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La Gazzetta MENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXVII – LUGLIO-OTTOBRE 2014 – N. 7/10 della della Puglia Puglia Copia gratuita per i sostenitori Fondato da Domenico Tedeschi Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano Il premier «... gira a vuoto» ha sentenziato Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione comunista Di Cinzia Castellana La trottola di Renzi Legge di Stabilità da 37 mld di euro G DI PIETRO FILOMENO Il richiamo della terra mia T G anto tuonò che piovve. Finalmente Renzi fa sul serio e, a Bergamo, davanti alla platea di Confindustria, tira fuori alcuni dettagli – e che dettagli! – sulla legge di Stabilità che il governo si appresta a varare: via l’odiosa Irap (Imposta regionale sulle attività produttive); niente contributi per 36 mesi su tutti i nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato (vecchia idea di Berlusconi); aumento delle detrazioni fiscali per i figli e il coniuge a carico. Il tutto con una manovra di 37 miliardi, che non sono bruscolini. Altro che annunciate, altro che promesse a vuoto e sberleffi simili da parte dei soliti gufi. Qui si fa veramente sul serio. I (...) A PAG. 8 Per il suo fare disinvolto e sbrigativo, il premier Renzi è stato appellato – anzi, si è fatto appellare – in tanti modi. A quelli a noi già elencati in passato, se ne sono aggiunti altri: Beep Beep, Paperinik, Nembo Kid. E anche trottola. «Trottola che gira a vuoto» ha sentenziato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. E Marcello Veneziani, sulle pagine de “Il Giornale”, ha definito “trottoliamo” la sua ideologia. Ma anche, più recentemente, sempre da parte di Veneziani, “futurista fuori tempo”. Amante della velocità, mito di inizio Novecento, in un epoca in cui di essa se ne riconoscono i pericoli al punto da stabilirne per legge i limiti. I (...) A PAG. 11 “È la terra mia che mi fa cantare…”. È la sua terra che l’ispira, le stimola la memoria, la riporta alle radici “roride di pioggia”. È questa benedetta terra di Martina che la guida, tenendola per mano nei suoi ritorni al tempo che è volato, dove ritrova figure che le sono state care; ed è sempre questa terra che le suggerisce le armonie, mentre lei, Cinzia Castellana, si fa viandante tra le viette del centro storico o fra “casedde”, vigneti e ulivi saraceni sciancati, genuflessi, possenti, qua e là agonizzanti: sempre monumenti. I (...) A PAG. 15 Per le prossime feste di Natale e Capodanno 2014/2015 Cent’anni di auguri Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Tanti auguri Le festività di Natale e Capodanno sono alle porte, e per la nostra periodicità ho inteso (con un po’ d’anticipo) scrivere questo breve editoriale. In ausilio alla redazione madre da quest’anno - ricordo - prestano la loro “penna” i fratelli Filomeno, figli di Pietro (colonna portante della nostra Gazzetta). La vignetta docet! Non posso però continuare senza prima ricordare la scomparsa (2013) del nostro caporedattore Nicola Angiulli (Ninì per gli amici) e di mio cugino/fratello vicedirettore Antonio Focone. Ogni giorno in redazione si avverte il loro vuoto incolmabile. Come va il giornale? Da quando viene pubblicato (sul sito www.lagazzettadellapuglia.it) il numero di lettori è sensibilmente aumentato. Sono gli sponsor che purtroppo non solo non aumentano, ma addirittura sono scomparsi. E adesso consentitemi di farvi giungere i miei più affettuosi auguri di un sereno santo Natale con un ottimo inizio d’anno 2015. MIMMO TEDESCHI Felice compleanno prof. Mario Marti Paese ingessato! Per un posto di infermiere a Vicenza La politica è un grande mercato: hanno concorso pure da Cosenza. senza futuro, legata al passato. Erano oltre tremila, che indecenza! Il nostro Paese è proprio ingessato. Se si tocca l’artico diciotto Renzi? È una trottola che mai s’arresta. quasi quasi succede un quarantotto: Dio santo, non gli gira mai la testa? il lavoro a questo oggi sì è ridotto. Macchè! Sempre pimpante, in festa. Il governo ha annunciato scintille: Lui si riposa soltanto di rado. La sua velocità è al massimo grado. in cento giorni basta camarille. Ma i giorni sono diventati mille. Da furbo, pensa: «Se mi fermo, cado!». G Il nostro corregionale prof. Marti I A PAGINA 11 Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2014/2015 I A PAG. 12 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICAT BASILICATA Sede legale: MATERA MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 NELLE PAGINE INTERNE I INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA pagg. 2 – 3 – 4 I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 10 – 11 GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 –15 I INFORMAZIONI (CALCIO PUGLIESE) DALL’ITALIA/EUROPA pag. 6 I I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari/Foggia e provincia pag. 7 I F ILIALE VIA DI M ILANO I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 I S ANTA ANTA M ARGHERITA ARGHERITA , 4 Tel. 02.86453958

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P AGINA 2– LUGLIO / OTT OBRE ’14 D ALLA L OMBARDIA La Gazzetta della Puglia ALL’ARP DI MILANO Con la 41ª edizione è stato programmato per il 2015 uno spettacolo nel capoluogo lombardo Il Festival della Valle d’Itria approda a Milano DALLA LOMBARDIA – Anche la 40esima edizione del Festival della Valle d’Itria è andata alla grande, riportando il dovuto successo. Il pubblico – numerosissimi i giovani – ha seguito con ammirazione tutte le opere, i concerti e tutte le altre iniziative previste dal programma; gli inviati e i critici anche delle testate più importanti sono stati più che favorevoli; quindi gli organizzatori, a cominciare dal presidente della rassegna, Franco Punzi, e dal direttore artistico Alberto Triola non possono che essere contenti. L’impegno, la competenza, il coraggio, il sacrificio continuano ad essere premiati e questo non può che essere di sprone a fare sempre di più e meglio. Il Festival di Martina Franca, che si svolge fra tradizione e innovazione, è ormai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo; i melomani arrivano al Palazzo Ducale puntualmente da ogni parte d’Europa e oltre e si dicono soddisfatti delle rappresentazioni, soprattutto di quelle mai viste ai tempi nostri. Il Festival della Valle d’Itria infatti è famoso anche per la sua caratteristica di far rinascere opere impolverate. e per essere un trampolino di lancio per le nuove leve, consentendo riconoscimenti anche agli artisti già affermati. Ne è la riprova il Premio “Bacco dei Borboni” (nato nel 1978), la cui XXXVII edizione è stata assegnata al basso-baritono pugliese Domenico Colaianni, da ben 15 anni presente sul palcoscenico del Festival di Martina Per la prossima edizione c’è una novità, del resto già annunciata alla conferenza tenuta al Teatro Streheler di Milano nel maggio scorso: uno spettacolo nel capoNel salone dell’Arp in via Pietro Calvi 29 – Milano (il 25 ottobre) si parlerà «di terra e d’anima» romanzo di Annalaura Giannelli Editore Mario Adda. Da una recensione de La Gazzetta del Mezzogiorno si legge: “In molte immagini faceva da sfondo la campagna salentina con i muri a secco e i campi riarsi di sole, con i maestosi ulivi piegati da vento e le distese selvatiche di fichi d'india dalle grandi pale spinose tempestate di colorati frutti polposi, con la terra rossa e i trulli disfatti. In altre foto lo sfondo era dominato dal mare azzurro e luccicante dello Ionio e dalle sue coste dorate a volte morbide e tondeggianti, a volte frastagliate”. “Il Salento, è il protagonista indiscusso della Giannelli, si dispiega morbidamente tra le sue pagine donandosi al lettore, avvolgendolo e trasportandolo in una dimensione fatta di emozioni, sensazioni, squarci di vita vissuta, profumi e colori, che lo rendono squisitamente poetico nella sua essenzialità verista”. “Annalaura Giannelli, nata a Brindisi, salentina di adozione, risiede a Bari dove è conosciuta per la sua attività di avvocato e per i suoi interessi legati al mondo femminile, una specificità che rivive tutta nel suo libro in cui si muovono donne animate da una profonda interiorità, tutte quasi legate ad una sorta di maledizione, quella di vivere l’infelicità dell’amore”. luogo lombardo, che fa felice il direttore Sergio Escobar, che apprezza molto (lo ha dichiarato pubblicamente) l’attività dei martinesi. Martina dunque conferma, salda il proprio legame con la città del Porta, dove ogni anno viene ad illustrare il calendario della rassegna, presenti autorevoli esponenti del mondo della lirica: esperti, cantanti, editori, e semplici cittadini che di melodramma si nutrono. Franco Punzi, anima e corpo del “Valle d’Itria, e presidente di Federmusica (incarico ricevuto per il suo talento e per le energie che impiega ormai da tanti anni) ribadisce il binomio che fa da motore al Festival: cultura e turismo. E si aggiunga la fede che quanto prima le difficoltà che travagliano il teatro possano essere superate con l’aiuto di tutti quelli che possono. Punzi dunque, attraverso Verdi, Puccini o Mercadante, invita la gente a venire in questa terra che vanta un paesaggio incantevole, con i trulli dalle cupole che somigliano al cappello di un mago, come scrisse Guido Piovene, che era veneto, nel suo “Viaggio in Italia”; le pareti bianche come lenzuola di bucato (Cesare Brandi), gli ulivi dallo zoccolo possente, secondo Carlo Castellaneta, che, nato a Milano, è innamorato dei luoghi preservati dalla smania del cemento. Dolce Martina, che offre, oltre ai suoi profumi, aria buona deliziata, tra luglio e agosto, dalla musica. Quella del Festival. Che è musica divina. Vero, professor Francesco Lenoci, melomane e ambasciatore della Puglia a Milano e viceversa? LU. PRE. G Nella foto: il presidente Franco Punzi I Il 15 novembre villa Scheibler ospiterà un importante convegno sui quartieri di Milano “Percorsi di legalità e giustizia” L’iniziativa promossa dalla fondazione «Carlo Perini» ha una duplice prospettiva: 1) valorizzare, con un primo coronamento di varie iniziative articolate e curate, i diversi soggetti, che operano in un quartiere difficile e problematico; 2) allargare, progressivamente, questa iniziativa sperimentata dai cittadini di Quarto Oggiaro-Vialba, di anno in anno, ad altre realtà dell’area metropolitana milanese, diventando una proposta istituzionalizzata per l’intera città. Abbiamo tutti bisogno di una costante attività di prevenzione contro la corruzione, incubatrice del male, per potere educare i giovani alla legalità e alla giustizia. Chi ama l’Italia insegna ad essere buoni cittadini, a rendere efficienti e credibili le istituzioni, a dotarsi di una classe politica onesta. Allo stesso modo si insegna il rispetto delle regole, assicurando a chiunque venga condannato processi rapidi, perché tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge. Ben vengano le iniziative della memoria e i percorsi didattici alle legalità, perché il valore della memoria e dell’onestà, delle pratiche contro la corruzione sono imprescindibili per scegliere tra giustizia e illegalità, tra violenza e non violenza, tra essere portatori di vita e getti permanenti preventivi di educazione alla legalità sia per gli studenti, che per la popolazione adulta. Urge la buona prassi di collaborazione con le istituzioni, non più e soltanto per una semplice contrapposizione alle mafie, alla corruzione, alla criminalità, pur necessaria, ma per una contemporanea presa di coscienza del ruolo fondamentale che oggi giocano parole come “liberta e dignità, cittadinanza e responsabilità, informazione e democrazia, legalità e trasparenza, giustizia e verità, solidarietà e sviluppo”. Valorizzando esperienze come queste, si contribuisce alla sconfitta di mafie e corruzione. La fondazione «Carlo Perini», in accordo col settore cultura del comune di Milano, ha allargato il discorso per non dimenticare le vittime di stragi e di terrorismo. Tutti i milanesi e no, sono invitati a visitare la grande mostra “VI.TE – Milano e la Lombardia alla Prova del terrorismo” al museo del risorgimento - palazzo Moriggia, via Borgonuovo n. 23. (Inaugurazione: 30 ottobre ore18; chiusura: 14 dicembre 2014). MILANO – La fondazione «Carlo Perini», con la promozione del concorso nazionale di cine video 2014 sul tema della legalità e della giustizia, ha avanzato una proposta al comune di Milano e a tutte le associazioni di volontariato del quartiere di Quarto Oggiaro - Vialba di sperimentare “percorsi di legalità e giustizia” per confrontare strategie e percorsi, per elaborare azioni di contrasto civile e non violento, per educare al rispetto delle regole e della vita umana, al confronto civile e alla dialettica democratica, agli ideali e ai valori della costituzione repubblicana. Tale evento cittadino “Quartieri, percorsi di legalità e giustizia” si svolge in collaborazione con la Casa delle associazione di villa Scheibler (via Felice Orsini n. 21), ritornata all’antico splendore. In tale direzione si sono mobilitate tutte le associazioni di “Vill@perta”, scuole e parrocchie operanti sul territorio di Quarto Oggiaro - Vialba. Non è mancato il sostegno del consiglio di zona 8, del comune di Milano (segnatamente dell’assessorato alla sicurezza e coesione sociale) e delle commissioni consiliari antimafia della regione Lombardia e del Comune. non di morte e costruttori di pace. Sperimentiamo l’iniziativa partita dal basso, cioè dalla voglia di riscatto di tutta la popolazione di un quartiere popolare, per creare una coscienza civile e responsabile contro ogni forma di criminalità comune e organizzata, che esiste sul territorio dei nostri quartieri della periferia. Con queste finalità abbiamo chiamato a raccolta tutti i cittadini del Quartiere, i rappresentanti delle autorità civili e religiose e delle forze dell’ordine, per riuscire ad istituire a Milano “percorsi di legalità e di giustizia” con un fitto calendario di iniziative, dall’11 al 29 novembre, culminanti con l’importante convegno, alle ore 16 di sabato 15 novembre, in villa Scheibler. L’evento si celebra quest’anno a Quarto Oggiaro - Vialba, ma sarà esteso, anno dopo anno, in un quartiere diverso e difficile dell’area milanese. Siamo solo all’inizio di un impegno collettivo, che durerà nel tempo in ogni quartiere, ove si celebrerà l’evento “Quartieri di Milano, percorsi di legalità e giustizia”. Siamo consapevoli che le associazioni e le istituzioni centrali e decentrate debbano elaborare pro- IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE «CARLO PERINI» ANTONIO IOSA G Nella foto: (al centro ) la villa comunale del parco Scheibler

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La Gazzetta della Puglia D ALLA L OMBARDIA LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 3 Torna a Milano il teatro salentino con la compagnia “Sipario” di Francavilla Fontana (Br) Alla ribalta: «Calabbò e lu zzìu ti Roma» lese purosangue. Anche se frutto della fantasia creatrice dell’autore, Calabbò è una figura molto verosimile: un anziano contadino che scrive e firma, nel G Stemma di Francavilla Fontana, da Calandàrio franchiddési 2013, dis. di Domenico di Castri labbò, ruotano la moglie Ciodda Bonafede, la vicina di casa Rotodda Casacupa, la comare Cilistrina Puntaspilli e il nipote di Cilistrina, Lello Lapirna- nei. Anche quando qualche passaggio non è risultato del tutto chiaro, dovuto al dialetto troppo stretto, il messaggio è arrivato lo stesso grazie ai gesti, al ringraziato Dino Abbascià, presidente dell’Associazione regionale pugliesi, Giuseppe Selvaggi, responsabile eventi della stessa associazione, e il MILANO – Grande successo, a Milano, del teatro dialettale salentino. La compagnia teatrale “Sipario” di Francavilla Fontana (Br) si è esibita, domenica 28 settembre 2014, nell’Auditorium della Società Umanitaria (via San Barnaba 48). Ha rappresentato, con la regia di Tani Roma, “Calabbò e llu zzìu ti Roma”, atto unico in vernacolo francavillese, scritto da Enzo Garganese. L’ingresso è stato gratuito. È la seconda volta che Calabbò sbarca a Milano, sempre ospite della Società Umanitaria: l’anno scorso è stato presentato il libro “Parola di Calabbò”, una raccolta di lettere caustiche e divertenti. Calabbò è un personaggio già noto a chi segue la produzione letteraria di Enzo Garganese, poeta e scrittore, dirigente scolastico ora in pensione, francavil- suo dialetto maccheronico, una serie di lettere dal contenuto satirico e irriverente. Un fustigatore di costume, civile e politico, dietro cui si nasconde palesemente il pensiero dell’autore. Ora è diventato anche il personaggio di una commedia esilarante e pungente, pubblicata (pp.43, atto unico, scene IX) nel novembre 2013 dall’editore Montanaro, francavillese doc anche lui. Attorno al personaggio principale, Pascali Ca- cocca. I temi rappresentati sono l’emigrazione, la politica corrotta, la ricerca disperata di un posto di lavoro. La lingua usata è il dialetto francavillese che, per ottenere effetti ancora più comici, a volte è imbastardito con un italiano storpiato. Per esempio, oculista diventa “culista”, trauma “traumo”, sottosegretario “sotta al secretario”, sms “se mi esse”, sito pornografico “zito porcografico” e cose simili. Dialoghi coloriti e sponta- tono della voce e alla dinamica delle azioni. Si è riso molto, ma nello stesso tempo riflettuto. Bravi gli attori e le attrici: Alfonso Trisolino (Pasquali Calabbò), Marina de Milato (Cilistrina Puntaspilli), Antonio Camarda (Lello Lapirnacocca), Sara Leone (Ciodda Bonafede), Rosamaria Magliola (Rotodda Casacupa) e Flavio Meo (Narducciu Calabbò). Applausi per tutti, regista e autore della satira inclusi. Il regista Tani Roma ha generale Camillo de Milato, presidente della costituenda Associazione francavillesi in Nord Italia (di cui è presidente onorario la famosa giudice Clementina Forleo). Al generale Camillo de Milato è stata donata la tessera di socio onorario della compagnia teatrale “Sipario”. Dal momento che non c’è due senza tre, il prossimo appuntamento tra la compagnia teatrale francavillese e i pugliesi di Milano è già in programma. Entro la fi- ne dell’anno, “Sipario” porterà all’ombra della Madunina una commedia in lingua e d’altro tenore: “Un tram che si chiama desiderio” di Williams Tennessee. Si è instaurato un altro sodalizio culturale – un ponte, come da sempre fa la nostra testata – tra i pugliesi che vivono al Nord e quelli che vivono al Sud. È nelle intenzioni della compagnia “Sipario” far conoscere al Nord anche i gioielli della città degli Imperiali: in particolare la Chiesa Madre, Palazzo Imperiali e i riti della Settimana Santa. Una promozione del territorio che Francavilla Fontana si merita senz’altro. Non a caso, qualche anno fa, è stata eletta città d’arte. P. FIL. G A centro pagina: la compagnia «Sipario» (foto di repertorio) Il prezioso libro è stato illustrato all’Italian American Museum nel cuore della Little Italy L’Italia dei sogni sbarca a New YorK MILANO – “L’Italia dei sogni” di Goffredo Palmerini, sbarca a New York. L’autore è andato per partecipare, come sempre, al Columbus Day, in rappresentanza dell’Anfe (Associazione nazionale famiglie emigrati). Il prezioso libro è stato illustrato all’Italian American Museum, nel cuore della Little Italy, il 9 ottobre, vale a dire nel mese della Cultura Italiana. Una notizia che non può non essere accolta con piacere anche perché Palmerini, che dei nostri emigrati nel mondo conosce ogni storia, racconta con piacevolezza ed efficacia, rigore, passione, attenzione ai dettagli fatti, figure, paesaggi, creando sempre emozioni. Quanti ignorano le disavventure, le umiliazioni, gli insuccessi e i trionfi dei nostri connazionali che furono costretti a salire su un bastimento per cercare il pane altro- ve, dovrebbero leggere e rileggere queste pagine, meditando. “L’Italia dei sogni” è stato presentato a Milano il 6 giugno scorso, presso l’auditorium del Credito Valtellinese, da Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e vicepresidente dell’Associa- LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 FM 91,950 RADIO MENEGHINA quotidiano radiofonico indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 www.radiomeneghina.it zione Regionale Pugliesi lombarda, a imprenditori, intellettuali, banchieri, rappresentanti della stampa..., che hanno apprezzato anche il modo con cui l’oratore ha delineato la personalità di Palmerini, giornalista scrupoloso che è andato a cercare in tutto il pianeta – e continua a farlo – chi ha lasciato la propria terra per affrontare ostilità e sacrifici, superandoli con la diligenza nel lavoro, lo spirito d’iniziativa, la creatività. Goffredo va a trovarli spinto dall’amore e dalla curiosità, e anche dal piacere di essere italiano, abruzzese, aquilano; e tesse le sue cronache senz’alcuna concessione alla fantasia, al colore, all’enfasi. L’interesse per le persone e per i luoghi, per i valori, le bellezze che sono la ricchezza del nostro Paese così bistrattato, allignano anche in Francesco Lenoci, che ha scritto una trentina di volumi ed è ormai noto in tutta Italia per le tante conferenze tenute da un capo all’altro dello Stivale. Culla a Martina Franca, la terra dei trulli e del Festival della Valle d’Itria e del sole, da anni vive e lavora nella città del Porta e del Manzoni; amata da Stendhal e non solo; la città che adottò Raffaele Mattioli, banchiere e uomo di cultura, nato a Vasto; e artisti di grande talento. Dalla finestra del suo studio al quinto piano della Terrazza Martini, in piazza Diaz, spinge lo sguardo fino all’ingresso della galleria Vittorio Emanuele, il salotto di Milano, battezzata come una delle meraviglie locali. Qualcuno definisce Lenoci “il milanese di Martina”. Anche perché di Milano conosce le linee architet- toniche, i giardini interni, i cortili dei palazzi patrizi, spesso inaccessibili agli estranei, le vecchie vie e i vecchi quartieri, come la Caminadella, il San Gottardo, l’antico borgo dei formaggiai, la Borsieri, che un tempo ospitò parecchi malandrini e – si dice – per una notte Giuseppe Garibaldi, al civico 14. E naturalmente i navigli, con il loro fascino, il loro passato, i ricordi dei bucintori, del “barchett di Boffalora” e della rozza che tirava i barconi controcorrente. Lenoci ha anche un dono che a molti manca: sa ascoltare. Se gli parli di Brera o del Bar Giamaica e dei suoi frequentatori degli anni andati, da Giulio Confalonieri a Beniamino dal Fabbro, da Piero Manzoni a Roberto Crippa, al critico cinematografico Pietrino Bianchi, a Lucio Fontana e Ibrahim Kodra, non lo cogli impreparato. Se gli domandi del Liberty e ha tempo, ti prende sottobraccio e ti accompagna dove signoreggia. Vuoi sapere chi e quando lanciò quella prelibatezza che si chiama pizza nel capoluogo lombardo? Non ha bisogno di consultare qualche pagina: ti risponde: “Il ristorante Santa Lucia, che adottò la cucina napoletana attirando addirittura Gabriele d’Annunzio, che, seduto a un tavolo del Gambrinus di Napoli compose il testo della canzone Vucchella”. Non ha limiti la curiosità del “milanese di Martina”. Io so della sua gioia quando ha parlato de “L’Italia dei sogni” di Palmerini a Milano. Ad esempio, quando ha commentato la copertina, di colore azzurro, con dei puntini neri in basso che nella parte alta si trasformano in stelle, che circondano il tricolore. “Il tricolore – ha precisato Lenoci – è collegato a un trolley tramite una maniglia, che mi piace definire di servizio, eccezionalmente lunga, che funge da scala. E la scala, collegata al trolley e al tricolore, unisce la terra al cielo, realizzando il sogno”. Goffredo Palmerini, con quel titolo, forse intendeva rivolgere un invito a chi ha perduto l’abitudine di sognare. Non è vero che i sogni ci sottraggono alla realtà. Si pensi a quelli che sognando hanno realizzato cose grandi. Chi ha varcato i confini del proprio Paese ha inseguito un sogno. Il libro di Goffredo è edificante. Merita il successo che ha conseguito. FRANCO PRESICCI G Nella foto: l’intervento di Lenoci con (a sx) Palmerini

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P AGINA 4– LUGLIO / OTT OBRE ’14 D ALLA L OMBARDIA La Gazzetta della Puglia NEL FIRMAMENTO DELLA PUGLIESITÀ Ad opera della fondazione «Carlo Perini» e della zona 8 Percorsi didattici sul terrorismo li, presidente consiglio di zona 8. Introduce Antonio Iosa (nella foto), presidente della fondazione «Carlo Perini». Partecipano: Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano, Livia Pomodoro, presidente del tribunale di Milano, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Nando Dalla Chiesa, docente universitario, Michele Emiliano, sindaco emerito di Bari, Arnaldo Mosca Mondadori, fondazione «Cariplo», don Gino Rigoldi, cappellano xarcere minorile San Vittore e fondatore “Comunità Nuova.” Al termine del convegno si svolgerà la cerimonia per il passaggio di consegne dell’iniziativa, per il 2015 nel quartiere “Barona”, a Gabriele Rabaiotti, presidente del consiglio di zona 6 e a don Gino Rigoldi, “Comunità Nuova” e del centro Barrios. Moderatore: Marco Granelli, assessore comunale alla sicurezza e coesione sociale, polizia locale, protezione civile,volontariato. *** 25 novembre, ore 9.30 12.30, nell’ambito della mostra “VI.TE - Milano e la Lombardia alla prova del terrorismo” aperta al pubblico milanese dal 31 ottobre al 12 dicembre 2014, a cura del museo del risorgimento settore cultura comune di Milano, della Associazione italiana vittime del terrorismo e della fondazione «Carlo Perini», presso museo del risorgimento - palazzo Moriggia, via Borgonuovo, 23 Milano, Giovanni Bianconi, editorialista del Corriere della Sera, Antonio Iosa, presidente della fondazione «CPerini» incontrano gli studenti delle scuole superiori di Milano sul tema “Milano e gli anni del terrorismo: gli obiettivi mirati dei gruppi di fuoco” Sono previste presenze e testimonianze di famigliari delle vittime del terrorismo. Presenti: Debora Bornazzini, Maurizio Campagna, Francesco Di Cataldo, Alessandra Galli, Vanna Marangoni, Roberto Saporito, Nadir Tedeschi, Luca Tobagni ed altri. *** 26 novembre, alle ore 9,30, ad iniziativa del consiglio di zona 3, che ha elaborato il progetto “Italia interrotta – percorsi didattici sul terrorismo e lo stragismo”, si terrà l’incontro con i docenti e gli studenti, presso Auditorium dell’istituto magistrale Virgilio di piazza Ascoli. Partecipano: Giovanni Bianconi editorialista del Corriere della Sera, Andrea Saccomanni docente di storia contemporanea alla università Bicocca, Carlo Arnoldi, presidente dell’associazione È nata un’altra “stella” MILANO – Un’altra stella ora splende nel “firmamento della pugliesità all’ombra della Madonnina”. Il 28 settembre nel capoluogo meneghino è nata l’Associazione Francavillesi in Nord Italia. A dare il benvenuto il quotidiano Il Giorno con un articolo sulle pagine dell’attualita di Milano. Il primo direttivo è formato (tutti francavillesi doc) oltre che dall’instancabile generale Camillo de Milato (a sx nella foto), a cui è andato l’oneroso incarico di presidente, da Clementina Forleo (magistrato in quel di Roma) presidente onorario, e dai cofondatori: Giulio Cesare Giorgino, vicepresidente (Padova) e Margherita de Milato (Piacenza). Contemporaneamente il neo presidente ha subito instaurato l’affiliazione all’Arp (Associazione regionale pugliesi) alla presenza del coordinatore Giuseppe Selvaggi e del responsabile culturale Agostino Picicco . In occasione dell’inaugurazione è stato presentato, dalla compagnia «Sipario» di Tani Roma, l’atto unico di “Calabbò e lu zzìu ti Roma”, tratto da un personaggio specialissimo di Enzo Garganese. Straordinari tutti gli attori: Alfonso Trisolino, Marina de Milato, Antonio Camarda, Sara Leone, Rosamaria Magliola. Flavio Meo, Giuseppe Gelo. La compagnia «Sipario » tornerà a Milano con la rappresentazione pare di un’opera di Eduardo De Filippo. Comunque a pag. 3 di questo numero abbiamo riportato un più ampio servizio. Non mi resta che far pervenire al caro Camillo e a tutto il direttivo del neo sodalizio i miei più fervidi auguri di buon lavoro. MILANO – Riportiamo il calendario delle attività in cantiere dal 30 ottobre al 14 dicembre, della fondazione «Carlo Perini», nell’ambito del concorso nazionale di cine video sulla legalità, in collaborazione alle seguenti iniziative col settore cultura museo del risorgimento, palazzo Moriggia, ore 18,00 (via Borgonuovo, n. 23) inaugurazione della mostra “VI.TE Milano e la Lombardia alla prova del terrorismo” e col settore sicurezza e coesione sociale casa delle associazioni di villa Scheibler sui “Percorsi di legalità e giustizia in Quarto Oggiaro – Vialba” . *** 15 novembre, ore 15, presso il Cam di via Lessona, 20 Milano replica spettacolo teatrale “In ginocchio – storia di mafia”; ore 16,15 - 19 convegno “Percorsi di legalità e giustizia” presso Sala Torretta di villa Scheibler, via F. Orsini, 21 Milano. Saluto di Simone Zambel- Continua l’opera di divulgazione dell’amministrazione meneghina e dei consigli di zona con gli studenti (medie e superiori) sugli eventi dello stragismo «Piazza Fontana 12 dicembre ’69», Antonio Iosa coordinatore Aiviter Lombardia. Saranno presenti classi di studenti delle scuole medie superiori della zona 3 : itis Molinari, liceo Volta, istituto magistrale Virgilio, istituto professionale Settembrini. I MIMMO TEDESCHI L’affluenza del turismo estivo nella stagione 2014 Raggiunto il traguardo delle 5.000 vite nuove Sorride il meridione Nella seconda metà del XX secolo il turismo nazionale e soprattutto quello internazionale si sono molto sviluppati nel mondo per i continui progressi del livello di vita, la maggiore durata delle vacanze, la semplificazione delle formalità burocratiche alle frontiere, la facilità nei trasporti ferroviari ed aerei, ecc.. Il turismo “meridionale” nella stagione estiva 2014 ha retto grazie soprattutto all’affluenza di cittadini stranieri. La clientela italiana è risultata in calo come nell’estate 2013. I numeri complessivi degli arrivi stranieri che decidono di organizzare le proprie vacanze nel Sud Italia restano ancora bassi, rispetto ai dati relativi alle regioni del Nord (Veneto) e del Centro (Toscana e Lazio). In tale contesto l’industria turistico-ricettiva meridionale può sorridere grazie all’aumento delle presenze non nazionali. In Campania l’aeroporto di Capodichino di Napoli ha registrato nel mese di agosto il record storico di transiti con ben 703 mila passeggeri, con un traffico internazionale cresciuto del 30 per cento rispetto al 2013. Discorso analogo per la regione Puglia. Allo scalo aeroportuale di Bari – Palese le linee internazionali hanno registrato nel mese di agosto un incremento del 4 per cento di passeggeri rispetto all’agosto dell’anno precedente. All’aeroporto di Brindisi – Casale la crescita è stata del 9,5 per cento. C’è poi da aggiungere un dato relativo al movimento di voli charter legato ai pacchetti turistici organizzati dai tour operator : a Bari, ad agosto, è cresciuto del 24,4 per cento, mentre a Brindisi, proprio per la scelta di compagnie charter di Austria ed Israele, nei primi otto mesi del 2014 la crescita è stata del 75,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche gli operatori turistici siciliani hanno potuto tirare un sospiro di sollievo grazie alle presenze di stranieri, in particolare quelli provenienti dalla Russia e dal Sud America. La spinta è venuta anche dall’apertura di un altro scalo aereo sull’isola e localizzato in una posizione geografica strategica, quello di Comiso (Ragusa), che ha dato così la possibilità di raggiungere più agevolmente località dell’agrigentino e del ragusano. «In Puglia il turismo cresce grazie agli stranieri – conferma Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi – anche se la loro presenza è più bassa rispetto ad altre regioni. Ma non dobbiamo dimenticare che gli stranieri che risultano dalle presenze alberghiere non sono soltanto turisti. Ci sono ospiti che arrivano in Italia per affari ed è logico che città come Milano e Roma siano maggiormente interessate. Non c’è dubbio che la Puglia sia però al primo posto come attrattività turistica, insieme a Canarie e Spagna». L’Asilo Mariuccia in festa MILANO – L’Asilo Mariuccia Onlus, comunità d’accoglienza dal 1902, ha festeggiato (giovedì 16 ottobre) i 5.000 accolti nei 112 anni di storia, che possono sembrare pochi, ma che invece sono tanti, considerando che la permanenza può durare diversi anni. 5.000 fra ragazze, ragazzi, mamme e bimbi hanno avuto la possibilità di un riscatto grazie all’aiuto di mecenati e alle politiche sociali di recupero da parte dell’amministrazione cittadina. Nel corso della cerimonia il presidente dell’Organizzazione di volontariato promotrice, generale Camillo de Milato ha firmato un protocollo d’intesa con Antonio Arosio, presidente della Croce Rossa-comitato provinciale di Milano, per sottolineare la sinergia di una realtà di “rete” essenziale a far mantenere alle associazioni una capacità operativa adeguata, in un momento di crisi e di attenzione alla sostenibilità. Ricordiamo brevemente: Ersilia Bronzini Majno nata nel 1859, fu la fondatrice dell’Unione Femminile Nazionale e dell'Asilo Mariuccia, e anche una delle protagoniste dell'emancipazionismo milanese di fine Ottocento. Figlia di Michele Bronzini, un piccolo imprenditore rimasto vedovo quando lei era ancora piccola, venne allevata da una sorella della madre. A ventiquattro anni Ersilia sposò il giovane avvocato Luigi Majno, vicino alle posizioni dei socialisti. Dopo il trauma subito per la morte della figlia Mariuccia, fondò un istituto, dedicato alla figlia, per il recupero delle bambine e delle adolescenti “traviate”, vittime cioè di violenze sessuali, o già avviate sulla strada della prostituzione e si occupò per tutta la vita dei problemi legati alla delinquenza minorile, soprattutto puntando sul reinserimento sociale. I Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. CONCETTA QUARANTA G Nella foto: il presidente Federalberghi Francesco Caizzi C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia M ISCELLANEA LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 5 La realtà della nostra nazionale dopo un mondiale definito a dir poco “vergognoso” Disastro all’italiana Diciamola tutta.... Chi di noi non avrebbe sperato che la “nostra” nazionale di calcio facesse molta più strada in questo mondiale brasiliano? Anche se eravamo consapevoli delle oggettive difficoltà e dei limiti di questa squadra, nutrivamo un’attesa fiduciosa, affievolitasi sempre più durante le partite del girone di qualificazione fino all’inevitabile disastro con l’Uruguay dove è scesa in campo una squadretta stanca, insignificante e deludente. Su questa Nazionale di calcio è stato già detto tutto (forse troppo) dagli esperti del settore. Ed allora cosa dire? Cosa resta per noi tifosi? Non molto, credo. Ma un dubbio ci assale: e se questa Nazionale rispecchiasse la crisi che il nostro amato “bel paese” starebbe attraversando? Ed allora ci fermiamo a riflettere brevemente. Abbiamo avuto un c.t. inesperto, facilmente influenzabile dall’opinione pubblica e dai giornalisti, tanto è vero che ad ogni partita cambiava modulo e giocatori. Dalle sue ultime dichiarazioni si è anche capito che ha puntato tutto su Balotelli, ed ha sbagliato. Infatti “il fenomeno Balotelli”, a più riprese invocato ed osannato, alla fine si è rilevato un a 0 ai tempi supplementari. Infine hanno campi sportivi nuovi e in Bundesliga gli stadi ad ogni partita sono tutti esauriti contrariamente ai campi italiani, mentre il numero degli spettatori tedeschi presenti negli ultimi anni ha anche un trend in salita. Quindi possiamo dire quello che vogliamo, ma come sempre e da sempre, anche se ci riteniamo un popolo di inventori e creatori, alla fine abbiamo tanto da imparare dalla Germania. A tal proposito citiamo un post di uno dei tanti amici di Fb di ritorno da Berlino: “Ora capisco perché ci considerano lo zimbello d’Europa, in quanto rispetto alla Germania, siamo lontani anni luce in tutto e per tutto”. A noi tifosi cosa rimane?, ce lo chiediamo ancora: per chi ama il gioco del calcio il mondiale rappresenta un sogno, tutti da bambini immaginano di disputarne uno e di indossare quella maglia azzurra che ci fa battere il cuore. Peccato che quei pochi bambini che ci riescono, una volta diventati adulti, non sempre la onorano. giocatore semplice, super valutato, caricato di troppe responsabilità. Ma il problema del “fenomeno Balotelli” ha radici passate, in quanto non è mai stato ben visto dai senatori della squadra per i suoi comportamenti dentro e fuori lo spogliatoio, bastino a tal proposito le dichiarazioni di Buffon e De Rossi esplose a fine mondiale. In Italia abbiamo degli stadi vecchi e fatiscenti e il numero degli spettatori presenti in “serie A” è sempre in calo negli ultimi anni; il settore giovanile è inesistente tanto è vero che si preferisce “investire” in un giovane straniero (spendendo anche più soldi). Ad esempio come, disse un allenatore della serie A, “se Giaccherini si chiamasse Giaccherignos ci sarebbe l’asta per acquistarlo, invece è finito in Premier League e non è stato più convocato in nazionale”. Vediamo invece nella vicina e “lontana” Germania cosa accade. Dopo il mondiale del 2006 per loro scadente (giocato in casa) in quanto uscirono in semifinale eliminati dall’Italia, hanno deciso di rifondare tutto. Innanzitutto hanno creato un gruppo di giocatori giovani, credendo in loro ed hanno saputo attendere il momento giusto. Infatti oggi sono giunti al mondiale in Brasile ottenendo ottimi risultati fino alla finale, eliminando i giallo-verdi con un punteggio tennistico: 7 a 1. Per poi laurearsi campioni del mondo per la quarta volta nella finale contro l’Argentina, vinta 1 La Banca Popol. Puglia Basilicata incontra i pugliesi meneghini MILANO – In un pomeriggio milanese di fine estate, un ampio pubblico costituito da professionisti milanesi di origine pugliese, legati all’Arp (Associazione regionale pugliesi), si sono riuniti presso il Cafè Mib di piazza Affari per incontrare Michele Stacca, presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Un istituto bancario quest’ultimo molto attivo sul territorio pugliese, ora desideroso di stringere contatti anche con i pugliesi-meneghini. A fare gli onori di casa il presidente dell’Associazione regionale pugliesi di Milano, cav. Dino Abbascià, e il sirettore di Staff della sede milanese Giuseppe Saracino. Il tema dell’incontro è stato: “Storie di creazione di valore: Milano e la Puglia in vista dell’Expo 2015” ed è stato magistralmente svolto dal prof. Francesco Lenoci, docente dell’università del Sacro Cuore di Milano, legato per professione al mondo delle banche. Questi ha saputo coniugare il profilo più tecnico del tema con quello più brillante legato alle tradizioni popolari e al prodotto tipico locale. I G Nella foto, a sx: il presidente dell’Arp cav. Dino Abbascià GIUSEPPE S. TEDESCHI la nazionale italiana di calcio mondiali Brasile 2014 G Nella foto: Da oltre un anno purtroppo il cantiere dei lavori non dà più segni di vita La Bari Napoli è ancora ferma più grandi; nel 1880 rimasero le amministrazioni delle Strade ferrate meridionali (rete adriatica). Le ferrovie del Mediterraneo e le Ferrovie sicule vennero invece riunite nel 1905 in un’unica grande amministrazione di Stato (ferrovie dello Stato). La prima linea ferroviaria italiana fu la NapoliPortici (9 km), inaugurata il 4 ottobre 1839, affidata dal Regno delle due Sicilie alla gestione di una società francese. La ferrovia è rimasta a lungo il principale mezzo di trasporto. Dopo la seconda guerra Mondiale ha risentito della diffusione dell’automobile e della concorrenza dell’aereo. La rivitalizzazione del trasporto ferroviario per passeggeri dipende dalla realizzazione di tracciati (Tav) che consentano velocità con- DALLA PUGLIA – Nel 1865 fu emanata la prima legge organica sui lavori pubblici per disciplinare lo sviluppo delle ferrovie italiane che erano esercitate da amministrazioni private sotto il controllo di un Corpo ispettivo dello Stato. Gradualmente le ferrovie più piccole vennero assorbite da quelle ta. I 250 milioni necessari per completare l’intero tratto sono disponibili da tempo, ma la crisi finanziaria dell’azienda vincitrice dell’appalto ha frenato l’opera dall’inizio del 2013. I lavori sono andati avanti a singhiozzo, cosicché dal 1° settembre scorso tutto è fermo. Nel frattempo, tra un annuncio e l’altro, i 200 operai che lavoravano al raddoppio ferroviario sono rimasti a casa in attesa di una chiamata, ma nei meandri della burocrazia, purtroppo, i tempi si allungano sempre di più. Nel contempo il governo promette di attivare il cantiere in tempi compatibili, per raggiungere il traguardo che porterebbe al completamento della tanto decantata Alta Capacità Ferroviaria tra Bari-Napoli. Speriamo che non sia solo un proclama “SHUTTLE” DA BRINDISI ALL’OSPEDALE DALLA PUGLIA – Una navetta collegherà l'ospedale “Antonio Perrino” con l’aeroporto di Brindisi. Ciò consentirà a chi arriva da Lecce e da Taranto di giungere in treno nella costruenda stazione attigua al nosocomio o di parcheggiare lì la propria auto ed essere trasportato sino all’imbarco. Un progetto che renderà ancora più appetibile lo scalo del Casale i cui dati in crescita continua lo collocano tra i più importanti del meridione. Lo “Shuttle”, che viaggerà per strada su una corsia preferenziale, trasporterà appunto i passeggeri provenienti da Taranto e Lecce nella stazione (ancora da realizzare) nei pressi dell’ospedale “A. Perrino”, per condurli al massimo in 10 minuti in aeroporto. «Tre anni fa assieme ai miei colleghi di Lecce e Taranto, feci approvare e quindi finanziare con 40 milioni di fondi Cipe, il progetto dello shuttle», ricorda l’ex presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, oggi leader pugliese del Ncd. «Finalmente partono i lavori e sono ancor più convinto di allora che sarà un ulteriore salto di qualità per l’aeroporto del Salento». G. T. correnziali 250-300 km/h rispetto al mezzo aereo. Buone prospettive si aprono anche per il trasporto merci data la saturazione del traffico su gomma (Tir) e le istanze ecologiche che mirano a contenere le percorrenze su strada. Per creare sviluppo nel Mezzogiorno, in una fase di crisi profonda, non c’è niente di meglio che far partire nuove infrastrutture, come la direttrice ferroviaria Napoli-Bari e completare autostrade, come l’eterna incompiuta Salerno-Reggio Calabria. A patto che non ci si limiti a confermare con provvedimenti governativi il mero stanziamento di risorse finanziarie già previste dai precedenti Esecutivi, ma che si avviino subito i cantieri e si paghino regolarmente i lavori. L’unico cantiere aperto della BariNapoli ha “festeggiato” il 1° settembre un anno di completo stop ai lavori, mentre il decreto Sblocca Italia sottolinea la necessità di avviare entro novembre 2015 quella che viene considerata la più grande opera infrastrutturale del Mezzogiorno, il governo si dimentica che un cantiere aperto c’è già, ma fermo da un anno. Il cantiere in questione è quello del primo tratto pugliese del raddoppio di binario tra Foggia e Caser- GAETANO CARPENTIERI G Nella foto: Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, con Gianni Oliosi, direttore relazioni Bmw AL VIA IL PROGETTO “RUBI ANTIQUA” D ALLA P UGLIA – Presso la sala consiliare del municipio di Ruvo di Puglia (il 23 settembre), è stato presentato ufficialmente il progetto “Rubi Antiqua: un nuovo sguardo sull’archeologia e il collezionismo nel XIX secolo tra l’Italia meridionale e la Francia”. “Rubi Antiqua” è un progetto di ricerca franco-italiano, finanziato dalla regione Puglia e dal Conseil Scientifique della Mairie de Paris, coordinato dall’archeologa barese Daniela Ventrelli, ricercatrice presso il dipartimento parigino Anhima Umr 8210 (Anthropologie et histoire des mondes antiques). Sarà indagato l’impatto di questo fenomeno nell’ambiente dei collezionisti francesi dello stesso periodo, in particolare sulle figure di Edme Durand, di Joseph Tochon e del duca di Blacas, analizzando le ripercussioni scientifiche ed economiche del fenomeno e lo studio delle opere: dalle tecniche di restauro, fino alla vendita all’asta dei reperti di Ruvo che in seguito avrebbero arricchito i musei più prestigiosi di Francia. Nel corso della presentazione è stata sottolineato che il progetto intende, attraverso l’osservatorio privilegiato del sito di Ruvo di Puglia rinnovare appunto l’interesse sull’archeologia. G. T.

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P AGINA 6– LUGLIO / OTT OBRE ’14 D ALL’I TALIA /E UROPA La Gazzetta della Puglia Riportiamo la realtà sportiva delle società (5 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati cadetti e dilettanti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento G DI RICCARDO FILOMENO FOGGIA CALCIO SRL L’Unione Sportiva Foggia fu fondata nel 1920 e può vantare 71 stagioni professionistiche. Il club conobbe i suoi periodi d'oro negli anni sessanta con Oronzo Pugliese, negli anni settanta con Tommaso Maestrelli, e soprattutto nella prima metà degli anni novanta, quando, sotto la guida di Zdenûk Zeman, disputò quattro positive stagioni in Serie A ottenendo una grande risonanza a livello europeo, esprimendo un calcio moderno, rapido e votato all’attacco grazie al quale toccò dei livelli mai visti prima. Il Foggia Calcio S.r.l. nasce il 28 giugno 2013 con atto notarile in seguito alla mancata iscrizione ai campionati professionistici dell’Unione Sportiva Foggia. Nella stagione 2013-2014 è stata inserita nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione, concludendo il campionato al quinto posto e risultando la formazione più prolifica con 50 reti all'attivo. Il 29 maggio 2014 la società annuncia di non aver trovato l’accordo per il rinnovo del contratto con l’allenatore Pasquale Padalino, che così conclude FOOTBALL CLUB BARI 1908 La formazione barese vanta 30 campionati nella massima serie, ma nelle ultime 3 stagioni ha militato nella serie cadetta. L’anno passato ha chiuso la stagione al 7° posto perdendo la semifinale di play-off contro il Latina, mancando quindi la promozione. Il 10 marzo 2014 la società A.S. Bari dichiara il fallimento e il Bari Calcio, per 37 anni nelle mani della famiglia Matarrese, passa sotto la direzione del Football Club Bari 1908 (comprata ad un’asta fallimentare) e dell’ex arbitro Gianluca Paparesta in qualità di presidente. In quest’anno di rifondazione, la rosa è stata completamente rinnovata dalla massiccia campagna acquisti estiva. Tra arrivi a titolo definitivo e la consueta girandola di prestiti, sono 18 i volti nuovi di questa stagione. Da segnalare la presenza di numerosi giovani talenti in prestito dal massimo campionato italiano come Alen Stevanovic (Torino), Adrian Stoian (Chievo), Antonio Rozzi (Lazio) e in ultimo Joseph Marie Mi- il sodalizio con la compagine dauna dopo due splendide annate. Il 1 luglio 2014 la guida tecnica viene affidata a Roberto De Zerbi, già calciatore della compagine pugliese per due stagioni e mezzo e protagonista della promozione in C1 nella stagione 2002-2003. Dal 16 giugno 2014 Fabio Verile è il nuovo presidente, dopo la breve parentesi di Francesco Lo Campo (dal 25 novembre 2013 al 16 giugno 2014). In classifica, dopo le prime settimane del campionato, il Foggia non è collocata bene trovandosi nella seconda metà della classifica. Il mister rossonero non fa però drammi: «Abbiamo giocato contro le prime della classe. Nel calcio ci sta tutto. Ci sta che attacchi per tutta la gara, che giochi sempre nella metà campo avversaria, che crei occasioni e alla fine perdi”. Il giovane attac- cante rossonero Savino Leonetti crede alla ripresa : “Secondo me ci è mancata un po’ di fortuna, ma dobbiamo anche essere consapevoli della nostra forza. Una volta capito che squadra sei dobbiamo evolverci». Non ha torto, perché il direttore sportivo ha portato giocatori validi nella rosa. Come Cavallaro, Sarno e Iemmello, Agnelli e Narciso. E poi anche quest’anno c’è la famiglia Beretta come sponsor con il suo marchio Wuber. «Un impegno particolarmente gradito – da una nota dell’ufficio stampa della società – sia per le finanze della Società rossonera che per le gradite doti di portafortuna della famiglia Beretta. Squadra che vince, si dice nel calcio, non si cambia e a Foggia si augurano che anche per il prossimo anno Wuber accompagni ancora i rossoneri». nala (Lazio), che ha già esordito in serie A non ancora maggiorenne. Il 7 luglio 2014, il presidente Paparesta ha presentato alla stampa il nuovo tecnico Devis Mangia e il nuovo d.s. Stefano Antonelli. Il presidente, pochi giorni fa, ha pubblicato una “lettera aperta ai tifosi” con l’intento di dare fiducia all’ambiente: «Il progetto non si tocca e il tecnico non è in discussione, perché è parte integrante della nostra idea di fare calcio». Lettera che è anche una dichiarazione di intenti: «Il mio obiettivo non è “solo” la Serie A, ma far diventare la “nostra” società un esempio di strategia, progettualità e di operatività con una governance compatta, responsabile e ambiziosa». In ultimo, l’ex arbitro barese ha invitato i tifosi a sostenere società e giocatori: «Ma chiediamoci, per concludere, qual è la nostra forza? È la somma del desiderio che società, squadra e tifosi hanno di ottenere il massimo risultato possibile superando le difficoltà che in un campionato così lungo e difficile si possono incontrare. Quindi, fiducia e FORZA BARI!». G Nelle foto (la prima da sx): lo stadio Pino Zaccheria di Foggia, (segue a dx): lo stadio San Nicola di Bari, (sotto da sx): lo stadio Erasmo Jacovone di Taranto (segue a dx): la squadra di Brindisi, (segue ancora): lo stadio di via Del Mare di Lecce TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 Il Club è’stato fondato nel 1927 e nel corso della sua storia ha disputato 32 campionati di serie B, 44 di serie C e 8 di serie D, ed annovera le vittorie dei campionati di serie C del 1936-1937 e del 1953-1954, di serie C1 19891990 e di serie C2 2000-2001, mentre nella stagione 1994-1995 si è laureato Campione d'Italia dilettanti vincendo lo scudetto dilettanti. Nella stagione di Lega Pro prima divisione 2011-2012 ha ottenuto la migliore prestazione stagionale italiana per aver subito solo 16 gol rispetto a tutte le altre squadre italiane. Attualmente milita in serie D ed è reduce dall’eliminazione nella terza fase dei play-off contro l’Arezzo nella passata stazione. Il 29 luglio 2014 i fratelli Domenico e Francesco Campitiello hanno rilevato il 51 per cento della società dalla cordata tarantina precedente, diventando così gli azionisti di maggioranza. La nuova dirigenza si è messa subito al lavoro per rinnovare la struttura organizzativa e sportiva. La novità più importanteè stata affidare la guida tecnica a Massimiliano Favo, l’anno scorso sulla panchina del Maceratese. Il mister, napoletano di nascita, ha avuto una lunga carriera da calciatore, durante la quale ha collezionato 10 presenze col Napoli in serie A ed è stato capitano del Palermo in C1 e poi in B. Si è presentato con grande voglia alla stampa locale: «Sono venuto con grande entusiasmo perché mi è stato presentato un progetto che ritengo possa essere duraturo». Ma ha invitato tutti a restare con i piedi per terra: «A me non piace fare proclami, non voglio creare aspettative … Posso solo promettere ciò che è nella mia indole ossia che attraverso il lavoro si possono fare cose importanti». Durante la campagna acquisti sono arrivati, tra i più importanti, i calciatori Francesco Pambianchi e Giovanni Conti, entrambi classe ’89 e già alle dipendenze del nuovo mister. L’ultimo colpo è arrivato pochi giorni fa con l’ingaggio dello svincolato João Batista Inácio, meglio conosciuto come Pià, attaccante brasiliano con notevole esperienza in serie B ma soprattutto in A con le maglie di Atalanta, Catania e Napoli. Tutto ciò ha creato entusiasmo nell’ambiente tarantino e la tifoseria sogna il ritorno in Lega Pro. SOCIETÀ CALCIO CITTÀ DI BRINDISI Fondata nel 1912, è la principale società calcistica della città di Brindisi. Nel corso della sua storia, ha disputato sei campionati di serie B (l’ultimo dei quali nella stagione 1975-1976) e si è aggiudicata una Coppa Italia di serie C nel 2003. Nel 2011 ha subito una rifondazione ed è stata acquisita da alcuni imprenditori locali con trascorsi in squadre calcistiche pugliesi. Attualmente milita in serie D ed è reduce da un 6° posto nell’ultima stagione disputata. La stagione 2014-15 sembra nascere sotto i migliori auspici, grazie ai notevoli sforzi economici della società per portare a Brindisi calciatori importanti e funzionali al progetto tecnico uniti ad una tifoseria che sogna il ritorno fra i professionisti. Tra i tanti acquisti si segnalano Mario Terracciano (classe ’81) che vanta più di 250 presenze in serie C e l’attaccante argentino Hernan Rodolfo Molinari (classe ’82), capocannoniere dell’ultima stagione di serie D con la maglia del Taranto. È stato inoltre avviato lo sviluppo di un’area marketing e commerciale. Riferisce l’ufficio stampa Città di Brindisi: «La decisione di accrescere questo settore è scaturita dalla rinnovata filosofia della società che prevede una struttura moderna, in grado di saper adeguare continuamente le proprie strategie alle nuove esigenze dello sport». A causa di una partenza non delle migliori, che vede attualmente la squadra brindisina al 14° posto in classifica, l’allenatore Marcello Chiricallo è stato sollevato dal suo incarico il 29 settembre 2014. Lo ha sostituito Ezio Castellucci, che la scorsa stagione ha allenato, fino al mese di novembre, la Turris. In passato, tra le altre, Sora, Neapolis, Gubbio,Cavese, Paternò, Igea Virtus e Giugliano. Per lui si tratta di un ritorno, avendo giocato con la maglia biancazzurra nella stagione 1977-1978 sotto la guida di mister Zurlini. Appena arrivato, l’allenatore laziale ha cercato di sollevare il morale della tifoseria: «Voglio chiarire che per me nulla é perduto. Questa é una buona squadra... possiamo vincere». A LECCE UNIONE SPORTIV SPORTIVA Fondata nel 1927, milita nel campionato Lega Pro. Ultima apparizione nella massima serie nella stagione 2011-2012. Il 22 giugno 2012, dopo 18 anni di gestione Semeraro, la società passa nelle mani della famiglia Tesoro che deve subire l’umiliazione della retrocessione in lega pro per illecito sportivo. Reduce dalla sconfitta nella doppia finale di promozione (in B) degli scorsi playoff contro il Frosinone, la squadra, guidata da mister Lerda, cerca nuovamente la scalata per tornare nella serie cadetta. Il sessione di calciormercato appena conclusa, ha visto un Lecce determinato e con voglia di rivincita. Sono arrivati giocatori imporetanti del calibro di Carrozza e Mannini, quest’ultimo svincolato con una lunga esperienza in serie A. In ultimo, a completare la coppia d’attacco con capitan Miccoli, è stato acquistato Davide Moscardelli, reduce da 5 stagioni nella massima serie e bomber di razza con all’attivo 146 gol in carriera. L’attaccante italiano si è dichiarato molto motivato durante la conferenza stampa per la sua presentazione: «… nella mia carriera ho sempre lottato per la salvezza, adesso voglio vincere e questo è un progetto importante e lotteremo ai vertici». La società si è impegnata a fondo per rifondare la squadra e restituire entusiasmo a tifosi e calciatori. Ottimo esempio è stata la campagna abbonamenti e il nuovo slogan “Appartiene a tutti noi” campeggiante sotto i quattro alfieri scelti dalla società: Romeo Papini, Davide Moscardelli, Fabrizio Miccoli e Walter Lopez. «La scelta dei calciatori non è stata facile – ha sottolineato la figlia del patron Savino Tesoro – perché la società ha apprezzato molto la volontà manifestata da tanti di rimanere nel Lecce, ma di comune accordo con loro abbiamo individuato chi pensiamo, per carisma e per valore dimostrato, possa essere un leader del gruppo». Dopo una partenza in sordina a causa di numerosi infortuni, la formazione salentina sta recuperando terreno sulle dirette concorrenti e attualmente occupa l’ottava posizione a 4 punti dalla vetta.

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La Gazzetta della Puglia D A B ARI /F OGGIA LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 7 D ALLA P UGLIA – Come si sono concluse le elezioni provinciali in Puglia? Con un pareggio: 3 a 3. Tre province sono andate al centrosinistra (Bari, Brindisi e Foggia) e tre al centrodestra (Lecce, Taranto e Bat). Una Puglia spaccata in due. Una tornata elettorale comunque in sordina, per non dire nel totale disinteresse dell’opinione pubblica. Solo accordi tra i partiti, alla luce del sole e anche sottobanco, tra polemiche e prese di posizioni ideologiche o di schieramento. Foggia è Francesco Miglio, sindaco di San Severo, il nuovo presidente della Provincia (48,5 per cento di voti). È stato appoggiato da Pd, Udc e la Lista Capitanata Civica dell’assessore regionale Di Gioia. Ha sconfitto Franco Landella, neo-sindaco di Foggia, che ha pagato la spaccatura in seno al centrodestra. A Bari si è votato solo per il Consiglio metropolitano. Come prevede la norma, l’Area metropolitana ha già il suo presidente: il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Risultato: 10 consiglieri al centrosinistra e 7 al centrodestra. Il nuovo presidente della Provincia Bat è Francesco Spina, sindaco di Bisceglie (58,9 per cento). È stato sostenuto dalla coalizione di centrodestra, sconfiggendo il sindaco Pd di Barletta, Pasquale Cascella (38,3). A Brindisi ce l’ha fatta Maurizio Bruno (63 per cento), sindaco di Francavilla Fontana, renziano e fedelissimo del segretario Pd Emiliano. Sostenuto da una lista unica del centrosinistra ma col sostegno della lista autonoma Ncd. Sconfitto Gianfranco Coppola, sindaco di Ostuni. La Provincia di Brindisi era commissa- Ecco come sono andate in Puglia le amministrative provinciali 2014 Eletti i sei presidenti: tre a tre! questa riforma. Ne citiamo una per tutte, valida per ogni regione d’Italia: «La trasformazione delle Province in una specie di consorzio ha prodotto due effetti: i cittadini sono stati estromessi; la partita si è giocata esclusivamente tra amministratori e partiti. Tutti insieme impegnati per una ventina di giorni, pallottoliere alla mano, a contare gli amministratori amici da scegliere per le varie sfide. Il risultato ottenuto è una carica di perfetti sconosciuti (divisi in parti uguali tra centrosinistra e centrodestra), nella maggior parte dei casi sindaci di minuscoli comuni». (http://www.ilgiornale.it/news/p olitica/province-sempre-pi-inutili-mano-ai-signori-nessuno1059442.html). Come non essere d’accordo? P. FIL. G Nelle foto (da sx a seguire), i presidenti neo eletti: Francesco Miglio, Marino Tamburano, Antonio Gabellone, Maurizio Bruno, Antonio Decaro e Francesco Spina Per i nostri lettori riata dall’ottobre del 2012, dopo le dimissioni dell’allora presidente Massimo Ferrarese, che era stato eletto da una coalizione composta dal centrosinistra e dai centristi. Per la provincia di Taranto si è già votato il 28 settembre scorso ed è stato eletto presidente l’esponente del centrodestra Martino Tamburrano, sindaco di Massafra (Forza Italia). Alla guida della Provincia di Lecce è stato confermato Antonio Gabellone, candidato per il centrodestra. Con il 52,6 per cento delle preferenze il presidente uscente l’ha spuntata sullo sfidante del centrosinistra, Massimo Manera (47,4 per cento), presidente della “Fondazione Notte della Taranta”. Il costo delle elezioni è stato molto contenuto. È la prima volta, in Italia, che si vota alle provinciali in questo modo. La riforma Delrio ha trasformato le amministrazioni provinciali in enti di secondo livello e ha affidato l’elezione dei presidenti e dei consiglieri agli amministratori locali (sindaci e consiglieri comunali) e non più ai cittadini. I voti inoltre sono stati espressi su base ponderata, cioè ogni elettore ha un “peso” calcolato in base alla popolazione del Comune di appartenenza. Si conoscono bene le critiche a L’articolo in apertura di questa pagina è stato riprodotto da Facebook. Il nostro direttore promise a suo tempo che l’avrebbe pubblicato sul nostro giornale. Ogni promessa è debito! Tanto per onestà giornalistica e soprattutto per opportuna conoscenza dei nostri lettori. LA REDAZIONE

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P AGINA 8– LUGLIO / OTT OBRE ’14 D ALLA P UGLIA /B ARI La Gazzetta della Puglia Da Milano il professore continua per l’Italia il suo giro di conferenze sulla Puglia Le testimonianze di Lenoci G DI FRANCO PRESICCI riconoscimenti alla Fiera del Levante, a Firenze. Erano gli anni in cui Nicola Fasano continuava a dotare l’azienda di vari forni, tra cui uno che essiccava e cuoceva oggetti a ciclo continuo. Insomma, un personaggio, un uomo intelligente, tenace, di grande capacità intuitiva, dalla vista lunga. Un nome eccellente nel mondo della ceramica. Quella di Grottaglie ha origini antiche, è famosa in mezzo pianeta. Fino al 1550 la produzione era di natura funzionale, aveva una caratteristica rustico-contadina, con oggetti dalle sagome elementari, dalla decorazione facile. Nel ‘600 raggiunse altezze estetiche considerevoli. Alle fine del ‘700 le botteghe aumentarono: erano 42, con migliaia di maestri impegnati con grande abilità a manipolare l’argilla, ricchezza del territorio; nell’800 se ne aprirono altre che superarono quelle altezze. I figuli di Grottaglie hanno plasmato ogni tipo di oggetto, dalle statuine per il presepe anche di minime dimensioni ai vasi panatenaici, alle giare, ai fischietti…e oggi sculture che sono opere d’arte. I centri di esposizione dei fratelli Giuseppe a formare il Sapere. E per spiegarlo ha fatto ricorso alle storie sul pane indissolubilmente legate ad alcune persone a noi care, come i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri figli e un prossimo Santo: don Tonino Bello vescovo di Molfetta. Francesco Lenoci ha impugnato il microfono anche nella seconda metà d’agosto. Sul terrazzo del Palazzo Margiotta di Martina Franca, con don Franco Semeraro, rettore della Basilica, e Giuseppe Selvaggi, responsabile del settore Cultura dell’Arp di Milano, ha presentato il bel libro di Agostino Picicco, “La semplicità delle piccole cose”. E sempre a Martina Franca, ai primi di settembre, ha illustrato un orgoglio della Valle d’Itria: il capocollo, che per la sottile, garbata, spontanea ironia del poeta Benvenuto Messia alletta anche le gerarchie del potere e ne può, volendo, aprire le porte. Il 24 settembre lo abbiamo ritrovato in Piazza Affari, nell’elegante Cafè Mib, impegnato sul tema “Milano e la Puglia in vista dell’Expo 2015”, dopo aver ottenuto a Galatone, la città del Galateo, il premio speciale per la Cultura. Premio più che meritato. Insom- DALLA PUGLIa – Francesco Lenoci continua il suo giro d’Italia per narrare storie di creazione di valore, accogliendo ovunque un pubblico interessato ed entusiasta. A Grottaglie ha parlato in agosto, illustrando la posizione del nostro Paese nei settori del design, dell’arte, dell’architettura, della moda, del teatro, del cinema - posizione che in un secolo ha fatto marcia indietro -; sostenendo che “la cultura è la chiave per spalancare la finestra sul futuro” e che “attraverso una narrazione emozionale il valore dell’impresa viene arricchito di un inedito valore aggiunto”. Quindi ha imboccato il filone della ceramica locale in genere e in particolare di quella dei fratelli Fasano e della loro storia, soffermandosi sulla nobile figura del padre, Nicola, che, grazie alla partecipazione con successo alla 42esima Fiera Campionaria di Milano nell’aprile del ’64, mandò 9 vagoni pieni di esemplari della sua produzione in Olanda, Danimarca, Svizzera, New York e Tokio, ottenendo, due anni dopo, dal ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Agricoltura il Diploma di Onore e la Medaglia d’Oro. Nato nel ’23, nel ’75 ricevette il titolo di “Pioniere d’onore all’esportazione” da Lecce; la medaglia d’argento a Gallipoli e quella d’oro a Oria, vendemmiando altri e Franco Fasano allineano preziose testimonianze delle proprie realizzazioni, eseguite con uno stile elegante, che porta avanti la lezione appresa dal padre: “Occorre educare ed educarsi alla bellezza”. Sempre in agosto riecco il docente dell’Università Cattolica di Milano intento a parlare alla masseria Cappotto di Laterza del pane tipico locale, richiesto dappertutto; del suo gusto, della sua storia, ricordando che fin dai tempi di Cesare qui si “vantava una preminenza nella coltivazione dei cereali, e in particolare del grano”; che gli antichi forni a legna per la cottura del pane sono l’emblema di quest’angolo di Puglia, che tutela, valorizza e promuove una tradizione antica e prestigiosa. Il professor Lenoci ha affermato che i sapori sono saperi e concorrono ma, Lenoci ha volato alto anche in via Gaetano Negri al 10, in Piazza Affari, appunto, dove abbiamo notato la poetessa Donatella Bisutti, il preside Raffaele Cera, venuto da San Marco in Lamis; il fratello Mario, professore e avvocato; il notaio Pasquale Matarrese, Giovanni Scacciaferro, de “Le Terre del Gattopardo”, Pasquale Lorusso del Consorzio del Pane di Altamura, e poi imprenditori, dirigenti di banca, consulenti d’azienda, chef, docenti e studenti universitari. La serata era organizzata dalla Banca di Puglia e Basilicata in collaborazione con l’Arp (Associazione regionale pugliesi) di Milano, per esortare le eccellenze enogastronomiche delle terre di Puglia a fare tante iniziative Fuori expo 2015, contraddistinte dalla sinergia tra la bontà dell’alimento e la capacità di raccontarne la storia creando emozioni. I G Nelle foto, alcune testimonianze (a centro pagina): Lenoci col pane di Matera, presentazione Milano Golosa Palazzo del Ghiaccio; (a sx): Lenoci in conferenza su don Tonino Bello, università Parma; (a dx): Lenoci racconta la storia del capocollo di Martina Franca PER LO SMALTIMENTO SMALTIMENTO REGIONALE Il presidente del consiglio lo ha annunciato a Bergamo davanti alla platea di Confindustria Rifiuti in amianto: approvata graduatoria Legge di Stabilità per il 2015 da 37 mld di euro G DI P. FILOMENO I DALLA PRIMA PAGINA BARI – Provvedimento arrivato in porto con il bando graduatoria per lo smaltimento dei pericolosi e nocivi rifiuti in amianto. A breve sono in arrivo ai comuni pugliesi i contributi per la loro rimozione. La notizia trova fondamento dalla pubblicazione, nel Bollettino ufficiale regionale della Puglia n.130 del 18 settembre 2014, della determinazione dirigenziale n.157 del servizio ciclo rifiuti e bonifica. Con il provvedimento è stata approvata la graduatoria relativa al bando rivolto ai comuni pugliesi per la rimozione appunto dei rifiuti in amianto in aree pubbliche e per la rimozione e smaltimento di manufatti in aree private, già approvato con la determinazione dirigenziale n.46/2014. In merito ci preme ricordare che il Burp (Bollettino ufficiale regione puglia) ormai da tempo non è più cartaceo ma on-line ed è quindi consultabile e anche scaricabile dal sito internet pubblicato a cura della stessa regione Puglia. I (...) Che si faccia sul serio lo si capirà quando conosceremo il testo ufficiale della legge di Stabilità per il 2015. Intanto bisogna vedere se sono stati rispettati i vincoli europei improntati alla più rigida austerità finanziaria. La pesante manovra è quindi il risultato dei compiti a casa che al premier sono stati assegnati dall’Unione europea. Ora si aspetta il voto da Bruxelles. Veramente, dalla Merkel. Speriamo in una promozione, anche se con un voto basso. Stando però ai bene informati, lo svolgimento dei compiti non fa sperare in un superamento della prova. Speriamo in una larga indulgenza da parte dei professori nordeuropei. Chi scrive non è un’economista, ma un cittadino che ama essere informato sul mondo dell’economia. È vero che gli economisti, oggi tanto di moda e consultati di continuo come oracoli, spesso non ne azzeccano una. Ma se si ci- ta un premio Nobel come Josef Stiglitz credo che valga la pena ascoltarlo. Stiglitz, il 23 settembre scorso, ha tenuto una lezione alla Camera su “La crisi dell’euro: cause e rimedi”. Tra le altre cose, ha detto che le riforme strutturali in economia «sono quasi tutte viste dal lato dell’offerta, con obbiettivi come l’aumento dell’offerta o della produttività», mentre “i problemi oggi sono legati a una debolezza della domanda» (“Il Fatto Quotidiano”, 15 ottobre 2014, p. 23). In sostanza, se abbiamo capito bene, una politica industriale seria non deve puntare alla riduzione dei salari e all’indebolimento degli ammortizzatori sociali. Così la domanda diminuisce, cioè diminuiscono i consumi, e la disoccupazione aumenta. La politica industriale del governo è quindi quanto di più vecchio e stantio esista, in linea con quel neoliberismo che tanti danni ha fatto negli ulti- mi tre decenni (da Reagan in poi) e che non dovrebbe essere il modello di riferimento di chi si dice leader di un partito progressista. Ma tant’è: per Renzi non c’è distinzione tra destra e sinistra. Non a caso è sostenuto da Alfano e da Berlusconi. Anzi, entrambi ci tengono spesso a ribadire che il premier ha copiato il loro programma. Ma il giovane premier non ci sta: afferma che nessuno prima di lui aveva mai osato spingere le riforme così tanto avanti. Chiacchiere. Vuol far credere che, dove non è riuscito Berlusconi, Prodi, D’Alema, Monti e Letta, ci riuscirà lui. Dobbiamo rassegnarci. Non c’è più quella razza di uomini politici seri di una volta: misurati, riservati e coerenti. Ora, la domanda che ci si pone è: dove si va a trova- re la copertura economica? Tutti sanno che i soldi non ci sono. Allora? Ha scritto Maurizio Belpietro: «Renzi sembra sempre più uno di quei giocatori d’azzardo professionisti, che essendo abituati a bluffare lo fanno senza stare a pensarci troppo, senza rendersi conto cioè che, alzando ad ogni giro la posta, il gioco si fa pericoloso e si rischia di pagar caro la sbruffonata. Fino all’altro ieri, cioè prima che il presidente del Consiglio si recasse a Bergamo per omaggiare i vertici confindustriali, era evidente che il governo sui numeri era in difficoltà. Al punto che perfino i più addentro alle segrete cose faticavano a capire che diavolo sarebbe stato scritto nella legge di Stabilità» (“Libero”, 15 ottobre 2014, p. 1). Un altro gufo. I SIAMO ON-LINE www.lagazzettadellapuglia.it

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /B ARI Dibattuto il tema: “L’emigrazione oggi: dal tempo dell’esodo...” LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 9 Una serata all’insegna dell’emigrante G DELL’AUTORE DALLA PUGLIa – In Puglia nel periodo estivo (soprattutto nei mesi di luglio e agosto) le amministrazioni comunali dedicano una serata ai loro emigranti che ritornano in occasione delle ferie estive. Quest’anno abbiamo preso a campione la ridente cittadina di Giovinazzo in provincia di Bari, che ha promosso appunto “La Serata dell’Emigrante 2014”, voluta dal Comitato feste patronali e patrocinata dall’amministrazione comunale locale. Il giornalista che ha scritto l’articolo qui di seguito è una delle nostre colonne portanti da diversi anni, Agostino Picicco (che tra l’altro ha presentato la manifestazione - nella foto: il primo a dx). «La serata dell’emigrante, ha raccolto in piazza Sant’Agostino - vedi a lato del titolo la foto della chiesa omonima (nella quale tanti anni fa le famiglie e gli amici salutavano gli emigranti che partivano e non sapevano quando sarebbero ritornati) numerosi concittadini fuori sede giunti da ogni parte dell’Italia e del mondo, i rappresentanti delle associazioni, della stampa e una nutrita delegazione dell’Arp (Associazione regionale pugliesi) di Milano. Il tema della manifestazione “L’emigrazione oggi: dal tempo dell’esodo alle sfide delle nuove mobilità” ha dato subito la cifra del dibattito e dei contenuti culturali della serata dedicata a cogliere le prospettive future della nuova emigrazione giovanile più che a ripercorrere un nostalgico e romantico amarcord che, se non sufficiente vitalizzato, rischia di diventare sterile o di compiacere solo le esperienze personali di qualcuno. A dare le indicazioni per le nuove prospettive di mobilità richieste dal mondo del lavoro della società globalizzata e altamente tecnologica è intervenuto da Milano il cav. Dino Abbascià (nella foto: il secondo da sx). Originario di Bisceglie il cav. Abbascià, scalando pian piano tutti i gradini della carriera, è diventato uno dei maggiori imprenditori italiani nel settore ortofrutticolo e in questa veste ricopre elevati incarichi a livello nazionale e regionale in Confcommercio. La sua attenzione al mondo dell’emigrazione è data dalla carica di presidente dell’Arp di Milano. Chi più di lui, quindi, competente a parlare del mercato odierno, della crisi economica, delle sfide dell’occupazione. E infatti Dino Abbascià non si è sottratto al dibattito e alle domande, ha riconosciuto la gravità del momento presente, la crisi occupazionale, le carenze del mercato, ma ha altresì riconosciuto l’estro tutto italico di ripresa quando meno ce lo si aspetta. Ha esortato i giovani a non affidarsi al potente di turno o a ripiegarsi nella rassegnazione ma a lanciarsi con determinazione nel mondo del lavoro, consapevoli di rischiare, ma pure di poter sfondare se disposti a mettersi insieme, a cooperare, a unire le energie. A ribadire il concetto è intervenuto il sindaco Tommaso Depalma che ha esortato i giovani, gli studenti, i lavoratori a non essere un problema ma a trovare da sé le soluzioni per sfondare. In tale contesto sono state utili le testimonianze di emigrati giovinazzesi di lungo corso intervenuti nel dibattito. Nicola Prudente ha ribadito l’importanza dell’accoglienza e del sostegno offerto dagli emigrati in America ai giovinazzesi che lì si recano in cerca di possibilità lavorative. Rocco Stellacci ha fatto presente che mentre qualche decennio fa bastava un po’ di abilità manuale per collocarsi nel mercato americano oggi occorre anche cultura, formazione e pure il titolo di studio per poter accedere e poter progredire nel mondo del lavoro. Al sindaco ha donato un medagliere contenente monete di tutti gli Stati americani quale segno di unità e per ricambiare l’attenzione dedicata dall’Amministrazione a questi concittadini. La lettura della poesia composta da Antonio Labombarda, contenente il ricordo alla protettrice Madonna di Corsignano, ha legato l’incontro alla festa patronale. Ha concluso il dibattito il presidente del Comitato, Pasquale Arbore, con la pacatezza e l’equilibrio che gli sono propri, dando appuntamento a tutti per i prossimi eventi previsti dal programma dei festeggiamenti. E infine serata di festa e di musica, con il gruppo musicale degli Jazz All In, che ha proposto canzoni del suo repertorio e arrangiamenti dei pezzi classici della musica leggera italiana senza tempo». I Fiocco azzurro in casa Tedeschi papà Giuseppe e mamma Rosa annunciano il lieto evento: il 23 settembre nel nosocomio di Andria è nato ALESSANDRO Felicitazioni ai genitori e lunga vita al neonato. Il direttore de La Gazzetta della Puglia. LA REGIONE INFORMA Buon inizio di campionato 2014/2015 all’insegna di una nuova società In Puglia 85% dei diplomati Its trova lavoro D ALLA P UGLIA – L’85 per cento dei diplomati presso uno degli Istituti tecnici superiori pugliesi risulta occupato. L’informazione è emersa durante il workshop “Its e Poli tecnico-professionali: un ponte tra formazione e lavoro”, a cura del servizio scuola, università e ricerca, svoltosi il 19 settembre scorso presso il padiglione 152 della regione Puglia alla Fiera del Levante. I diplomati all’Its aerospazio sono attualmente 23 e hanno trovato tutti un’occupazione, di cui il 13 per cento a tempo indeterminato e i restanti a tempo determinato. Il 30 per cento di questi diplomati lavora presso imprese socie della fondazione. I maturati all’Its agroalimentare sono 22, il 68 per cento di essi ha trovato occupazione. Di questi: il 27 per cento a tempo determinato, in proprio invece il 18 per cento. Circa il 30 per cento di coloro i quali hanno trovato lavoro, svolgono la propria attività nelle imprese presso cui hanno fatto attività di stage. I diplomati all’Its meccanica–meccatronica sono 20 + 5 uditori. L’88 per cento ha trovato un’occupazione. Precisamente: il 41 per cento ha un contratto a tempo indeterminato, il 55 invece a tempo determinato e il restante 4 per cento lavora in proprio. Svolgono la propria attività presso imprese socie della fondazione ben il 65 per cento degli occupati. Più del 50 per cento sono stati assunti dalle stesse imprese presso le quali hanno effettuato lo stage. Insomma, i primi risultati relativi all’esperienza degli Its testimoniano una scelta strategica di grande rilevanza: molti giovani sono stati assunti al termine del loro percorso proprio grazie alle competenze che sono state loro trasferite nel corso dei due anni. Attualmente gli Its costituiscono una valida alternativa o integrazione alle scelte universitarie degli studenti pugliesi. Varato il nuovo team dell’Asd Canosa Calcio 1948 G DI GIUSEPPE S. TEDESCHII CANOSA – Grande partecipazione mercoledì 13 agosto 2014 alla manifestazione organizzata dall’Asd Canosa Calcio 1948 nella stupenda location del Palazzo Iliceto di Canosa, per presentare la nuova squadra rossoblu e il nuovo direttivo capitanato dall’imprenditore Leonardo Matera che ha dichiarato: « Devo subito precisare che noi siamo la squadra nella squadra, poiché tutti abbiamo le proprie competenze, dal vicepresidente al direttore tecnico, e ci muoveremo all’unisono per raggiungere un obiettivo vicino alla realtà, non creando false illusioni, ma cercando di raggiungere la stabilità della squadra, realizzando il miglior risultato possibile per fare un buon campionato». A condurre l’incontro sono stati Claudia Vitrani, direttore del periodico La Terra del Sole, e il super fan Bartolo Carbone con la partecipazione di un gremito pubblico che ha preso parte con un’esplosione di bandiere rossoblu e coriandoli, con canti “dai Canosa, dai Canosa!” alla presenza La nuova dirigenza ha affidato al mister Peppe Iannone, già allenatore dei rossoblu e all’esperto Raffaele Corcella, tecnico in seconda, la squadra dei rossoblu così composta: portieri, Amoruso Pantaleo e Conte Vincenzo; difensori, Cuocci Giovanni, Dimmito Alessio, Andriani Giuseppe, Di Gennaro Marco, Cassatella Mirko, Cormio Francesco e Fiorella Michele; centrocampisti, Guacci Giuliano, Zitoli Daniele, Quacquarelli Giuseppe, Dauliso Giuseppe, Farid Alì, Michielli Piero, Seccia Raffaele e Amedeo Bruno; Attaccanti De Lorenzo Ruggiero, Diviccaro Giovanni, Volpe Federico, Sbergo Alessio e Sanluca Raffaele. Dopo è stata comunicata l’apertura della campagna abbonamenti per la stagione 2014/15 alla modica cifra di euro 30,00 che si potrannoversare presso la sede sociale dell'Asd Canosa Calcio 1948 in corso Garibaldi n.163, oltre all’imminente apertura del nuovo sito in rete per un costante aggiornamento. I di autorità civili e religiose, rappresentate dal sindaco La Salvia, il vicesindaco Basile, l'assessore allo sport D’Aulisa, e i consiglieri Diaferio, Bucci e don Vito Zinfollino. Tutti hanno preso la parola per augurare ambiziosi traguardi da realizzare nel prossimo campionato di promozione pugliese: stagione agonistica realizzata tra mille difficoltà economiche e amministrative, tutte affrontate con successo grazie alla passione del neo presidente Leonardo Matera, imprenditore locale, all'impegno del vicepresidente Nicola Mancini e al direttore sportivo Angelo Piacenza. Questi, tra l’altro, ha detto: «L’anno scorso è stata la mia prima esperienza da direttore sportivo, esperienza molto diversa da quella fatta da oltre venti anni nel calcio a livello professionistico e dilettantistico, oggi mi sento pronto ad affrontare nuovi traguardi con questa squadra che non dovrà mai mollare fino alla fine». Inoltre, molto importante è stato il sostegno e interessamento del vicesindaco Basile che ha saputo coinvolgere nell’ambizioso progetto imprenditori locali, tifosi e sportivi canosini. I

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CRAC DEL COMUNE P AGINA 10 – LUGLIO / OTT OBRE ’14 D ALLA P UGLIA / S ALENTO La Gazzetta della Puglia DA DUE ANNI Prima ha insegnato, poi è diventato dirigente scolastico dedicandosi alla formazione e crescita degli alunni Marino Ceci, un professore emerito d’altri tempi DALLA PUGLIA – Mia nonna si esprimeva per proverbi. La sentivo dire: “Ogne èrve sèrve”; o “Astip‘a ‘nzògne pe’ quann’abbesògne”: valevano, il primo, per chi trattava dall’alto in basso quelli che considerava inferiori; il secondo per chi, avendo ricevuto un torto, mostrava l’intenzione di restituirlo subito, e raddoppiato. Come dire, all’uno, di tenersi buoni tutti, perché all’occorrenza l’ultimo della graduatoria può tornare utile; e, all’altro, di saper aspettare il momento giusto. Già da ragazzo non apprezzavo questi avvertimenti. Ma non osavo intervenire, perché allora i bambocci non avevano voce in capitolo; e li si zittiva con il detto: “Citte, ca te nàsce ‘a vàrve”. Non mi piaceva neppure un’altra frase ricorrente: “A cce pèchere se fàce ‘u lùpe s’u mànge”, che per me era come invogliare i giovincelli ad essere aggressivi. Qualche volta, però, un pensiero illuminante arrivava. Per esempio, chi trova un amico trova un tesoro. Evidentemente all’epoca l’amicizia era un’altra cosa: non era minata dai demoni che ci assediano oggi: il denaro da accumulare, l’invidia, il carrierismo... Comunque io ho trovato, dopo settant’anni, proprio a Martina, l’estate scorsa, Marino Ceci, docente a riposo e artista di talento. Un uomo dal sorriso schietto, dolce; un uomo che sa ascoltare, parla senza enfasi e fa riemergere con toni pacati i giorni dell’infanzia trascorsi da entrambi a Taranto, in via Nettuno, in due palazzi affiancati. Io avevo 10 anni e lui 5. Non ci praticavamo molto, perché io giocavo alla livoria, un passatempo che richiedeva due sfere d’acciaio, due palette di legno e “’a scigghie”, un cerchietto dell’appuntamento alla stazione, dove mi soffermo soprattutto davanti alle vetture parcheggiate su binari morti: sono ormai pezzi da museo, anche se ancora abili al servizio. Sono stati sostituiti da mezzi moderni di colore fiammante; e mentre lo informavo, mi coglieva l’impressione di averlo lasciato soltanto qualche giorno prima in via Nettuno, che ha cambiato faccia (prima aveva solo case basse, al massimo due piani); o in via D’Aquino, diventata un salotto, con i tavolini del bar al centro. In campagna, tra il verde dei fichi, degli ulivi, dei capperi, dell’alloro… e la terra rossa amata dal grande pittore Filippo Alto, abbiamo rievocato fatti e persone, con simpatia, ma senza nostalgia. “Tu eri più grande di me e mi ignoravi…”. Una specie di rimprovero tardivo. Ma benevolo. Ne ha fatte, di cose, Marino, da allora! E tutte bene. Ne accenna, ma come se parlasse di altri. Parla delle “band”, del maestro Nasta, degli amici musicisti, tutti bravi, cominciando da Raffaele Palmisano, che ebbi modo di conoscere e apprezzare. Marino ha scritto anche molte canzoni, e vorrebbe comporre almeno una colonna sonora. Un sogno che avrebbe realizzato, se avesse avuto la forza di lasciare Taranto e l’abbraccio “de màre picce e màre màsce”, il Galeso amato da Orazio, i tramonti sul Castello Aragonese. Chi lascia la culla qualche lacrima la versa; e alcuni il rimorso se lo portano per sempre. Marino rifiutava l’esilio forzato, e ha rinunciato per amore a ribalte più celebrate. È contento così. Farebbe ancora in tempo a tirare fuori del cassetto quel sogno che ha alimentato. F. PRESICCI Fermo il porto di Taranto DALLA PUGLIA – Ha un futuro il porto di Taranto? Come si sa, nel febbraio del 2012 è stato nominato un commissario straordinario per l’attuazione di opere infrastrutturali di importanza strategica finalizzate al rilancio del porto. A tutt’oggi non si è ancora fatto niente. I lavoratori, ormai in cassa integrazione da più di due anni, sono in agitazione. Soprattutto per la recente decisione del terminalista di spostare anche l’ultima rotta transoceanica dal porto di Taranto al porto del Pireo, interrompendo di fatto qualsiasi attività operativa sul Terminal. Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Matteo Renzi, e per conoscenza ai ministri delle Infrastrutture e Trasporti, del Lavoro e dello Sviluppo economico, affinché si valuti «l’opportunità di una urgente convocazione a Roma di tutte le parti coinvolte per esercitare una quanto mai incisiva azione di mediazione a recupero della normalità in un quadro di rispetto dei reciproci obblighi assunti dagli attori della vicenda». Diversamente, le attuali frizioni potrebbero facilmente degenerare in una irreversibile rottura. dotato di un chiodo da conficcare nel terreno; e quelli della sua età giocavano alla campana. Di tempo da allora ne è passato. Io ho fatto la mia strada e Marino la sua. Io a Milano e lui nella Bimare, a Martina Franca e in altri centri, dove prima ha insegnato filosofia, poi è diventato dirigente scolastico, mettendo in cantiere tutte le iniziative necessarie alla formazione, alla crescita degli alunni, compreso un teatro, in una grande aula, convinto giustamente, come me, che quinte e fondali aiutano a raggiungere l’obiettivo. E lui ha fatto centro, se gli ex alunni lo adorano e gli insegnanti ancora in servizio o in pensione lo prendono ad esempio, ringraziandolo. Avevo letto su Marino un articolo di Teresa Gentile, corrispondente dalla città dei trulli e del Festival della Valle d’Itria del quotidiano “Il Corriere del Giorno”, che purtroppo non esce più; e quando l’ho incontrato sapevo già tanto di lui. Che componeva canzoni e suonava la chitarra e il pianoforte; che aveva fatto parte di “band” prestigiose e che ama il dialetto. Mi ha regalato infatti un’immagine d’epoca con alcuni pescatori in barca nel giardino delle cozze in Mar Piccolo e un godibile brano di Saverio Nasole sul mestiere di questi lavoratori. L’appuntamento con Marino Ceci (nella foto) era alla stazione ferroviaria di Martina, dove spesso vado per ammirare i treni in sosta e quelli che arrivano o partono, avendo come mèta Lecce, Taranto, Bari. Io il convoglio per la mia città lo presi tante volte, da ragazzo. Durante la guerra non andava oltre la stazione di Nasisi, perché quella della Bimare era a rischio bombardamento. Venendo da Milano, quando ormai avevo trent’anni, nel capoluogo pugliese raggiungevo le rotaie della SudEst che attraversavano Rutigliano, Conversano, Castellana, Putignano, Noci, Alberobello, Locorotondo…e dal finestrino osservavo il paesaggio, gli uliveti, i vigneti, i muri a secco..., scosso dal fischio del capostazione Ho spiegato a Marino il motivo Il colosso tedesco apporterà nuove risorse al suo centro prove di Nardò La Porsche pronta a investire in Puglia DALLA PUGLIA – Nuovi investimenti tedeschi in Puglia. Precisamente a Nardò, dove ha sede il centro prove della Porsche (acquistato due anni fa). Il colosso tedesco è pronto a investire nuove risorse per l’ampliamento e il potenziamento della pista. Si parla di ulteriori 20 milioni di euro che, senz’altro, vuol dire anche tanti nuovi posti di lavoro. Ad annunciare il potenziamento del circuito è stato proprio il presidente del Board di Porsche AG, Matthias Müller, nel corso della visita a Stoccarda, presso gli stabilimenti della fabbrica tedesca, della delegazione della regione Puglia guidata dal presidente Nichi Vendola e dalla vicepresidente Angela Barbanente. «Il Nardò Technical Center con le sue ampie strutture di collaudo è diventato una parte importante dei servizi di ingegneria integrata di Porsche e del gruppo Porsche», ha detto il presidente del gruppo Matthias Muller, come si legge in una nota della regione Puglia. «Siamo lieti dunque – ha continuato – che la nostra partnership con la regione Puglia ci abbia consentito di promuovere lo sviluppo strategico del sito test». Nel corso della visita è eluppo del nostro territorio». Non si dimentichi che nel 2012, quando il gruppo tedesco rilevò il centro prove di Nardò, 109 operai (insieme a diverse decine di lavoratori dipendenti dalle operative esterne) riuscirono a conservare il posto di lavoro. Per il Salento ci sono anche altre novità. Ha scritto l’economista Federico Pirro: «A sua volta la GE Avio Aero del colosso mondiale General Electric ha annunciato di voler trasferire dall’Olanda al suo stabilimento di Brindisi – ove impiega già 670 persone adibite ad attività di manutenzione e revisione di motoristica aerea – altri segmenti di produzione, perché la manodopera locale è molto qualificata e costa meno che in Cina, ove i salari nel settore, per le professionalità superiori, si stanno elevando» (Nuovo Quotidiano di Puglia, 27 settembre 2014, p. 8). Insomma, nel Sud non tutto va male. Almeno nella Puglia, sostiene nel resto dell’articolo Federico Pirro, non si può parlare di deserto industriale. Smettiamola, noi meridionali, di fare quindi i piagnoni. È vero che ci sono tante situazioni critiche, ma non dimentichiamo anche le realtà eccellenti. mersa anche la volontà, da parte del gruppo Porsche che ha illustrato alla delegazione italiana il piano industriale di investimenti, di ampliare e potenziare il sistema delle piste di collaudo del Nardò Technical Center e di rafforzare i servizi, soprattutto quelli legati alla sicurezza (tra questi, per esempio, l’elisoccorso). Servizi che avrebbero ricadute positive anche per il territorio. La pista, lunga 12,6 chilometri per 4 di diametro, sorge in un sito soggetto a vincolo paesaggistico. I nuovi investimenti, che prevedono ampliamenti e modifiche di rilievo, rischiano di ferire la natura del paesaggio. La presenza a Stoccarda anche di Angela Barbanente, assessore all’Assetto del territorio, è servita a rassicurare gli investitori. «Porsche e la Nardò Technical Center sono partner importanti per la nostra Regione», ha sottolineato durante la sua visita a StoccardaZuffenhausen il presidente Nichi Vendola. «La Puglia – ha precisato – offre sistemi molto avanzati di incentivi per le imprese e di competenze, nel campo della ricerca e dell’innovazione. È un sistema attrattivo che indubbiamente potrebbe favorire lo sviluppo di partnership importanti con il coinvolgimento del territorio e del sistema della formazione e della ricerca». «Mi auguro – ha concluso Vendola - che attraverso lo scambio con Porsche si possa dare un ulteriore impulso infrastrutturale, economico ed occupazionale allo svi- R. FILOMENO

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La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA – Il 17 maggio 2014 il professor Mario Marti ha compiuto cento anni. Un traguardo invidiabile per l’illustre studioso salentino, conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale. Il mondo accademico, culturale e politico ha festeggiato i cento anni del professor Marti nella sala consiliare del Comune di Lecce. A fine manifestazione, il sindaco Paolo Perrone gli ha consegnato una targa a nome della città. «A Mario Marti – si legge – che il secolo di vita operosa dedicò alle lettere italiane e allo sviluppo culturale dei conterranei, grata la città di Lecce, di cui è Cittadino Onorario. 17 maggio 2014». Anche la Provincia di Lecce gli ha consegnato una targa: «A Mario Marti, italianista principe, orgoglio e memoria del suo Salento. Per i suoi cento anni. Lecce, 17 maggio 2014». Sia pure con ritardo, giustificato dalla periodicità del nostro giornale, anche noi de La Gazzetta della Puglia inviamo al grande luminare i nostri auguri. Mario Marti è nato a Cutrofiano il 17 maggio 1914. Ha trascorso l’infanzia a Lecce, poi la famiglia si trasferì a Soleto e qui visse durante il periodo degli studi presso il liceo classico “Colonna” di Galatina. Si è laureato nel 1938 in lettere italiane (discutendo una tesi su Giacomo Leopardi) alla Normale di Pisa, dove è stato allievo di Luigi Russo. Ha percorso tutti i gradi della carriera accademica. Nel 1956 è diven- D ALLA P UGLIA /S ALENTO LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 11 L’emerito cattedratico il 17 maggio ha superato la soglia dei cento anni Auguri professor Mario Marti e per altri cento ancora G Nella foto a dx: il centenario prof. Mario Marti e sopra: la targa della Città di Lecce che ha dedicato all’emerito cattedratico e suo cittadino onorario in segno di gratitudine tato professore incaricato nella neonata università di Lecce. Nel 1963 è stato nominato, nella stessa università, professore di ruolo in letteratura italiana. In seguito, sempre nell’università di Lecce, è diventato preside della Facoltà di Lettere e rettore dal 1968 al 1981. Dal 2001 ne è professore emerito. A Roma ha sempre mantenuto il suo centro di studi e ricerche filologiche. Italianista di fama, è apprezzato in Italia e all’estero soprattutto per i suoi studi sui poeti minori del tempo di Dante, su Dante stesso, su Guittone, Boccaccio, Ariosto, Bembo, Berni e Leopardi. Tali studi, sottolinea l’enciclopedia Treccani, sono «sempre fedeli a una metodologia storicistica nutrita di filologia intesa come processo dal certo al vero» (http://www.treccani.it/enciclopedia/mariomarti/). È stato condirettore del Giornale storico della letteratura italiana” e dell’Alighieri. Ha fondato e diretto la Biblioteca salentina di cultura. Una collana, ormai ricca di titoli, che recupera e ricostruisce le esperienze letterarie dei cosiddetti autori “minori”. Tutte le opere narrative e poetiche degli autori sono passate al vaglio critico con metodo filologicamente rigoroso. Grazie a questa indagine regionalistica, anzi subregionalistica, Marti ha sottratto il Salento alla storiografia municipalista ed erudita degli anni Sessanta e Settanta e lo ha fatto conoscere alla cultura letteraria nazionale. Per i suoi meriti, il professor Marti si è visto conferire la cittadinanza onoraria da diversi comuni: Lecce, Martano, San Donato, Soleto e Mesagne. Con quest’ultimo ha instaurato un rapporto particolare, così descritto da una testata locale online: «Il rapporto diretto di Marti con Mesagne iniziò nel 1992, con lo studio che egli fece sul manoscritto “Nniccu furcedda”, farsa pastorale dialettale posseduta dalla Biblioteca di Mesagne. Poi, il legame con la nostra città si consolidò a partire dal 1996, quando egli donò alla Biblioteca il suo carteggio epistolare che, continuamente arricchito fino al 2010, ha raggiunto la consistenza di circa 6000 pezzi. Un patrimonio imponente, un grande onore per Mesagne. Nel 1997 l’Amministrazione comunale, guidata da Damiano Franco, gli conferì la cittadinanza onoraria» (La redazione di http://www.mesagne.net/ 81-cultura/700-il-comune-di-mesagne-festeggera-il-prof-mariomarti.html). Generoso e umano, sempre disponibile, umile. Tutte virtù note a chi lo conosce, soprattutto i tanti allievi in cui ha lasciato segni indelebili e i colleghi di studi. Ha scritto Paolo De Stefano, in occasione del suo compleanno speciale: «La mia deferente conoscenza con l’illustre docente di letteratura italiana, risale a decenni e decenni or sono; quando, di commissione agli Esami di Stato, in quel di Galatina, mi venne a trovare e, dopo un breve, ma sentito ed affettuoso saluto e reciproco augurio di bene, parlammo di quel poeta tarantino del Sei-Settecento, T. N. D ’Aquino, del quale personalmente cominciavo ad interessarmi per il suo poema in lingua latina: Deliciae Tarentinae. E Mario Marti, già titolare della cattedra di Letteratura Italiana presso l’Università di Lecce, mi suggerì e mi consigliò non solo il modo di leggere la poesia latina, quanto di consultare repertori e testi del poeta tarantino al fine di coniugare poesia e storia, vita di una città, Taranto, con la vita del suo cantore. Da quel giorno fra chi scrive questa nota augurale e l’illustre Maestro, ebbe inizio una corrispondenza non solo di affetto e di stima, ma di scoperta e intransigente cultura. Insomma per me di studio serio, accertato e qualificante. Studio di ricerca filologica» (http://www.tarantobuonasera.it/tarantonews/cultura/286533/ne ws.aspx). P. FIL. Cerimonia alla memoria promossa dai francescani di Alessano In ricordo di don Tonino Bello DALLA PUGLIA – La comunità dei frati minori cappuccini di Alessano, già frequentata dal ragazzino Tonino Bello, poi diventato terziario francescano, ha colto l’occasione dei festeggiamenti del 4 ottobre in onore di san Francesco d’Assisi per proporre un ricordo “in chiave francescana” del compianto vescovo di Molfetta. Nella chiesa del convento di Alessano sono intervenuti diversi e qualificati oratori a porgere un ricordo, una testimonianza, una riflessione. Il saluto è stato dato da padre Massimo Tatullo – molfettese d’origine – guardiano del convento e organizzatore del convegno, che ha ricordato che la sua vocazione è nata proprio dalla sequela del suo vescovo di Molfetta. E ora quasi per un disegno provvidenziale si trova in quel paese che ha dato i natali al Servo di Dio e si confronta con quel mondo che, pur con le dovute differenze, ha costituito l’humus umano e spirituale della vocazione e della vita di don Tonino Bello. A presiedere l’incontro è stato chiamato padre Roberto Francavilla, Assistente Nazionale dell’Ordine Francescano Secolare, che ha conosciuto personalmente don Tonino, gli è stato amico fraterno, l’ha visitato spesso nel momento della malattia. Padre Roberto ha ricoranche nella pastorale ordinaria. E’ poi intervenuto Agostino Picicco, giornalista e autore di vari volumi su don Tonino, il quale ha esaminato lo stile del vescovo facendo emergere alcuni tratti quali la passione evangelizzatrice, il coinvolgimento della gente, il costante affidamento al Signore, l’umiltà, l’attenzione alla semplicità delle piccole cose, il considerare ogni incontro speciale e dono di amicizia, il non cedimento alla rassegnazione, il vivere “la perfetta letizia” nelle difficoltà, la comprensione del senso della felicità nella nostra vita, il tutto quale monito al buon vivere per ciascuno di noi e sul magistrale esempio di don Tonino. A questi temi ha fatto eco il presidente della Fondazione don Tonino Bello, Giancarlo Piccinni, con un’articolata relazione sui capisaldi del pensiero del vescovo. A chiudere l’incontro gli interventi dei due fratelli di don Tonino, Marcello e Trifone Bello, che hanno apprezzato e ringraziato per la costante attenzione alla figura di don Tonino, hanno ricordato qualche aneddoto, e hanno ringraziato i presenti per l’attenzione dimostrata e per l’affetto a don Tonino che in qualche modo li consola per la sua perdita. IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA La trottola di Renzi I DALLA PRIMA (...) A dire il vero, la sua non è neanche velocità. È fretta. La prima è positiva, perché permette di raggiungere un risultato in tempi brevi. La seconda è negativa, perché è la manifestazione nevrotica della velocità e quindi impedisce di realizzare un scopo o di realizzarlo tardi e male. Stiamo dicendo cose scontate, che la saggezza popolare insegna da secoli: “La fretta è cattiva consigliera” o “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Uscendo dal banale, ricordate il refrain della canzone “Il mondo” di Jimmy Fontana? «Gira, il mondo gira nello spazio senza fine … ». Era il 1965. D’allora il sistema astrale è cambiato. Diremmo, capovolto: è Renzi che “gira nello spazio senza fine”, mentre il mondo intorno è fermo, imbambolato, davanti a lui. La trottola, dicevamo. La trottola è un po’ come la bicicletta. Che fa la bici? Se si ferma, cade. Che fa la trottola? Se si ferma, cade anch’essa. Appena finisce la velocità di movimento, la bici va giù: o a destra o a sinistra. Appena si estingue la velocità di rotazione, la trottola si ferma: in un punto cardinale qualsiasi. Va da sé che, sia la bici sia la trottola, non stanno in piedi per autopropulsione. C’è sempre qualcuno che imprime il movimento. A far girare la trottola-Renzi, chi è? O chi sono? Tutti lo sappiamo: Napolitano e Berlusconi. Direttamente o attraverso i loro uomini di fiducia. Alternativamente e, a volte, contemporaneamente. L’interessato lo sa e ci sta. Anzi, ci mette del suo: consapevole che se si ferma è perduto (frase di dannunziana e mussoliniana memoria). O, per dirla con la vignetta che campeggia in prima pagina (e qui riportata): «Se mi fermo, cado!». dato i rapporti di don Tonino con mons. Helder Camara e ha letto una preghiera inedita del vescovo sudamericano che ricalca molto il linguaggio di don Tonino. Si è poi molto commosso quando alla fine dell’incontro gli è stata donata una foto (ricavata da un video girato dal fratello del vescovo) che lo ritrae insieme a don Tonino in una delle ultime visite che aveva chiesto di poter far sulle scogliere del capo di Leuca, qualche mese prima della morte. La relazione introduttiva al convegno è stata affidata all’editore Renato Brucoli, già stretto collaboratore del vescovo, che ha ricordato la ricca produzione di scritti sul francescanesimo di don Tonino, la variegata sfaccettatura dei testi e dei contributi e il sentire francescano di don Tonino che emergeva I I

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P AGINA 12 – LUGLIO / OTT OBRE ’14 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputeranno nei nostri stadi con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendario 2014/2015 di tutti gli incontri LE PARTITE DI SERIE A 2014-2015 Inizia l’11 agosto e termina il 31 maggio. LE PARTITE DI SERIE B

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La Gazzetta della Puglia ROMA – «Jobs act con tutti i contenuti della riforma Renzi. Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti; riordino della cassa integrazione con nuovi limiti all’utilizzo; razionalizzazione degli incentivi all’assunzione e, in generale, riordino dei servizi del lavoro e delle politiche attive; rimodulazione dell’Aspi (l’assegno di disoccupazione) in relazione alla carriera contributiva del lavoratore con l’estensione anche ai collaboratori; ferie “solidali”: sono queste le principali novità del Jobs act, la riforma del lavoro sul quale il governo ha messo e ottenuto un’ampia fiducia dal senato. Riportiamo in sintesi la legge delega: Contratto a tutele crescenti per i neoassunti Arriva “il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio” per i neoassunti. La delega non menziona l’articolo 18 e saranno i decreti delegati a definire le fattispecie per le quali si manterrà il reintegro in caso di licenziamento illegittimo. Sicuramente la reintegra sarà prevista per i licenziamenti discriminatori, mentre per quelli disciplinari si chiariranno i confini già messi con la legge Fornero del 2012 (due sole fattispecie danno diritto al rein- L EX SEMPER LOQUITUR LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 13 I contenuti della riforma voluta dal presidente del consiglio Matteo Renzi MULTA INGIUSTA DALLA PUGLIA – Un automobilista è stato multato perché, grattandosi l’orecchio, ha lasciato con una mano il volante della propria auto. L’incredibile episodio è avvenuto a Bari. Il giudice di pace però ha dato ragione all’automobilista che aveva fatto ricorso. Motivazione della sentenza: «Toccarsi l’orecchio con la mano durante la guida – scrive il giudice Giuseppe Salerno – non costituisce affatto privazione della libertà di movimento, utile per porre in essere le manovre necessarie per la guida. La libertà di movimento può considerarsi compromessa solo allorquando durante la guida il conducente utilizzi le mani in maniera tale da non poter immediatamente ricondurle sul volante, come a esempio imbracciare oggetti voluminosi o abbracciare una persona che è seduta accanto». Il comune di Bari così è stato condannato al rimborso delle spese legali (337,00 euro) e anche al pagamento di un risarcimento di 1.000,00 euro (per sanzione molesta) con la possibilità di recuperarli direttamente dagli agenti che hanno elevato quella multa così bizzarra. Jpbs act approvato dal senato tegro mentre per le altre è già previsto solo l’indennizzo). Poi sulle interruzioni di rapporto di lavoro per motivi economici è già intervenuta la legge Fornero prevedendo l'indennizzo in caso di licenziamento illegittimo. Riordino forme contrattuali e rapporti di lavoro L’obiettivo al quale si vuole arrivare con il contratto a tutele crescenti è di farne la modalità normale di assunzione sfoltendo le decine di forme contrattuali e le norme esistenti. Si punta alla creazione di un testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro. Mansioni flessibili e controlli a distanza Si rivede la disciplina delle mansioni con la possibilità, in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale di rivedere, in vista della tutela del posto di lavoro, l’inquadramento. Il passaggio da una mansione all’altra diventa più flessibile. Viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza: si apre all'utilizzo delle nuove tecnologie per Razionalizzazione incentivi all’assunzione e all’autoimpiego Si istituisce inoltre un’Agenzia nazionale per l’impiego al cui funzionamento si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili. Semplificazione delle procedure Si punta a creare le condizioni perché si possano svolgere “esclusivamente in via telematica” tutti gli adempimenti di carattere amministrativo connessi con la costituzione, la gestione e la cessazione del rapporto di lavoro. Ferie solidali Si prevede la possibilità per il lavoratore che ha un plus di ferie di cederle a colleghi che ne abbiano bisogno per assistere figli minori che necessitano di cure. Contratti di solidarietà per aumentare l’occupazione Si punta a semplificare e ad estendere il campo di applicazione dei contratti di solidarietà potenziando l'utilizzo in chiave “espansiva”, per aumentare cioè l'organico riducendo l'orario di lavoro e la retribuzione del personale». la “sorveglianza” ed il “telelavoro”, tutelando comunque “dignità e riservatezza” del lavoratore. Riforma Cig Sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione di attività aziendale mentre sarà previsto l’accesso alla cig solo a seguito dell’utilizzo delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro. Saranno rivisti i limiti di durata dell’indennità (adesso il tetto e' di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) ed una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Riforma Aspi La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla “pregressa storia contributiva” del lavoratore con incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con “le carriere contributive più rilevanti”. Si prevede anche l’introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa. Assegno di disoccupazione universale Contestualmente si punta alla “universalizzazione” dell’Aspi con l’estensione ai co.co.pro. prevedendo prima dell’entrata a regime “un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite” (definizione in fieri!). I I La commissione governativa sul compenso giornalistico ha detto sì Ecco le tariffe in vigore ROMA – Questa «La disciplina dell’accordo – è scritto – si applica ai giornalisti iscritti all’albo professionale, siano essi professionisti o pubblicisti, i quali forniscono alle aziende editoriali contenuti informativi sotto forma di testi e/o servizi chiusi, anche corredati da foto e/o video, che svolgano prestazioni professionali… e titolari di un rapporto di lavoro non subordinato aventi le caratteristiche individuate dalla legge, dalla delibera della commissione del 29 gennaio 2014 e dagli accordi negoziali di settore». L’accordo stabilisce le tariffe minime per il lavoro giornalistico, in caso di collaborazione coordinata e continuativa: che vanno, per fare qualche esempio, dai 250 euro a pezzo dei mensili ai 67 dei periodici; ai 20,83 euro per i quotidiani; ai 6,25 euro delle agenzie e web per una segnalazione, che aumenta del 30% se corredata da foto e del 50% con un video. Per le emittenti radio-televisive locali il compenso (per un minimo di 6 servizi al mese) sarà di 41,66 euro l’uno; per i periodici Uspi di 45,80 euro; per i piccoli periodici locali di 14 euro a pezzo. Parametri per la determinazione dell’equo compenso -Quotidiani (minimo 144 articoli l’anno, pari a 12 articoli pubblicati in media per mese in ragione d’anno di almeno 1.600 battute) con trattamento annuo euro 3.000 (250 euro al mese a 20,83 euro ciascuno). -Periodici settimanali (minimo 45 articoli l’anno di almeno 1.800 battute) euro 3000 (250 euro al mese ad euro 67 ciascuno). -Periodici mensili (un articolo per numero di almeno 7.000 battute) con trattamento annuo di euro 3.000 (250 euro al mese, quindi ad articolo). Nelle ipotesi di produzione di contributi informativi in misura superiore a quanto individuato (ovvero da 145 a 288 articoli) non meno del 60% del trattamento economico minimo stabilito per i primi 144 articoli (+1.800 euro l’anno). Per produzioni superiori, le parti potranno concordare, secondo equità, un compenso forfettario mensile. Il costo dei mezzi organizzati resta a carico del collaboratore. Sono rimborsate le spese preventivamente autorizzate dal committente. -Periodici editi dalle imprese firmatarie del contratto Uspi. È previsto, per le prestazioni lavorative rese dai collaboratori coordinati e continuativi, un trattamento annuo minimo di 2.200 euro per almeno 4 articoli al mese (a 45,80 euro ciascuno). Per prestazioni lavorative superiori a tale livello minimo, il compenso dovrà essere proporzionalmente concordato tra collaboratore ed azienda e costituirà ulteriore indicazione essenziale del contratto individuale. Le prestazioni giornalistiche da 1.800 battute saranno, invece, pagate euro 14 ad articolo e per prestazioni superiori per estensione, complessità e ricerca giornalistica, il maggiore compenso sarà liberamente concordato tra collaboratore ed azienda. -Agenzie di stampa e web. Il minimo è stato individuato in 40 segnalazioni/informazioni, pubblicate in media per mese in ragione d’anno, con un trattamento annuo di euro 3.000. I RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO Bonus per disoccupati e inoccupati È possibile presentare le domande di ammissione alle agevolazioni per l’Autoimpiego secondo il dl.vo n° 185/2000 per favorire l’ampliamento della base produttiva e occupazionale. Obiettivo principale è, inoltre, quello di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità nelle aree svantaggiate del paese. Tali contributi e finanziamenti a fondo perduto saranno messi a disposizione per finanziare iniziative volte ad incentivare lo sviluppo economico che possa valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico, per le seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono richiedere tali contributi: - persone fisiche - disoccupati - inoccupati. Tali contributi serviranno per dare la possibilità di realizzare ed avviare attività imprenditoriali, attraverso le seguenti modalità: - Lavoro Autonomo: come ditta individuale. In questo caso gli investimenti previsti non saranno superiori ai 25.823 euro. - Microimpresa, come società di persone. Gli investimenti previsti non devono essere superiori ai 129.114 euro - Franchising: come ditta individuale o società, da realizzare con Franchisor accreditati con l’Agenzia - Incentivi per la filiera turistico culturale. Per poter usufruire di tali agevolazioni bisogna presentare la domanda comprensiva del piano d’impresa che metta in evidenza il profilo del soggetto promotore e l’iniziativa imprenditoriale, che descriva, inoltre, la validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa. Bisogna, inoltre, registrarsi sul sito Invitalia, compilare la domanda online, scaricare gli allegati che troverete nella sezione download. Gli allegati e la domanda dovranno essere compilati e sottoscritti ed inviati online e tramite raccomandata a.r. a: Invitalia Autoimpiego- via Pietro Boccanelli 30- 00138 Roma. 2015, aumentano anche i bolli auto Batosta in arrivo per gli automobilisti. Nel 2015 l’imposta sul bollo salirà in modo sensibile: le cifre precise non sono ancora state rese note ma ogni regione avrà la possibilità di aumentarla fino al 12%. Esenzioni - Non tutti, comunque, devono pagare il bollo o, perlomeno, diverse categorie o auto hanno diritto allo sconto. Una categoria comprensibilimente esentata è quella che riguarda i disabili, portatori di handicap o invalidi. Può usufruire dell’esenzione sia il malato (cui è intestato il mezzo) che chi lo accompagna qualora lo abbia però fiscalmente a suo carico. In ogni caso l’esenzione vale per un solo veicolo. Gpl e ibride - Un’altra esenzione, come ricorda Motor Life, riguarda le macchine elettriche, che ne godono nei cinque anni dopo la prima immatricolazione. Anche le auto “ibride” possono godere di esenzioni e anche in questo caso le leggi in materia variano da regione a regione. L’esenzione copre tre anni dalla prima immatricolazione in Lombardia, Veneto e Lazio, anche se nel Lazio vale solo per i veicoli ibridi benzina, in Campania è valida fino al 2016 e in Puglia dura cinque anni. Nelle altre regioni italiane il calcolo del bollo delle auto ibride è riferito alla potenza del solo motore termico e non a quella complessiva dell’auto. Sconti, invece, per chi ha un’auto a metano o gpl: anche in questo caso, le cifre variano da regione a regione, meglio verificare i singoli casi sul sito dell’Aci. Come indicazione di massima, le auto alimentate a gas pagano un quarto del bollo riservato a quelle a benzina. Auto storiche - Se la macchina ha più di trent’anni (e non è destinata ad uso professionale) non si paga il bollo “tradizionale” in senso stretto ma una tassa di circolazione standard ed annuale da 31.24 euro, sulla quale peraltro non si pagano multe in caso di pagamento effettuato con ritardo. AVVISO AI NOSTRI LETT ORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Solari n. 50 - 20144 Milano o telefonando allo 02.45485155. A CURA DI GIULIA TEDESCHI

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P AGINA 14 – LUGLIO / OTT OBRE ’14 G AZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Cotaratta, oggi la vista si riacquista grazie al computer e alle nuove tecnologie Con l’età anche l’occhio vuole la sua parte H I P P O C AT R E S G A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO Sicuramente secondo le statistiche internazionali l’intervento chirurgico per la cura della cataratta si può oggi ritenere il più diffuso, avendo acquisito anche un grado di sicurezza e di eccellenza di risultato decisamente superiori rispetto al passato. Tale incremento è spiegabile sia con il progressivo invecchiamento della popolazione in generale, sia con l’aumento della traumatologia giovanile e il successo degli sport estremi (free climbing, bungee jumping …). Questa patologia che provoca un grado di opacizzazione progressiva del cristallino – la lente naturale posta all’interno dell’occhio che consente di mettere a fuoco le immagini – un tempo veniva curata solo in una fase tardiva, quando spesso non era più possibile recuperare una soddisfacente visione. La moderna medicina, avvalendosi di tecnologie sempre più sofisticate, ha sviluppato un atteggiamento sempre più interventista riuscendo a produrre grazie al computer lenti sempre più personalizzate che riducono al minimo i difetti residui, propri dell’intervento tradizionale, quali astigmatismo, miopia e presbiopia. I risultati chirurgici sono talora eccezionali riuscendo a garantire all’operato addirittura anche i 15 decimi di visus in pazienti ottantenni che da giovani avevano una capacità visiva decisamente inferiore. E ciò grazie a un sistema computerizzato con cui è possibile calcolare con precisione assoluta le caratteristiche della lente da inserire al posto del cristallino. Le lenti ormai del tutto simili al cristallino per caratteristiche ottiche e per forma, possono essere colorate per poter filtrare i raggi ultravioletti nocivi per la retina e asferiche, cioè più piatte ai bordi e curve al centro per meglio adattarsi alla forma naturale della cornea e consentire una migliore visione. Inoltre, queste lenti possono essere multifocali, proprio come il cristallino naturale, e permettere la messa a fuoco sia da vicino che da lontano. Peraltro, sempre grazie alle moderne innovazioni strumentali è possibile oggi misurare in modo preventivo una serie di parametri visivi, quali: – il diametro e lo spessore della cornea, – le caratteristiche della pupilla, – la distanza tra cornea e iride, – e far a meno dopo l’intervento di portare gli occhiali recuperando una vista decisamente giovanile. Un consiglio importante è quello di intervenire prima possibile una volta fatta la diagnosi di cataratta, perché oggi è davvero possibile ottenere un completo recupero della vista. Insonnia e terapie fisiche Il respiro è un atto fisiologico molto complesso. Ogni disturbo fisico o psichico genera alterazioni del ritmo respiratorio. Durante gli stati d’ansia, il respiro diventa corto, più accelerato e irregolare. Probabilmente quando, sia pur volontariamente regolarizziamo il respiro, avviene un processo opposto: si riduce lo stato di tensione determinato dall’ansia. Tutto questo concilia il sonno. Esemplificando al massimo, possiamo dire che il meccanismo del sonno si innesca allorquando tutti i neuroni di una struttura del cervello, chiamata «sostanza regolare», sono sincronizzate tra di loro. Qualsiasi fenomeno alterasse la sincronizzazione di questa struttura, altererebbe il processo del sonno. Lo stress, l’ansia, ogni altro stimolo sia fisico che psichico alterano il ritmo sonno-veglia. Una regolare respirazione attuata anche in maniera automatica può sincronizzare i neuroni di questa struttura, con conseguente recupero di un sonno regolare e fisiologico. Un’altra tecnica manuale per vincere l’insonnia, ci viene suggerita dall’agopuntura. Questa ha individuato punti sul nostro corpo che propriamente stimolati, dopo alcune, applicazioni, possono regolarizzare un sonno disturbato. Il primo punto è posto all’estremità del piede, tra il secondo e il terzo dito. Con l’unghia del dito di una mano si stimola dapprima il piede destro, dopo un minuto il sinistro. L’altro punto è situato sul polpastrello dell’alluce. Questo punto deve essere massaggiato con l’unghia del dito di una mano, andando dalla base del dito alla punta, e viceversa per un minuto. Se lo farete con regolarità allora, buona notte a tutti! SAMUELE VALENTINO Le proprietà dei cibi per una giusta dieta Cibi ricchi di sodio – frutti di mare, merluzzo, sardine, tonno, salmone. Cibi ricchi di potassio – patate, mele, albicocche, pesche, banane, carote, pompelmi, frutti di bosco, agrumi. Cibi ricchi di manganese – pane integrale, germe di grano, piselli, fagioli secchi. Cibi ricchi di ferr ferr o – spinaci, uova, carne di cavallo, carne di manzo, fegato, uvetta, castagne. Cibi ricchi di fosforo fosforo – frutta secca in genere, animelle, soia, crusca. Cibi ricchi di zinco – orzo, avena, manzo, molluschi, aringhe, tuorlo d’uovo, mais, riso, piselli. Cibi ricchi di calcio – latte, formaggio, cavolo, yogurt, prezzemolo, tuorlo d’uovo. Cibi ricchi di rame – Albicocche, merluzzo, agnello, melassa, nocciole, arachidi, noci americane, prugne secche, farina integrale, uva passa, fichi secchi. Cibi ricchi di magnesio – orzo, fagioli, noci, riso integrale. I Il sistema depura il sangue dei malati di brocopneumopatia cronica ostruttiva Brevi Brevi per la salute Pillola del giorno dopo da record La contraccezione è l’insieme delle pratiche che vengono messe in atto per impedire la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo. Le donne italiane utilizzano poco la pillola contraccettiva, ma quella del giorno dopo ha avuto nel nostro Paese una diffusione vertiginosa: il 60% in più in 7 anni. Inoltre sei italiane su 10 non usano contraccettivi. È il risultato dei dati presentati dalla Società italiana di ostetricia e ginecologia, durante il lancio della campagna “Love it! Sesso consapevole”. Dialisi polmonare, in Italia la prima volta al mondo Trovato un sistema per far fronte alla terza causa di morte più frequente. È stata sperimentata con successo, per la prima volta al mondo, nei nosocomi: le Molinette di Torino e al Sant'Orsola di Bologna, la dialisi polmonare, un sistema mini-invasivo che riduce la mortalità dal 35 al 7 per cento. Il sistema sperimentato con successo su 25 pazienti La dialisi polmonare è appunto un sistema scoperto, ideato e prodotto (ribadiamo, per la prima volta) in Italia. Al pari della dialisi renale, permette di rimuovere parte dell’anidride carbonica dal sangue. La sperimentazione è avvenuta e ancora oggi viene trattata presso il reparto di Terapia intensiva universitaria dell’ospedale Molinette della Città della salute e della scienza di Torino, diretta dal professor Marco Ranieri. Il trattamento mini-invasivo di rimozione dell’anidride carbonica è stato applicato con sorprendente successo su 25 pazienti con grave riacutizzazione di broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il risultato positivo è stato pubblicato su Critical Care Medicine I ricercatori hanno così dimostrato come l’applicazione dell’innovativa “dialisi polmonare”, abbattendo i livelli di anidride carbonica nel sangue, abbia significativamente ridotto il rischio di intubazione (dal 33 al 12 per cento) e le conseguenze negative che ne derivano, in pazienti con imminente fallimento della ventilazione non invasiva. Questo ottimo risultato della Medicina made in Italy, con i relativi procedimenti, è stato appena pubblicato su una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali: Critical Care Medicine, organo ufficiale della Società americana di terapia intensiva e medicina critica. Il robot ortopedico È stato effettuato di recente al centro traumatologico ortopedico (Cto) di Milano la prima operazione ortopedica completamente robotizzata che sia mai stata realizzata in un ospedale pubblico italiano. Lo ha annunciato il primario Norberto Confalonieri inaugurando il reparto di chirurgia ortopedica robot assistita. I Cuore in 3D Un cuore realizzato con una stampante 3D ha aiutato la chirurgia a salvare un bambino di 14 mesi affetto da quattro malformazioni. Grazie a questa riproduzione, un chirurgo di Louisville (Usa), è riuscito ad effettuare un complicato intervento. Ora il bambino sta bene. Il problema della glicemia quando è alta va affrontato in maniera molto attenta, poiché valori eccessivi di zuccheri nel sangue possono comportare conseguenze molto serie, come l’insorgenza di gravi malattie tipo il diabete. Ma quale dieta va seguita quando si scopre di avere la glicemia eccessivamente alta? In primo luogo, si dovrà assolutamente evitare di mangiare in maniera sconsiderata, e così porre molta attenzione nei confronti di ciò che si mangia. Proprio grazie all’alimentazione si può infatti riequilibrare i livelli di glicemia nel sangue, scongiurando il rischio di eventuali complicazioni. Inoltre, sarà importante dare un taglio alla sedentarietà, mantenendosi in movimento e quindi svolgere regolare attività fisica. Va ricordato che una corretta alimentazione non può sostituirsi alla terapia farmacologica eventualmente prescritta dal medico. Certamente chi presenta i valori glicemia alti potrà coQuando la glicemia è alta! della munque evitare i cibi come il pane bianco, il miele, la frutta secca (da assumersi saltuariamente), le patate al forno e fritte, i cracker, i cornflakes, il riso arborio, e lo zucchero. Dovranno essere assunti con moderazione alimenti come banane, uva e carote, mentre il semaforo è verde per alimenti come prugne, yogurt, latte magro, piselli, latte di soia, salmone, legumi, cereali integrali, verdure e così via. Fare attenzione ai succhi di frutta confezionati, poiché molto spesso sono ricchi di zuccheri aggiunti. In generale, evitare dunque di assumere quegli alimenti che presentano l’aggiunta di zucchero. Vanno evitati i cibi ad alto contenuto di carboidrati e grassi, e preferire quelli che scatenano una bassa risposta insulinica, come frutta e verdura, cereali e carboidrati complessi ad alto contenuto di fibre. I Un antidoto per l’allergia alle arachidi L’allergia alle arachidi è molto grave, può portare a shock anafilattico e alla morte. I ricercatori inglesi dell’Addensbrooke Hospital di Cambridge hanno sottoposto a un test 85 bambini e ragazzi allergici di età tra i 7 e i 16 anni. Questi, alla fine, sono riusciti a mangiare noccioline senza problema. L’idea? Aumentare gradualmente la dose partendo da un settantesimo di nocciolina al giorno, mischiata ad altri cibi. Guariti dopo 6 mesi. I

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La Gazzetta della Puglia R ECENSIONI LUGLIO / OTT OBRE ’14 – P AGINA 15 Edizione dell’Autore 2013 – di Martino Solito Editore Santoro-di Cinzia Castellana «Jèra ’na vòta... ’a fantasigghja...» I nonni ne hanno sempre una da raccontare ai nipoti. Sono preziosi anche per questo. A volte s’inceppa la memoria, e sono costretti ad improvvisare. Ma può riuscire difficile la ricerca degli argomenti. Non so se il poeta e scrittore Martino Solito abbia dei marmocchi da tenere tranquilli; di certo ha una gran dose di storielle da snocciolare grazie a una fantasia che scorre come un ruscello cristallino. Avrò ancora l’anima di un bimbo, ma ho letto Martino, appassionato della sua città, della sua natura e delle sue tradizioni, con vero godimento. Nel suo volume “Jère ‘na vote… ‘a fantasjgghie de Martine” (in dialetto con traduzione in italiano) di fatti e personaggi ce ne sono un bel po’: alcuni veri, tanti inventati con ricchezza di dettagli. Come il fuoco di San Giuseppe, che non era il falò che divampava sulla strada, più eccitante se era più alto, alimentato da fascine, credenze e tavoli rovinati; ma i ceci che arrostivano scoppiettando nel braciere. Non li mangiava soltanto chi li metteva sotto la cenere, ma chiunque passasse ne aveva un pugno. E Vitantonio Farfaridde, un avaro che appena riscuoteva il denaro del raccolto, lo metteva in banca? Il giorno della Candelora, un freddo che arrivava nelle ossa, uscì di casa per smaltire la noia, passò dal pescivendolo, acquistò il pesce e, non avendo altra carta in cui arrotolarlo, utilizzò diecimila lire tirati fuori con disinvoltura dalla tasca. Farfaridde non è il solo soprannome che popola queste pagine. Facciamo la conoscenza anche di tatà Nannùche, Malepensa, Ciccille Pejatòreje…I nomignoli sono diffusi in ogni paese e spesso sono dovuti all’aspetto fisico, al carattere, al mestiere, ai vizi…E alle capacità mentali: infatti incontriamo anche lo scemo del paese, presente al Nord come al Sud. Martino Solito ha la penna facile e creativa e la virtù di una narrazione allettante. Ad ispirarlo è la sua Martina o un paese vicino; e come un nonno con i nipoti uniti attorno allo scaldino parla del Natale e dei suoi riti, delle chiese, delle processioni, del piatto della fame, della moglie balbuziente… Divertente la storia del quaresimale, con il monaco che, non riuscendo a concludere la predica, si salva con l’intervento del fratello, Felice, calzolaio con bottega al rione San Giovanni. E ci sono storie di animali, che agiscono e parlano come gli uomini, se non meglio. Quella del ragno che in una notte gelida tesse la sua tela per catturare qualche insetto e rimane a bocca asciutta perché nessuna bestiolina con quella temperatura sbuca dalla tana; e quella del lupo che, non vedendo più pecore in giro, sta per ripiegare sulle galline quando decide di andare dal prete del branco per confessare le scorpacciate di ovini. Il prete gli chiede di precisare la quantità, quando sente vicino un belato. Chiede tempo per dare la risposta, ma in verità corre a pasteggiare, in modo che al ritorno possa fare un rendiconto completo, per salvarsi l’anima. E poi c’è la storia del topo di città amico di quello di campagna. Il primo, “Zippe Zippe”, vive in casa di don Francesco, a Martina, e si può permettere di passare, con il formaggio in bocca, sotto il naso del gatto “Palunnidde”, vecchio e quasi cieco. Un giorno va a far visita al compare, “Tippe Tappe”, che sta in contrada Cardinale, di fianco alla vigna di Alessadrino e trovandolo magro e affamato nel muretto a secco per proteggersi dal felino del confinante, gli descrive il privilegio di cui gode e lo invita in paese per verificarlo, mangiando un po’ di cacio. Ma “Palummidde” si stufa di essere preso in giro, e mentre “Zippe Zippe” con sussiego sta per superarlo lo artiglia. Martino Solito racconta con piacevolezza, in un dialetto ricco di suoni e di metafore. Adora il suo paese, e lo esalta, perché è davvero bello. Lo scruta, lo ricerca; e intanto ascolta anche i ricordi degli anziani; e s’immalinconisce al pensiero che il suo dialetto, come tutti i dialetti, sia diventato un’altra cosa. Il richiamo della mia... I DALLA PRIMA PAGINA FR. PR. (...) Tutto, qui, alimenta la sua poesia. La vede vestita di sole, la sua Martina; e le si rivolge accorata: i miei piedi vanno dove tu li vuoi portare. E osserva il fascino delle architetture, le facciate bianche come il latte; lo zelo delle donne che, lavando le proprie case, rendono lucido anche un pezzo di marciapiede. “Ogni pietra racconta la sua storia”: parlano le pietre di Martina. Persino quelle dei muretti a secco. Cinzia Castellana le sa ascoltare. Ascolta anche i discorsi della gente, che passa per andare in chiesa o al mercato; o fa la ronda in mezzo al “Ringo” o capannello in uno slargo. Spesso Cinzia cammina con lo sguardo verso l’alto, per ammirare le altane con festoni di fiori di ogni colore; i portali, gli stemmi, le donne che sferruzzano sull’uscio. Il centro storico di Martina è un palcoscenico, dove le scale che portano ai soprani, le “’nghiostre”, i vicoli sono quinte e fondali. Senza essere civettuola, qui Martina mostra la sua bellezza a chi la cerca Cinzia conosce bene la sua culla; eppure ama rivisitarla, inoltrandosi nei cortili, nei chiostri, ogni volta riscoprendo amabilità e dolcezze. A volte la risveglia l’urlo del fruttivendolo ambulante, che fa da calamita alle massaie. E un sorriso si spande nella sua poesia, che si fa triste quando a Cinzia viene in mente all’improvviso il padre. “Me vène na cose da ‘nghèpe ai pire/ ca me ‘ntramugghièsce le penzìre…”. Dalla finestra entra ancora nella sua stanza il rumore del camion, e si rivede mentre si affretta “giù per le scale per andare a saltare sul cassone…”. La leggo nel libro “Il richiamo della terra mia”, in dialetto, Edit. Santoro: un libro che si svolge “tra fede, valori, amore e tradizioni”, arricchito da lodevoli illustrazioni di Enza Zizzi, Pina Soloperto, Giovanna Maffei, Imma Semeraro, Letizia Lisi, Letizia Battaglia, Angela Elia. In queste pagine Cinzia ha raccolto solo alcune delle sue composizioni: Commoventi, divertenti, ironiche, come quella sui dolori. Una volta se avevi il mal di testa, il sospetto cadeva sul malocchio, e allora bisognava ricorrere a un rito fatto di suppliche mormorate, di gesti meditati e di ipotetici eventi da interpretare (di solito se ne occupava una donna anziana considerata esperta), come la forma che due gocce d’olio assumevano navigando in un piatto pieno d’acqua; se ti assillava il mal di pancia, pronto l’alcol con il peperoncino….Non esistevano i rimedi che abbiamo oggi; non si andava dal dottore. Dallo spasso alla malinconia, ne “L’emigrante”. “Con la valigia di cartone oggi parto da Martina/ vado in Germania a far fortuna…”. In paese il lavoro è latitante; il treno fischia, è già pronto per la partenza e non si cura degli affetti che il viaggiatore si lascia dietro, promettendosi di rientrare al momento giusto, con in tasca il gruzzoletto. Amo la poesia di Cinzia, che a volte rispolvera il mio passato. Come “A velleggiatòure”, che “non è solo rose e fiori, perché alla fin fine sempre due case sottosopra ti ritrovi…”; e “A vennegne”, che ti butta giù dal letto alle prime luci dell’alba e ti fa andare nella vigna. Cinzia suscita emozioni. Anche quando fra le luci della ribalta recita da attrice provetta i suoi versi o interpreta una commedia. F. PRESICCI Da “Il Fatto Quotidiano” – di Gianni Barbacetto SALVATE IL SOLDATO IOSA C’è qui al Nord un circolo culturale che è nato nella periferia milanese, a Quarto Oggiaro (un tempo chiamata “Corea”, o “Barbon city”). Questo circolo, senza troppi soldi e senza padrini, ha continuato a svolgere le sue attività sotto ogni clima culturale, sociale e politico e ora compie 50 anni (19 gennaio del 2012, ndr). È il circolo Carlo Perini, nato nel 1962, in quel crogiolo di fermenti che fu cultura del cattolicesimo conciliare e arrivato felicemente fino a oggi. Tra mille difficoltà, testimonia il suo fondatore e presidente, Antonio Iosa, che ne ha viste di tutti i colori e ne ha subite tante (da un assalto fascista alla sede fino a una gambizzazione delle Brigate rosse che gli hanno lasciato segni indelebili). Difficoltà ne ha avute tante, il Perini, avendo attraversato l’incredibile storia italiana. gli anni Sessanta dei fermenti, i Settanta dei conflitti, gli Ottanta della Milano da bere, i Novanta di Mani pulite e poi del berlusconismo e del leghismo, fino al nuovo millennio. Il circolo Perini oggi (ma non è una novità) ha problemi di finanziamenti. Sarebbe un peccato morire a 50 anni, e proprio quando a Milano comincia a soffiare un vento nuovo. Scrive il suo presidente Iosa: «Nessuno avrebbe scommesso un soldo, nel lontano 1962, sulla nostra longevità storica nel panorama culturale milanese. La nostra presenza non si è mai identificata con la cultura del piagnisteo o della semplice contestazione alle istituzioni, ma con l’elaborazione di progetti e proposte, studi e ricerche, attività svariate che decentrano l’eccellenza culturale nei quartieri e che valorizzano la cultura e la storia locale. E siamo qui, con la nostra caparbietà scomoda, a svolgere il nostro dovere di presenza e di testimonianza, per chiedere un cambio di indirizzo alla politica culturale milanese. Rivendicando un coinvolgimento che rispettando la nostra autonomia promuova con l’ente pubblico progetti specifici di interesse culturale, valorizzando e armonizzando le esperienze di associazioni volontarie presenti sul territorio. Se si esamina la delibera della giunta comunale milanese del 30 dicembre (2011, ndr), che ha erogato contributi al sistema culturale milanese, risulta evidente che è stata privilegiata la rete degli operatori culturali milanesi in rappresentanza della cultura borghese centralista ed espertocratica. Sono stati negati contributi modesti a progetti minori degli anti culturali periferici, che pur svolgono un servizio di qualità fondamentale e che sono stati sfacciatamente discriminati ed esclusi dal contributo. Eppure bastavano 50 mila euro per compiere un atto di riconoscimento ad almeno venti enti culturali, che vivono e operano fra emarginazione e silenzio sul territorio dei quartieri di Milano. I loro progetti non sono stati presi in considerazione, perché si continua a privilegiare l’alta cultura borghese e da salotto o la cultura di enti che sono anche fabbriche di voti per un tipo di ideologia politica. Non esiste una cultura di serie A per il centro storico e la borghesia più o meno illuminata e una cultura di serie B per i quartieri popolari, che necessitano d’una progettualità decentrata di eccellenza dal centro in periferia». Salviamo dunque il soldato Iosa e, con lui, l’attività culturale a Quarto Oggiaro. GIANNI BARBACETTO

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