoff» cosa le ha chiesto coach dalmonte «al momento non vuole stressarmi in poco tempo ho appreso 10 giochi 3 rimesse e tutto il resto credo che piano piano inizierò realmente ad entrare al meglio nella squadra mi ha chiesto prima di tutto energia e semplicità perché è convinto che possa far bene e dare una mano importante» da ala piccola o forte «la mia storia è semplice nelle giovanili ho sempre giocato esterno a reggio emilia quando avevo 16 anni marcelletti mi fece giocare sotto come 4 e 5 perché di fatto ero uno dei più alti in poco tempo sono passato dall essere un 2-3 a ritrovarmi ad agire da 4-5 di lì in avanti ho sempre giocato da ala forte non si è più provato ad utilizzarmi sul perimetro a milano facevo lavoro individuale per giocare da esterno ed alla lunga non nascondo che vorrei diventare un ala completa capace di fare tutto sotto o sul perimetro che poi sia 4-3 o 3-4 poco importa anche perché ci sono 40 minuti in una partita e posso farne 20 da 3 e 20 da 4 » 32
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speciale dal colpo kukoc ai 20 miliardi per rusconi fino al mago e alla più grande collezione di allenatori che un club europeo abbia mai assemblato questa è stata la benetton nel suo ventennio d oro di claudio limardi dopo l annuncio-shock di gilberto benetton digerita la notizia è tempo di ricordi ovvero di ricostruire la storia del ventennio magico del basket trevigiano attraverso nomi record ed episodi il colpo kukoc l arrivo di toni kukoc a treviso è stato uno dei colpi più clamorosi nella storia del basket europeo il ragno di spalato conosciuto a livello mondiale fin dai mondiali junior di bormio nel 1987 era reduce da tre titoli europei consecutivi con la jugoplastika spalato per lui aveva una vera ossessione jerry krause il geeral manager dei chicago bulls che se l erano assicurato con una seconda scelta nel basket di oggi toni sarebbe chiamato in una delle prime 4-5 posizioni al massimo kukoc scelse i soldi di treviso ai limiti salariali della nba in parte anche perché a chicago era in atto una guerra intestina per il contratto inadeguato di scottie pippen michael jordan e phil jackson si schierarono con pippen osteggiando l arrivo di kukoc memorabile la risposta di jordan a krause che gli chiedeva di scambiare due parole al telefono con toni per convincerlo «non parlo slavo» così kukoc scelse treviso diventando una specie di uomo-simbolo al primo colpo vinse lo scudetto fece il record di assist in una partita con 16 giocò con la consueta irrisoria facilità al secondo anno però kukoc era in campo quando treviso buttò via ad atene la coppa dei campioni perdendo con il limoges del maestro maljkovic era il 1993 da qualche mese kukoc aveva mostrato insofferenza e la smania di andare in america dopo la finale olimpica persa con la croazia sbriciolato dal dream team rispose da campione ovvero denunciando la voglia di cimentarsi con i migliori venne accontentato nell estate del 1993 da allora la sua carriera è stata tutta targata nba giocò nella squadra dei bulls della seconda tripletta sarebbe eccessivo dire che kukoc abbia fatto la storia della benetton perché c è chi ha dato di più e vinto di più ma lui fu l uomo che la rese una superpotenza credibile a livello continentale in due anni in italia 19.8 punti 5.2 assist 6.0 rimbalzi di media v come vinny vinny del negro arrivò a treviso nell estate del 1991 aveva giocato a north carolina state e poi nella nba a sacramento restò due anni e vinse lo scudetto del 1992 accanto a kukoc segnò 25.4 punti di media nella stagione del titolo 25.5 nella precedente alla fine se ne tornò in america per completare un apprezzabile carriera nba era un giocatore spettacolare tecnicamente guardia-play automatico dalla linea 90.7 al secondo anno con 6.6 tentativi a partita ma dava via anche 4.1 assist per gara del negro aveva grande capacitò di avvicinarsi al canestro e tirare dalla media il suo 60.7 da due con 14.5 tentativi per una guardia è fuori da ogni logica del negro merita di essere considerato l uomo del primo scudetto nella finale del 1992 fu lui a guidare l incredibile rimonta di treviso a pesaro in gara3 la benetton poi chiuse i conti nella quarta partita al palaverde ma la gara decisiva fu la terza vinta 98-97 quel giorno kukoc ebbe 20 punti e 6 assist ma del negro mise nove jump di fila nel secondo tempo e chiuse con 37 punti in 35 minuti con 13/18 da due 3/4 da tre probabilmente a livello di finale una delle duetre prestazioni più grandi di tutti i tempi l acquisto di rusconi 20 miliardi di lire per il cartellino di stefano rusconi il meneghin degli anni 90 una spesa folle sproporzionata che cambiò un po il modo di vedere il basket e accese la competizione dai grandi proprietari dell epoca varese cedette il suo gioiello investendo sulle infrastrutture la benetton con rusconi vinse lo scudetto e fece la finale di coppa dei campioni nei primi due anni in tutto giocò sette stagioni al palaverde confezionando alcune delle migliori annate statistiche di un centro italiano nel 1994/95 ebbe 16.4 punti e 9.9 rimbalzi 10.4 l anno precedente di media treviso perse la finale contro la virtus bologna rusconi lasciò treviso nell estate del 1996 per andare a giocare a phoenix 42
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binomio qui ettore messina e un giovanissimo andrea bargnani uno dei tanti binomi spettacolari visti al palaverde 43
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eurolega il giorno in cui si infortunò bo mccalebb a siena avevano due possibilità maledire la sfortuna o rimboccarsi le maniche e fare senza «c era il mercato dice simone pianigiani ma siamo siena non il barcellona a livello europeo si fa quello che si può» che intendiamoci è tanto specie se gli sprazzi di marko jaric che in qualche istante hanno brillato nel cielo di siena diventeranno più frequenti ma è un dato di fatto che mccalebb non sia stato sostituito «avremmo potuto dire in estate oddio non c è più sato chi gioca ala piccola ma la cultura di questa società è un altra qui c è tanta gente che non emerge e lavora e merita considerazione perché quello che abbiamo fatto in questi anni non è poco la qualificazione ai playoff di eurolega è un capolavoro la considero un impresa ecco qui a siena c è la cultura di realizzare un impresa» dice il coach che dopo la sconfitta interna con il real madrid si era definito eliminato al 99 poi è successo che siena ha vinto tre partite di fila e l efes pilsen ne ha perse tre siccome i numeri non mentono siena ha vinto lo spareggio con l efes portandosi sul 7-1 come bilancio casalingo mentre quello dei turchi in trasferta è 1-7 «ma nelle top 16 rilevava pianigiani prima della partita hanno vinto a belgrado e comandato quasi tutta la partita a madrid» l efes pilsen è venuto a siena deciso a giocare una grande partita e nel primo tempo l ha fatta almeno in attacco contro la miglior difesa numeri alla mano dell eurolega ma mentalmente l efes non ha tenuto fino in fondo in termini di esecuzione attenzione ai dettagli alle piccole cose siena ha vinto giocando un primo tempo perfetto in attacco e un terzo quarto spettacolare in difesa trovatasi a corto di energie e oberata di falli nel quarto periodo ha vinto perché voleva la vittoria più degli avversari siena è arrivata prima su tutte le palle vaganti e ha catturato rimbalzi offensivi che hanno dato ossigeno alla squadra le hanno permesso di respirare e non esporsi mai al talento dell efes che aveva in igor rakocevic il giocatore di maggior classe sul parquet il giorno in cui si infortunò mccalebb a siena rividero gli spettri del passato degli infortuni inopportuni come quello che mise fuorigioco rimas kaukenas prima delle final four del 2008 «ci sono cose che senza mccalebb sapevamo di non poter più fare se lui va dentro un buco difensivo arriva fino in fondo gli altri no prima eravamo una squadra che poteva bucare una difesa frontalmente adesso siamo una squadra che deve aggirare la difesa andare dentro con i tagli il passaggio in più l esecuzione dei giochi che nel primo tempo contro l efes pilsen è stata a tratti perfetta ci ha permesso di costruire tiri facili da sotto» fossimo nel calcio siena non avrebbe più profondità ma attaccherebbe aggirando la difesa andando sulle fasce laterali per mettere la palla davanti alla porta il capolavoro tecnico è questo il cambio di pelle a stagione in corso «e noi siam terzo accesso ai playoff in quattro anni la continuità di siena anche in europa è impressionante eppure mai come stavolta è stato necessario cambiare pelle ed evolversi mai come stavolta è stato necessario fare un impresa di claudio limardi ancora qu esulta simone pianigiani esulta verso i suoi tifosi siena è nei playoff 48
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